Amabili interviste con Camillo Carrea

Intervista a cura di Daniela Sardella

Cari lettori, eccoci con il nostro appuntamento settimanale : ” Amabili Interviste”. Oggi avremo come ospite l’ Autore Camillo Carrea che ci racconterà com’è iniziato il suo percorso come scrittore e inoltre parleremo de ” L’ ultima Luna” da noi recensito. Quindi personaggi, luogo, tema un pò di tutto. Adoriamo questo spazio perché offre l’ opportunità di comprendere i retroscena i dubbi di chi crea e le aspettative . L’ intervista scritta è solo il primo passo perché domani pubblicheremo la recensione del libro e Sabato 14 l’ Autore sarà nostro ospite all’ interno del gruppo Amabili letture blog . Qui svilupperemo ulteriormente l’ intervista. Dalle 10.00 alle 13.00 Camillo Carrea sarà con noi e soddisferà ogni curiosità ! Adesso è giunto il momento di accogliere il nostro ospite:

Benvenuto Camillo Carrea

Come di consueto la prima domanda riguarda lei personalmente. Chi è Camillo Carrea?

Innanzitutto una persona che ama il racconto, ascoltarli e raccontare è sempre stata la mia passione. Nella vita sono padre di famiglia e lavoratore metalmeccanico. La lettura è una delle mie passioni. Credo che non si possa scrivere bene senza leggere molto, anzi moltissimo e di tutto.


Com’è nato l’ amore per la lettura e in seguito quando ha sentito il bisogno di scrivere qualcosa di suo?

L’amore per la lettura è nato che ero ragazzino, meno che adolescente, quando ‘incontrai’ la biblioteca di mio zio, che allora frequentava le scuole superiori. Tra i libri di scuola scoprii alcuni libri di narrativa. E poi la biblioteca scolastica, alle scuole elementari. Ero avido di letture, come ora. 

Quando scrive  è  più metodico o istintivo?

Dapprima istintivo. Alla prima stesura scrivo tutto ciò che mi viene in mente. Poi divento metodico. Nel rivedere il testo sono molto esigente con me stesso. La mia scrittura… tengo che scorra, che si legga speditamente, briosa, mai fine a se stessa. Credo che la scrittura narrativa debba avere queste caratteristiche.

Entriamo nel vivo e parliamo del libro in questione:” L’ ultima luna”. Vuole dirci a grandi linee cosa c’è all’ interno?

 ‘L’ultima luna’ è realtà e magia, mistero e, a detta di molti, poesia. E’ la Storia e le storie dei personaggi, che si intersecano e danno vita a un romanzo corale, dove il paese, ovvero il luogo ove si svolge gran parte della storia, è il protagonista principale.


Qual è  stato il fattore scatenante che l’ha spinta  a scrivere questo romanzo?

I racconti degli anziani, intrisi di mistero, affascinanti, bizzarri…, surreali, insieme alla passione per la Storia. 


Perché ha  scelto di ambientare la storia proprio in Abruzzo?

Nonostante la storia si svolga in Abruzzo, credo che ogni borgo, come si dice oggi, ma io preferisco ‘paese’, possa riconoscersi in questo romanzo. Tengo a dire che parte di esso si svolge a New York e nel sud est Asiatico. Come accade questo… tocca scoprirlo ai lettori.


 Tratta molti argomenti nel suo romanzo, come l’eresia, la stregoneria e l’alchimismo.Perché questa scelta?

Ho letto libri di questo genere, saggi, romanzi… E curiosamente i racconti degli anziani spesso ne erano la conferma, se di conferma ve ne fosse stato il bisogno. Mi sono interessato, per un periodo di tempo, delle eresie della chiesa cattolica, e delle loro conseguenze violente e tragiche su donne e uomini innocenti.


Per quanto mi riguarda ogni scrittore penso che voglia lasciare un messaggio si suoi lettori attraverso le sue parole, Qual è il suo?

Che la ribellione alla razionalità, a tutto ciò che è schematico e esatto può essere la soluzione per sfuggire al grigiore, alla piattezza, alla noia. I protagonisti del romanzo sono in gran parte dei ribelli, ognuno a modo suo, che non accettano verità preconfezionate, dogmi, pensiero corrente. Specie le donne, sono autentiche guerriere che combattono contro il pregiudizio e il maschilismo imperante.


Quanto c’è di lei nella storia? Si rivede in uno dei personaggi oppure no?

C’è di me, insieme a qualche episodio accaduto. C’è la mia infanzia ‘magica’ e popolata di anziani, formidabili narratori e narratrici. E dalle ragazze di quel tempo, gli anni ’70, formidabili, quasi eroiche nelle loro lotte. Le mie ‘sorelle’ maggiori.


Secondo lei, per considerare il manoscritto un buon lavoro,  cosa non deve mai mancare o  meglio  cosa non deve mai trascurare l’Autore?

Suscitare emozione e meraviglia. Sorprendere e coinvolgere.


Cosa pensa dell’editoria in generale, delle attuali case editrici o del Self publishing?

Parlo della mia esperienza con le ‘piccole’ case editrici. Per mancanza di risorse tralasciano la promozione del libro e molto spesso ci si ritrova soli. Le grandi la fanno da padroni, qualche volta con prodotti scadenti ma divulgati in modo massiccio dai media per via delle risorse che alle ‘piccole’ mancano. Per il self… credo che sia la strada del futuro. Difatti ho avuto modo di rendermi conto che molti romanzi self sono migliori di molta merce divulgata dai grandi editori, premi Strega o Campiello compresi. 


Per concludere. Cosa dobbiamo aspettarci in futuro? 

Molto self, ebook, e vendite tramite librerie virtuali. E mi auguro che i lettori si basino sempre più sulle recensioni dei lettori e non su quelle dei grandi giornali. E non guardino le classifiche delle vendite stilate  a bella posta, per… vendere, appuntoMentre, per quanto riguarda me personalmente ho appena terminato un romanzo in cui metto in collegamento vari momenti storici, come la guerra civile spagnola, il Sessantotto, la strategia della tensione e gli anni di piombo. Il romanzo si svolge in gran parte in Spagna, ed è la storia di due amici che ritrovano da quelle parti le loro radici, in modo direi… surreale. Neppure qui esulo dal soprannaturale.

Ringraziamo ancora il nostro ospite per la disponibilità, la serietà e la simpatia. Vi ricordo che Sabato 14 l’ autore sarà con noi dalle 10.00 alle 13.00 nel gruppo Amabili letture blog, quindi vi aspettiamo numerosi! Ricordate sempre… Amabili letture blog Ciaooooo

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