“Cosa rimane dei posti dopo la gente” di Elio Picardi

Dettagli prodotto:

Copertina rigida: 104 pagine
Editore: & MyBook (1 febbraio 2019)
Collana: Narrativa
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8865601639
ISBN-13: 978-8865601631

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Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

Ho sempre pensato che i libri si dividano in due grandi categorie: quelli da bere tutto d’un fiato e quelli da sorseggiare, da appoggiare sul comodino e a cui affidare gli ultimi attimi di una giornata. Il libro di cui vi vorrei parlare oggi rientra, a mio parere, nella seconda categoria. “Cosa rimane dei posti dopo la gente” è una raccolta di piccoli racconti, un delizioso cofanetto pieni di gioielli preziosi. Se ogni sera, prima di coricarvi, prendeste in mano questo scrigno e indossaste uno dei suoi monili, la vostra giornata sarebbe sicuramente più ricca, perché ogni racconto contenuto qui, porta con sé un significato, una riflessione, un insegnamento.

I racconti affrontati in questo libricino, all’apparenza, sono tutti a sé stanti, scollegati tra loro, ma l’intelligenza che nasconde questa raccolta sta nella direzione in cui tutti vanno a parare, la riflessione. Ogni singolo racconto racchiude un momento preciso in cui il lettore si ferma e collega ciò che sta leggendo alla propria storia personale, o a qualche esperienza vissuta, e ne trae una conclusione, che nella maggior parte dei casi, sarà di origine nuova, diversa. La forza di questi racconti sta nel regalare ai lettori un nuovo punto di vista, un retroscena, un “non ci avevo pensato”. Ci sono messaggi che arrivano in modo più immediato ed altri che vi ruberanno qualche attimo di elaborazione in più, ma tutti hanno lo scopo di farci aprire un po’ di più la mente.

Elio Picardi, l’originale autore di “Cosa rimane dei posti dopo la gente” ha una innata capacità di, come suggerito dal titolo azzecatissimo della raccolta, partire da i luoghi, dalle vicende, dal contorno delle storie e scavare, con riguardosa minuziosità, fino ad arrivare alle persone, ai personaggi che popolano i racconti. Ciò che scoprirete dei loro protagonisti, saranno il trampolino per i vostri pensieri, saranno l’opportunità per leggere con più attenzione, per sentire nascere nel proprio profondo delle nuove prospettive.

Ciò che vi posso dire è che ci saranno dei racconti che più vi rimarranno nel cuore, ma ovviamente, ognuno si sentirà chiamato in causa a modo suo e ad ognuno di voi, trovo molto probabile, il fatto che arriveranno insegnamenti diversi. I miei preferiti sono “L’Ologramma”, “Coincidenze” e “Agosto ’62”. Faccio un po’ fatica a spiegarvi i miei perché, essendo i miei collegamenti sia mentali, sia sentimentali, personali e soggettivi. Fatto sta che in questi tre racconti, Elio Picardi ha saputo toccare davvero in profondità alcuni miei pensieri, alcune mie convinzioni, alcune mie riflessioni. Ciò che trovo assolutamente geniale è che, ne sono certa, a chiunque leggerà questo libro, rimarrà qualcosa di diverso, i racconti che sono rimasti più dentro di me, non saranno gli stessi che rimarranno in voi, e non lasceranno gli stessi pensieri, le stesse sensazioni.

Partendo già dal titolo, “Cosa rimane dei luoghi dopo la gente”, il rimando all’ingegno di Raymond Carter salta immediatamente all’occhio ed in effetti il minimalismo dello stile narrativo che troviamo in ogni singola storia ne è la riprova. Queste piccole short story sembrano quasi soppesate su una bilancia prima di essere messe nero su bianco, in modo da non dire mai una sola parola in più. E’ l’autore ad aver scritto i racconti, ma la libera interpretazione che viene lasciata al lettore è assolutamente la parte più viva del libro. Il “non detto” ha la funzione più forte nelle narrazioni, lo spazio essenziale occupato dalle parole regala a chi legge la possibilità opinare tutto l’opinabile che si possa raggiungere attraverso poche, incisive immagini.

Purtroppo, non essendoci una trama globale, non essendoci una storia da raccontare, il mio compito di recensore non ha molto altro da aggiungere, se non quello di dirvi che questo è un libro che non si può ignorare. Il suo potere non è quello di farvi entrare nel racconto, ma di darvi la possibilità di scriverlo da soli e trovo sia una cosa davvero fuori dalle solite righe. Non voglio dilungarmi oltre, penso infatti che un libro così necessiti di poche parole, ma di milioni di riflessioni sprigionate attraverso di esso, ma per farlo, siete voi a doverlo prendere tra le vostre mani e affidarvici, coscientemente e coraggiosamente, le vostre menti.

Buona Amabile Lettura

Sinossi:

Dopo aver pubblicato con & MyBook tre raccolte sperimentali a cavallo tra poesia e prosa (Le mie tavole di RorschachLiber Secundus e Nuovo Inizio), Elio Picardi compie un nuovo passo avanti creativo, questa volta in direzione della prosa, recuperando dai propri archivi quaranta racconti la cui prima stesura risale agli anni ‘90.
Cosa rimane dei posti dopo la gente è fin dal titolo un omaggio a Raymond Carver, con una rilettura sapiente e personale della narrativa minimalista. Quella grande scuola lavorava soprattutto sulla sottrazione e sul raffreddamento dei sentimenti, ma l’intuizione di Picardi è che il nucleo emozionale dietro le cose, i posti e le situazioni è sempre pronto a esplodere, e che il vero senso della letteratura è descrivere le reazioni delle persone alle proprie reazioni, in un continuo duello tra passività e aggressività, autocontrollo feroce e altrettanto feroci esplosioni di insofferenza; perché il passaggio delle persone nello spazio e nel tempo porta sì la vita, ma spesso lascia dietro di sé macerie.

INDICE DEI RACCONTI (generi: realismo, fantascienza, erotico, esistenzialismo)

Il genetista
Dio e il guardiano
Breakdancers (non-stop human batteries)
Il cannoniere
Stanlio e Ollio
Il Funambolo
Lo Zen e il palloncino
Il Mostro
Lo Scacchista mancato
L’ultimo barbiere
L’Ologramma
La caverna
I deròdimi
Il patto di sangue
Il pennello
Effetto alone
L’Aguzzino
Il ritiro
Il siero della Verità
Il Pilota
Cento metri, otto secondi
La nebbia
Il piccione malato
Il pazzo
Cosa rimane dei posti dopo la gente
Coincidenze
Fred Astaire
Le bambole
Houdini
I fuochi d’artificio.
Il Bagnino
Agosto ‘62
Pepe
Il tuo regno nel mio cuore
Il bordo
Il Signore della sabbia
Muraglie
L’arcipelago del cormorano
Il manifesto
Il Volo

Casa Editrice:

MyBook è un marchio editoriale della Caravaggio Editore, dedicato alla pubblicazione di Libri on Demand. Fondata nel 2008, la casa editrice nasce, sostanzialmente…

[…] in quanto al giorno d’oggi non ha più senso ricorrere alla vecchia editoria “a contributo” per pubblicare il proprio Libro; ovvero: è anche giusto che un Autore non ancora conosciuto decida di autofinanziarsi per essere pubblicato, ma non è giusto che, nel farlo, debba anche cedere i propri diritti sull’Opera e sborsare cifre spropositate. Con & MyBook quindi, l’Autore ha gli stessi servizi di un Editore tradizionale, ma non gli stessi vincoli e, soprattutto, l’investimento iniziale è decisamente più basso.

Questo scrivevamo sulla prima versione del nostro sito web, ben 10 anni fa, quando ancora non esistevano editori on demand che offrissero anche la distribuzione (al di là della piattaforma della casa editrice) e un contratto leggero e senza vincoli di esclusività. La casa editrice, con questi elementi innovativi, ha avuto un immediato successo e, ad oggi, conta centinaia di pubblicazioni in attivo. Diverse sono state le versioni del sito web e diverse le modalità di pubblicazione, ma mai la nostra offerta è stata più completa (Modalità di Pubblicazione “Tutto”).

Biografia Autore:

Mi chiamo Elio Picardi, sono nato nel 1960, ho due lauree, in Letteratura Spagnola e in Letteratura Italiana, ho svolto diverse professioni, tra cui il redattore editoriale, il correttore di bozze e il percussionista di musica afrocubana e maghrebina. Ecco perché non posso concepire la poesia senza ritmo. Il ritmo viene dal greco rhythmòs, che a sua volta deriva dal verbo “reo”, scorrere. Il ritmo è la scansione del tempo, e la poesia è la scansione della vita. Il mio consiglio è dunque il seguente: diffidate della poesia senza ritmo.

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