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“Gli indesiderabili” di Elisa Mura

Dettagli Prodotto:

  • Editore: ‎ PubMe (13 settembre 2021)
  • Collana: Belle Epoque
  • Lingua: ‎ Italiano
  • Copertina flessibile: ‎ 252 pagine
  • ISBN-10: ‎ 883366967X
  • ISBN-13: ‎ 978-8833669670

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Intervista a cura di Daniela Sardella:

Amici e lettori di Amabili oggi siamo qui per presentare la nuova uscita letteraria dell’autrice Elisa Mura. Nella nostra tappa Blog tour abbiamo voluto creare qualcosa di diverso, qualcosa che porti i riflettori puntati direttamente su una mente geniale. E allora cosa fare se non rivolgerle direttamente alcune domande?

A seguire ci saranno cinque risposte che vi apriranno un mondo sia sulla scrittrice, per chi ancora non la conoscesse, sia sul romanzo in questione. Ma prima, se permettete, lascerei un mio personale pensiero riguardo il libro.

Questa non è la prima esperienza con l’autrice, infatti avevo già letto due pubblicazioni: “Il club delle ossessioni” e “I sogni di Alice”. In entrambi i casi Elisa è riuscita a portarmi tra le pagine in maniera completa, non esisteva altro che la sua storia, ma con “Gli indesiderabili” è andata oltre. Con la sua penna magica è riuscita ad azzerare, offuscare tutto quello che mi circondava e con semplicità mi ha catapultato lontano tra colori, suoni, profumi, musica, arte, sogni, desideri e misteri. Questo romanzo è un mix esplosivo! Elisa, come un’eccellente direttrice d’orchestra, manovra i protagonisti e le loro storie con fare sicuro e fluido creando una lettura piacevole, ricca di aspetti e argomenti di particolare peso. Non lascia nulla al caso e il lettore lo percepisce. Non mi dilungo perché a seguire Jennifer ci fornirà un’analisi attenta, con la quale, sono sicura, farà accrescere la vostra curiosità verso questo romanzo assolutamente imperdibile! Ora vi lascio all’intervista e ringrazio Elisa Mura per aver regalato un po’ di sé a tutti noi.

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1 • Nuova presentazione per “Gli indesiderabili”. Un lavoro che ha portato una Cover diversa, migliorie generali del testo e alcuni accorgimenti in più oltre l’aggiunta della firma Belle Epoque. Come mai questa scelta?

Il romanzo c’era ma fermo in una triste fase di ibernazione: non lo leggeva nessuno. Non trovavo più gli stimoli per pubblicizzarlo, aveva bisogno di una ripulita e io avvertivo la necessità di sentirmi dire se valeva la pena riproporlo. Ho scelto di dargli una nuova possibilità perchè è il romanzo, tra quelli scritti da me, che preferisco oltre alla dilogia “Non adatto alle persone serie”, in cui mi sono sbizzarrita inserendo le sfaccettature che mi piacciono. Il mio cuore piangeva a vederlo tanto isolato, come fosse un bimbo tra i banchi di scuola ignorato dai compagni. Ho notato che le collane Segreti in giallo e Belle èpoque potevano essere interessati alla trama così mi sono fatta coraggio e l’ho inviato.

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2 • Prima di deliziarci con la splendida e attenta recensione di Jennifer, vorrei farti un paio di domande mirate riguardo la storia. Parliamo del titolo stesso: “Gli indesiderabili”. Come e perché la tua scelta è andata verso questa parola?

Vi farà sorridere, ma il titolo me l’ha ispirato J.K. Rowiling nell’ultimo volume di Harry Potter, quando il maghetto divenne un ricercato. Mi sembrava un termine parecchio adatto e meno ricercato di indesiderato, il cui significato è associabile. I miei indesiderabili si rispecchiavano perfettamente in entrambi i casi. Michel ed Emma sono due indesiderati, uno per il suo aspetto l’altra per essere diversa, una gitana. Vicken, invece, si sente lui stesso un emarginato se non potrà seguire le orme dell’amato padre. Tutti e tre però sono classificati indesiderabili a causa di un’abilità comune da una ristretta cerchia di persone pronta a punirli.

3 • Nel libro c’è un messaggio o meglio una sorta di affinità con la società odierna, giusto? Gli indesiderabili si potrebbero paragonare a…?

All’importanza, a volte esagerata, che si riserva all’apparenza. Ci sono diversi messaggi introdotti nel romanzo. Nomino spesso il valore della bellezza, dell’aspetto fisico e di quella interiore, ma anche della bellezza dell’arte e dell’intrattenimento a 360°. L’amore che mettiamo in ciò che facciamo ci rende gradevoli anche quando non lo siamo, il bello si può creare non solo esserlo. Altro elemento importante è la lotta al pregiudizio, a chi è diverso e cerca invano di adeguarsi. Trovo in queste riflessioni un paragone.

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4 • Parlando dei protagonisti. Tutti, nessuno escluso, ha una specifica caratterizzazione, cosa che ho apprezzato molto. Ogni singolo individuo possiede un dono speciale che utilizza come meglio crede. Ora io ti chiedo: quale dono vorresti avere tu? Forse quello di Emma? In base alla tua risposta ci spieghi la particolarità legata al protagonista e perché sceglieresti tale dono?

Credo molto nella caratterizzazione dei personaggi al pari di una trama coinvolgente. Ho pensato di elargire questo dono in base a ciò che sarebbe stato loro utile. Per Michel il potere è legato alla sua salvezza come persona, al fatto che non si è piegato alla mancanza d’amore della madre proprio perchè ha trovato uno scopo. Se Michel non avesse mai provato a disegnare, forse non sarebbe diventato lo stesso. Per Vicken è provvidenziale, nel senso che il dono gli impedisce di abbandonare le sue ambizioni. La sua goffaggine rimane ma è il vero bello del personaggio: perfetto nell’aspetto e imperfetto nei modi.
In quanto a Emma il suo potere è basilare per poter tirare avanti con la sua finzione di veggente. Il suo dono l’ha maturata, è un continuo crogiolo di informazioni che archivia nella sua biblioteca mentale. Emma è una ragazza curiosa eppure molto razionale, le ho dato un aiuto per sopravvivere.
Fosse per me vorrei tutti e tre, ma quello che mi affascina tantissimo è quello di Michel, che si basa sul controllo. Averlo, ogni tanto, mi sarebbe d’aiuto nella giungla a ostacoli in cui viviamo.

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5 •Parlando non solo di questa pubblicazione ma riferendoci ai diversi testi usciti precedentemente, cosa vuoi o meglio vorresti trasmettere ai tuoi lettori?

Innanzitutto spero di trasmettere una parte di me, qualcosa che vorrei condividere con gli altri perchè sento, altrimenti, di esistere invano. Come gridare: “io ci sono, vi va di scoprire che ho da esprimere?”
Nei miei testi ci sono sempre dei messaggi che voglio sottolineare. Che l’amicizia non deve essere di passaggio, che si lotta per le proprie idee, che l’egoismo non è la carta vincente, che la bellezza è pari merito all’amore che si riceve, che lotto contro il bullismo e le ingiustizie. Spesso sono ironica, ma l’ironia non deve essere giudicata superficialità, a volte nasconde tutt’altro, un’anima malinconica.

Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

Potrebbe essere un primo piano raffigurante 1 persona, capelli, giacche e occhiali

Cari Amabili, eccoci qua, oggi tocca a noi parlarvi de “Gli Indesiderabili” di Elisa Mura. Quando partecipi alla data di un Blog Tour scatta sempre la voglia di scrivere qualcosa di diverso, di creare una recensione particolare, magari che colga quell’aspetto che nessun altro ha afferrato, o che esalti un personaggio piuttosto che un altro. Ogni volta, quindi, la concentrazione si raddoppia, perché il desiderio di far capire all’autore del libro in questione che il suo messaggio è arrivato è alto e, ogni volta vorresti che la tua recensione sapesse afferrare quel significato nascosto tra le righe del romanzo, ma questa volta è diverso, questa volta a distinguersi non sarà una recensione, ma il libro stesso.

“Gli indesiderabili” di Elisa Mura è un romanzo che emerge da solo, che quasi non necessita di recensioni per convincere qualcuno a inoltrarsi tra le sue pagine.

Innanzitutto vorrei svelarvi un segreto (che poi tanto segreto non è): qui ad Amabili Letture abbiamo il grande piacere di conoscere bene Elisa e, devo dire, che in questo romanzo ho trovato tanto di lei, del suo modo di essere, della sua dolcezza, delle sue paure, di ciò vorrebbe gridare al mondo. Ho sempre pensato che se un autore riesce a mettere anche solo una punta di se stesso all’interno delle pagine di un suo scritto, è come se si donasse ai suoi lettori e questo, come lettrice, mi ha sempre emozionata. L’emozione, quello strano sentimento che ha il potere di smuovere la fantasia, che va dritto al cervello e lo rende succube di ciò che sta leggendo, come incantato, come stregato, come se qualche strano potere si fosse impossessato del lettore e lo avesse catturato.

L’emozione, ciò che muove le fila di questo romanzo e ne rende magici i protagonisti, incancellabili le ambientazioni e seducenti gli indesiderabili.

BELLA EPOQUE by elesos02 on emaze

Siamo a Parigi, una delle città più belle del mondo, una di quelle città che ti si rappresentano all’istante nella mente grazie ai simboli che tutti conosciamo: la Tour Eiffel, gli Champs-Élysées, il Louvre. In un secondo siamo lì, immersi fino ai capelli nella narrazione che ci fa vagare tra le vie della capitale francese e la magia si plasma all’istante. Bellissima scelta anche, e qui però salta fuori il mio parere personale, farci arrivare anche in Place de la Republique (il caso vuole che esattamente lì ci fosse l’hotel del mio viaggio di nozze), fortunella Elisa che hai toccato facilmente le corde dei miei ricordi…

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Il centro di tutto sarà il Cirque d’Hiver, attorno al quale si svolgerà quasi totalmente la vicenda. Il Circo, quell’affascinante ambiente da sempre scenografia perfetta per intrighi misteriosi, suggestive attrazioni e segreti indicibili. Diciamo che le basi di partenza poste dall’autrice sono davvero forti, ben concepite, ben analizzate e perfettamente in grado di reggere una storia assolutamente credibile. I miei primi complimenti, quindi, vanno a Elisa per la sua intelligente capacità di ambientazione della storia che si costruisce e si dipana su uno sfondo che rende l’atmosfera e l’intento del romanzo alla perfezione. Veniamo, però, al cardine de “Gli Indesiderabili”, ovvero gli indesiderabili stessi.

Chi sono gli Indesiderabili?

Dotati di poteri misteriosi, gli Indesiderabili raccontati da Elisa Mura sono la vera forza del romanzo. Ognuno con una precisa caratterizzazione, ognuno con un ruolo delineato perfettamente, ognuno forgiato da una penna arguta nel creare quel protagonista in cui il lettore saprà rispecchiarsi. Il secondo complimento che vorrei fare è legato esattamente a questo, cioè al lavoro di definizione e rappresentazione che tutti i personaggi incarnano in sé. Leggere il libro di Elisa è stato come aprire un pop up: lei parla di Parigi ed ecco apparire Parigi, lei parla dei personaggi che popolano il romanzo ed ecco che come per magia, delle piccole figure di cartone spuntano dalle pagine con un “pop-pop-pop” e tu non solo le immagini, ma le vedi, le tocchi e il racconto non è più nero su bianco, ma diventa una raffigurazione visiva tridimensionale a colori.

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Michel, il talentuoso pittore che impariamo a conoscere fin da piccino. Una vita travagliata fin dalla nascita, una vita influenzata dalla bellezza, dapprima dalla sua mancanza, poi dalla scoperta, infine dalla conquista. Michel nasce bruttino, da una mamma che non saprà vedere più in là di un visino che non le somiglia, che preferirà non vedere la squisitezza nascosta nell’animo. Il destino, però, ha strani modi per mostrare il suo splendore e lo nasconderà nelle dita di Michel che troverà la sua strada nel disegno, nel raffigurare la sua grazia attraverso una matita, un foglio e un carboncino. Abbandonato in un orfanotrofio, Michel scoprirà, però, di possedere un dono legato al suo talento di pittore, un dono potente, che potrebbe cambiargli la vita, ma… Michel è quel personaggio dolce, dall’animo delicato, timido, insicuro e introverso che dona al romanzo la possibilità di mandare il messaggio che l’apparenza inganna, che la beltà si nasconde in ogni dove, che l’amore può scegliere strani modi per manifestarsi.

Emma, il personaggio che più incarna la libertà, che rende giustizia alla voglia di poter dire no a una sorte che sembra già scritta, che si impossessa della sua vita e rincorre la felicità. Destinata a una vita ai margini di una società che la guarda con sospetto perché gitana, ma con un grande sogno, quello di ballare finché le mancherà il fiato. Emma che un giorno incontrerà un ragazzo del quale si innamorerà all’istante perché sente che c’è qualcosa che li unisce, un brivido, una sensazione, qualcosa di inspiegabile. Fuggirà dal suo apparentemente ineluttabile futuro per inseguire il suo sogno e l’amore. Arriverà a Parigi, città dove la speranza diviene realtà. Ci arriverà con Vicken, e con lui condividerà il suo dono.

Vicken, ragazzo bellissimo che nasce in un famiglia di illusionisti, due genitori talentuosi e che lo amano e si amano. Una famiglia meravigliosa, una famiglia, però, che nasconde il dono segreto del figlio. Anche Vicken ha un sogno, quello di ereditare il talento magico del padre e, chissà, magari superarne le capacità, ma i sogni a volte rimangono solo desideri, perché Vicken è un autentico disastro, assolutamente goffo, maldestro e impacciato. Fino a che il suo dono si impossesserà di lui e in quel momento tutto cambierà, la strada si farà più rosea e il suo destino acquisterà tinte brillanti. E arriverà l’amore, quello beffardo e illusorio delle dame parigine, ma anche quello vero, quello di chi condivide con lui qualcosa di speciale e unico.

Gli indesiderabili: (Collana Belle Époque) di [Elisa Mura]

Questi i tre protagonisti principali, ma la cosa bella di questo romanzo è che attorno a loro vorticheranno un sacco di altre persone, tutte con uno scopo preciso, tutti sapientemente condotti dalla regista Mura che ne tirerà le fila fino a districare ogni groviglio. Un intreccio che, signori miei, vi farà diventare matti!! Ciò che più mi è piaciuto, infatti, è stato il modo in cui, con i tempi giusti e l’ineccepibile ritmo, l’autrice ha saputo dosare le sequenze che si diramano tra la conoscenza dei personaggi, l’ambientazione, l’intreccio delle storie di ogni singolo protagonista, i delitti, i misteri e il finale che, ve lo assicuro, saprà soddisfare ogni vostro dubbio. Questo è uno dei casi in cui mi chiedo come riescano gli scrittori a trovare una soluzione ad ogni cosa, a non perdersi nei meandri di una narrazione complessa, a far tornare tutti i conti…mah rimarrà, per me, sempre un enigma.

Ah dimenticavo, un altro grande protagonista sono “gli omicidi”, una serie di omicidi che metteranno alla prova i nostri protagonisti e li renderanno sospettosi e spaventati. Le loro vite sono in pericolo. Perché? Cosa c’è sotto? Chi li vuole morti? E’ il loro dono il problema? O il loro talento? Volete qualche indizio? Ok…senza spoiler però…Un mantello, un occhio e un intricato labirinto di personaggi che forse non sono chi sembrano. BASTA! Ho detto anche troppo!!

In ogni caso, se per caso ancora non avete capito quanto mi abbia convinto questo romanzo, vi invito a tuffarvi tra le sue pagine e farvi inglobare dal racconto e da una narrazione di alto livello, per nulla banale e che nasconde una grande passione e una grande ricerca.

Che altro dire, porgo di nuovo i miei più sentiti complimenti a Elisa Mura che mi ha piacevolmente stupita, che ho ritrovato anima e cuore in queste pagine che parlano di emarginazione, di paure, di sospetti e di indesiderabili. Vorrei anche consigliare a Elisa di seguire l’esempio dei suoi protagonisti e di continuare a rincorrere i propri sogni, la propria vita e di ricordarsi che anche lei ha un grande, grande dono!

Buona Amabile Lettura

Sinossi:

Gli indesiderabili: (Collana Belle Époque) di [Elisa Mura]

Nella fiorente Parigi della Belle Époque si intersecano le vicende di tre ragazzi che hanno in comune un’inspiegabile caratteristica: un dono particolare, un potere che li rende prede di pregiudizi e fanatici.

Michel, bruttino ma di buon cuore, è in balìa di una madre vanitosa finché non viene lasciato al suo destino. La sua carta vincente è l’enorme talento nell’arte della raffigurazione.

Emma, una gitana cresciuta da distratti attori girovaghi, danza e finge di predire il futuro per creduloni, ma in realtà proprio questa finzione la porta a scoprire di cosa è davvero capace.

Vicken è l’ambizioso figlio di un illusionista ungherese di successo, che si applica per diventare il degno successore di suo padre, addirittura auspica a superarlo, ma combina un disastro dietro l’altro, fino a quando il destino non gli fa dono di una insperata soluzione.

Un romanzo tra fantasia e storia, tra arti arcane e nascenti, tra invenzioni e trucchi di magia, tra efferati omicidi e misteriosi uomini in nero.

Biografia Autrice:

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Elisa Mura è nata e vive a Genova. Ha un diploma di scuola superiore a indirizzo professionale. Vive una vita piuttosto semplice, ma totalmente consacrata ai suoi tanti interessi. Otaku sin dalla tenera età, appassionata di lettura, teatro e cinema, fino a esserne ossessionata.

Collabora come recensionista con i blogger letterari Life factory magazine, A libro aperto e Amabili letture, ed è Bookstagrammer sul suo profilo Instagram. Oltre a “Le anime pure”, il suo primissimo romanzo gotico nel 2016, ha scritto la dilogia comica: Non adatto a persone serie “I sogni di Alice 2017” (pubblicato con Literary romance nel 2021) e Quando i leoni s’innamorano è per sempre”, 2019. È arrivata finalista nel 2017 al torneo Io scrittore col fantasy storico “Gli indesiderabili” 2017, ora pubblicato da Segreti in giallo. Ha proseguito con la pubblicazione in self de il formativo “Il Club delle ossessioni”, nuova edizione 2020 e il thriller surreale “Intermezzo” nel 2018. Ha collaborato in quattro antologie di racconti.

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