“Effetti collaterali-Sei racconti di genere in Sicilia” di Rosario Russo

Dettagli Prodotto:

  • Editore : Algra (8 ottobre 2020)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 180 pagine
  • ISBN-10 : 889341418X
  • ISBN-13 : 978-8893414180
  • Peso articolo : 220 g

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Recensione a cura di Giusy Sardella

“…ringrazio te, lettore, per il prezioso tempo che impiegherai nella lettura di questi sei racconti niuri”

Iniziando con questo tributo di lode al lettore regalatoci dallo scrittore, esordisco con un mio pensiero: quando inizi una lettura, non fermarti al primo capitolo, al primo episodio raccontato, non fermarti alle prime righe, poiché in queste potresti trovare messaggi, della morale, concetti che porteranno alla riflessione. Che sia un dono o un acquisto personale, aprire le pagine di un libro e immergervi in esso, porta ad una certa consapevolezza. Avventurarvi in una lettura con la giusta predisposizione mentale è essenziale per riuscire a comprendere quello che un autore vuole comunicarci. Qualsiasi genere esso sia ne varrà sempre la pena! Un’altra azione utile da compiere sarà quella di informarci sull’autore, conoscerne il percorso e sapere quando questo è iniziato. E’ esattamente in questo modo che, e pensavo che questa frase non l’avrei mai scritta, sapremo “leggere tra le righe”, e riusciremo ad estrapolare il vero significato di quello che scorre sotto i nostri occhi. Un giovane autore è Rosario Russo che con il suo ” Effetti collaterali-Storie di genere in Sicilia”, ci da un assaggio della meravigliosa Sicilia, una terra di rara bellezza dal profumo agrumato misto a fresca salsedine, nella quale la storia la si legge nella sua arte barocca, nei testi di templi e teatri, nello stile normanno e arabo delle sue città, tra archeologia e spiagge incantevoli, nelle falesie a strapiombo sul mare e nelle prelibatezze gastronomiche inimitabili. Il libro è composto da sei racconti, e spazia da episodi trattanti genere giallo a racconti velati di mitologia, a contesti con riferimento alla mafia e, da cornice, la bella città di Acireale, metropoli avente come guardiano silente, e talvolta fumante, l’Etna che, secondo le antiche leggende, è la dimora vulcanica di giganti o ciclopi.

Varie volte mi sono imbattuta in racconti con note folkloristiche e rimango sempre estasiata a tal punto di andare a ricercare l’origine e il significato di quello che è raccontato in essi. Rosario Russo è stato in grado di fare questo, di invogliarmi ad approfondire sugli argomenti esposti, l’autore è stato capace di infondere in me una spasmodica curiosità, tale da farmi googlare in continuazione per rendermi conto dove lo scrittore volesse andare a parare introducendo aneddoti tipici delle tradizioni acesi nei suoi capitoli, trasmettendomi quell’ansia di sapere come avrebbe collocato fatti e personaggi nei racconti. Rimanendo sempre più affascinata dal luogo in cui si svolgono le vicende descritte, miste tra realtà e parodia, mi ritrovavo a desiderare di essere in quel sito proprio mentre leggevo.

Un alone di mistero vi avvolgerà come una foschia autunnale già col primo approccio del primo racconto, “Il delitto delle cartoline”. Iniziando a leggerlo però, mi sono ritrovata a pensare che il racconto non rispecchiava la prospettiva del titolo stesso, ma addentrandomi nei particolari della storia ho compreso che, il delitto al quale si riferisce Rosario Russo nel contesto di questo suo primo racconto, non è inteso come reato di maggiore gravità, per esempio un assassinio o omicidio, bensì come una colpa grave, un misfatto, un peccato. Quindi in che senso “delitto”? Si susseguiranno altri titoli con altrettante circostanze nelle quali l’autore ci porta alla conoscenza di un protagonista davvero singolare, che mi ha colpita, l’ispettore Luigi Traversa. Russo lo descrive di origine veneta, obbligato, poiché trasferito dalle sue fresche e adorate alture, a trascorrere un anno di servizio in terra siciliana. Sballottato tra caldo arido e soffocante, dovrà destreggiarsi con l’incomprensibile gergo dialettale, costretto suo malgrado, ad apprenderne usanze e costumi, nonché tradizioni e fatti misteriosi che faranno da contorno e gli renderanno complicati i casi da risolvere. L’ispettore Traversa è un gran tipo, molto interessante e talvolta divertente con le sue battute in dialetto veneto, miste a sarcasmo e note acute, pignolo nelle sue indagini. Gli fanno da “spalla” gli agenti colleghi del commissariato di Acireale. Un bel team. L’ispettore viene coinvolto in fatti misteriosi e, nell’ episodio “Gli amanti immortali”, tra l’altro il mio racconto preferito, viene a conoscenza inconsciamente di un delitto irrisolto, attratto da una melodia ipnotica. L’ispettore si ritrova perciò ad indagare sulla morte di due giovani amanti, divenuti ormai secchi resti scheletrici ricoperti da abiti logori d’altri tempi. Quel luogo a sua insaputa è lo scenario di un altro delitto mitologico, vergato nella leggenda, del pastorello Aci e la ninfa Galatea. Il loro amore sfocia in un fiume di sangue a causa dell’immane brutalità di Polifemo, ciclope dimorante nelle fauci dell’Etna. Cos’hanno a che fare quei cadaveri con la leggenda di Ovidio? C’è un mitomane dietro questi elementi? Tutto diviene surreale con la comparsa di due figure attempate che si riveleranno essenziali nella risoluzione, se mai ce ne fosse una, di questo singolare caso drammatico.

Rosario Russo ci porta, inoltre, a fare conoscenza con l’inquietante mondo del folcklore siciliano attraverso un termine a molti sconosciuto, la “truvatura”. L’autore ci accompagna in un tetro percorso nel quale si narrerà di miti, guardiani ed esseri immondi, custodi di tesori, nascosti in luoghi quasi magici, rivelati in sogno da parenti defunti, svelando l’incantesimo per il rinvenimento dei preziosi, con un rito che va oltre l’immaginazione, capaci di tenere il lettore incollato ad ogni singola frase. Tutto questo si evincerá in un altro caso di morte sospetta sulla quale l’ispettore Traversa sarà costretto a indagare.

In questo libro suggestivo, con certezza so che, con il susseguirsi dei racconti, vorrete scoprire avidamente ogni singola vicenda e le attinenze ad essa. Attraverserete come funamboli avvolti nel nulla anche la cruda realtà della mafia, resterete sopraffatti da interrogativi del perché famiglie o “cosche”, rette dalla legge di omertà e dalla segretezza, abbiano creato un’organizzazione criminale, partorendo vittime innocenti come narrato nel racconto dal titolo “Annalisa”.

Nelle storie di Rosario Russo assaporerete la nostalgia dei luoghi d’origine dei protagonisti, dove il desiderio di tornare in terra natia è palpabile, come lo è quello di fare riemergere l’arte occultata da oceani di cemento, il quale non farà più scorgere il mare, acqua cristallina che dona speranza, la speranza del ritorno, la speranza del ricongiungimento, quel mare che rinvigorisce i sensi, l’anima e lo spirito solo a scrutarne l’orizzonte. Un autore può lasciare dei messaggi chiari o meno nel suo lavoro, ma sta al lettore acquisire un’arguzia tale che faccia breccia dentro di sé, tanto da trasferirsi nella condizione psicologica di chi scrive e carpire quello che vorrebbe trasmetterci. Rosario Russo, scrivendo, mette a nudo i suoi pensieri, si avverte l’affetto profondo per la sua terra d’origine, è palpabile la sua indisponenza nei confronti di una società disinteressata al patrimonio naturale e artistico, avida di urbanizzazione violenta. Prevale l’anelare di assaporare la semplicità e i sapori di un tempo, rivivere le carnevalesche esibizioni, le trascinanti processioni di devoti, riscoprire la fondamentale importanza che ha la propria terra natale, quella terra di storie, di odio, amori e dissapori, ma che sempre e per sempre sarà la parte essenziale della propria esistenza.

Terminare la lettura di “Effetti collaterali”, però, mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, vi chiedete il perché. Detto fatto. Rosario Russo, a mio avviso può donarci tanto, può farci scoprire un universo immenso raccontandoci della sua città e della sua Sicilia, ampliando e approfondendo su altri miti altre leggende, altri aneddoti popolari, tutto condito con chissà quali altre vicende e fatti di cronaca, magari facendoci conoscere più nell’intimo un protagonista che ha fatto da filo conduttore per metà del libro, ovvero l’ispettore Luigi Traversa. Sono sicurissima che appena vi addentrerete nei Racconti di genere della Sicilia di Rosario Russo, mi darete ragione. Complimenti vivissimi all’autore. È stato un bel viaggio che vorrei non rimanesse in sospeso! Ti aspettiamo presto!

Sinossi:

Una Sicilia vista attraverso le trame del giallo. Sei storie policrome, dal poliziesco al noir, che si snodano in un’isola densa di misteri, leggende e superstizioni per offrire al lettore un mosaico variegato e ricco di contraddizioni.

Notizie sull’autore

Rosario Russo (1986) è uno scrittore siciliano che vive e lavora ad Acireale. Laureato in Lettere e Filosofia e appassionato di Storia, ha conseguito successi in numerosi premi letterari, presentando racconti di vario genere. Nel 2012 ha esordito con Il Martirio del Bagolaro, romanzo storico ambientato ad Acireale nel 1862. Il poliziesco Quattordici spine è il suo secondo romanzo e a ottobre del 2020 pubblica Effetti collaterali- sei racconti di genere in Sicilia.

Notizie Casa Editrice

Uno degli obiettivi più importanti della Casa Editrice Algra, sin dalla sua fondazione, è stato quello di dare voce a ogni forma di espressione artistica e intellettuale. A tal fine, sono state inaugurate diverse collane editoriali volte a dare spazio a diversi generi letterari nelle categorie della saggistica, della narrativa e della poesia. Ciò è stato possibile, e continua ad esserlo, grazie al lavoro attento e competente dei direttori di collana che credono fortemente nel nostro progetto editoriale, garantendoci l’uscita di prodotti accuratamente selezionati e di alta qualità.

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