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“Il viaggio di uno straniero-Xenowatch vol 1” di Magnus Torque

Scheda libro:

Titolo: Il viaggio di uno straniero

Serie: Xenowatch vol 1

Autore: Magnus Torque

Editore: Una vita di stelle Library

Genere: fantasy-fantascienza

Pagine: 169

Kindle unlimited: sì

E-book: 8,90

Cartaceo: 13,73

Data di uscita: 5 maggio 2021

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Recensione a cura di Elisa Mura

Cari amabili lettori, ormai è tempo d’estate e questo significa vacanze, ma si sa che molti si accontentano di viaggiare con la fantasia. Questa ci porta verso confini inimmaginabili, pensate poi se vi ritrovaste a percorrere le insidie dello spazio, alla ricerca di nuovi universi e pianeti da esplorare e colonizzare. L’uomo ha sempre avuto il bisogno impellente di cercare, di scoprire altre terre, il fascino dell’ignoto, e ahimè di sottomettere le popolazioni autoctone. Quante volte lo abbiamo visto? Immaginate se di colpo la tecnologia spaziale diventasse uguale a quella dei film. Improvvisamente c’è la possibilità di salire su un’astronave e partire alla ricerca di civiltà aliene; anni e anni per arrivarci, senza però che la curiosità scemi. Magnus Torque ci illustra queste possibilità nel primo volume del suo romanzo, che potrei definire un mix tra il fantascientifico e fantasy, tramite la sua protagonista, di cui non conosceremo il nome fino alla fine, una donna obbligata a fingersi uomo per una serie di motivi. Ora vi domando: siete pronti a viaggiare con me? Destinazione Kelium!

Remus è la temporanea identità utilizzata dalla nostra protagonista. Approdata su Kelium da 3 anni a seguito di una missione interstellare, ovvero quella di osservare, catalogare, stilare rapporti dettagliati sul pianeta e sulla sua popolazione, molto simile a quella terreste in un’epoca però non del tutto progredita ma piuttosto medievale. I nativi di Kelium non possiedono tecnologia, hanno usanze e una cultura religiosa rigide – a volte simile all’inquisizione – perlopiù gli abitanti si occupano delle loro terre, coltivazioni e bestiame. Il governo retrogrado è sempre all’erta contro quelle che loro definiscono streghe o chi tiene comportamenti ribelli, sono destinati a riempire la celle delle prigioni.

Le ristrettezze riservate al ruolo femminile hanno appunto imposto all’esploratrice di assumere vesti maschili. In quanto guaritore di un villaggio può studiare al meglio le abitudini del luogo. Tutta la missione, che richiede anni di studio, si è rivelata molto noiosa, ecco perché Remus, chiamiamola così, non vede l’ora di cambiare aria e panorama, benché Kelium sembra dotato di paesaggi verdeggianti e ospitali. La monotonia viene spezzata all’improvviso e all’inizio del primo capitolo, quando Remus fugge allarmata da una creatura disgustosa e letale, una mai vista sul territorio. L’esploratrice sospetta che l’apparizione del mostro non sia un caso isolato, perciò è costretta a rimandare la partenza e contattare i suoi superiori. In quanto inviata su un pianeta non ostile, lei non possiede armi di difesa e ciò per lei è un limite. Un principio tensivo per il romanzo, il quale prende subito una piega avventurosa e interessante. Dietro all’arrivo delle prime creature c’è forse un complotto, qualcosa che nessuno sa spiegarsi ma che inizia a mietere vittime. Ecco che il viaggio di Remus muta drasticamente; è infatti decisa a intraprendere una missione nella missione, ovvero, unirsi al gruppo formatosi per fermare la minaccia al di là dei territori conosciuti. A lei si uniscono altri personaggi, alcuni incontrati dal finto guaritore altri dalle capacità misteriose e magiche. Remus si ritrova in mezzo a scontri e faide con le tribù indigene, ma la situazione più grave si presenta appena deve prendere una decisione importante: salvare lei stessa o le persone che per tre anni ha studiato con perizia?

L’epilogo della missione si rivela più impervia del previsto. L’autore ci racconta questa storia in circa 170 pagine, pur non essendo molto lungo è ben concentrato, anche perché è il primo volume di una serie. Già dalla trama mi aveva incuriosita e leggendolo ho confermato il mio pensiero. Non si sofferma sul superfluo quindi risulta coinvolgente in ogni capitolo, le descrizioni dei paesaggi alieni sono equilibrate, così anche le scene di battaglia. Pilastro della narrazione è senza dubbio la protagonista, trascinante e ben inquadrata nella terza persona, una donna dotata di discernimento e acume, anche molto simpatica. Solitamente pensa frasi e insulti, riportati nel testo, che mai potrebbe ripetere ad alta voce. Altre presenze interessanti sono la giovane Vyrah, molto coraggiosa e l’estroverso boscaiolo Garrun, diventati per Remus amici fontamentali, e si unisce a loro la strega Gheltain, dotata di evidenti poteri magici.

La trama e la sua impostazione è originale, ci sono elementi da approfondire ma è senz’altro una saga promettente. Tra l’altro ho saputo che è la prima opera dell’autore per cui gli offro un grande incoraggiamento a proseguire e migliorarsi. Un buon esordio che consiglio agli amanti del genere, sarà un bel viaggio da cui non esiterete a ritornare.

Sinossi:

Un viaggio avventuroso e strategico ai limiti della nostra galassia umana. Un’avventura unica ed irripetibile della nostra eroina, una eroina giovane che scopre i misteri di un mondo nuovo, colorato, ricco di tradizioni e forme particolari che la saggia penna di Magnus Torque dipinge linearmente. In apparenza la minaccia si rivela un’alleanza ed il vero pericolo in seno all’amico fraterno. Ma lei saprà dominare le paure e le angosce della solitudine, persa nel mondo lontano del Sacro Impero, l’Agente Echo, nominata Remus per nascondere le sue fattezze femminili. Una descrizione perspicace, audace, sacrilega che ripercorre il fantasy per ricostituirne basi nuove ancora non codificate, luoghi di memorabile bellezza che ancora da Jules Verne ad oggi, trovano il loro luogo nel percorso itinerante del viaggiatore, anche esploratore di mondi, di culture, di forme anche quelle dell’anima, sperimentandone il coraggio e la saggezza.

Biografia autore:

Magnus Torque è lo pseudonimo scelto dall’autore per pubblicare il suo primo libro, a metà tra Fantascienza e Fantasy. Torque ha cominciato piuttosto tardi a coltivare la passione per la scrittura, ormai sulla soglia dei quaranta, quando ha saputo che sarebbe arrivato suo figlio. Questo gli ha dato l’impulso necessario per esprimere quello che aveva in testa da molti anni. Ora che ha descritto finalmente le immagini e i pensieri che albergavano in un angolo remoto della sua mente, il mondo ha acquistato un colore diverso, più vivido e coinvolgente.

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