Segnalazione: ” L’Amore nel buio – Storie ordinarie di passione e follia” curatrice Emilia Dente.

Scheda Libro

  • Titolo: L’amore nel buio
  • Sottotitolo: Storie ordinarie di passione e follia
  • Curatrice: Emilia Dente
  • Collana: Riscontri Rosa n. 2
  • Pagine: 200
  • Formato: 14×22
  • Prezzo di copertina: 15,00

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Sinossi

Antologia di racconti rosa

Tra luci ed ombre, tra estasi, delirio e follia, questa antologia racconta l’Amore in tante sue sfumature. Sedici racconti tre illustrazioni che attraversano il cuore narrando il sentimento amoroso e il suo riflesso opaco. Nel fuoco di un cuore appassionato, nella foschia di una mente impazzita, nei silenzi inquieti di un amante, nelle lacrime velate di una moglie, l’Amore è protagonista, tormento e sogno nel cammino rosso delle vene e delle palpitanti storie. Quelle che il lettore troverà sono quindi storie ordinarie di passione e di follia, storie che travolgono la mente e il cuore e scuotono l’essere nell’assillo impetuoso della passione che brucia le vene. Appassionata di vita, di storia e di poesia, Emilia Dente, è autrice eclettica e vagabonda felice sui sentieri delle parole con l’impegnativa missione di illuminare le profondità ambrate dell’anima tra impasti narrativi, sogni poetici, saggi storici, progetti di marketing culturale e valorizzazione della memoria. Per il Terebinto Edizioni ha già pubblicato la silloge poetica Nero come l’amore in cui riflette, specchiandosi, sul vortice complesso del sentimento amoroso, e diverse antologie di narrativa e di poesia a sua cura.

Estratto di un racconto presente nell’antologia.

Ha trovato quello che cercava?
Luca sobbalzò.
– Mi scusi architetto. Non volevo spaventarla.
Suor Bianca sorrise e Luca ricambiò il sorriso ancora
un po’ distratto dai suoi pensieri.
– Mi scusi lei, Sorella. Credo di essermi trattenuto
più del dovuto. Ho perso la cognizione del tempo.
Guardò i volumi aperti davanti a lui sfiorandone le
pagine. Aveva avuto il permesso di consultare i Regi-
stri dell’Istituto di Carità dei primi decenni del ’900,
i cosiddetti “Libri Scafetta”, altro nome della “Ruota
degli Innocenti”, che riportavano le registrazioni degli
ingressi dei bimbi che venivano abbandonati. Vi aveva
trovato nomi più o meno diversi ma soprattutto co-
gnomi ricorrenti, chiaramente benauguranti, inventati
con la probabile pia intenzione di affidare alle cure di
Dio quella che si prospettava già come un’esistenza
impegnativa

Ciò che più lo affascinava erano le annotazioni ri-
portate accanto a ciascun nome. Descrizioni di quello
che indossavano i piccoli quando erano stati lasciati.
Gli oggetti che li accompagnavano erano a volte di
uso comune a volte particolari. Bizzarri come la metà
di una carta da gioco o, per contro, prevedibili come
un’immagine sacra. Gioielli di poco valore o poveri ma-
nufatti di legno intagliato.
Piccole cose che probabilmente avevano un signifi-
cato speciale solo per chi li aveva un tempo posseduti.
Pezzetti di mondi di cui quei bambini non avrebbero
potuto mai far parte.
Venivano raccontati da poche righe, con bella calli-
grafia, come si usava ai tempi.
Aveva sfogliato le pagine cercando il nome e la data
di registrazione dell’ingresso all’Istituto di sua nonna
e lo aveva trovato.
Nina Piovezan. Registrata il 2 marzo 1916.

Note dalla Prefazione

Elisa (nel racconto Nina, il mare e le perle di vetro), nei cui occhi annegano i giorni e nel cui ventre fiorisce l’amore; Sofia
(nel racconto Ritorni) nella cui mente l’amore è possesso e follia; Ignazio (nel racconto La caduta dei soldati)
nel tormento dei dubbi e Cassandra (nel racconto Un
gradino dopo l’altro), persa tra delusione e vendetta; o ancora Bianca (nel racconto Io prendo te), tra rabbia e rimpianti; o Giulia (nel racconto l’isola) che ai rimpianti
non si arrende e che, nella ragnatela del tempo, riscopre la scintilla vitale dell’amore e altri, come Attilio Braschi
(nel racconto Livello 7), dominatore e dominato nel suo comportamento freddo ed egoistico che, in un opaco
riflesso, illumina l’amore disperato della moglie ferita;
O ancora, il turbamento leggero del dottor Ravasi (nel
racconto La Camera d’albergo), disorientato tra timore e affetto, e altri, tanti altri, tutti i protagonisti dei sedici racconti, tutti carnefici e vittime sull’altare dei sentimenti. Uomini e donne scalzi sui sentieri dell’amore.

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