“Le Confessioni di una Concubina” di Roberta Mezzabarba.

Scheda Libro

  • Titolo: Le Confessioni di una Concubina
  • Autore: Roberta Mezzabarba
  • Editore: La Caravella Editrice
  • Data Uscita: Settembre 2020
  • Pagine: 260
  • Genere: Romanzo

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Recensione a cura di Daniela Sardella

Incredibile il potere della lettura! Un libro regala un viaggio, fa esplorare luoghi mai visti, fa sentire e percepire profumi nuovi, fa immaginare la tua figura in vicoli colorati, inesplorati, misteriosi e a volte luminosi. Le storie narrate possono parlare d’amore, di passione, d’incomprensioni, spesso di paura o di felicità incontrollata. Ha il potere di far rivivere emozioni e ricordi lontani spesso volutamente accantonati. I Libri ti aprono mondi nuovi sempre pronti a scatenare innumerevoli sensazioni. Non sai cosa o chi incontrerai nel viaggio, se vorrai lasciarlo andare oppure no, se entrerà nelle tue grazie oppure no, ma sai che qualcuno ti accompagnerà nei pomeriggi piovosi e silenziosi e nelle notti insonni. Avrai l’opportunità di conoscere ogni suo pensiero nascosto, proverai a comprendere le sue ragioni, i suoi ideali, le insicurezze o rivederti nella stessa situazione. Forse, pagina dopo pagina nascerà un legame particolare e intenso, o potrebbe manifestarsi una situazione totalmente differente, del resto non tutti possono risultare affini al nostro modo di pensare, nonostante ciò, noi lettori abbiamo un grande Privilegio: Incontrare mille personaggi e di conseguenza assaporare e vivere le loro storie.

Introduzione leggermente prolissa? Forse, ma non potevo far diversamente o meglio non volevo far diversamente! Ci sono storie che ti prendono, ti portano via e ti spaccano il cuore in mille pezzi, lo frantumano, disintegrano, annientano. L’ultima lettura affrontata mi ha letteralmente spiazzata, annichilita. La scrittrice mi ha portato nella cruda realtà, nell’orrore nascosto tra quattro mura, nella vita ingiusta di un anima schiacciata, calpestata senza alcuna replica. La protagonista è entrata come un tornado nella mia testa e di conseguenza è riuscita ha rapire il mio cuore. Lei, con fare semplice e dolce, con l’ingenuità di una ragazzina dal volto pulito, volto di una sognatrice, con la speranza di quel futuro splendente tutto da costruire, con la voglia di vivere e raggiungere i propri obbiettivi, mi ha catturato. Ed eccomi qui a parlare non di una semplice lettura, sono qui a parlare di vita vera. Misia può essere chiunque, Misia può essere ovunque, Misia è una donna da salvare, da proteggere e da amare. Voglio presentarvi Misia, protagonista di “Le Confessioni di una Concubina” scritto da Roberta Mezzabarba.

Un fiore delicato e soffocato.

L’infanzia è il periodo più bello da vivere e assaporare. Guardi il mondo con sguardo sognante, hai mille opportunità da scegliere, nascono le prime passioni, il mondo è fatto di colori e accanto hai una famiglia amorevole che ti segue e ti sprona a coltivare i tuoi interessi. Quanti di noi conservano ricordi bellissimi? Quanti di noi si rispecchiano in tale descrizione? Sono sicura che molti avrebbero da raccontare aneddoti di diverso tipo, ma adesso vorrei portare alla vostra attenzione l’esperienza vissuta da Misia.

Lei, ragazzina dolce e sensibile, amante della musica. Quest’ultima era la sua valvola di sfogo, una dimensione tutta personale, un vero rifugio. L’appuntamento settimanale con il Maestro la faceva sentire più viva, più leggera. In famiglia, spesso, non si respirava. Non era mai libera di esprimersi, di muoversi. Tutto quello che faceva per i genitori era sbagliato, non adatto e superfluo e del resto Misia era, secondo loro, incapace di far qualsiasi cosa nel modo giusto. Erano loro a dettare legge su ogni cosa, se qualche cosa non rientrava nei loro parametri e nel loro volere, veniva spazzata via con noncuranza. E indovinate un po’? La musica non era fra le cose necessarie. Non serviva, Misia doveva fare altro, doveva eseguire ciò che loro ritenevano adatto a lei, ignorando il suo pensiero, il suo desiderio. Loro erano i Burattinai, gli artefici di un mondo cupo e incolore. Misia non poteva sbocciare, era un fiore soffocato da spine, lei viveva una vita incolore, e con andar del tempo le cose peggiorarono inesorabilmente, portandola direttamente in un vicolo cieco e buio.

La prigione in quattro mura.

Altra domanda. Infanzia e adolescenza complicata, nucleo famigliare esigente, asfissiante. Quanti di voi hanno atteso la svolta, l’inizio di un cammino indipendente o spiegare le ali magari affiancati da un compagno dolce, sensibile, comprensivo, allegro, un compagno che sa apprezzare le vostre qualità, valorizza la vostra persona? Il costruire la propria strada come coppia, porre le basi per una famiglia felice dove respirare quiete, assaporare il calore? Quanti? Credo che ci sarebbe un’alta percentuale di risposte affermative, e tra esse c’è la risposta della nostra protagonista.

Filippo arriva nella vita di Misia come un fulmine a ciel sereno. Un ragazzo serio, pacato, molto timido. Lei inesperta, dubbiosa e incuriosita da emozioni nuove accetta la sua proposta. Mai avrebbe immaginato che in quello sguardo timido si potesse nascondere così tanta cattiveria. Ha inizio un vero e proprio Calvario. Il nido d’amore era una prigione fatta di Privazioni, Umiliazioni, Soprusi e Violenze. Dov’era l’amore? Dov’era la comunicazione? Dov’era l’unione? Quelle quattro mura dovevano essere un luogo sicuro, di crescita reciproca un porto dove rifugiarsi, invece erano un vero e proprio Incubo. Filippo era freddo, meschino e cattivo. Le cose peggiorarono dopo un triste episodio che provocò una frattura importante nel loro rapporto, e non solo. Filippo non perdeva l’occasione di caricare il peso sulla coscienza di Misia. La moglie per lui era Inutile, Inesistente, Incapace, Invisibile. Era trattata come una schiava senza alcun riguardo. Misia doveva essere pronta ad ogni sua richiesta, lecita o no, voluta o meno.

Assenza d’amore.

Vi immaginate una vita senza Amore, assenza di gesti delicati o parole gentili? Questa era la realtà di Misia: una vita senza Amore, Cupa, avvolta dal buio totale. Questa carenza, questo modo di vivere o meglio Sopravvivere, col passar del tempo, innesca nella protagonista quella voglia di mendicare l’affetto altrove ed è qui che arrivano altre batoste, una serie di scelte sbagliate, ulteriori trappole mascherate da spiragli di luce. Ogni tentativo risultava vano, compresa l’unica piccola Oasi creata da se stessa: il quaderno dalla Copertina Scarlatta. Lì poteva Riversare e trasformare quei pensieri pesanti le paure, tutte le ingiustizie e mancanze in versi delicati e leggeri. Le parole scritte le donavano pace e serenità fino a quando, proprio quel quaderno, si scatena l’inimmaginabile, si scatena il vero Inferno!

La via d’uscita è lì a portata di mano. Una soluzione estrema che mi ha fatto tremare definitivamente. Ero lì con il fiato sospeso. Volevo urlare, volevo dire “basta Misia, reagisci!!”. Affamata e con tanta paura, continuavo a girare avida le pagine per scoprire, sapere. Non poteva finire così, del resto “la Soluzione c’è a tutto”, mi dicevo. Avevo dinanzi una donna distrutta, spezzata, violata, frantumata una donna Stanca! Per lei quella decisione era la Luce.

Come giusto che sia, mi fermerò qui! Posso solo aggiungere il mio personale pensiero. Certo, credo che nell’introduzione risulti chiaro quanto la lettura mi abbia coinvolta. Ho vissuto l’esperienza dal vivo! Ero lì presente. Difficile non percepire le paure della Protagonista. Mi tremavano le mani quando Filippo tornava a casa. Quella chiave nella toppa era come un coltello pronto a graffiare la pelle, un rumore che annunciava prossimi guai, violenze in arrivo, sguardi carichi d’odio, mani forti pronte a colpire ancora e ancora, parole taglienti. Continuare la lettura era una sofferenza. Mi domandavo: com’è possibile che una donna come Misia, così dolce, potesse meritare tutto questo scempio? Volevo abbracciarla, prenderla per le mani e portarla via, Lontano da quel mostro, lontano da quella famiglia Anaffettiva, proteggerla da se stessa e da quel tarlo pericoloso ormai diventato Reale.

Quante volte hai visto il Buio Misia?

Porgere i miei complimenti a Roberta Mezzabarba sarebbe riduttivo. La scrittrice ha creato una storia Cruda ma Vera. Impossibile non sentirsene coinvolti, ma talmente coinvolti da annullare tutto quello che ti circonda. Ogni volta che prendevo il libro entravo in un’altra dimensione. Vedevo Misia seduta al tavolo con il suo quaderno dalla copertina rossa, la mano tremante, gli occhi stanchi e pieni di lacrime, le stesse lacrime che hanno solcato il mio viso mentre leggevo la brutalità e la violenza riversata su di lei. Ma Roberta ti lascia anche respirare. Nella seconda parte regala al lettore un po’ di ossigeno, anche se ci sarà ancora qualcosa che vi farà arrabbiare, vi lascerà perplessi e senza parole. Consiglio Le Confessioni di una Concubina? Assolutamente sì!

Ringrazio Roberta che mi ha permesso di conoscere la splendida Misia, ormai Amica. Ringrazio Libri Itineranti che ha creato questa iniziativa meravigliosa che consiglio a tutti. Misia è giunta a me tramite loro ed ora continua il suo itinerario attraversando tutta Italia. Felici di partecipare come Amabili Itineranti.

A voi Buona Amabile Lettura.

Vola in alto Misia.

LISTA TAPPE


Libro Itinerante: Le confessioni di una concubina di Roberta Mezzabarba

Partenza – Roberta Mezzabarba: Viterbo☑️
Francesca Ostili: Roma ☑️
Walter De Maria: Roma ☑️
Sara Prearo: Latina ☑️
Daniela Sardella : puglia – monopoli ☑️
Jessica Malagreca : Palmi (RC)✅ (16/3)
Monica Longi: Enna
Freni Carmela: Messina
Debora dell’Erba: Potenza
Simona Menegatti: Asti
Superina Elena: Imperia
Giulia Capacchietti: Teramo
Roby Fri: Vicenza
Elisa Favale: prov. Belluno
Fabia Romano: Codroipo
Elena Salvador: prov. Pordenone
Betty Tagliati : Modena
Michela Viviani : Ravenna
Ketty Zambon: Vicenza
Sara Giacometti: Laigueglia (SV)
Lucia Fanfani: Arezzo
Arrivo – Beatrice Pagni: Firenze

Sinossi

Una storia di violenza domestica, di abusi psicologici che vi afferreranno allo stomaco. Misia, una giovane donna, e la sua vita monocromatica che, passo dopo passo, si tingerà sempre più di nero, un nero che sa di tristezza, di paura, di lutto. E in un’escalation di violenza, quando la situazione diverrà irreparabile, impossibile da sopportare, la soluzione sembrerà essere solo una… Ma la vita a volte riesce a sorprendere e, seppure questo non rappresenterà un’equa ricompensa dei mali subiti, forse con il tempo riuscirà a mitigare i ricordi smorzando spigoli vivi e aprendo un insperato spiraglio di luce. Ognuna di noi merita una vita a colori, merita di essere artefice del proprio destino, senza soccombere più, per essere finalmente libera di amare, di amarsi.

Biografia Autrice

Roberta Mezzabarba è nata e risiede a Viterbo (VT) ed è un funzionario pubblico.
Prolifica e versatile scrittrice ha al suo attivo 3 romanzi tradotti e pubblicati anche in lingua inglese e spagnola, oltre che due raccolte di racconti e due di poesie.
Ultimamente si è cimentata con soddisfazione nella scrittura di storie illustrate per ragazzi .
Con i suoi scritti è stata premiata negli ultimo 24 mesi, nell’ambito di Concorsi Letterari, più di cento volte in tutta Italia.

Notizie Casa Editrice

La Caravella Editrice

La Caravella carica nella stiva manoscritti forti da trasformare in libri vibranti. Capaci di bussare e svegliare, interrogando e scuotendo, se necessario. Nello spirito della crescita culturale e sociale! Lasciamo alla deriva manoscritti con contenuti a carattere pornografico, discriminatori, incitanti alla violenza, all’oltraggio alle istituzioni, alle religioni e ai principi morali generalmente accettati.

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