“L’anarchia dei punti di vista” di Massimo Algarotti.

Dettagli Prodotto:

  • Autore: Massimo Algarotti
  • Editore: Bookabook
  • Genere: Narrativa Contemporanea
  • Data di pubblicazione: 18 Luglio 2019
  • Formato: disponibile su KU, Cartaceo € 11,40

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Recensione a cura di Jennifer Gaspari

Cari Amabili, oggi vi voglio raccontare come funziona la vita di una blogger letteraria. Succede che, un giorno, un autore si sveglia, scopre di avere una storia da raccontare e la scrive, dopo di che il libro appena nato vede la luce e viene pubblicato. Lo scritto arriva al pubblico, ma l’autore avrà, a questo punto, bisogno di farsi conoscere, di arrivare a più persone possibile, di ricevere un riscontro e farsi pubblicità, ed ecco che, cercando sul web scova qualche blog interessante e decide di sottoporre alla loro attenzione il proprio lavoro. E’ quello il momento in cui Daniela e Jennifer aprono la mail e trovano una richiesta di recensione. Una di loro leggerà il libro e ne scriverà una sorta di valutazione, un’opinione. Il lavoro della blogger letteraria consiste quindi nel leggere un libro, cercare di carpirne i significati e sottoporre ai lettori il suo punto di vista in merito. Detto ciò, penso che abbiate già capito quanto, per noi, sia stato davvero gratificante avere tra le mail un libro che tratta esattamente il tema che sta a noi più caro: il punto di vista. E’ un argomento a cui teniamo molto perché è fondamentale sottolineare sempre quanto la lettura di un libro sia sempre estremamente personale, quanto possa influire la propria storia sulla valutazione di un libro, quanto un romanzo possa toccare, in maniera completamente diversa, le corde di ognuno di noi. Perché i punti di vista sono la nostra personale finestra sul mondo, sono i nostri occhi, non sono universali, non è detto che siano giusti, e nemmeno che siano condivisibili o capibili…diciamo che, parafrasando Massimo Algarotti, vivono in un mondo in cui regna una completa anarchia.

“L’Anarchia dei Punti di Vista”

Vorrei iniziare a parlarvi di questa esperienza letteraria dicendovi che il mio punto di vista sarà, evidentemente soggettivo e individuale; ma che cercherò comunque di spiegarvi perché, sempre a parer mio, questo è un racconto che dovreste assolutamente leggere. Il romanzo di Algirotti è una storia particolare, che racconta la vita di persone in apparenza separate tra loro, ma che vi daranno la sensazione di far parte di un cerchio chiuso, di un viaggio che li legherà in qualche modo, forse fisicamente, forse sentimentalmente, forse intellettualmente. Tre storie, tre vite, tre età diverse. Ognuna delle quali regalerà un visione della vita completamente diversa, dissimile. Vite dalla parvenza comune, ma, se guardate, lette ed ascoltate davvero, diverranno, una pagina dopo l’altra, straordinarie. Perché ogni vita è straordinaria. Perché ogni vita è una torre fatta di scelte, decisioni, speranze, dubbi, sentimenti, pensieri, istinti, razionalità, rimpianti, ricordi e rimorsi. Una torre che ognuno di noi cerca di costruire o scalare, ed è esattamente quello che cercheranno, a modo loro, di fare tutti i protagonisti di questo romanzo.

“La teoria che ho elaborato negli ultimi anni e che, per semplicità, ho sempre chiamato l’Anarchia dei punti di vista, parte dal presupposto che non è sempre indispensabile cercare di interpretare le emozioni e i pensieri delle persone che ci circondano, sia perché non tutte le letture che diamo alla vita sono corrette, ma soprattutto perché dobbiamo accettare il fatto che non possiamo sempre avere la presunzione di sapere ciò che è nel cuore e nella testa degli altri.”

Jacopo, scrittore alla ricerca di una storia che possa conquistare il suo editore e che nel frattempo ne vive una tutta sua, che affronta un amore di quelli che ti prendono alla sprovvista e ti ribaltano la vita come un tornado, una di quelle evoluzioni sentimentali che non ti sai spiegare, ma accadono, nostro malgrado, accadono. Jacopo che sarà chiamato a scegliere tra razionale e illogico, tra passione e accorta felicità. Jacopo sarà un po’ quella figura scompigliata che ci attirerà come il miele per le api, una specie di bohemien innamorato dell’amore, che ci crede anche quando un senso, questo amore, non ce l’ha. Un personaggio davvero riuscito che ci ricorderà il vero significato di quel sentimento nominato e definito in milioni di modi, ma che, poi alla fine non fa altro che ridursi ad una scelta. Jacopo che quel suo romanzo lo scriverà, alla fine, per il suo autore, per se stesso, e anche per noi.

Artico, uomo combattuto tra il bene e il male di una vita che arriva sputandogli in faccia una famiglia che lo ama infinitamente. Artico che quella famiglia non la vuole deludere, ma la realtà, quella amara e beffarda, se ne frega e ti mette al mondo con delle debolezze da gestire, e non sempre va come previsto, e allora arriva esattamente quella delusione che speravi di non infliggere mai. Artico (del cui nome mi sono follemente invaghita), che farà parte di una storia fatta di rinunce e rimorsi, di addii e ricongiungimenti, di occasioni perse e di opportunità da vivere fino all’osso. Una persona di quelle che lasciano il segno, di quelle che sono intollerabili da perdere. Il protagonista che mi ha colpita di più per la sua voglia di rinascita, con il suo costante senso di rimorso per una scelta del passato e per la sua umanità fragile riconoscibile nel non sapere come risistemare il perduto. Un senso di impotenza, nel cuore di Artico, che lo fa avvicinare a noi lettori, eterni protagonisti inermi dei racconti che leggiamo. Artico che però, alla fine, creerà una nuova storia. E si sa…da storia nasce storia…

E per ultimo, ma non per importanza, ecco arrivare Italo, che in qualche modo sarà sia l’inizio sia la fine di tutto. Italo dalla vita semplice, felice, fatta di amore lungo un’esistenza, o forse anche di più. Lo conosceremo, però alla fine della sua vita, in un letto d’ospedale, a guardare la sua memoria scorrergli tra le mani, i suoi ricordi affiorare da un passato basato su un matrimonio solido, fatto d’amore e altruismo, ma allo stesso tempo segnato da un solco profondissimo, una rinuncia fatta di sacrificio e comprensione. Italo sarà colui che più stimerete per la bontà d’animo, per quel senso di calore e protezione che sentirete sprigionare dalle sue parole, dai suoi gesti, dal suo comportamento.

Tre personalità completamente diverse, ma unite dal filo invisibile di quelle scelte che la vita chiama a compiere. Unite da una narrazione frammentata ma non frammentaria, che rende esattamente l’idea dell’autore di costruire un romanzo nel romanzo, che ne afferra significati e significanti e li stringe in una direzione definita da un intreccio raffinato e originale. Nessuna banalità, nessun passo falso, tutto volto verso un obiettivo finale che vi conforterà come un grande abbraccio.

Algarotti tiene le redini di una narrazione all’apparenza semplice, ma in realtà molto articolata, il cui risultato finale diviene l’esatta rappresentazione del titolo dell’opera. “L’anarchia dei punti di vista” regala al lettore un ventaglio ricco di emozioni, spunti di riflessione, prospettive diverse e a volte discordanti, ma soprattutto dona l’occasione di immedesimarsi nei panni di tutti i personaggi che fanno di questo libro la loro casa, il loro perché nel mondo. Una scrittura semplice ma molto sicura, chiara ma ricca di messaggi intrinseci.

I miei complimenti a Massimo per la costruzione di un romanzo che è più un’opera narrativa, più un percorso emozionale e formativo verso un punto di vista fatto di altri punti di vista, composto da un’anarchia di vite, menti e senti-menti che arriva dritta al cuore e, magari, lo arricchisce di visioni e comprensioni del tutto nuove.

Buona Amabile Lettura

Sinossi

Tre uomini, tre vite, tre storie. Da una parte Italo, che ha amato Gioia per tutta la vita, ma deve prepararsi a dirle addio. Dall’altra lo schietto Artico, che quando era ragazzo si è lasciato sedurre dalla tossicodipendenza, ma ora ha ripreso in mano la sua vita e si sta costruendo una famiglia con Yumara. Infine Jacopo, uno scrittore che nella vita privata è combattuto fra l’attrazione disperata per Adelaide e il sentimento di tenerezza per Viola. Tre vicende che si sfiorano e si scontrano in una spirale di punti di vista e passioni, dove il motore principale è sempre uno: l’amore.

Biografia Autore

MASSIMO ALGAROTTI, classe 1984, è nato a Como e vive a Sesto San
Giovanni con la compagna e il figlio. Appassionato di storia e di documentari, diplomato in ragioneria, dal 2007 lavora con Emergency ONG ONLUS
nell’ambito delle risorse umane

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