Amabili Interviste con Krisha Skies.

Intervista a cura di Daniela Sardella

Benvenuti cari lettori all’appuntamento settimanale con le nostre Amabili Interviste. Come sapete, questo spazio è importante sia per gli Autori e sia per i Lettori perché offre una grande opportunità. Qui l’ospite si mette a nudo, racconta di sé e del personale percorso quindi offre, ad ognuno di uno, un ulteriore chiave per comprendere totalmente il libro da noi scelto o futura lettura.

Oggi la nostra ospite sarà Krisha Skies che ci porterà in un luogo fantastico e inoltre ci racconterà il suo percorso personale riguardante la scrittura. Siete pronti? Oggi si parla di ” DARK WINGS” edito Horti di Giano. Questa è la nostra personale Intervista scritta ma non finisce qui. Come di consueto avremo l’autrice con noi, Venerdì 26 dalle 17.00 alle 19.00 direttamente in pagina Amabili. Non potete mancare, segnate questo appuntamento, nel frattempo venite a conoscere l’autrice e Dark Wings.

Buona lettura.

Domanda d’apertura e di rito: Chi è Krisha Skies? Presentazione.

Krisha Skies è una ex studentessa di Lettere moderne, laureata già da un po’, con un lavoro che ama e una famiglia impegnativa. Appassionata di viaggi, curiosa esploratrice di mondi – inventati e non -, amante di libri, film e animazione giapponese. Scrittrice notturna con il pallino del fantasy.

Come nasce l’amore per la lettura e di seguito, quando è scattata la scintilla e l’idea di creare qualcosa di suo?

Da bambina amavo leggere i libri illustrati ispirati ai grandi lungometraggi animati Disney: attirata dalle bellissime immagini che accompagnavano i testi, sono cresciuta tra le pagine di classici disneyani quali Robin Hood, Peter Pan, Dumbo, Gli Aristogatti, La carica dei 101, Il libro della giungla… Poi, diventata un po’ più grande, sono passata ai titoli più famosi della letteratura per ragazzi, da Piccole donne alla Capanna dello zio Tom, e, durante il periodo della scuola media, ho conosciuto i romanzi di una grandissima autrice fantasy, la compianta Marion Zimmer Bradley. Già a nove, dieci anni avevo cominciato a inventare storie tutte mie che mettevo per iscritto su appositi quaderni, ma l’”incontro” con la Z. Bradley mi ha davvero folgorata: ho cominciato a scrivere in maniera più sistematica, portando a compimento il mio primo romanzo… fantasy, ovviamente!

Cosa significa scrivere per lei? Quali emozioni nascono dinnanzi un foglio immacolato?

Scrivere per me significa dare vita a un mondo in cui potermi perdere, insieme a personaggi che da subito diventano i miei compagni in vite alternative che riservano sempre delle sorprese. Significa dimenticare per qualche ora i problemi della vita reale e lo stress, ma anche regalare a chi leggerà le mie storie le stesse emozioni che provo io quando scrivo. Il foglio immacolato – che ormai da anni è lo spazio bianco di un foglio di Word – non resta mai tale a lungo se ce l’ho davanti. È come se ogni volta mi lanciasse una sfida alla quale non posso non rispondere: devo assolutamente riempirlo e renderlo uno dei tasselli dei mosaici che creo quando invento storie.

Dalla Biografia possiamo notare l’amore verso i viaggi, spesso fonte d’ispirazione per i suoi scritti. Fra i luoghi visitati da lei c’è la tappa che ha ispirato questa storia?

I viaggi sono sempre stati una delle mie passioni più grandi, fin da quando, a sedici anni, sono partita per la prima volta per una vacanza-studio in Francia senza la mia famiglia. Da allora non mi sono più fermata, se non negli ultimi tempi, quando gli impegni familiari mi hanno un po’ rallentata e poi la pandemia ha fatto il resto.

Nei luoghi descritti in “Dark Wings” possiamo ritrovare senz’altro alcuni dei posti che ho visitato durante i miei viaggi: Spagna, Tunisia e soprattutto Giappone. Per quanto riguarda quest’ultimo, è stata l’isola di Kyushu a ispirarmi le descrizioni dei paesaggi rurali della Zona Demilitarizzata.

Oggi parleremo del suo scritto, ovvero: DARK WINGS. Può spiegarci a grandi linee di cosa parla?

Volentieri! “Dark Wings” racconta la storia di una giovane universitaria, Lyan Alba, che si trasferisce per un semestre nella Città Bianca, capitale di Azra, terra popolata dalla Gente Alata. Da sempre affascinata dagli Alati, la ragazza in realtà si reca nella loro nazione per cercare uno di loro, un ragazzo che è stato il suo primo amore. E lo fa non perché voglia riconquistarlo, ma per un motivo ben preciso che affonda le sue radici in un episodio drammatico del passato. Una volta giunta ad Azra, tuttavia, Lyan incontrerà alcuni giovani Alati che avranno un ruolo fondamentale nella sua vita e scoprirà che la sua esistenza è legata a quella di uno di loro da un vincolo stabilito da forze che tramano nell’ombra. Insomma, si renderà ben presto conto che nella terra della Gente Alata nulla è come sembra.

Dark Wings” affronta temi a me cari come quello della paura del diverso, del bullismo, ma anche dell’amore che sfida i pregiudizi e della capacità di saper perdonare. E questi temi saranno un po’ il leitmotiv di tutti i romanzi del Ciclo delle Ali Oscure.

Umani e Creature Alate. Come mai questa scelta? Come mai parlare di due mondi così differenti tra realtà e finzione?

Umani e Alati sono razze distinte che coesistono da sempre e che, da sempre, sono in lotta tra loro. Quando Lyan giunge nella capitale della Repubblica di Azra, la pace tra i due popoli dura da una ventina d’anni appena e l’atavico risentimento che da secoli le due razze nutrono l’una verso l’altra è soltanto quiescente. Volevo parlare di due mondi in contrasto, creando un collegamento con ciò che purtroppo succede anche nella nostra realtà, in cui gli uomini, in qualche parte del mondo, sono sempre in conflitto tra loro per motivi economici, religiosi, culturali… Anche uomini e Alati, nella mia storia, si scontrano per motivi simili e, soprattutto, per il desiderio di prevalere sull’altro. Non ci sono buoni o cattivi, quindi, ma due popoli che rivaleggiano con l’intento di sopraffarsi a vicenda per poter dominare incontrastati. Per descrivere simili vicende ho pensato di esasperare le differenze tra i due popoli in questione, opponendo agli uomini una vera e propria razza, con evidenti peculiarità fisiche a distinguerla da quella umana. Ultimamente sentivo spesso parlare di angeli protagonisti di libri e serie tv, così ho pensato: “E se i miei personaggi non fossero angeli, ma persone dotate di ali in grado di vivere tra cielo e terra? Bellissimi come creature angeliche, ma pericolosi come demoni?”. E così ho immaginato la Gente Alata, caratterizzata da perfezione estetica, potenza fisica e ali in grado di tagliare come rasoi affilati, ma priva di poteri sovrannaturali.

Parliamo della Protagonista Lyan. Ragazza istintiva e naturale nelle scelte, una ragazza dal cuore semplice e puro e sicuramente di forte personalità. Questo personaggio è ispirato a vera esistenza o completo frutto dell’immaginazione e fantasia?

Il personaggio di Lyan Alba è, naturalmente, un personaggio inventato, ma non nascondo che in lei spesso ritrovo un po’ la me stessa di qualche anno fa. È una ragazza giovane, che si lascia andare alle paure, che agisce anche d’impulso compiendo scelte a volte estreme o all’apparenza insensate. In lei, forse, potranno ritrovarsi tutti coloro che sanno di aver sbagliato, di aver ceduto, a volte, all’egoismo e alla paura, ma di aver poi reagito trovando una grande forza interiore per poter affrontare le proprie debolezze.

Parlando del tema portante, un tema che spesso si affronta su vari fronti: La diversità. Cos’è per lei la Diversità? E lei stessa si è sentita mai diversa o ancora oggi si sente, in un certo senso, diversa?

Vorrei poter dire che la diversità è una risorsa, una ricchezza, ma purtroppo non è sempre così. Storicamente, la diversità è stata invece fonte di conflitti, di esclusione, addirittura di persecuzione. Diciamo che “il mondo è bello perché è vario”, però poi ce ne dimentichiamo e non siamo in grado di accettare chi è diverso da noi, chi non ha le nostre stesse idee. Per essere considerati “diversi” basta molto poco e anche in una società che si definisce civilizzata chi si distingue dalla massa è reso a volte oggetto di scherno o di vessazioni. Non c’è bisogno di pensare a evidenti episodi di discriminazione, a volte protagonisti di fatti di cronaca; è sufficiente pensare a quanti adolescenti e preadolescenti si sentono inadeguati, esclusi dal gruppo dei pari, mosche bianche che non riescono a trovare il loro posto nel mondo. Anch’io, come la Lyan del passato, ho vissuto un periodo della mia vita in cui mi sentivo esclusa dai miei coetanei perché avevo semplicemente abitudini e interessi diversi. Ne ho sofferto, così come ne soffrono moltissimi ragazzi che non si sentono accettati per quello che sono. Una volta cresciuta, invece, ho cominciato a capire che ciò che mi rendeva “diversa” dagli altri poteva essere la mia forza. Ho coltivato le mie passioni e i miei interessi, ho creduto in me stessa, ho cominciato a viaggiare, a cercare di conoscere culture e punti di vista diversi dai miei, ed eccomi qui, felice di ciò che sono adesso.

Volare o cadere?

È il sottotitolo di “Dark Wings”, il refrain delle storie del Ciclo delle Ali Oscure, la scelta davanti alla quale prima o poi si trovano Lyan e gli altri personaggi. Che si scelga di “volare” o di “cadere”, l’importante è ricordare, come ho scritto nella dedica a inizio libro, che, una volta caduti, si può sempre tornare a volare.

Cosa prova quando rilegge il suo libro? Vorrebbe cambiare qualcosa all’interno oppure no?

Mi considero una perfezionista, quindi sì: ogni volta che rileggo una mia storia vorrei poter cambiare qualcosa. Ma, a livello di emozioni, lascerei tutto così com’è. Le sensazioni che ricevo dal rileggere “Dark Wings” sono ancora quelle che mi ha trasmesso quando l’ho scritto.

Il primo pensiero dopo la pubblicazione del libro? 

“Finalmente qualcuno potrà avere nella propria libreria la storia di Lyan & C.!”

Solitamente l’ultima domanda verte sui progetti futuri. Ecco libro appena uscito, quindi l’impegno riguarderà la divulgazione dell’opera, poi si parla di un sequel. Vuole anticipare qualcosa?

Come dicevo, “Dark Wings” fa parte di un ciclo di romanzi, anche se si può leggere come autoconclusivo, in quanto non si conclude con un cliffhanger, ma, al contrario, con la cosiddetta “quadratura del cerchio”. Tuttavia la storia in sé non si esaurisce con questo primo libro, ma prosegue facendoci tornare nel mondo di Lyan dopo quattro anni. Stavolta lo scenario è diverso: non ci troviamo più nella Città Bianca, ma in una delle città-Stato umane. Tutte le tematiche di “Dark Wings” vengono riprese e approfondite, così come le dinamiche tra i personaggi, che avranno modo di svilupparsi al meglio. In questo libro la storia d’amore tormentata vissuta dalla protagonista nel primo libro assume un ruolo importantissimo, così come quello del perdono e del sacrificio. Inoltre al momento sto lavorando anche a un altro libro facente parte del Ciclo delle Ali Oscure, “Bloody Wings”, che inaugurerà, forse, una dilogia. Si tratta di un romanzo che si potrà leggere indipendentemente dall’aver letto o meno “Dark Wings”, ambientato negli stessi luoghi un centinaio d’anni prima. Affronta temi simili a quelli della trilogia di “Dark Wings”, ma con risvolti più crudi e “New Adult”, e qui la sofferta storia d’amore tra i personaggi sarà centrale.

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