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“Chiamatemi Romeo” di Annalisa Gimmi

Scheda tecnica

  • ASIN: B08T4DGKCN
  • Editore: Horti di Giano (17 gennaio 2021)
  • Lingua: Italiano
  • Copertina flessibile: 176 pagine
  • ISBN-13: 979-1280144126
  • Peso articolo: 249 g
  • Dimensioni: 12.85 x 1.12 x 19.84 cm

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Recensione a cura di Giusy Sardella

Un essere Immortale

Chi tra noi è un amante dei gatti, alzi la mano! So che, senza ombra di dubbio, che nel team di Amabili vedrei più della metà dei collaboratori gridare, con la luce negli occhi la parola “Presente”, ed io sono in prima fila. È qualcosa di inspiegabile l’amore che si prova quando si convive con un gatto, come è inspiegabile la voglia irrefrenabile di accarezzarli quando si incontrano per strada e si strusciano tra le caviglie, quando li guardi beatamente stesi al sole o quando si arrampicano infilzandosi con i loro artigli su per la gamba in cerca di attenzioni, o quando dormono stesi sul torace del loro personale umano, trasmettendogli tutto il loro benessere e l’affetto che provano per chi li ha adottati con sonore fusa e “impastando” proprio come farebbero con la propria madre gatta.

Potrei continuare in eterno a tessere lodi riguardo queste palle di pelo baffute e imprevedibili, ma vorrei parlarvi del “micio” in un’altra forma, diversa e interessante, e per fare questo, vorrei che mi accompagnaste per qualche riga in un viaggio a ritroso nel tempo.

Dall’alba dei tempi un essere agile dalla pelliccia morbida, sinuoso nei movimenti e dalla vista attenta e scrutatrice, è stato testimone dell’ evoluzione della razza umana. Dapprima identificato come “Miacis“, poi sviluppatosi in genere “Felis Dinictis“. Di chi stiamo parlando? Ma del gatto, naturalmente! Quando si insediò nell’Egitto dei Faraoni, il gatto aveva con tutta probabilità cinquanta milioni di anni di vita e, una volta che l’uomo ne comprese l’utilità, il felino divenne una presenza importante nella società domestica per le sue doti di cacciatore, soprattutto di esseri portatori di epidemie come i topi. La sua importanza crebbe a tal punto che nel 3000 a. C. il gatto viene divinizzato dagli antichi Egizi, infatti questi ultimi erano convinti che alcune divinità avessero sembianze feline, e che l’animale avesse il potere di intercedere con gli Dei affinché trasmettessero attraverso i gatti messaggi divini. Una di queste divinità è la Dea Bastet, raffigurata con la testa di gatta dallo sguardo ammaliante e conturbante.

Con il susseguirsi dei secoli e dei millenni il gatto ha affiancato gli uomini nel corso della storia, ne parlano Erodoto, Aristotele, Diodoro, Plinio. Così approdiamo nella Roma, antica e moderna, capitale indiscussa ancora oggi, di una numerosa colonia di gatti, ed è proprio nel periodo storico che il lavoro dell’autrice prende vita. Annalisa Gimmi, in “Chiamatemi Romeo” tesse la trama in diciassette vicende, vicende tramandate solitamente nei testi di storia articolati sapientemente e conosciute da chi ha avuto la possibilità di farle proprie durante un percorso scolastico, raccontate dal punto di vista del gatto, onnipresente testimone oculare, che incarna perfettamente il ruolo di narratore. Annalisa Gimmi con la sua scrittura semplice e scorrevole, e attraverso le parole del suo Romeo, nome simbolico che ha attribuito ad ogni gatto narratore del suo racconto, è capace di farci attraversare periodi storici di notevole importanza con leggerezza e con una comprensione adatta per una fascia d’età, con molta naturalezza E’ un testo che, a mio avviso, dovrebbe avere un posto nella libreria personale di bambini, ragazzi e adulti.

Estratto

“C’è chi sceglie di viaggiare per il mondo e di vedere le abitudini di persone, gatti e altri….invece ho deciso di restare qui. A Roma. E di vedere il mondo sfilare davanti ai miei occhi. Perché tutto prima o poi passa per Roma. Basta avere pazienza e voglia di conoscere.”

L’autrice attraverso gli occhi e i sensi del gatto ci fa conoscere un’altra facciata della storia, quella interpersonale,la parte più profonda della personalità di personaggi storici a noi noti. L’attento amico felino ci racconterà delle angosce di Calpurnia per il suo amato Cesare negli angoli più intimi delle loro stanze interne, dell’eccentrico Michelangelo dal sorriso dolce e rassicurante e del suo immergersi nei colori della sua maestosa opera. E ancora, ci parlerà dell’amore per la musica del piccolo Mozart e quanto lui, benché essere vivente a quattro zampe, rimanesse rapito e affascinato da tutta quella armonia. Si ritroverà nel mondo triste del medioevo e delle inquisizioni, quando i gatti neri non erano visti proprio di buon occhio, e nel periodo della grande guerra circondato da schiere di bambini aventi come divisa la “camicia nera” e ad ascoltare i discorsi di un omone dal viso squadrato che appare attraverso una finestra e lo vedremo dietro le quinte, come si chiamavano un tempo, del mondo scintillante di Cinecittà, protetto e accarezzato da un’attrice famosa e irruente chiamata “Mamma Roma”.

Estratto

“Noi gatti abbiamo un sesto senso. Una capacità di capire le persone che ci passa attraverso i baffi. È difficile spiegarlo a un essere umano, ma noi sappiamo subito se di una persona ci si può fidare oppure no.”

L’autrice ha la capacità di farci vedere il mondo attraverso il gatto e il suo sesto senso molto sviluppato, e ne ha fatto tesoro nel suo viaggio del tempo fino alla nostra epoca. Il protagonista felino balza da un secolo all’altro come reincarnandosi, cambia colore, striature o macchie del mantello, ma ha una particolarità nella sua coda che ci farà comprendere che è sempre lo stesso spirito, che affiancherà l’uomo nel susseguirsi della storia. Ognuno di noi è incoraggiato a viaggiare per conoscere, per capire il mondo e l’evoluzione della civiltà, carpire e fare tesoro di ogni informazione e avvenimento significativo fin dalla tenera età. Oltre a questi fatti molto importanti, l’autrice lascia un messaggio evidente, ovvero che l’essere umano può imparare tantissimo attraverso i comportamenti degli animali, ed è sottinteso l’incoraggiamento che vuole trasmetterci: continuare a convivere con essi amandoli e proteggerli fino alla fine dei giorni della loro breve vita. Dalla meravigliosa copertina del libro di Annalisa Gimmi, che ritrae un bellissimo e morbidissimo gatto rosso, porteremo nel cuore l’ineguagliabile “Romeo”, che non a caso in un noto film d’animazione si definisce “Er mejo der Colosseo” (Cit. Aristogatti”).

Non posso raccontarvi altro, aggiungerei soltanto che questo meraviglioso racconto scritto da Annalisa Gimmi con la passione per Roma e i suoi abitanti gatti e da leggere ASSOLUTAMENTE.

Sinossi

Se dovessimo cercare un animale che ha accompagnato la storia dell’uomo come una sentinella silenziosa e discreta, non potremmo che pensare al gatto. Animale molto particolare, speciale, non è un caso se è stato dichiarato ufficialmente “cittadino romano”. Perché ci sono sempre stati, i gatti, amati o odiati, a seconda dei periodi. Torre Argentina a Roma è divenuto il luogo simbolo per loro, tanto da trovare informazioni in merito anche sulle guide turistiche. Diciassette racconti piacevoli e divertenti, legati tra loro, che percorrono la storia di Roma nel bene e nel male, con i suoi imperatori, papi, santi ed eretici, e poi pittori, musicisti, attori, letterati e sportivi. Un viaggio nelle emozioni condensate nello sguardo e nei “pensieri” di questo attore che vi guarderà in silenzio dicendovi tutto, per raccontarvi la storia di Roma dal suo punto di vista. Se poi gli chiederete: «Come ti chiami, bel micione?», probabilmente lo sentirete miagolare per rispondervi: «Chiamatemi Romeo.

Biografia Autrice

Annalisa Gimmi insegna al Liceo delle Scienze Umane di Pavia. Ha sempre amato scrivere. Per anni la sua passione si è concentrata sulla ricerca in campo letterario ed editoriale. Ha collaborato con l’Istituto di Storia della Lingua italiana e con il Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia, traendo materiale per articoli e saggi apparsi su riviste specialistiche. Ha pubblicato il volume Il mestiere di leggere, il Saggiatore, 2002, sui pareri editoriali della Mondadori negli anni Cinquanta, ricostruendo i meccanismi interni alla Casa Editrice milanese nel periodo in esame. Negli anni Novanta ha collaborato con la pagina di Cultura del “Corriere del Ticino” di Lugano e, tra il 2005 e il 2007, de “il Giornale”. Ha compilato la Bibliografia di Alfonso Gatto (Storia e letteratura 2009, con Marta Bonzanini) e ha curato le raccolte di inediti e rari di Alfonso Gatto, Ballate degli anni e Il gatto in poltrona, entrambe per Effigie, 2012. Nel 2016 ha pubblicato il saggio Bestie come noi (Effigie) e nel 2018 il romanzo per ragazzi Cose da grandi (Jona). Per due anni 2017-2018 ha ideato e condotto la trasmissione Penne, zampe, squame (dedicata agli animali) presso Radio Ticino Pavia (trasmissione premiata dall’Accademia dei Gatti Magici con il premio Bastet per la diffusione della cultura degli animali, e del gatto in particolare). Ora collabora con Radio Morpheus con una rubrica di diffusione libraria. Chiamatemi Romeo è nato dalla volontà dell’Autrice di sensibilizzare le persone e avvicinarle al mondo animale, in modo sano e propositivo. In tal senso, promuove da tempo diverse iniziative nelle scuole e sul territorio, instaurando contatti con associazioni in tutta Italia.

Notizie Casa Editrice

Le Edizioni Horti di Giano nascono a Roma dalla fusione di molte arti: la scrittura, il disegno, la comunicazione. Grazie alla passione che ha guidato lo spirito artistico di un gruppo di lavoro già affiatato per le esperienze condivise in passato, ha preso forma Horti di Giano come centro culturale nell’omonimo quartiere, punto di riferimento per chiunque avesse qualcosa da dire, in modo che le proprie potenzialità artistiche, nei vari settori, non rimanessero nascoste per essere dimenticate.

Noi cerchiamo quella fiamma che accende le emozioni dei nostri autori, sogniamo un mondo editoriale dove chi merita possa esprimersi liberamente e non dietro pagamento. Per questo abbiamo deciso di iniziare un viaggio nell’editoria sul finire del 2018, continuando a sposare la causa NO EAP (No Editoria a pagamento) già presente nelle esperienze precedenti, perché non si deve pagare per pubblicare un libro. Un testo va pubblicato se meritevole di esserlo.

Questo deve essere per i lettori che decideranno di condividere la nostra passione e il nostro Animus letterario una garanzia di qualità, che soffia sulle vele della nostra nave, come Argonauti attraverso le ostili terre dell’editoria selvaggia, alla ricerca di un terreno fertile in cui coltivare le parole che faranno germogliare nuove storie, tutte da vivere.Leggi di più su Edizioni Horti di Giano…

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