Amabili Interviste con Francesca Ottaviani.

Intervista a cura di Daniela Sardella

Si riparte con le nostre fantastiche Interviste. Questo è uno spazio, un percorso speciale dedicato agli Autori. Nel corso della settimana vedrete l’intervista scritta, a seguire la Recensione riguardante il libro di cui l’autore andrà a pubblicizzare, e infine la presenza nel nostro gruppo privato Facebook Amabili. La presenza dell’Autore servirà per sviluppare ulteriormente questa intervista, quindi tutti voi potrete partecipare. Il giorno assegnato sarà o il Venerdì pomeriggio o il Sabato mattina.

Questa settimana avremo come ospite Francesca Ottaviani che ci parlerà dell’ultima pubblicazione uscita a Gennaio, ovvero: ” Mafalda e le sue disavventure. Il Cantropodo”. La nostra ospite ha risposto ai primi quesiti, ma sarà felice di interagire con tutti voi Sabato 6 Febbraio dalle 9.00 alle 12.30 circa. Detto ciò, vi aspettiamo numerosi, nel frattempo ringraziamo l’autrice che ci ha concesso tempo prezioso ed ha gentilmente soddisfatto tutte le nostre curiosità.

Benvenuta Francesca Ottaviani

Parliamo un po’ di te. Chi è Francesca nella vita di tutti i giorni?


Sono fondamentalmente una sognatrice. Non una di quelle che ammirano l’orizzonte con faccia assorta e sguardo perso nell’orizzonte… Sono più il tipo che inciampa goffamente su un sasso nel bel mezzo del nulla, o anche nei suoi piedi, perché è concentrata su fantasticherie del tipo quanto sarebbe fico scrivere qualcosa ispirato a quella signora che ha appena attraversato la strada: ride tra sé forse pensando a qualcosa di buffo e indossa una di quelle gonne a pieghe che la nonna che è in me adora fin nelle viscere. Mi piacerebbe fermarmi e dirle che le sta davvero bene quel capo di abbigliamento, che il rosso è il suo colore, che mi piacerebbe ridere con lei della cosa a cui stava pensando perché sembrava incredibilmente felice, ma poi temo che possa pensare la prenda in giro e mi reputi inopportune e niente… di solito a questo punto dei miei pensieri inciampo su qualche ostacolo non previsto, o mi accorgo ce il semaforo è diventato verde e qualcuno dietro di me suona maledicendo i miei avi e le generazioni future.

So che sei una grande lettrice e se non ricordo male hai un genere che più ti attira, giusto? Vuoi dirci qual è?


Sì, sono decisamente un’accanita lettrice. Diciamo che leggo davvero di tutto, eccetto gli horror o quei libri che mi trasmettono un’angoscia che non so gestire. Se devo scegliere un genere preferito è certamente il giallo, in tutte le sue forme.


Solitamente chi ama leggere tanto matura la voglia di scrivere, inventare e raccontarsi. Tu quando hai maturato questa voglia di scrivere? Racconta il tuo percorso.


Il rapporto tra me e la scrittura è un percorso tortuoso che sono solita dipingere come un rapporto tra innamorati che si lasciano, si prendono, battibeccano. Nella biografia del mio primo libro, “Io, la mia moto e… forse tu!”, trovate più dettagli su come è iniziato. In sintesi, posso dirvi che è stato un caso, iniziato per gioco, in un momento in cui avevo bisogno di staccare la mente e ridere delle mie disgrazie.

Visto che parliamo di scrittura, noi vorremmo chiederti qualcosa riguardo ai tuoi lavori. Cosa li contraddistingue, secondo te, dalle altre letture che sono in giro. Perché il lettore dovrebbe scegliere te?


Accipicchia che domanda… Non voglio peccare di presunzione, penso che di libri belli in giro ce ne siano davvero molti. I miei anno più che altro lo scopo di divertire.
Certamente potrete trovare tanta ironia, divertimento, caratteri poliedrici e una mia biografia molto particolare.
Corredo ogni libro con un breve viaggio negli episodi tragicomici della mia vita, in cui più che di me parlo del mio rapporto con la scrittura, dei luoghi e delle persone dai cui prendo ispirazione, di come ho creato i personaggi e la storia, di come mi faccia forte di episodi che mi hanno abbattuto…
Per me la biografia è sempre una parte importante del libro, perché non è una classica biografia. Ci metto pezzi di me, della mia anima macchiata, che spero aiutino chi legge a capire che si può ridere anche quando la vita ti scivola tra le dita. Lo scopo dei miei libri è regalare una speranza di felicità, una riflessione sul fatto che siamo così caduchi che non vale la pena abbattersi per questo.


Ho avuto il piacere di conoscere sia il tuo primo scritto e sia l’ultima uscita, ovvero ” Mafalda e le sue disavventure- Il Cantropodo”. Parlando di quest’ultimo, sono curiosa di scoprire l’ispirazione iniziale.


Ammetto che questo è il primo libro che ho iniziato a scrivere due anni fa. Come ti dicevo prima, adoro il giallo, specialmente quello denso di quello humor inglese un po’ sprezzante e non so, una sera ho iniziato a pensare alla protagonista e da lì la mia mente ha costruito una trama.


Collegandoci alla domanda precedente, ci potresti dire qualcosa in più riguardo il contenuto? Ovviamente a piccoli morsi, perché il nostro obbiettivo è quello di incuriosire ogni possibile lettore.


Mafalda, la protagonista, è una investigatrice amatoriale e più propriamente un’impicciona senza remore. Una notte, per caso, intercetta una strana conversazione e una parola che non avrebbe dovuto sentire: Cantropodo. Dopo qualche giorno, un omicidio si abbatte sul paesino immaginario di Arpa e la cosa sembra poter essere collegata al Cantropodo. Mafalda farà di tutto per scoprire la verità. Per fortuna, a indagare con lei ci sarà anche l’affascinante ispettore Giorgio Penta e il testo si tingerà anche di sfumature rosa.


C’è tanto da sapere perché il libro fornisce vari spunti di conversazione. Primo in assoluto il genere Cozy Mystery. Spieghiamo cos’è e perché hai scelto questo genere davvero interessante.


Il cozy mistery è un sottogenere del giallo. Questo, per quanto poco conosciuto in Italia, affonda le proprie radici nelle firme più classiche. I libri con Miss Marple, della celeberrima Agatha Christie, ne sono un esempio.
Con il termine cozy, che letteralmente significa accogliente, si mette in luce l’ambientazione leggera e spesso perfino spassosa, come accade in “Mafalda e le sue disavventure: Il Cantropodo”. In ogni caso, solitamente non sono presenti scene di violenza esplicita e si dà invece spazio al processo investigativo, permettendo anche al lettore di fare le sue deduzioni.


Personaggi. Protagonisti e Antagonisti tutti molto interessanti, ben definiti tanto da rimanere fissi nella mente. Prima in assoluto ‘Mafalda’. Come mai questo nome?


Io amo i fumetti e ho immaginato una protagonista che mi ricordasse la Mafalda del fumettista Quino: scostante, burbera, ma anche simpatica.


Altro particolare è la descrizione riguardo l’abbigliamento soprattutto di Mafalda, cosa che da lettrice ho apprezzato ed ha stuzzicato, non di poco, la fantasia. Era questo il tuo obbiettivo?


Per questo giallo ho studiato come fare perché i protagonisti avessero delle connotazioni particolari e il vestiario è quello di Mafalda, mentre per Penta ho optato per una sigaretta sempre spenta tra le labbra e una passione per gli ingranaggi degli orologi. L’abbigliamento è funzionale anche allo svolgimento della trama e inoltre volevo che richiamasse l’atmosfera un po’ noir.


Francesca, tu hai organizzato ben due Eventi: Review Party e Blog Tour. Ora che sono quasi al termine cosa ci puoi raccontare? Sensazioni, emozioni, esperienze con i vari blog e risultati?


Fare l’autopromozione è stato abbastanza complesso. Non tutti hanno fiducia negli autori self, ma per fortuna avendo già pubblicato un libro ero riuscita già a costruirmi una rete di contatti che mi ha aiutato molto. Ho seguito i consigli di altre autrici e sono davvero contenta del risultato. Sono iniziate le prime recensioni e per ora sono positive e la cosa mi emoziona come una bimba.


Hai riscontrato particolari difficoltà durante la stesura? E come hai affrontato il tutto?


Sì, ho incontrato qualche difficoltà. A volte io e la mia amica/nemica ispirazione abbiamo bisticciato. Ho trovato difficoltà con gli interrogatori, mi sono arenata per un po’. In più studiando e lavorando il tempo per scrivere non è mai abbastanza e con il giallo, scrivendo anche a mesi di distanza, mi ritoccava leggere tutto da capo ogni volta per riprendere il filo e ora che rileggevo tutto il mio tempo libero terminava e passava altro tempo senza che potessi scrivere.
Ho risolto la cosa scrivendo a braccio il mio primo libro, una commedia romantica. Quando l’ho terminato, l’ispirazione mi è tornata e ho ripreso questo giallo più entusiasta di prima.


Cosa provi quando rileggi i tuoi scritti? E cosa provi pensando ai tuoi racconti tra le mani dei lettori?


Quando li rileggo, trovo sempre qualcosa che vorrei migliorare… ma sono così felice che le mie storie abbiano preso forma che mi emoziono.
Quando penso ai miei libri nelle mani dei lettori tremo, perché ci sono pezzi di me lì dentro e sono felice e impaurita allo stesso tempo.

Siamo alle battute finali e come sempre l’intervista termina così: Progetti futuri? ( la curiosità ci uccide).


Ho davvero tanti progetti nel cassetto, almeno una decina. Ad esempio, il seguito di “Io, la mia moto e forse tu”, ossia “Abbiamo fatto lo stesso errore”, spero di riuscire a farlo uscire a luglio 20121. Ho iniziato il seguito di Mafalda e le sue disavventure, poi una storia a tema natalizio, altri progetti sui personaggi secondari dei miei libri e nuove storie.

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