Amabili Interviste con Leandro Conti Celestini.

Intervista a cura di Daniela Sardella in collaborazione con Francesca Ghezzani

Si riparte con il nostro Spazio Intervista, un appuntamento importante che ci permette di conoscere più a fondo gli Autori e i loro scritti. Oggi abbiamo un ospite molto interessante consigliato dalla splendida e brillante Francesca Ghezzani. Il privilegio di avere determinate collaborazioni ci permette di conoscere e apprezzare nuove penne e, ad essere sinceri, i consigli di Francesca non sbagliano mai! Detto questo, siamo qui per presentarvi un giovane talento, una storia che contiene tanto davvero. Con piacere accogliamo Leandro Conti Celestini che ci parlerà di “Alle Corde” pubblicato da Eros Cultura Editore del Gruppo Editoriale Brè.

Prima di tutto presentiamo il nostro ospite

Leandro Conti Celestini, milanese di nascita, classe 1978, residente da dieci anni a Los Angeles, amante dell’arte in ogni sua forma, debutta sul mercato editoriale italiano con il romanzo “Alle Corde” pubblicato con Eros Cultura Editore del Gruppo Editoriale Brè.

Leandro, quali sono gli aspetti che ti mancano di più dell’Italia e quali sarebbero quelli che ti mancherebbero della California se tu tornassi a vivere nel tuo paese d’origine?


Il mio piano ideale sarebbe di tornare tra una decina di anni, magari senza dover più lavorare e godere la vita in Italia, dove posso dire che si sta molto bene; penso che continuerei a scrivere e a dipingere come faccio adesso ma più libero. Qui mi mancano i rapporti sociali, le chiacchiere tra amici, l’atmosfera rilassata e lo stile di vita “calmo” che abbiamo noi e che tutto il mondo ci invidia. Qui in USA stai molto bene se hai un sogno e un business che vuoi realizzare: tutto funziona perfettamente, la gente ha soldi da spendere ed è sempre in cerca di novità da provare, quindi del resto l’economia gira; c’è anche meritocrazia, se sai dimostrare che vali, allora la possibilità ti viene data, mentre in Italia funziona molto più a conoscenze che altro.


Come sono considerati gli italiani in America? Sei sempre stato accolto a braccia aperte o anche discriminato?


Assolutamente sempre rispettato, tenuto in considerazione, apprezzato, ammirato e molto altro per il semplice fatto di essere italiano! Poi, ovvio, devi mantenere quest’idea che gli altri si fanno di te, ma sicuramente abbiamo un nome che è avanti tutto il resto e che mi ha aiutato moltissimo per la mia carriera nella moda e nel cinema qui a LA.

Vediamo al tuo romanzo: Tristan calato negli anni Venti del nuovo millennio anziché alla fine degli anni Settanta come sarebbe sul ring e nella vita privata?


Forse non avrebbe i problemi di una volta per il suo essere gay, ce ne sarebbero altri ma le cose sarebbero sicuramente diverse. Avrebbe un profilo Instagram, magari farebbe qualche video su TikTok prima di salire sul ring e interagirebbe con i suoi fan proprio come fanno i wrestlers di oggi.

Le scene di sesso omosessuale sono esplicite e sapientemente ben rese nelle tue pagine. Pensi che questo possa penalizzare in un certo qual modo il successo del tuo libro o, al contrario, agevolarlo?


Sinceramente non avevo idea di cosa volesse dire scrivere un libro: ho scoperto che mi divertivo a scrivere e la storia è andata avanti così, senza neanche sapere che direzione avrebbe preso o come sarebbe finita… si è evoluta nei mesi in cui l’ho scritta! Il sesso per me è parte della vita reale e ho trovato più che naturale scrivere le scene (poche in realtà) presenti nel libro, senza però indugiare sui particolari; volevo che il lettore sentisse la prima volta di Tristan e la scoperta anche di quell’aspetto della vita. Mi ha penalizzato? Forse… alla fine la storia viene inquadrata nel genere erotico e questo è già uno stigma per una grossissima fetta dei lettori che di base dicono no a questo genere. Quindi se avessi voluto un successo più commerciale forse avrei potuto escluderla o limitarla, ma sinceramente sono contento così. Chissà che non riesca a sdoganare il genere rendendolo più mainstream?


C’è una recensione che, a oggi, ti ha fatto particolarmente piacere o una critica che hai comunque trovato costruttiva?


Le recensioni fino ad ora sono state entusiastiche e la cosa mi ha riempito di gioia: sono al mio esordio come scrittore e le critiche possono fare male, specialmente in questa fase iniziale, ma le recensioni che ho avuto mi hanno commosso per il supporto che hanno dimostrato e non ne ho una preferita. Direi che mi fa piacere quando un lettore riconosce le citazioni che ho messo nel libro, forse perché è della mia generazione o perché è un cultore delle cose che piacciono anche a me, ma allora si crea un legame che ci accomuna.


Per la versione americana di “Alle corde” che, da quanto so, stai approntando, oltre alla traduzione verranno apportate modifiche ai fini dell’adattamento al pubblico di lettori statunitense?

No, il testo verrà lasciato tale e quale, senza modifiche.

Infine, come prosegue la tua produzione attuale dopo l’esordio?


Scrivere è stata un’esperienza bellissima e ho già iniziato il mio secondo romanzo, questa volta incentrato su combattimenti clandestini a Los Angeles negli anni 90, un po’ come i bmovies dello stesso periodo, però devo dire che sento un filo di pressione: molti che mi hanno fatto i complimenti mi hanno chiesto come sarà il mio secondo e io non ho le idee chiarissime; ma alla fine io sono così da una vita, non so mai bene quello che faccio finché non è finito, quindi non mi preoccupo più di tanto e vado avanti ad istinto. Spero che il nuovo protagonista mi tenga compagnia come ha fatto Tristan nei mesi della scrittura!


Facebook: https://www.facebook.com/leandroallecorde
Instagram https://www.instagram.com/leandroconticelestini/

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