Amabili Interviste con “Ilaria Ferraro e Simona di Iorio”.

Intervista a cura di

Daniela Sardella e Jennifer Gaspari.

Bentornati all’appuntamento Amabili interviste. Come sempre abbiamo i nostri ospiti pronti a raccontare e raccontarsi. Loro ci portano in mondi lontani, ci fanno sognare, viaggiare a volte evadere. Questo grazie ai loro scritti, ma ci regalano l’opportunità di conoscerli meglio, entrare al 100% nel loro mondo. Oggi con noi abbiamo non una ma bensì due Autrici Fantastiche, due donne belle sotto ogni aspetto e poi Uniche, Originali e Inimitabili. Per questo motivo abbiamo pensato di fare questa intervista in “Due contro Due”, un po’ per essere in linea con la loro Originalità. Con piacere Io, Daniela e Jennifer, vi presentiamo il Duo Cosmico: Ilaria Ferraro e Simona di Iorio.

Qui trovate le nostre domande ma, ovviamente saranno ospiti Sabato 20 dalle 10.00 alle 12.30 nel Gruppo Amabili letture blog Facebook. Potrete interagire direttamente con loro e porre tutte le vostre domande.

Ora diamo il Benvenuto a Ilaria e Simona. Che si alzi il sipario!

L’opportunità di parlare e conoscere voi scrittori è preziosa perché si può comprendere il cammino di chi crea, le difficoltà e tutto quello che c’è dietro. Quindi per cominciare: Chi sono Ilaria e Simona?

Simo: Ilaria e Simona (e qui parlo per entrambe perché so che è così) sono due donne multitasking… proprio come ogni altra donna sulla faccia del pianeta. Siamo mamme, tassiste, consigliere, professoresse di matematica, italiano, storia geografia (e chi più che ha più ne metta), mogli, psicologhe, a volte pazze scriteriate, ma soprattutto… due amiche che si considerano sorelle mancate. Ah… dimenticavo: all’occasione siamo anche scrittrici, ma solo per diletto!

• Quando è cominciato l’amore per la lettura e in seguito la voglia, il bisogno di creare?

Simo: Vi svelo un altro segreto: da ragazzina odiavo tutto ciò che riguardasse la lettura e la scrittura! Fino a che mi è stato imposto cosa leggere e cosa scrivere, non cavavo un ragno dal buco! Poi, in perfetta autonomia, ho scoperto ”Momo” di Ende e lì mi si è aperto un mondo meraviglioso. Ho letto libri di ogni genere, a seconda delle fasi della mia vita (tranne gli horror) e la mia mente ha iniziato a sognare racconti e storie… ma solo come le volevo io, ovviamente! Poi dal sogno al mettere nero su bianco ci ho messo molto tempo, ma questa è un’altra storia!

Ilaria: Io invece posso dire che, nella mia storia personale, ho fatto tutto al contrario: scrivo da sempre, da quando ho ricevuto in regalo il mio primo diario segreto, ero solo una bambina di forse 7 anni ma amavo passare il mio tempo a raccontarmi su quelle pagine bianche! Poi, all’età di 13 anni è arrivato l’amore per la lettura. Il mio primo amore? L’amico ritrovato di Fred Uhlman, letto durante la scuola media e che mi ha letteralmente “battezzata”. Proprio in quel periodo poi la mia professoressa di lettere mi disse, leggendo i miei temi, che avevo un futuro da scrittrice. Io allora non ci avrei scommesso una lira e invece…tac! Successivamente, quando sono diventata mamma (ben 17 anni fa) mi sono dilettata a inventare e scrivere fiabe per i miei figli: ne ho una serie in una cartella del mio PC denominata Sogno nel cassetto… chissà se mai vedranno la luce. Mai dire mai. Infine negli ultimi anni sto assecondando anche una mia vena più “poetica”, se così si può definire, che mi porta a scrivere pensieri in versi sparsi e che mi dà molta soddisfazione a livello personale, si tratta per me di una vera e propria valvola di sfogo… una passione che continuerò a coltivare di certo, oltre alla scrittura creativa più tradizionale.


• Essendo noi curiose e conoscendovi già come il “duo atomico”, ci siamo domandate: Avete iniziato a scrivere da subito insieme o avete scritti nascosti e indipendenti?

Simo: La nostra collaborazione è iniziata con il mio primo libro, ”Istantanee dal cuore” che Ilaria ha editato. Ci siamo talmente divertite/sfogate/ritrovate che poi abbiamo deciso di tuffarci in un’altra avventura assieme, Le verità di Numeesville.

Ilaria: Io sarò onestissima: se non fosse stato per Simona, credo che non mi sarei mai “buttata”, anche se paradossalmente la sua prima pubblicazione è avvenuta perché io l’ho convinta a provarci… Di mio ho un romanzo in stesura da un sacco di tempo, non so però se avrò mai modo e coraggio di finirlo e pubblicarlo. Quel che è certo è che, se mai sarà, non mancherà lo zampino sul testo della mia “socia-sister” (come definisco io Simona).

• Oggi parliamo di “Le verità di Numeesville” e ovviamente di “Legàmi”, libri da voi scritti. A grandi linee volete spiegare di cosa parlano?

Simo: Il nostro thriller parla d’amore e di delusioni, di suspense, di imprevisti, di odio e tradimenti, di verità celate, ma soprattutto parla della vita con tutte le sue sfaccettature. La storia di Numeesville è stata paragonata a delle montagne russe, dove l’amicizia, la paura, l’affetto e il dolore portano il lettore in un turbinio di emozioni che lo sconvolgeranno fino all’ultima parola.

Ilaria: La trama in breve è questa: a Numeesville, un piccolo centro ai piedi delle Montagne Rocciose sulle rive Black Lake, la morte inspiegata della giovanissima Beth Madison ha segnato le vite di molti dei suoi abitanti. Dieci anni dopo, Sophie Park, giornalista mancata e dal passato burrascoso, torna a vivere nella sua città natale, dov’è cresciuta insieme a Beth e Claire, le sue sorelle di cuore. Qui prende in affitto quella che era stata la casa dei Madison e, a seguito di una serie di eventi, si ritrovasuo malgrado a indagare sulla scomparsa dell’amica: per troppo tempo tutti, comprese le autorità, hanno voluto credere in un suicidio. Sophie si ritrova così a scoprire che tutti a Numeesville nascondono qualcosa e che nulla è come si vuole far credere. La protagonista dovrà fare i conti anche con se stessa e tutte le sue certezze vacilleranno, fino a quando la verità più sconvolgente e inimmaginabile si paleserà, senza darle via di scampo.

• Come nasce la storia? L’ispirazione, il primo input che ha dato vita a tutto questo?

Simo: L’input è dovuto a una mia idea embrionale, dove mi ero fatta un film mentale su alcuni personaggi/dinamiche e una scena finale da shock. Poi, da lì, siamo partite a costruire e inventare tutti gli intrecci che hanno dato vita all’intera cittadina di Numeesville.

Care Ilaria e Simona, leggendo i vostri libri, si nota la perfetta sinergia che avete raggiunto nell’intrecciare il vostro stile di scrittura, rendendo impossibile al lettore capire dove finisce Ilaria e dove inizia Simona, e viceversa. Come siete riuscite ad amalgamarvi così perfettamente?

SimoTi svelerò un segreto: anche noi spesso ci chiediamo chi ha scritto cosa! Avevamo una scaletta generale da seguire, ma non siamo state eccessivamente ligie/costrette: entrambe scrivevamo a ispirazione (sempre seguendo il filo logico della narrazione) e poi ci siamo inoltrate ogni singolo capitolo/frazione di capitolo più volte di modo che entrambe potessimo correggere/inserire la propria visione della scena: insomma… un lavoraccio!

IlariaA parte le modalità “tecniche”, credo che il punto a nostro favore per poter elaborare un testo omogeneo dove non si percepisca la mano di una o dell’altra sia la nostra intesa, nel senso che, anche se in più di una occasione ci siamo confrontate (e scornate) su alcuni aspetti dei personaggi e della trama, siamo sempre riuscite a trovare un accordo che soddisfacesse entrambe e che ci desse la possibilità di scrivere con naturalezza.

• Parliamo delle tre protagoniste dei vostri libri: Sophie, Beth e Claire. Sono unite da una profonda amicizia che sarà un po’ la chiave di lettura dell’intero romanzo e, allo stesso tempo, anche il vero mistero. Perché avete deciso di far ruotare un giallo, un thriller, attorno a un legame così rassicurante come può essere quell’affetto che tutti bramiamo?

SimoCredo che un thriller debba incutere un po’ di timore e tanta suspense e quale modo migliore per lasciare il lettore sul filo del rasoio se non seminare le basi di una storia proprio sulla solidità di affetti infantili? La paura che tali sentimenti possano essere scalfiti sarà la spada di Damocle di tutta la lettura.

IlariaIn realtà non è stata una scelta vera e propria, la storia è venuta da sé poco alla volta, al di là dell’idea iniziale. Diciamo che il fatto di avere e vivere ogni giorno con Simona un legame di amicizia così forte, molto simile a quello delle nostre protagoniste, ci ha sicuramente aiutate a tessere e raccontare nei dettagli la loro amicizia, delineandone anche aspetti un po’ insoliti e sorprendenti.

• Numeesville è il luogo in cui nasce tutto, il mondo che avete creato. Cosa c’è di voi in quel paese? È il luogo in cui vorreste vivere? Oppure un immaginario bosco in cui non vi vorreste mai perdere? Chi di voi due si è dedicata di più all’ambientazione del romanzo?

SimoPer quanto concerne l’ambientazione tutto ha inizio da una mia fotografia mentale: avevo ben stampato in testa questa vecchia casetta che, tramite un lungo pontile, si affacciava sulle calme acque di un lago e, a far da sfondo a questo quadro, c’erano le Montagne Rocciose. Sono sempre stata affascinata dai paesaggi incontaminati del Canada e, molto probabilmente, è stato questo a spingermi a immaginare tutta la storia in quei luoghi. Inizialmente, però, eravamo un po’ titubanti, perché ambientare il racconto in Canada avrebbe voluto dire impegnarci ancor di più in ricerche per rendere la narrazione il più veritiera possibile, ma il desiderio di visitare quei luoghi anche se solo con l’immaginazione, è stato troppo forte per entrambe e così ci siamo buttate. Devo ammettere, però, che ci siamo anche avvalse dell’aiuto di amiche canadesi che ci hanno rese edotte in merito a ciò che neanche sui libri si potrebbe scoprire!

IlariaNumeesville è una cittadina di fantasia che però si ispira molto a Banff, nella regione dell’Alberta. Come ha detto Simona, abbiamo entrambe studiato attentamente quest’ambientazione così unica quanto affascinante e per questo le descrizioni (che sono parte fondamentale e funzionale al nostro romanzo) sono nate dalla penna di tutte e due. Senza dubbio si tratta di un luogo in cui personalmente amerei vivere, soprattutto grazie alla natura ancora incontaminata di cui si può godere.

• Legàmi è, in soldoni, “Le verità di Numeesville” ringiovanito. Alleggerito per essere letto anche da lettori più giovani, ma sempre comunque profondamente marcato dal vostro stile. Idea nata dai vostri figli, che poi avete trasformato in un qualcosa di geniale. Ma che lavoro c’è dietro questo “riscrivere” una storia che avevate scritto voi stesse? Che tipo di studio e aggiustamenti avete portato al romanzo?

SimoTutto è nato dalla curiosità dei nostri figli di leggere Le verità di Numeesville e così abbiamo pensato che sarebbe stato carino che potessero farlo, ma con i giusti accorgimenti, essendo il “libro madre” destinato a un pubblico adulto. Il progetto poco dopo si è trasformato in qualcosa di più grande e meraviglioso: infatti Ilaria ha avuto l’idea d’indire un contest presso il Liceo Artistico di Arese, frequentato da suo figlio, per l’ideazione della copertina. La cosa però ci è “sfuggita di mano” perchè i disegni dei ragazzi erano talmente belli che ci dispiaceva doverne scegliere uno solo, quindi abbiamo deciso di inserirli anche come illustrazioni interne. Insomma il nostro romanzo è diventato un libro per ragazzi realizzato in collaborazione coi ragazzi.

Ilaria: Per quanto concerne i cambiamenti che abbiamo dovuto apportare alle storia, si tratta principalmente di una semplificazione della storia, con uno “smussamento” (se così si può dire) di alcuni aspetti della narrazione più da adulti, con un’attenzione particolari ai dialoghi, una riduzione delle descrizioni e soprattutto la divisione della storia in due parti. Legàmi infatti è composto da due volumi (il primo “Legàmi – illusioni di verità” e il secondo “Legàmi – riflessi di verità”). Questo ha comportato una piccola variante nella storia, rispetto all’originale, che desse un senso logico al termine della prima e all’inizio della seconda parte.


• Nel romanzo “madre” la protagonista indiscussa è Sophie, personaggio forte, con un carattere risoluto, molto sicuro, mentre in Legàmi, la storia da più spazio a Beth, l’obiettivo si sposta verso una ragazza più fragile, più malinconica, addirittura una figura che non c’è più. Come mai avete sentito il bisogno di fornire un nuovo “punto di lettura” cambiando tipologia di lettori?

SimoBeth rappresenta il lato dolce e sognatore di tutta la narrazione ed è proprio lei che vuole far capire ai nostri giovani lettori che la vita è meravigliosa e, qualsiasi sia l’ostacolo, vale la pena viverla.

IlariaQuesto cambio di “focus” devo ammettere che è venuto fuori da solo, perché in realtà non è stato volutamente concepito da noi, certo il fatto che il libro sia destinato a un pubblico giovane ci ha indirizzato verso una visuale che fosse più corrispondente al loro modo di vivere l’avventura che abbiamo raccontato e ci fa piacere che si percepisca. Per quanto possa sembrare un lavoro banale quello di semplificare un testo, vi assicuro che non è così… è stato un lavoro molto lungo e forse ancor più impegnativo, per certi versi, della stesura del libro da cui è tratto. Tra l’altro abbiamo scoperto solo recentemente che, se da noi in Italia si tratta di qualcosa di insolito, l’adattamento di libri di un certo successo a un pubblico giovane negli Stati Uniti invece è piuttosto frequente. Quindi, se all’inizio eravamo un po’ dubbiose e vedevamo perplesse e scettiche le persone a cui parlavamo di questo nostro progetto, ci siamo rese conto che abbiamo fatto una scelta per nulla strana e, lo ammetto, siamo molto orgogliose del risultato ottenuto.


• Nei vostri romanzi ci sono anche dei personaggi maschili, tutti molto marcati, molto riconoscibili, tuttavia nessuno di loro diviene cardine della storia, diciamo che accompagnano la storia, ne diventano anche punti forti in alcuni momenti, ma tutto rimane comunque in mano ai personaggi femminili. Perché questa scelta di far ruotare tutto attorno alle donne del libro?

SimoLa storia ruota attorno ai personaggi femminili, perché il filo conduttore è proprio l’amicizia, quasi fraterna, che lega Beth, la ragazza scomparsa, a Sophie e Claire. Il loro destino è legato alla vecchia credenza siksika delle tre numees… le tre sorelle del lago! Tutto è intrecciato e riconduce a questo vecchio rapporto. Detto ciò… solo loro potevano portare avanti la narrazione ed essere il suo fulcro.

IlariaÈ vero, i personaggi maschili della nostra trama di fondo possono risultare marginali, con solo ruoli secondari, in realtà secondo me non è proprio così: alcuni di loro (non dico quali per evitare spoiler) sono fondamentali ai fini della storia, senza di loro infatti, se ci pensi bene, Sophie e le altre protagoniste femminili non evolverebbero come necessario… Ma sicuramente la percezione che ogni lettore ha dei personaggi è molto soggettiva: dai nostri lettori abbiamo avuto riscontri talmente disparati in proposito che anche noi a volte ne restiamo sorprese!

Punto di forza di “Le verità di Numeesville” e “Lègami” e punto debole, se c’è uno, secondo voi?

Simo: Secondo me il punto di forza del libro è l’intricata ragnatela di eventi… quasi come se tutto fosse un enorme puzzle, dove solo con il tassello finale, verranno rivelate verità sconcertanti, che mai il lettore si sarebbe immaginato, ma che, allo stesso tempo, faranno esclamare: «caspita, ci sarei potuto arrivare!»Mentre il punto debole probabilmente è la narrazione iniziale, dove presentiamo (passatemi il termine) tutti i numerosi personaggi e le loro dinamiche. Questa prima parte potrebbe sembrare leggermente lunga a chi è abituato a leggere thriller a go go, ma tutto ha un suo perché e ogni singola parola fa parte di un quadro generale atto a spiegare al lettore il motivo di quel famoso ultimo tassello di cui sopra.

Ilaria: A mio parere il punto forte sono i personaggi a cui, in un modo o nell’altro, ogni nostro lettore si lega e in cui ci si può, per certi versi, rispecchiare, trattandosi di “persone” molto normali, con pregi e difetti. Il punto debole forse potrebbero essere, a detta di qualcuno, le descrizioni del paesaggio… è pur vero però che queste per noi sono invece importantissime al fine di creare un’atmosfera unica in cui far immergere chi legge, proprio come se si trovasse davvero a Numeesville insieme a Sophie, Claire, Jack, Chris, Josh e tutti gli altri.

Voi due siete una forza della natura, non vi fermate mai e siete, per noi, un grande esempio in questo campo. Curate tutto, cercate di essere sempre attive pubblicizzando il libro. Ecco, vogliamo sottolineare questo aspetto, l’importanza di pubblicizzare il proprio scritto e perché farlo.

Ilaria: Prima di tutto, grazie… É un bellissimo complimento! In merito al discorso promozione, credo che, soprattutto se si è autori self come noi, questo sia un aspetto fondamentale da curare se non si vuole limitarsi a dire “ho pubblicato un libro”. Se nessuno sa che quel libro, per l’appunto, esiste, come si può pretendere che qualcuno lo legga? Partendo dal presupposto che non sia un lavoro affatto facile quello di pubblicizzare il proprio romanzo, sia perché il “mare” è grande, sia perché bisogna dedicarvici un sacco di tempo (io che nel “duo” sono quella che si dedica a questo lavoro, in media mi ci dedico tra le 2 e le 4 ore al giorno): ritengo che farsi conoscere non solo come un semplice “titolo”, ma anche in prima persona come autrici, sia quel qualcosa in più che incentivi maggiormente un lettore a scegliere di leggere il tuo libro. Anche per questo ci piace moltissimo partecipare a eventi e iniziative (come questa intervista) per poterci raccontare a 360 gradi. Inoltre essere presenti con costanza sui social ci regala l’opportunità di creare una rete di vere e proprie amicizie a distanza che poi col tempo (come già accaduto) siamo riuscite a concretizzare di persona. Meraviglioso!!!

Cosa dobbiamo aspettarci in futuro dal Duo Atomico?

Simo: Sicuramente un ritorno a Numeesville… ne abbiamo tanta voglia, come i nostri lettori! Ma come ci si confà: nulla sarà come sembra e tutto sarà possibile! Quindi non aspettatevi niente di usuale, ma qualcosa che sconvolgerà ancora di più! Adesso “taccio”, altrimenti la mia socia mi tira le orecchie!

Ilaria: Senza dubbio, come ha detto Simo, dovrete aspettarvi altre opere a quattro mani, magari cambieremo anche genere, chissà… qualche idea a bollire in pentola c’è già. E poi, come si dice? Squadra che vince non si cambia!!! Grazie di cuore da entrambe a tutto lo staff di Amabili Letture: siete eccezionali!!! Ilaria e Simona 

Che Donne ragazzi!! Grazie per la vostra disponibilità, serietà, precisione, allegria e potremmo continuare all’infinito ❤. Lavorare con voi e per voi è un grande Piacere e Onore, non aggiungiamo altro!

Daniela e Jennifer .

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