Amabili interviste per la WritersEditor

Intervista a cura di Daniela Sardella

Salve cari lettori. Oggi sono qui con Amabili Interviste. Noi abbiamo sia uno spazio dedicato al nostro Salottino Amabili e sia uno spazio intervista collegato alla splendida collaborazione della Writers Editor. Grazie a quest’ultima possiamo non solo Recensire nuovi lavori, ma possiamo conoscere gli Autori in maniera completa, proprio tramite queste Interviste. A proposito di questo, oggi abbiamo un nuovo ospite: Germano Tonanzi che ci parlerà di “Le cose perdute”. Inoltre, il nostro ospite sarà presente Sabato 30 nel Gruppo Amabili letture blog. Dalle 10.00 alle 13.00 sarà possibile interagire con l’Autore. Detto ciò, partiamo con le nostre personali domande proprio per conoscere meglio il creatore del manoscritto. Con grande piacere accogliamo Germano Tonanzi.

Come giusto che sia parliamo un po di lei. Chi è GermanoTonanzi?


Non è facile parlare di se stessi, comunque sono una persona comunissima. Mi piace stare con gli amici, ascoltare musica, fare lunghe passeggiate. Riguardo alla mia formazione, sono laureato in sociologia, indirizzo comunicazione.


Cosa rappresenta la lettura per lei e quale posto dovrebbe occupare
nella vita?


Devo dire che alterno periodi in cui divoro ogni tipo di lettura ed altri in cui non leggo assolutamente nulla. La lettura occupa un posto molto importante nella mia vita, mi consente di esplorare posti lontani con la fantasia. Quando leggo un libro, nella mia mente ricreo a mio piacere le situazioni che sto leggendo in quel momento: le descrizioni, il clima, la fisionomia dei personaggi. E questo lo trovo esaltante.


Quando ha sentito il bisogno di raccontare, di creare qualcosa di suo e cosa prova davanti a una penna e un foglio immacolato?


Da tempo c’era questa idea di mettermi a scrivere e vedere se usciva fuori qualcosa di buono. Improvvisamente, per alcune vicissitudini ho avuto tanto tempo a disposizione e lì finalmente ho deciso. Sono entrato in una cartoleria, ho comprato un quaderno, una penna e da quel momento è partito tutto. Davanti ad un foglio immacolato provo sicuramente emozione, ma soprattutto all’inizio anche un po di ansia e tensione per il timore di non trovare le parole giuste o la famosa ispirazione per scrivere quello che veramente mi piacerebbe raccontare.


Oggi per appunto parleremo di “Le cose perdute”, romanzo da lei scritto.
Un romanzo davvero toccante dal mio punto di vista, molto scorrevole, semplice e con esperienze vere toccano il cuor del lettore. Com’è nata l’ispirazione?


Innanzitutto ti ringrazio per le belle parole. L’ispirazione potrei dirti che è stata un work in progress. Sicuramente avevo un’idea di partenza di cosa volessi scrivere, ma giorno dopo giorno mi rendevo conto che la storia stava andando in una direzione diversa da come l’avevo immaginata. Ho cambiato più volte le vicende dei vari personaggi. Il finale l’ho scritto e riscritto finchè non sono arrivato alla versione che più mi piaceva e che a mio giudizio era coerente con tutto quello scritto in precedenza.


Vuole parlarci a grandi linee di cosa parla, chi incontreremo?


Tanti mi chiedono qual è il genere del romanzo. Io non so dare una risposta e il più delle volte dico che parla di esperienze di vita che ognuno di noi potrebbe trovarsi a vivere. Si incontrano personaggi, partendo dal protagonista che hanno in comune il fatto di aver vissuto nel loro percorso vicende dalle quali sono usciti profondamente segnati nel loro animo. Le loro storie si intrecciano e rendono il romanzo una sorta di analisi interiore dalla quale tutti usciranno rafforzati e con una nuova consapevolezza.


Un aspetto particolare che mi ha colpito riguarda il personaggio principale, il fatto di non menzionare l’aspetto fisico o lo stesso nome. Come mai questa scelta?


È stata una scelta voluta e pensata fin dall’inizio. Come ti dicevo si parla di vicende che tutti potrebbero vivere, quindi la forma impersonale mi è sembrata la migliore per far immedesimare maggiormente il lettore nella storia.


La storia ci porta nel percorso di crescita e di consapevolezzadel protagonista e questo grazie a terze presenze importanti. Possiamo considerarlo un chiaro invito ad analizzare noi stessi a ciò
che vogliamo realmente?


Assolutamente si. Analizzare se stessi, compiere quel percorso interiore non è semplice, ma ritengo che sia determinante per capire cosa veramente si vuole dalla vita e quale strada intraprendere. Il protagonista riesce a prendere consapevolezza di quale sia veramente la sua volontà entrando a contatto con altre figure importanti che mettono a nudo i suoi limiti, le sue paure e lo portano a guardarsi dentro. Le soluzioni sono 2: continuare a vivere come aveva fatto fino a quel momento o affrancarsi da tutto quello ed inseguire la felicità.


In questo racconto quanto c’è della sua personalità?


Alcuni mi hanno chiesto se c’è qualcosa di autobiografico. Io ho sempre risposto di no ed effettivamente è così. Certamente alcuni tratti del carattere del protagonista rispecchiano il mio e poi qua e là ho messo alcune cose che a me piacciono, come ad esempio la musica. Più volte ci sono richiami alla musica di Mannarino, Guccini, due cantautori che apprezzo parecchio.


Esperienza personale con la Writers editor. Quanto è importante
per un Autore essere seguito passo passo fino alla pubblicazione e
oltre?


Un’esperienza che sinceramente mi sta piacendo tantissimo. Essere seguiti passo passo da una casa editrice è fondamentale. Io mi sono trovato in un mondo di cui non conoscevo praticamente nulla e muoversi da solo sarebbe stato veramente complicato. Dal giorno che ho firmato il contratto fino al giorno della pubblicazione ho avuto un supporto determinante dalla Writers editor e ancora oggi mi stanno seguendo ed aiutando per la promozione del mio romanzo.


Noi siamo curiosi e quindi la domanda nasce spontanea: Progetti futuri, scritti in lavorazione?


Non ti nego che mi piacerebbe tantissimo pubblicare un secondo romanzo e sicuramente il progetto è quello. Per il momento sono in ascolto di ciò che vivo e
prendo appunti, idee che riporto poi al computer sperando che un domani diventino qualcosa di concreto.

Come sempre ringraziamo il nostro ospite Germano Tonanzi per la disponibilità e la grande simpatia. Conoscervi per noi è un onore ed inoltre una grande opportunità perché ci regalate un libro, una storia completa raccontando voi stessi.

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