“La bicicletta di Bartali” di Simone Dini Gandini

Dettagli Prodotto:

Copertina flessibile: 64 pagine
Editore: Notes Edizioni (28 gennaio 2015)
Collana: Nuvole
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8897007376
ISBN-13: 978-8897007371

Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/bicicletta-Bartali-Simone-Dini-Gandini/dp/8897007376

Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

I libri per ragazzi hanno nella stragrande maggioranza dei casi un motivo d’essere, un perché implicito tra le righe della storia che quasi sempre nasconde una morale, un buon insegnamento. E’ esattamente quello che troverete qui: un insegnamento profondo, immenso, senza tempo. La differenza sostanziale tra questo e molti altri altri libri scritti costruendo una trama con palese intenzione, è che qui siamo davanti ad una reale storia, ad una vita vera, semplicemente vissuta e poi raccontata, senza montature, senza episodi costruiti a tavolino. Una storia vera. Semplicemente vissuta. Che porta dentro di sé coraggio, buon cuore, immenso altruismo. Tutto ciò in un solo uomo, un uomo vero, un vero eroe. Tutto ciò in un uomo e nella sua bicicletta verde.

Devo ammettere che non conoscevo questa storia, non conoscevo ciò che si nascondeva dietro le gesta di uno di quegli uomini tanto adorati dalle generazioni di mio padre, o ancor di più di mio nonno. Ricordo però di aver sempre sentito parlare di un grande ciclista, un “corridore” come lo chiamava mio nonno, super appassionato di ciclismo che non si perdeva una tappa del Giro d’Italia o del Tour de France, quel “corridore che come lui non ce ne sono stati più”, ma per me era semplicemente un ciclista che aveva vinto più degli altri, bravo sì, ma nulla più. Poi un giorno mi sono imbattuta in questo libricino che mi ha incuriosita tantissimo perché quel semplice corridore sembrava essere stato una persona davvero speciale, sembrava aver vissuto una vita eroica, sembrava aver compiuto atti di notevole coraggio e bontà. Mi convinsi, lo presi, ed eccomi qui a parlarvi di quanto sia stata felice di aver scoperto la grandezza di Gino Bartali.

“Questa storia comincia con una bici da corsa verde.”

Che cosa potrà avere mai di speciale una bici verde? Nulla, a meno che non sia appartenuta al grande Gino Bartali, che usava la sua bicicletta come una bacchetta magica, che con il suo aiuto, riusciva a compiere vere magie che salvavano le persone. Impossibile? Eh no, possibilissimo! Dopo l’8 settembre 1943, con l’Armistizio con gli Alleati, la guerra sembrava finita, ma i tedeschi che erano in Italia erano decisamente arrabbiati ed iniziarono con le rappresaglie, con i rastrellamenti verso quegli italiani che ancora si battevano per la libertà e soprattutto contro gli ebrei che erano riusciti a nascondersi fino ad allora.

“Oh, qui gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare!”

E allora che cosa si inventò il nostro eroe? Si inventò il modo per salvare tante vite: Gino Bartali prese la sua bicicletta da corsa verde ed iniziò ad allenarsi per quando, finito l’incubo della guerra, avrebbe ricominciato a gareggiare. Ok, tutto qui? No, non è tutto qui, perché questo grande corridore, usava i suoi allenamenti per trasportare documenti falsi. Li prendeva ad Assisi e li portava fino a Firenze dove erano nascosti degli ebrei che, grazie a quei documenti, potevano scappare e cercare rifugio in America, o in posti sicuri. Da Assisi a Firenze sono 185 chilometri ad andare e altri 185 a tornare, mica pochi direi! E Bartali li percorreva avanti e indietro per salvare vite, circa 800 ne salvò.

Non vorrei raccontarvi altro perché trovo che leggere questo libricino sia NECESSARIO, soprattutto in questo momento, capire quanto sia importante rendersi conto di CHI siano i veri eroi! Quanto sia necessario capire che cosa sia davvero un sacrificio!! Gino Bartali mise la sua vita in pericolo davvero molte volte per salvarne altre, lo fece pedalando, pedalando più veloce che poteva! Mise a rischio sé stesso e la sua famiglia, i suoi amici, chi con lui lavorava per aiutare gli altri. Questo è un vero eroe! Chi mette la vita degli altri prima della sua! Credo che tutti noi dovremmo leggere questo libro, e credo che lo dovremmo far leggere ai più giovani, perché mi piacerebbe che il termine EROE si colorasse di altri colori, che si impregnasse di nuovi significati, che per una volta, chiudendo gli occhi ed immaginando un eroe, non lo si immaginasse con il mantello e la maschera, ma che l’immagine che si crea nella nostra mente fosse quella di un semplice uomo, che vola sulla sua bicicletta verde, in silenzio, senza far rumore.

“Il bene si fa ma non si dice.”

“… ci sono medaglie che si attaccano al petto e altre che si attaccano all’anima.”

Buona Amabile Lettura

Sinossi:

Un racconto scritto con brio tutto toscano, che narra l’impresa eroica di Bartali in cui si mescolano sport, eroismo, coraggio, eventi tragici e attimi di vita. Firenze, 1943-1944. Gino Bartali, uno dei più importanti nomi nella storia del ciclismo di tutti i tempi, decise di rischiare la propria vita pur di salvare quella di altre persone. E così si prestò a nascondere nella canna della sua bicicletta verde i documenti falsi che servivano a far espatriare ebrei nascosti. Venne arrestato, ma alla fine riuscì a farcela! Oltre ottocento ebrei poterono così salvarsi dai campi di sterminio nazisti. In appendice la testimonianza di Andrea Bartali, figlio di Gino, che narra in prima persona questo e altri momenti di vita del padre e della famiglia. “Il bene si fa ma non si dice” era una frase ricorrente del campione, che non volle essere un eroe e raccontò solo al figlio il suo segreto. Per queste imprese Gino Bartali nel 2013 è stato proclamato Giusto fra le Nazioni. Età di lettura: da 10 anni.

Biografia Autore:

Simone Dini Gandini è nato a Viareggio nel 1986. Dopo la laurea in Lettere ha collaborato con la Fondazione Carnevale di Viareggio e la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago Puccini. È autore di versi, racconti, testi teatrali e libretti d’opera dedicati ai più giovani. Nel 2014 è stato tra i vincitori del Premio Letteratura Ragazzi di Cento. (Nella bella stagione fa anche il gelato più buono di tutta la Versilia!)

“Bartali” Paolo Conte:

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