“Non smettere di cercarmi” di Giulia Rizzi

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Recensione a cura Di Abbye J. Leen:

Nina, una ragazzina Latina, vive a Grangeville, il suo più grande sogno è quello di andare via dal quel posto dove i latini sono mal visti, dove ancora il razzismo è radicato, dove l’immigrazione è una dura realtà. Vista la disastrosa situazione familiare in cui si trova, Nina decide di cercare un lavoretto. Ha 17 anni quando inizia così a far da babysitter ad un dolce undicenne, Jake. Tra i due nasce subito un bel feeling, ma qualcosa interromperà presto questo rapporto. Il padre di Jake, un Marines, crede che il figlio sia cambiato nei modi e nel pensiero da quando Nina fa parte della sua vita. Tra i due, molto tempo dopo, ci sarà uno scontro, dove Nina si renderà conto che nonostante lei sia cresciuta, le verità che la circondano sono e saranno sempre le stesse.

“Era una guerra, la nostra, con tanto di pubblico. Una gara a chi affondava la stoccata più vicina al cuore, badando bene però a non lasciare scivolare la maschera di rispettabilità che entrambi reggevamo con la mano libera.”

Una volta perso il lavoro e aver subìto un ulteriore abbandono in famiglia, Nina cede all’amore di Angel, un ragazzo, Latino anche lui, che la trascina con sé in un grosso guaio, pur di farla entrare in una banda, i “Tangos”. Ovviamente tutto ciò, non la porterà a nulla di buono. Sarà Logan, che già avevamo incontrato nelle prime pagine, ad aiutare la ragazza.

Un salto temporale di sei anni ci farà ritrovare una Nina diversa, un Angel diverso e un Logan accusato di tradimento (a parer mio ingiustificato). Rientrerà in scena Jake, ormai diciassettenne. Dopo aver fatto un tuffo nel passato, i due inizieranno a frequentarsi e, dai loro sguardi, sarà subito chiaro che non saranno destinati a rimanere “solo” amici. Qualcosa scatta tra i due.

“«Camminavamo lungo due strade differenti, Nina, ma ci siamo ritrovati. Potremmo perderci mille volte ancora, ma io ti cercherò sempre, te lo giuro.»”

Non mi dilungo oltre nel riassumere la storia che cade un po’ nella prevedibilità. Il racconto, inizialmente intrigante, si perde un po’ per strada. L’autrice si dilunga spesso sugli stessi concetti, ripetendo le stesse frasi in più punti. A parer mio, alcuni concetti, se riassunti qua e là, avrebbero potuto risultare più fluidi e accattivanti. I personaggi, che inizialmente sembrano i principali, vengono dimenticati dall’arrivo di Jake. Logan, che inizialmente è descritto come leale, integro e irremovibile, viene ad un tratto dipinto come traditore… ma non è l’impressione che mi ha dato, piuttosto ho trovato sia stato costretto ad agire in determinate maniere. È come se fosse stato dipinto per quello che in realtà non è, per favorirne “l’uscita di scena”. Avrei preferito che si fosse trovato un modo meno brusco per farlo.

Ma andiamo alla vera storia d’amore; quella che nasce tra l’ormai diciassettenne e la sua ex baby sitter. Tra tira e molla e litigi infantili, arriviamo al primo bacio solo a storia molto inoltrata. Jake è il classico Don Giovanni, Nina una donna ormai che però non perde occasione di esprimersi in modo infantile: gli stessi ragionamenti, le stesse paure, non matura con gli anni, rimane la stessa, anche se velata dall’ostentare una sicurezza che non ha. Il rapporto con Jake è strano, parlano, hanno dei flirt, ma ogni passo avanti vorrà dire farne dieci indietro… Anche quando lui fa un gesto molto bello per lei, la ragazza lo tratta come un bambino e lui, con la coda tra le gambe torna da dov’è venuto… Ma Jake non abbandonerà la partita e in una serata, le cose finalmente cambieranno.

“«Tu sei ciò che più si avvicina a una casa per me, lo sei sempre stata.»”

Seppur arrivati ad una svolta, ancora non è la fine. Un libro con molte potenzialità ma che avrebbe potuto dilungarsi molto meno. L’interesse del lettore dev’essere sempre tenuto vivo e quando si parla di seicento pagine non è facile, si rischia di cadere nella ripetitività. Un libro che parla di razzismo, di come superare certe barriere, che si perde però in un annoverarsi troppo numeroso di argomenti: perdita, abbandono, morte, illegalità, violenza… Un libro scritto grammaticamente bene, ma che purtroppo non ha toccato in me le giuste corde. Vi consiglio comunque la lettura, per conoscere se almeno tra Nina e Jake, potrà esserci un lieto fine.

3 stelline per questa volta.

Alla prossima Abbye

Biografia Autrice:

Giulia Rizzi, classe ’84, vive in un bel paesino in provincia di Verona. Laureata in Scienze dell’educazione e specializzata in Pedagogia, lavora da anni nel campo dell’istruzione e della prima infanzia. Lettrice compulsiva, aspirante scrittrice e gattofila per vocazione, non esce mai senza avere carta e penna nella borsa. Ha esordito nel 2014 con un romanzo fantasy per poi cedere al romanticismo delle favole moderne. 

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