“Il prigioniero del Sultana” di Cristiano Pedrini

Dettagli Prodotto:

Copertina flessibile: 148 pagine
Editore: Youcanprint (28 gennaio 2020)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8831657968
ISBN-13: 978-8831657969

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Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

C’è una domanda con cui vorrei iniziare questa recensione: “Perché non avevo ancora letto nulla di Cristiano Pedrini?”. Non lo conoscevo, e credetemi, mi stavo perdendo davvero tanto!!

Una scrittura piacevole, elegante, impreziosita di sentimenti palpabili ma raffinatamente descritti. Una storia costruita in maniera delicata ma risonante, con un intreccio per nulla scontato e personaggi cerebralmente seducenti, insomma davvero un romanzo da non perdere!

“Il prigioniero del Sultana” racconta la storia di Keegan, ragazzo che entrerà subito nelle nostre simpatie, perché dotato di un’umiltà davvero rara, unita però ad una forza d’animo, ad una sicurezza di carattere pacata ma lampante. Keegan è un semplice studente di Storia che viene inaspettatamente contatto, un giorno qualsiasi, da James Marshall, ricercatore universitario che gli propone di risolvere un misterioso caso storico: l’incidente accaduto al battello SS Sultana nel 1865, naufragato nel Mississipi per cause ancora da decifrare. Keegan sarà affiancato in questa ricerca da Leonard, assistente del professor Marshall. Leonard sarà un personaggio molto complesso da capire: proiettato completamente verso una sorta di vendetta contro colui che reputa il responsabile dell’incidente del Sultana, vorrà colpire chi ne è diretto discendente: Keegan. Lo farà mettendo in scena una sorta di rapimento che innescherà una serie di collegamenti al passato e soprattutto di connessioni mentali ed emotive che cambieranno entrambi i protagonisti della storia facendoli entrare in un cerchio quasi allucinatorio in cui vittima e carnefice si confondono fino a fondersi in qualche cosa di inatteso, ma di decisamente intenso.

Una storia dalle varie sfumature, tutte dirette in modo assolutamente ricercato e garbato, senza eccessi di forma o contenuto, con il massimo rispetto di sentimenti e vicende. E’ come se Pedrini avesse preso i suoi personaggi, li avesse fatti accomodare attorno ad un tavolo e avesse ascoltato le loro voci mettendosi poi al loro servizio, volendo raccontare una vicenda dallo sfondo misterioso, ma dall’evolversi inaspettatamente coinvolgente, sia a livello emotivo, sia a livello sostanziale. Una storia che sembra partire con una direzione precisa, ma poi lungo il cammino, diventa qualcosa d’altro, di più avvolgente, di più importante, di più intenso. Keegan e Leonard saranno due personaggi che non scorderete perché talmente viscerali da farvi desiderare di entrare nel libro e abbracciarli. Anche nei momenti più disperati, capirete i loro sentimenti, le loro emozioni, le loro ragioni.

Una scrittura introspettiva, che non si lascia deviare da facili descrizioni materialistiche, ma che entra nei personaggi in modo rispettoso ma appassionato. Un finale che vi lascerà con un sorriso, come se non aspettaste altro che quell’esito, quello perfetto, quello che ogni storia dovrebbe regalare.

Davvero tanti complimenti per la storia originale e per il modo di raccontarla, all’autore, di cui sicuramente leggerò ancora altri romanzi.

Inutile dirvi che vi consiglio decisamente la lettura de “Il prigioniero del Sultana”.

Buona Amabile Lettura

Sinossi:

Keegan Mason, un giovane studente di Storia, rivive un episodio sconosciuto del passato della propria famiglia rivelatogli da James Marshall, ricercatore universitario intento a risolvere il caso che circonda l’incidente accaduto al battello SS Sultana, naufragato sul Mississippi nel 1865. Keegan accetterà di riesumare i fatti accaduti lasciando emergere realtà irrisolte, costretto dal misterioso Leonard, assistente di Marshall, fino a infrangere la barriera che separa passato e presente. L’intreccio delle storie degli avi e dei discendenti mostreranno loro fino a dove può spingersi l’odio e il rancore.

Biografia Autore:

Lo scrittore emergente Cristiano Pedrini nasce negli anni Settanta. Lavora in una biblioteca della provincia di Bergamo e a causa dei suoi difetti, che lui come ogni altro essere umano ha, si considera un perfetto imperfetto… anche se qualche volta tende un po’ troppo al fatalismo. Nell’agosto del 2014 ha iniziato l’esaltante e incredibile avventura a cui conduce la scrittura. Qualcosa che lo spinge a ritrovare se stesso, a fare i conti con ciò che si è e a immaginarsi un mondo diverso, forse migliore o forse peggiore, a seconda degli occhi di chi vede e legge ciò che esprimi. A Cristiano Pedrini piace emozionarsi e ricercare in ciò che osserva il lato migliore delle cose, che sia un libro, un film, o una canzone: una ricerca costante che oggi pare sempre più difficile da raggiungere, in un mondo in cui tutto sembra standardizzato e lascia poco spazio alla nostra umanità. Lo scrittore spera di non perdere mai ciò che lo rende semplicemente diverso e al tempo stesso prova a infondere un poco di questa diversità nei suoi scritti. Con questa premessa che tipo di romanzi potrete leggere? Storie di persone, innanzitutto, provenienti da esperienze di vita diverse ma tutte accomunate dal desiderio di accettarsi e di vivere la vita alla continua ricerca di se stessi e di ciò che li circonda. Nelle trame dei suoi libri – di cui ricordiamo La teoria del pettirosso e Klein Blue – vi è l’esigenza inalienabile di ciascun individuo di andare alla scoperta e di far propri i sentimenti come il rispetto, l’amicizia, l’affetto e l’amore, punti cardine che lui si augura sappiate comprendere e riconoscere.

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