Amabili interviste con Milena De Rosa

Intervista a cura di Elisa Mura

Cari lettori, eccoci arrivati al settimanale appuntamento con le nostre Amabili interviste, in cui scopriamo sempre qualche nuovo autore. Oggi ospitiamo la simpaticissima Milena De Rosa, di cui ho personalmente letto e recensito il romanzo comico “Unlucky?” e ammetto di essere molto curiosa di conoscere meglio lei e i retroscena della sua stesura, perciò su il sipario e buon divertimento. Ricordo inoltre che Sabato 08 febbraio, dalle 09,00 alle 13 Milena sarà disponibile per le vostre domande sul gruppo facebook di Amabili Letture.

Bando alle ciance, diamo il benvenuto a Milena De Rosa e la ringrazio per la sua carineria e disponibilità durante l’intervista.

Ciao Milena, parlaci un po’ di te, chi sei nella vita e che cosa ti appassiona oltre alla scrittura?

Eccomi! Allora, sono Milena, ho 26 anni e lavoro stagionalmente in una fabbrica dove confeziono cioccolato. Mi definisco una ragazza abbastanza allegra, anche se spesso mi perdo nei miei pensieri e sto con la testa tra le nuvole! Vivo con i miei genitori, mia sorella e un gattone di nome Leo. Oltre alla scrittura, mi piace molto leggere, guardare serie tv e, nelle belle giornate di sole, andare in bici.

E chi ama il cioccolato un po’ ti invidierà, scherzo. Volevo chiederti che genere preferisci leggere e quali non sopporti.

Di solito leggo urban fantasy, distopici e romantici ma ammetto che dovrei variare un po’ con i generi. Magari scopro, che ne so, di andare pazza pure per i thriller! Che non sopporto non saprei…forse un genere troppo horror poi me li sogno la notte.

Com’è stato il tuo approccio al mondo della scrittura? Hai incontrato difficoltà?

Ho cominciato a scrivere con delle amiche su un sito di fanfiction, eravamo appassionate dell’anime One Piece e ci divertiva inventare storie con quei personaggi. Quindi credo che il mio momento con la scrittura sia cominciato da lì. Con “Unlucky?” ho avuto non poche difficoltà. Avevo l’ispirazione altalenante, quindi lo cominciavo, lo abbandonavo, lo ricominciavo e sono andata avanti così dal 2015 fino a questa estate dove finalmente sono riuscita a finirlo e pubblicarlo.

Il tuo romanzo è molto divertente ed è chiaro che, come hai accennato tu, sei un’appassionata di manga, io stessa lo sono da quando ero piccola, pensi che ciò stimoli di più la fantasia rispetto a chi è estraneo a questo mondo così variegato?

Credo che vagabondeggiare con la fantasia sia una cosa che si ha di natura, magari le cose che guardiamo o leggiamo ci danno ispirazione, soprattutto gli anime e i manga che sono fatti per divertire, staccare dalla realtà e alleggerire un po’ i pensieri.

Unlucky significa sfortuna, com’è nato il progetto per questo romanzo. Ti ritieni più fortunata o sfortunata nella vita?

Sì, significa sfortuna ma il punto di domanda nel titolo ha la sua importanza, leggendolo viene da chiedersi “ma alla fine, nella sua sfortuna, Claire è stata anche fortunata?” Le cose che le sono successe sono servite a portarla incontro al destino e a farle capire molte cose.
L’idea di questa storia mi è venuta un giorno mentre stavo guardando su nel cielo e, vedendo un aereo lontano lontano, (non so perché ) mi sono immaginata una ragazza che precipitava. Da lì poi ho creato tutta la storia Una fatica! Nella vita sono sempre stata abbastanza ottimista, anche se ultimamente mi assaliva un po’ di malinconia, ma penso capiti un po’ a tutti.

I tuoi protagonisti sono eccentrici e “colorati”, nel tuo romanzo ho apprezzato la presenza di molti personaggi secondari e ammetto che il mio preferito è Eugene, è molto divertente e non ne combina una giusta. Tu che rapporto hai con i tuoi personaggi, ne hai uno per cui hai una predilizione?

Sì, Eugene è un personaggio molto simpatico e mi sono divertita molto a scrivere le scene con lui.
Ovviamente la mia predilezione è tutta per Claire, soprattutto con i suoi battibecchi con Omino, mi rivedo molto in lei. Però devo dire di aver un po’ “diviso” la mia personalità tra lei e le sue due amiche Meg ed Evy

Spesso i romanzi comici sono definiti “non seri” e considerati inferiori, mentre penso che far ridere non sia così facile, anzi. In proposito hai riscontrato questa diceria?

Far ridere credo anche io sia molto difficoltoso, infatti su molte scene ho avuto spesso molti dubbi. Per fortuna c’erano mia sorella e delle amiche a cui lo facevo leggere che mi spronavano a continuare.
Forse sì, l’ironia è molto sottovalutata e si pensa che per questo un libro non sia serio, ma si sbagliano di grosso. Ridere nella vita è molto importante .

E sono più che d’accordo. Un’ultima domanda e poi ti libero, hai progetti in vista per il futuro?

Avevo in mente una trama, questa volta per un libro fantasy. Però non saprei proprio quando vedrà la luce. Per ora con la scrittura sono ferma.

Grazie ancora Milena per le risposte, e lasciamola alla sua gustosa piadina. Potete leggere che cosa ne penso di Unlucky? nell’angolo recensioni. Prima di lasciarvi, vi ricordo nuovamente l’ appuntamento con sviluppo intervista che si terrà Sabato 8 Febbraio dalle 9.00 alle 13.00 all’interno del nostro gruppo privato Amabili letture blog, gruppo affiliato alla pagina Facebook. Vi aspettiamo.

Alla prossima!

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