Amabili Interviste per la Writers Editor

Intervista a cura di Daniela Sardella


Salve cari lettori . Oggi sono qui con Amabili Interviste . Noi abbiamo sia uno spazio dedicato al nostro Salottino Amabili e sia uno spazio intervista collegato alla splendida collaborazione della Writers Editor. Grazie a quest’ultima abbiamo non solo l’ opportunità di Recensire nuovi lavori , ma possiamo conoscere gli Autori in maniera completa , proprio tramite queste Interviste . A proposito di questo, oggi abbiamo un nuovo ospite . Dopo aver recensito il suo libro , e per questo ringrazio il fantastico Walter Bianco per l’ analisi dettagliata del libro, di cui potete trovare l’ articolo nel Sito, direi che adesso possiamo conoscere meglio il creatore del manoscritto. Con grande piacere accogliamo Giulio Faccini che ci parlerà di ” Spiaggia del mio passato ” .

Benvenuto Giulio Faccini e grazie per averci regalato un po’ del tuo tempo . Cominciamo con le domande.

Partiamo dall’ inizio e conosciamo l’ Autore . Com’è iniziato il suo cammino tra lettura e in seguito la Scrittura?

In realtà ho fatto un percorso molto differente da quello che si immagina quando si pensa ad uno scrittore, che forse quest’appellativo nemmeno mi piace. Non sono un gran lettore… tendo a stare lontano dai classici, penso ai grandi romanzi di 800 pagine scritte in corpo 4… Sono un lettore distratto, quindi quel poco che leggo lo leggo in molto tempo… Poi è successo che ho letto Ragazzi di vita, di Pasolini, e me ne sono innamorato. Lì ho pensato: voglio scrivere qualcosa anche io. 

Cos’è per lei la scrittura? Cosa prova quando crea?

2) Inizialmente era un modo per tirare fuori qualcosa, non che ne sentissi la necessità. Non so ancora bene come e perché mi sono ritrovato a scrivere. Il discorso sulla scrittura, per me, è diventato più “chiaro” dopo. Quando ho iniziato a buttare giù le prime idee per delle sceneggiature di cortometraggi. Quando scrivi, in generale non “provo”, nel senso di provare qualcosa al livello emotivo, ma “provo”, nel senso che provare a scrivere una storia che interessa me e che spero interessi gli altri, dentro a quella storia, provo – appunto – a metterci dei personaggi che mi interessano, e spero interessino, altrettanto.

Ora parliamo di ” La spiaggia del mio Passato “. Può parlarci un po’ del libro?

3) La Spiaggia del mio Passato è la storia di quattro ragazzi che entrano in contatto con le droghe pesanti come mezzo per sfuggire a vari traumi, ignorando totalmente l’effetto collaterale. Ma che poi, però, dovranno fare i conti con le conseguenze, sia della droga che delle loro scelte. E il tutto è raccontato, a ritroso, da uno dei quattro amici quando ormai ha quasi 50 anni. Quindi il racconto unisce due linee di pensiero fondamentali, una del Mario ventenne, nelle vicende del suo passato, e una del Mario adulto, ormai disintossicato.

Vorrei sapere se la capacità nella regia dell’autore ha rappresentato un vincolo o un elemento troppo invasivo nella realizzazione del libro.

4) Non credo di avere abilità di regia, al livello tecnico. Non lo so. Sicuramente cercare il più possibile di raccontare per immagine, dando al lettore tutto ciò che immaginavo, era per me necessario. Volevo fortemente quello per avvicinarmi il più possibile allo stile di scrittura che a me aveva rapito, e qui torniamo a Ragazzi di Vita.

Quando c’è di personale nella vicenda narrata???

5) Nella vicenda narrata di personale non c’è niente. Parte da una idea, che è quella di raccontare l’amicizia di un gruppo dove questo gruppo non c’è più. A cui vengono aggiunti vari racconti presi, presi e poi cambiati, o totalmente inventati.

Il messaggio del libro è lo stesso di Mario, cioè raccontare non per condividere o farsi  compatire, ma perché sia d’esempio a chi legge????

6) Credo, pensandoci col tempo, che il libro di significati ne abbia di più di quello principale, che come hai giustamente detto è quello di Mario. Mario racconta e nel raccontare analizza e trae una conclusione, che poi è quella che augura a tutti. Ma significati, più o meno importanti, secondo me sono sparsi qua e là. Penso al mini contesto di Carlo, che secondo me è una buona metafora cattolica – prendendomi il permesso di usare questa parola.

L’uso del dialetto romano nello specifico, in alcuni frangenti sembra troppo “presente”….la scelta è stata solo per rendere più confidenziale il Rapporto tra i Personaggi o anche tra protagonisti e lettore????
 

7) L’uso del dialetto per me era doveroso. Questa storia non poteva essere raccontata, con i dialoghi, se non tramite il dialetto. Perché restituisce quella realtà che non si ha dove si parla quell’Italiano… Italianese, più che Italiano. Perché l’Italiano è finzione, il dialetto è verità. Poi se sia troppo presente, o meno, lo lascio decidere al lettore. Quello che posso dire è che se esci di casa e apri le orecchie senti il dialetto non l’Italiano, e questo vale in qualsiasi zona d’Italia.

Parlando della Collaborazione tra Autore e Casa Editrice,  ci racconti della sua personale esperienza.  

8) Cristian, il mio editore, mi mandò una email dopo aver letto la storia. Mi ricordo che in quella email scrisse un po’ di righe riguardo a ciò che gli era piaciuto, e lì pensai “finalmente qualcuno che lo ha letto”… Perché, e questo va detto, molti editori non leggono. Non ne hanno bisogno, perché arriva il testo di un esordiente, loro chiedono dei soldi e quindi, nella peggiore ipotesi, chi ci ha rimesso è lo scrittore. Ma parliamo anche di nomi grossi, di cui è meglio non fare il nome. Quindi mi manda questa mail dicendo che me lo vuole pubblicare e da lì parte tutto. Mi è sempre stato vicino e mi ha seguito da subito. È stato sicuramente più lui a spingere su alcuni fronti che io, per dire. 

In tutto il percorso,  dalla creazione alla pubblicazione , se avesse l’ opportunità di cambiare qualcosa lo farebbe? E cosa ?

9) A cambiare, cambierei varie cose nella storia. Soprattutto l’impostazione. Ma col senno di poi si può dire di tutto. E credo che una volta riletto troverei altro da cambiare. Mi sono dovuto dare un numero impostato di stesure a un certo punto, non finivo più di correggere. Per il resto non so. È nato tutto da lì ciò che sto facendo ora, quindi vuoi o non vuoi è andata bene così.

Ha progetti Futuri?

10) Per ora mi sto concentrando, totalmente, sulla sceneggiatura. Sul cinema, che è la mia vera passione. Qualcuno direbbe che forse ho fatto due libri in uno, il primo e l’ultimo. Non lo so, sicuramente non è nei miei progetti futuri scrivere un altro libro.

Ringraziamo ancora il nostro ospite Giulio Faccini e ovviamente estendo i ringraziamenti a Cristian Segnalini e alla Writers Editor. Alla prossima …

Daniela Sardella

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