Viaggio in Oman – di Paolo Luigi Zambon

TITOLO: VIAGGIO IN OMAN

AUTORE: PAOLO LUIGI ZAMBON

CASA EDITRICE: ALPINE STUDIO

GENERE: LETTERATURA DI VIAGGIO

DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 NOVEMBRE 2018

FORMATO: COPERTINA FLESSIBILE

LINK D’ACQUISTO: https://alpinestudio.it/home/175-viaggio-in-oman.html

AMAZON : https://www.amazon.it/Viaggio-Oman-Paolo-Luigi-Zambon/dp/8899340706/ref=sr_1_1?keywords=Paolo+Zambon&qid=1574284345&sr=8-1

AUTORE

Paolo Luigi Zambon ha 35 anni e di professione fa il programmatore informatico, fin dall’adolescenza ha sviluppato una passione irrefrenabile per il viaggio. La storia, la geopolitica, le culture più disparate e gli abitanti di terre lontane con le loro vicende, presto diventano idee fisse che lo spingono a ripartire non appena se ne presenta l’occasione. Dopo anni di movimento utilizzando mezzi di ogni genere tra Europa dell’Est, Nord Africa, Medio Oriente ed Asia, nel 2011 ha intrapreso il primo viaggio in sella ad uno scooter simil-Vespa che naufragò a causa di un incidente alle porte di una cittadina della Mauritania. Dopo aver completato il viaggio in Africa Occidentale a bordo degli affollati autobus africani, nel Settembre 2012, in compagnia della sua compagna canadese ha lasciato Budoia, in provincia di Pordenone, in sella allo stesso scooter rimesso a punto per raggiungere, 14 mesi più tardi, Melbourne in Australia. 40.500 chilometri attraversando Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, India, Nepal, Thailandia, Malesia, Indonesia, Timor Est ed Australia. Rientrato a Vancouver, dove nel frattempo ho messo radici, ha organizzato una spedizione di otto mesi in Messico e Centro America. Inseguendo le ombre dei colibrì è il suo primo lavoro editoriale.

CASA EDITRICE

Anno 2009. Nonostante il mondo dell’editoria fosse in evidente declino e anche i grandi colossi iniziassero a scricchiolare di fronte alla crisi e al pericolo del digitale, il fondatore decise di aprire una casa editrice, Alpine Studio. Essendo un amante degli sport legati alla montagna, iniziare con una collana di libri sul tema a lui più caro è stata un gesto naturale. Estraneo al mondo degli aforismi, trova però tra le righe di un verso di Frida Kahlo (“Io ancora vedo orizzonti dove tu disegni confini”) un primo nome naturale alla collana di libri di montagna: Oltre Confine. Un nome che evidenzia la volontà degli arditi protagonisti che popolano la collana di spingersi fino ai propri limiti e di superarli.Dopo 12 mesi dall’inizio dei lavori, decide di abbracciare anche il mondo degli esploratori e degli avventurieri, quindi non solo del mondo verticale, ma anche orizzontale, una dimensione molto più vasta e oggetto di sogni di molti. Ancora una volta ritorna in mente il verso della poetessa messicana, grazie alla quale trova il nome della seconda collana della casa editrice: Orizzonti. Questa è una collana dedicata alla narrativa di viaggio, che insegue il desiderio di evasione di un pubblico sempre più affascinato dall’idea di partire per “staccare la spina” e godere della vita e del tempo.Parallelamente, la passione della saggistica – lascito scomodo dei suoi studi universitari – lo ha indotto a provare a lanciare una collana di libri di attualità: A voce alta. La collana, che aveva come focus temi scottanti e intriganti, ma ben lontani dal mondo dei sognatori per cui è nata Alpine Studio, è stata un’esperienza che si è conclusa dopo pochi anni. «I numeri erano ottimi, ma dopo aver toccato e colpito temi un po’ scottanti, ho preferito dormire sonni più tranquilli. E poi, di affascinante c’è poco da esplorare tra le pieghe del potere. Ma è stata un’esperienza comunque davvero forte!».Nel corso del tempo Alpine Studio con un organico ormai ampliato e affiatato dà vita alla collana I Miti – che propone libri e autori senza tempo, ma sempre legati al mondo della montagna – e rilancia la forma grafica e la struttura sia di Orizzontiche di Oltre Confine.A partire dal 2015, Alpine Studio gestisce la rivista Stile Alpino, rivista fondata dal prestigioso gruppo alpinistico dei Ragni di Lecco e dedicata all’alpinismo italiano, con l’obiettivo di ampliarla a livello internazionale, oltre che ad affermarla sul territorio italiano.Nel 2016, dopo anni di trattative, Alpine Studio assume la cura di quella che è stata per quasi 100 anni la collana “Guida dei Monti d’Italia” del Club Alpino Italiano; propone una nuova grafica, nuovi contenuti e un nuovo nome – “Il grande alpinismo sui monti d’Italia”, ma tenendo fede alla preziosa eredità.Le guide in coedizione con il Cai non sono le uniche pubblicate; infatti, la collana è affiancata da una sezione che propone guide tecniche di alpinismo e arrampicata monografiche su alcuni gruppi montuosi delle Alpi.Oggi Alpine Studio è una realtà radicata e ben avviata, e grazie al distributore nazionale Messaggerie Libri è presente in tutt’Italia. Da un’iniziale quota annuale di 10.000 copie stampate annualmente, al 31 dicembre si è passati a quota 24.000 copie l’anno, e il trand sta continuando ad aumentare.Finché la redazione di Alpine Studio sarà composta da sognatori, non mancheranno mai le avventure per i lettori fuori porta .

SINOSSI

Uno scooter, una tenda e due mesi di tempo per visitare l’Oman, un sultanato all’estremità sudorientale della penisola arabica. Paese ancora poco conosciuto in Occidente, l’autore e la sua compagna lo attraversano dalle zone costiere al deserto interno, raccontandone le peculiarità territoriali e artistiche, e soffermandosi soprattutto sull’ospitalità e generosità del popolo omanita. Dalla capitale, Mascate, all’oasi di Shisr, da Nizwa al forte di Bahala, patrimonio UNESCO, mangiando datteri e bevendo caffè al cardamomo. Non c’è un tour operator alle spalle, non ci sono tappe obbligate né alberghi prenotati, ma un itinerario modellato giorno per giorno in base agli incontri fatti lungo il percorso. È così che i due protagonisti si ritrovano ospiti in casa di omaniti e indiani, umili e benestanti. Attraverso i contatti e i dialoghi con gli abitanti del luogo viene rivelato il loro rapporto con la modernità, la tecnologia, le donne e la religione. Un racconto che incuriosisce, ricco di aneddoti che solo un viaggiatore appassionato può svelare, con utili riferimenti storici e politici. Ampio spazio è concesso anche alle emozioni, che trasportano il lettore nel mezzo del racconto facendolo sentire un compagno di viaggio e donandogli il ritratto di un paese affascinante, in continua tensione tra passato e presente, ricco di magia e contraddizioni.

Recensione a cura di Walter Bianco.

Il libro scritto da Paolo Zambon senza dubbio oltre a sollecitare il desiderio di scoperta, coadiuvato dal fascino della scoperta di una cultura diversa (quella Omanita), permette una lettura semplice, naturale ma soprattutto educativa; difatti con le diverse delucidazioni utilizzate dall’Autore , il Lettore è accompagnato nella conoscenza non solo del Paese attuale ma prima di tutto della Storia di un popolo fatto di tante contraddizioni, attraverso il fascino di un territorio che anche dove c’è desolazione prende Colore grazie al Calore “emanati” dai tanti incontri e dall’ospitalità e gentilezza del Popolo Omanita.

Il libro è strutturato principalmente sulla Bellezza dei paesaggi descritti, dall’umanità a confronto, differenza di credo, tra soste pratiche e “burocratiche”, un viaggio diverso attaverso il cuore di un Paese molto Tradizionalista nonostante i tanti tentativi.

Paolo Luigi Zambon  in sella allo scooter insieme alla compagna Lindsay descrive le proprie sensazioni e meraviglie, alla scoperta di gente povera ma semplice, in lotta tra la voglia di progresso e la forza di legami, riscoprendo la “Ricchezza” di un dialogo, di una conversazione durante i pasti fatta di parole reali e non convenzionali, sembrando quasi appartenere da sempre a quel mondo nonostante la tanta distanza da casa.

Grazie al potere evocativo delle descrizioni il Lettore viene trasportato insieme all’Autore su quei luoghi, senza vedere con gli occhi ma immginando, portando in spalla nello zaino quella curiosità che accompagna ogni Viaggiatore.

La prosa utilizzata è lenta e scandita prorpio per permettere di assaporare meglio il tutto, il Pathos , i costumi locali, gli aneddoti, arricchendo alla stessa maniera dell’Autore anche il Lettore.

Attraverso le tante tappe, le sensazioni e le esperienze il libro si concluderà con il bisogno dello stesso Paolo Luigi Zambon  di mettere nero su bianco il frutto di tanti appunti di viaggio per regalare e condividere un’esperienza di viaggio che per prima cosa rappresenta una vera esperienza di Vita.

Bello il libro di Paolo Luigi Zambon  che, come logico, è fortemente consigliato per chi ha interesse a conoscere una cultura diversa, ma anche a tutti coloro che amano Viaggiare anche solo con la mente alla scoperta di piacevoli sensazioni, accrescendo non solo la cultura ma soprattutto l’animo rivolto verso chi diversamente da noi concepisce la vita e gli affetti in maniera diversa, la difesa delle Tradizioni, la voglia di volgere lo sguardo verso il Futuro.

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