Segnalazione : ” L’ innocenza perduta” di Tommaso Carbone.

Scheda libro

Titolo: L’innocenza perduta

Autore: Tommaso Carbone
Genere: Thriller
Prezzo: e-book 2,99, cartaceo 9,90


Sinossi


Se il cacciatore diventa preda, non serve rimpiangere l’innocenza perduta per salvarsi dalla vendetta dei
giusti…
Se perdi la testa per una ragazzina che in cambio di pochi soldi si fa toccare e guardare nuda, poi non devi
sorprenderti se il mostro che è dentro di te prende il sopravvento, arrivando a uccidere. E non puoi
condannare un tuo vecchio amico, quando approfitta di te per dimostrare che solo il Male riesce ad avere
ragione del Male. Finché il Bene non decide di conficcargli un punteruolo nel cuore…


Biografia Autore


Tommaso Carbone è nato nel 1963, si è laureato in Pedagogia e insegna nella scuola primaria. Ha
pubblicato Il sole dietro la collina, Libromania, 2016, Non avrete scampo, Libromania, 2016. Il cadavere del
santuario, Libromania, 2016. L’angelo sterminatore, Libromania, 2017. L’innocenza perduta, Delos Digital,
2017, A un passo dal baratro, Delos Digital, 2017, Niente è come sembra, 2018, La vita che volevo, PubGold,
2018, La torrida estate del commissario Mancuso, 2018. Le ragioni dell’odio, 2019. Il suo racconto Un
angelo vestito di nero è stato incluso nella raccolta Carabinieri in Giallo 3 (Mondadori).


Estratto I


Crisafulli crollò sul corpo della ragazzina. E solo allora si accorse che Annetta aveva gli occhi sbarrati e la
lingua penzoloni da un angolo della bocca.
– Oh, Cristo! – esclamò portandosi le mani nei capelli.
Forse era svenuta. La scosse, ma il corpo di Annetta scivolò su un fianco e rimase bocconi sul sofà con il
braccio che penzolava oscillando al ritmo del pendolo.
Il cuore batteva nel petto di Crisafulli a un ritmo così forsennato che gli sembrava che sarebbe esploso.
Calma, doveva restare calmo.
Non doveva perdere la lucidità.
Aveva tutto il tempo per sistemare le cose.
Andò in cucina, si versò dell’acqua dalla caraffa, si sciacquò la faccia imperlata di sudore, si sedette e si
accese una sigaretta.
I battiti stavano tornando regolari.
Dopo la paura iniziale la sua mente stava recuperando lucidità. Nessuno probabilmente aveva visto la
bambina entrare in casa.
Adesso bisognava sbarazzarsi del cadavere. Aveva a disposizione parecchie soluzioni.

L’avrebbe portato nel bosco.
Meglio abbandonarlo in un fosso o in una roggia vicino a una strada di campagna.
Doveva ritardare il ritrovamento del corpo per rendere difficile stabilire il momento della morte. Il sistema
più sicuro era scavare una fossa abbastanza profonda in un posto isolato e poco frequentato. Avrebbe
dovuto però caricarsi sulle spalle il corpo e trasportarlo per centinaia di metri.
Troppo faticoso.
Meglio gettarlo in uno dei tanti pozzi non più utilizzati disseminati nelle campagne.
Chissà se e quando l’avrebbero più trovata. E senza un cadavere non c’è un colpevole.

Estratto II

Quando toccò il pavimento sconnesso, accese un altro fiammifero. Al chiarore della fiammella la vide
addossata alla parete.
– Vieni – la invitò con un sorriso.
Rossella s’infilò lesta tra le sbarre della grata a cui mancava un ferro verticale, e che le permetteva a stento
di passare.
Crisafulli la vide scomparire nel buio.
– Dove vai? – gridò avvicinandosi alla finestra.
In quel momento qualcuno tirò su la scala.
Il sorriso gli svanì dalle labbra, il respiro gli si fece più rapido, le pulsazioni aumentarono.
Guardò esterrefatto la botola priva della scala.
Il cuore gli batteva freneticamente.
Lo shock prese il posto dell’eccitazione.
Lo avevano raggirato come un pollo! Una beffa insopportabile. Si sentì aggredire da una rabbia furiosa. Se

avesse avuto tra le mani chi aveva architettato quello scherzo li avrebbe ridotti in poltiglia.
Cercò di calmarsi.
Doveva riprendere il controllo della situazione.
– Fatemi uscire di qui o passerete dei guai. – Le parole riecheggiarono nell’aria. – Mi sentite? Rimettete la
scala o ve ne pentirete.
Qualcuno si affacciò alla botola. Vide che era Antonio.

– Crepa – sibilò il ragazzo, poi si girò e uscì.
– Torna indietro, maledetto bastardo!
L’eco gli restituì le parole amplificandole.
Crisafulli si sedette, si prese la testa tra le mani e iniziò a singhiozzare come un bambino.

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