“La Sorte della Sposa”di Amalia & Amaryllis

Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

“La Sorte della Sposa”, ultimo capitolo della Saga della Sposa di Amalia & Amaryllis, è arrivato nelle mie mani, e subito il mio cuore ha fatto “boom”. Chi segue sempre Amabili Letture Blog, sa che queste scrittrici sono sempre molto presenti tra le nostre letture, che tra noi si è instaurata un’amicizia ormai consolidata e che, io in particolare, sono molto, molto, molto innamorata di questa Saga. Ho avuto la fortuna di leggere il primo volume appena arrivata a far parte del blog e vi assicuro che non mi poteva capitare di meglio. Appena aperto “Il Prezzo della Sposa”, fu amore… immediato!!! I colpi di fulmine esistono e tra me e queste autrici è scattato all’istante. Purtroppo come tutte le storie d’amore, capita che alla fine, si arrivi all’ultima pagina. Ed eccomi qui, in lacrime, disperata nel dover salutare dei meravigliosi amici, dei compagni di viaggio indimenticabili, un grande amore, delle personalità forti, degli animi sensibili, dei nonni, delle mamme, dei figli e delle nipoti….

Il mio viaggio iniziò il “17 novembre 1853”, quando entrarono nella mia vita personaggi improbabili, con nomi improbabili, in situazioni decisamente fuori dalle mie ordinarie letture. Mai, vi giuro, mai, avrei immaginato che un libro così particolare, sia nella sua forma, sia nei suoi contenuti, potesse conquistarmi così pienamente, così totalmente. Poi, finito, mi sentii vuota di un qualcosa che prima di allora non mi era mancato mai, fu alla fine de “Il Prezzo della Sposa” che capii che si possono avere “due cuori” in contemporanea: uno che ti batte nel petto, ed uno che batte tra le pagine di un libro… quel cuore, alla fine del libro, se ne rimase lì, a Kirishi, con Ann ed Ivan, ed io ne sentivo una assoluta mancanza. Ma arrivò il secondo volume: “L’Onore della Sposa” che mi catapultò di nuovo interamente nella storia, con nuovi personaggi, altre storie, altre battaglie… ma la sensazione di vivere di quelle parole, di quelle lettere non sparì mai. Chiuso anche quello arrivò la Tempesta, quella che ravvivò la Saga con emozioni intense e calde, quella che portò con sé “La Colpa della Sposa” e che mi fece respirare ancora un volta ossigeno d’inchiostro, aria di casa ormai. Finito il terzo volume, la voglia, la sete di scoprire come tutto sarebbe andato a finire aumentò, ovviamente, a dismisura, fino a che, Amalia & Amaryllis mi diedero la buona notizia: “La Sorte della Sposa” era pronta. Panico. L’ultimo volume, l’ultima dose di una droga letteraria, l’ultimo capitolo di una Saga che, per me, non avrebbe dovuto finire mai.

Ed eccomi qui al “14 gennaio 1883”, praticamente 30 anni dopo l’inizio della storia, pronta a rientrare nelle vite di queste persone, di queste famiglie che oramai sono parte integrante di me. Tanti personaggi ritornati a tenermi compagnia, a salutarmi, a farmi sapere che stanno bene, o che se la cavano arrancando un po’, ma sono lì; e altri protagonisti che sbucano apparentemente dal nulla, ma sotto il perfetto controllo delle fila condotte dalle due autrici, che tessono una trama perfettamente intrecciata e realistica. Uno dei numerosi punti di forza di questa Saga è la capacità di Amalia & Amaryllis di dare il giusto spazio ad ogni nome, perché nessuno è solo personaggio, ma sono tutti protagonisti delle propria vita. Attraverso l’uso dell’epistolare, ognuno di loro ci racconta la sua vita, dal suo punto di vista, dalla sua penna, dal suo cuore; ed è esattamente per questo che ognuno di loro entrerà nella nostra mente per non uscirne più. Ho avuto tante simpatie durante la lettura di questa Saga, un amore immenso e un paio di innamoramenti, due o tre antipatie che proprio non riuscivo a sopportare, ma…e qui ci sta un “MA” grosso grosso, l’animo nobile delle due autrici e la loro grande abilità narrativa, sono stati talmente forti da, alla fine, farmi amare tutti i protagonisti… anche i due che proprio non sopportavo, anzi, è stato proprio uno di loro che, nelle ultime pagine, mi ha lasciata singhiozzante come una bambina. L’immensa bellezza di questi libri vive nel fatto che ognuno di questi personaggi diviene persona, diviene amico, non rimane segregato tra le pagine delle lettere che scrive, ma ne esce fuori e prende vita accanto a voi e vi racconta, con il cuore in mano i suoi perché, le sue ragioni, siano esse dettate dall’anima o dall’intelletto. In questo straordinario scenario confidenziale, vi garantisco che ogni forma di giudizio nei loro confronti non ha senso di esistere. Non ci saranno buoni o cattivi, ci saranno solo persone accanto a voi, con i loro pregi e i loro difetti, più o meno affidabili, alcune più amorevoli, altre più ostili, altre ancora più indulgenti e altre più spietate… ma tutte, nessuna esclusa, vi doneranno una versione reale e genuina dell’umanità che risiede in ognuno di noi.

Vi potrei raccontare un po’ di ciò che accade ne “La Sorte della Sposa”, ma temo di cadere in spolier che non sta a me anticipare, anche perché ogni pagina racchiusa tra l’inizio e la fine, va gustata come un piccolo bignè. Posso però, darvi una qualche sorta di indizio: i personaggi che ritroverete saranno tanti, alcuni di loro li riabbraccerete e sarete talmente felici di ritrovarli che la malinconia inizierà a farvi battere il cuore, (io in particolare, devo ammettere, che ritrovarmi a leggere di nuovo lettere di Ivan… beh quanti sospiri), poi ci saranno nuove conoscenze che vi faranno allegramente avanzare di lettera in lettera sempre più incuriositi, ma in questo modo le pagine scorreranno talmente velocemente che vi ritroverete a più di metà libro pensando a quanto vorreste che non finisse mai… Arriverete poi ad uno scambio epistolare fra due personaggi che vi strazieranno l’anima, uno di loro, conosciuto fin dal primo volume, e che non era uno dei più adorabili protagonisti della Saga, anzi, vi struggerà lo spirito, vi farà girare la testa, vi farà (qui lo dico e qui lo nego) innamorare anche un po’. E l’Epilogo, a questo punto, sarà lì, pronto ad aspettarvi.

Credo di non aver mai sofferto tanto per la fine di un libro, staccarmi da questa Saga è qualcosa di davvero doloroso. Salutare amici, lasciarli a vivere le loro vite senza essere più al loro fianco, non poter ridere con loro, piangere con loro, sognare o inventare storie con loro… è insopportabile. Con loro mi sono addentrata nel mondo degli scacchi; ho cavalcato in mezzo alla steppa; ho duellato al primo sangue, a volte perdendoci anche la faccia; ho affrontato le ire di padri protettivi, ne ho visti altri accettare sorti dei propri figli che non avrebbero mai osato immaginare; ho visto amori nascere, altri finire, passioni travolgere come un’onda in piena le persone più improbabili; ho visitato Palazzi, Università; ho viaggiato dalla Russia, alla Svezia, all’Ungheria, all’America, alla Scozia; ho letto un’infinità di lettere, alcune inviate, alcune strappate; ho visto nascere bambini, morire nonni, genitori; ho assistito alla perdita di titoli e alla loro acquisizione; ho imparato a far volare una lanterna; sono stata in prigione; ho imparato nuove filastrocche; arricchito le mie conoscenze ed ho amato, ho odiato, ho riso, ho pianto, ho vissuto vite che non dimenticherò mai.

Sto facendo un’enorme fatica anche nel trovare una degna conclusione a questa pseudo-recensione, che non è e non lo sarà mai, all’altezza di una Saga come questa. Vorrei ringraziare dal profondo del cuore Amalia & Amaryllis per aver creato tutto ciò, per avermi donato una gioia così piena nel leggere questi quattro libri, che ho amato, vissuto, adorato. E grazie per la loro amicizia che vale tanto quanto questa meraviglia che hanno trasposto su carta.

E’ stato un viaggio prezioso e sono onorata di averlo fatto al vostro fianco ragazze. GRAZIE.

Era l'età della saggezza, era l'età della follia.
Era il tempo della credulità, era il tempo dell'incredulità.
Era la stagione della Luce, era la stagione della Tenebra.
Era la primavera della speranza.
Charles Dickens

Sinossi:

Russia, 1883
La Tempesta infine si placa e, contando i danni, si inizia a tornare in porto. Ma non tutto ciò che si trova è come lo si ricordava: alcuni legami ne sono usciti rinsaldati, altri spezzati per sempre. Si finisce, volenti o nolenti, di fronte a uno specchio, costretti a chiedersi se davvero non ci sia una differenza, tra chi si è veramente e chi si vorrebbe o dovrebbe essere.
In una Finlandia sottomessa all’Impero russo iniziano le insofferenze e le insurrezioni; in Russia ci si tormenta sul fatto che la reputazione valga più della realtà; nella lontana Wellington il confine fra il vero e il falso è più sottile che mai; a Stoccolma una famiglia che si era allargata, si stringe nuovamente sul suo nucleo originario.
Le inquietudini della fine del secolo, come una corrente sotterranea, serpeggiano nella società intera e ci portano, in dissolvenza, alle soglie del ventesimo secolo.
La Sorte della Sposa è il quarto e ultimo volume della Saga della Sposa, una serie di romanzi epistolari a narrazione corale che accompagnano i numerosi personaggi, nella loro evoluzione personale e familiare, per tutta la seconda metà del XIX secolo, fra i fasti dell’Impero Russo, la notte artica di Svezia, le danze sfrenate della Puszta, passando per la perfida Albione, fino al selvaggio West. E anche molto più lontano.

Biografia Autrici:

Amalia & Amaryllis sono gli pseudonimi di due autrici che si sono trovate per caso, hanno iniziato a scrivere per gioco e si sono trovate a scoprire, non senza stupore, che in quattro mesi erano venuti fuori quattro volumi di una saga in cui un intero universo (affollatissimo) prepotentemente ha preso forma.
Difficile capire dove inizi il lavoro di una e finisca quello dell’altra: il loro modus operandi è una vulcanica condivisione di idee, impressioni e passioni.

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