Amabili Interviste con Marco Bussoli.

Intervista a cura di Daniela Sardella

Buongiorno Amici . Noi siamo nuovamente qui con l’ appuntamento Amabili Interviste . Inizio subito a presentare l’ ospite che occuperà questo spazio importante ed in più avremo il piacere di godere della sua presenza all’ interno del nostro Gruppo Amabili letture blog, gruppo affiliato alla pagina Facebook. Ho il piacere di dare il benvenuto a Marco Bussoli che ci parlerà del suo cammino e del Romanzo:” La Persistenza dell’ anima “. Vorrei ringraziare l’ Autore, non solo per la sua presenza e disponibilità, ma aggiungo ancora una volta i miei ringraziamenti speciali per avermi inviato il libro con una deliziosa Dedica . Prima di dare inizio alle mie domande ricordo che Sabato 12 ottobre Marco Bussoli sarà con noi quindi avrete l’ opportunità di porre tutte le vostre domande dalle 9.00 alle 12.30.

Diamo il via . Si comincia …..

Marco Bussoli Benvenuto ad Amabili Interviste

Parliamo del nostro ospite. Chi è Marco Bussoli? Raccontaci qualcosa di te.

Qualche anno fa avrei risposto a questa domanda in maniera classica: sono un imprenditore con la fortissima passione per la lettura e la scrittura, il cinema e la musica. Queste passioni sono sempre vive e presenti nella mia vita, ma oggi la mia risposta è: sono un’anima in cammino verso la consapevolezza e la mia crescita spirituale.

• Com’è cominciato il suo cammino nel mondo della lettura ,principalmente, e in seguito nella scrittura?

Sono entrato nel mondo meraviglioso della lettura attraverso la fantascienza. Dall’età di 16-17 anni ho iniziato a divorare romanzi di fantascienza quasi fossi affetto da disturbo ossessivo compulsivo. Inizialmente era un’espediente per allontanarmi dalla realtà, dal mio quotidiano che, in fondo, non mi piaceva. Nella fantascienza trovavo la tranquillità e la lontananza dagli eventi della vita di cui avevo bisogno. Crescendo, però, ho iniziato a vedere quanto quei mondi, all’apparenza così distanti, non fossero altro che metafore o iperboli della vita che dovevo comunque attraversare con tutti i problemi e i miei blocchi psicologici, della vita che dovevo vivere. La scrittura, invece, è stata letteralmente un’esigenza di buttare fuori quello che avevo dentro e che non riuscivo a condividere con nessuno. Allora ero una persona chiusa e refrattaria ai rapporti interpersonali.

• Cos’è per lei la scrittura? E quale posto occupa nella vita?

Oggi la scrittura è diventata piacere, la gioia di esprimere quello che sento e che voglio condividere. Il periodo trascorso a scrivere “La Persistenza dell’Anima”, il mio primo romanzo, è stato uno dei più belli ed entusiasmanti della mia vita. Appena mi sedevo davanti al pc mi sentivo in perfetta armonia.

• Siamo qui per conoscere non solo il suo cammino ma vorremmo sapere qualcosa in più riguardo il romanzo da lei scritto:” La Persistenza dell’Anima ” .
Da dove nasce l’ ispirazione?

L’ispirazione per La Persistenza dell’Anima nasce dal mio percorso spirituale. Fino a una decina di anni fa ero una persona che credeva nella scienza, nelle capacità tecnologiche dell’uomo (anche da questo la mia passione per la fantascienza), ero agnostico e non avevo nessuna credenza che non fosse verificabile, analizzabile scientificamente o, quantomeno, osservabile. A un certo punto ho sentito che le risposte della scienza e dell’intelletto non mi bastavano più. Mi sono avvicinato alle filosofie orientali, il Buddhismo in primis, ma passando poi attraverso il Tantra, il Confucianesimo, Lao Tzu, Chuang Tzu, Osho e molto altro ho trovato una serenità e una consapevolezza che non credevo possibile. Tutto questo percorso è sublimato nel mio primo romanzo. Prima, infatti non avrei potuto portare a termine un romanzo come la Persistenza dell’Anima. Il personaggio di Karla, del prologo, era con me da molti anni. Avevo iniziato a scrivere un romanzo con lei come protagonista altre due volte, completamente diversi sia per storia che per narrazione, ma in entrambi i casi non sono andato oltre le 70 pagine. Tutto si fermava, diventava sterile e senza vigore. Poi Karla è tornata a farsi sentire, voleva essere raccontata. Ma io ero una persona completamente diversa dai tentativi di allora. Ero diventato un terreno fertile, capace finalmente di affrontare una costruzione narrativa più matura.

• Una storia singolare dove vede tre protagoniste ognuno con la propria vita fatta di gioie , dolori e decisioni importanti, decisioni capaci di cambiare in un attimo la traiettoria della vita. Perché raccontare situazioni analoghe ,tramite persone altrettanto analoghe ma in epoche, tempi differenti ? Ci racconti un po’!

Il romanzo La persistenza dell’Anima è articolato in tre tempi differenti: passato, presente e futuro. Protagoniste sono tre donne che, in maniera attiva o passiva, devono fare i conti con un sentimento fortissimo di vendetta. Questo filo conduttore si intreccia con una trama più complessa dal punto di vista complessivo. Le tre storie sono strettamente collegate benché siano molto lontane nel tempo l’una dall’altra. Tutto il romanzo è una sorta di romanzo di formazione attraverso i secoli. Il romanzo può essere letto come tre storie distinte o come una singola storia con profonde valenze spirituali. Un aspetto che mi ha molto affascinato del Buddhismo è il concetto di Karma e reincarnazione. Usare i tre tempi, passato-presente-futuro, era un modo per cristallizzare la nostra crescita spirituale: dove/chi eravamo, dove/chi siamo, dove/chi saremo acquisendo maggiore consapevolezza, oppure reincarnandoci secondo le leggi del Karma. Sono tre storie, oppure è una sola storia se vista da un certo punto di vista, oppure sono tre modi di affrontare alcuni drammi della vita. Questo spiega anche il ripetersi dei nomi dei personaggi nel corso delle tre storie.

• Leggendo la storia ,uno dei particolari che più mi ha colpito è stata la scelta dei nomi ,esempio : Carla, Karla e Karol che sono la tre protagoniste oltre agli altri personaggi collocati nelle vite di ogni ragazza . Io l’ ho trovato geniale ma anche rischioso ,ovvero ,si poteva cadere nella confusione. Come mai questa scelta particolare e io la definirei Audace.

L’uso dei nomi che si ripetono è rischioso. Credo che renda difficoltosa la lettura all’inizio, perché magari ci si può sentire spiazzati. Una volta capito il meccanismo, però, tutto diventa fluido e ci si può abbandonare alla lettura. Potrebbe essere interessante leggere due volte il romanzo, facendo proprio attenzione, nella seconda lettura, ai ruoli che di volta in volta assumono i vari personaggi nelle tre storie e vedere se hanno miglioramenti (prendono consapevolezza) o magari restano sempre negativi o addirittura peggiorano nel passare dal passato al futuro.

• Quando ha concluso il suo scritto ,quali emozioni ha provato?

Quando ho finito la prima stesura del romanzo ero orgoglioso e soddisfatto, ma avevo anche paura. Ero orgoglioso perché per la prima volta ero riuscito a portare a termine un romanzo intero, di quasi 500 pagine. Ripensavo ai primi giorni, quando avevo appena finito di scrivere il prologo. L’avevo scritto abbastanza velocemente perché il personaggio di Karla mi chiamava, come ho detto prima. Ma quando mi sono trovato davanti la pagina vuota del Capitolo I non avevo praticamente nulla. Mi sono venuti in mente due stivali che arrancavano nel fango e da questa immagine sono venute fuori le altre 500 pagine. Finita la prima stesura ero anche meravigliato di aver inventato un viaggio così lungo e complesso partendo quasi da zero. Ed ero orgoglioso perché ero riuscito a portare a termine il mio primo romanzo dopo essermi sposato. Sono consapevole quanto sia stato importante l’appoggio e il supporto di mia moglie, cui il libro è dedicato. E poi ho avuto paura. Paura di mettermi per la prima volta in discussione agli occhi di tutti. La cosa strana è che prima di iniziare a scrivere questo romanzo sapevo già che l’avrei terminato e provato a pubblicare. Farlo davvero, però, mette i brividi. È come se ti confidassi con il mondo intero.

• Sappiamo che ha ottenuto un Premio importante e parliamo del Premio Argentario 2019 . Vorrei sapere il primo pensiero quando le hanno comunicato la notizia e come ha vissuto questa meravigliosa esperienza?

Il premio Argentario è stata un’esperienza fantastica. Veder riconosciuto il proprio lavoro fa sempre un piacere immenso. Si ha sempre la paura di non essere all’altezza, di scrivere male o sciocchezze e credo che sia giusto così. È una forza che ti spinge a dare sempre il meglio di te. Quando qualcuno ti dice che gli è piaciuto quello che hai scritto è una soddisfazione enorme. E ugualmente ti dà una spinta ulteriore a continuare a fare ancora meglio. Voglio ringraziare anche qui l’organizzazione del concorso per la loro professionalità e per le tante emozioni che mi hanno regalato. Una giornata che porterò sempre nel cuore.

• Cosa dobbiamo aspettarci in futuro? Progetti ?

Ho iniziato a scrivere un nuovo romanzo per il quale credo mi ci vorranno vari anni per finire la prima stesura. Un romanzo completamente diverso da La Persistenza dell’Anima, ma molto complesso dal punto di vista dei personaggi. Infatti ne ho iniziato anche un altro che dovrebbe essere più semplice nella stesura, ma ugualmente intrigante. L’ho soltanto abbozzato, e da novembre ci lavorerò a pieno regime.

Parlare e intervistare voi Autori per me , per noi ,è un grande Privilegio. Leggere le vostre opere regala emozioni ma discutere e confrontarsi con l’ Autore è una cosa Unica . Ringrazio ancora Marco per la disponibilità nonostante i suoi numerosi impegni e che dire ancora? Ovviamente aspetteremo con ansia il prossimo lavoro . Non dimenticate l’ appuntamento nel nostro gruppo Amabili letture blog, Sabato 12 ottobre Ospite Marco Bussoli , dalle 9.00 alle 12.30 ,non mancate !!

Grazie a tutti e come sempre ..

Amabili letture Blog Ciaooooo!!!!!

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