“Zia Mame” di Patrick Dennis

Dettagli del Prodotto:

Copertina flessibile: 380 pagine
Editore: ADELPHI (22 giugno 2011)
Collana: Gli Adelphi
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8845925986
ISBN-13: 978-8845925986

Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Zia-Mame-Patrick-Dennis/dp/8845925986

Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

Non vi so dire esattamente da quanto tempo “Zia Mame” fosse lì, nella mia libreria, a fissarmi con quella sua copertina d’altri tempi, con quella sua aria affascinante, con quella sua fama da libro consigliatissimo e rivoluzionario. Non so se avete presente, uno di quei libri che pensi sempre “lo devo leggere” ma che poi per un motivo o un altro rimandi, rimandi, rimandi. Beh, giunto il suo momento, l’ho finalmente preso tra le mani, letto tutto d’un fiato e A-DO-RA-TO!!

Come dicevo, avevo già sentito più volte parlare di “Zia Mame” come di un libro imperdibile, indisciplinato, quasi ribelle per gli anni in cui è stato scritto, un insieme di mini-racconti che uniti, narrano la vita di una donna che tutto è, fuorché la classica zia da romanzo. Zia Mame è l’IRRIVERENZA fatta donna. Un personaggio che o ami o odi, dal carattere tempestoso, mai ferma, mai tranquilla, sempre in un movimento spasmodico, sempre alla ricerca di uno scopo che le riempia la vita e le giornate. Ecco, se amate le figure femminili pacate, mai oltraggiose, sempre composte, mi sembra il caso di dirvi di non leggere questo libro perché Zia Mame è qualcosa di pazzesco ed unico, un fiume in piena, una valanga sotto mentite spoglie. Leggere “Zia Mame” è come stare sulle montagne russe.

Ma veniamo alla trama. Iniziamo la storia attraverso il racconto di Patrick Dennis, ragazzetto di 8 anni che, rimasto orfano, viene affidato, per volontà del padre, alla zia paterna, di cui il bambino non conosce nulla, se non qualche aneddoto riguardante la sua esuberanza. Nel momento stesso in cui la fantomatica zia ci apparirà, penseremo a quanto sia assolutamente, totalmente e indiscutibilmente inadatta al ruolo affidatole! Donna mondana, regina delle feste, dall’animo sfrontato, abituata a non pensare al altro se non a sé stessa… ecco zia Mame è tutto ciò; ma non solo! Pagina dopo pagina, una situazione irreale dopo l’altra, non potrete che innamorarvi perdutamente di questa pazza, svampita ed inaffidabile forza della natura! Una combina guai talmente adorabile, da perdonarle anche le catastrofi più imperdonabili. Vi posso “spoilerare” che il piccolo Patrick diverrà un uomo sano e di buonsenso, perciò già da questo, possiamo intuire che zia Mame non è poi così disperatamente irresponsabile. Ma la vera, assoluta forza di questa straordinaria donna, sarà la capacità di non demordere mai, la grinta del rimettersi in gioco ogni-singola-volta in cui la vita la farà cadere. Una volontà irrefrenabile di rialzarsi, trovare una nuova strada ed eccellere sempre, su ogni fronte, in qualunque situazione, davanti a qualsiasi problema che sia di portata piccola, gigante o smisurata. Sì, perché Mame di guai, ne combinerà in continuazione. Alcune volte vorrete anche fermarvi a riprendere fiato e dirle “No, aspetta un attimo, calmati, respira e ragiona”, ma lei, ve lo assicuro, avrà già fatto tutti questi passaggi mentali prima di voi… ma sarà giunta a soluzioni completamente e drasticamente opposte alle vostre, ma non per questo sbagliate, solo all’apparenza assurde.

Vi posso promettere situazioni spassose, talmente sballate da farvi sentire al centro di un racconto inverosimile, insensato, esilarante. La cosa a cui prestare ben bene attenzione però, sarà il fatto che, alla fine di ogni racconto, zia Mame vi avrà lasciato qualcosa, un piccolo, magari solo alluso insegnamento, ma pregno di sostanziale significato. L’irriverenza di zia Mame, sarà un’ottima copertura per mascherare in modo ironico ed intelligente, tante piccole lezioni di vita, per far cadere tanti pregiudizi, per affrontare sottilmente questioni spinose che insidiavano le menti di quegli anni e, mi duole dirlo, anche di oggi. Quindi, chi vede in questo romanzo solo il racconto di una spregiudicata donna, viziata e irresponsabile, ahimè, non ci ha visto molto lungo, o è rimasto intrappolato in uno di quei pregiudizi d’apparenza di cui ho accennato poco più su.

Non vorrei raccontare null’altro di questo romanzo, perché è talmente conosciuto che se volete spoiler più corposi, li potete trovare ovunque. Vorrei però invitarvi a leggerlo aprendo la mente, ad affrontare coraggiosamente un “viaggio” attraverso la crescita di un ragazzo affidato nelle inaspettate mani di una zia superficialmente leggera, e attraverso la visione di un’America che si trasforma e che segna in ogni suo cambiamento, anche la mentalità dei personaggi che incontrerete, i problemi da affrontare, le soluzioni a cui aggrapparsi. Unica, vera costante del racconto, rimane la irrefrenabile vivacità di zia Mame che mai, mai, mai, si arrenderà a sopravvivere, ma che vivrà sempre al massimo ogni istante della sua vita. Un esempio, a mio modo di vedere, che dovremmo tenere bene a mente, soprattutto in una società, dove ormai, ci si accascia un po’ spesso sulla comodità di un vivere preimpostato e sicuro, dove si percorre solo la via certa, senza deviazioni, senza aggiungere mai un po’ di quel “frizzante” che Mame invece, mette in ogni avventura.

Bene, spero di avervi incuriosito un po’, e vi invito ASSOLUTAMENTE a tuffarvi in questo oceano di risate, ironia e intelligente sarcasmo. Ah, poi, se ne avete l’occasione, leggete anche la storia dell’autore e di come, “Zia Mame” sia divenuto un’icona così forte nella storia della letteratura, e non solo…

Buona Amabile Lettura

Sinossi:

Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell’America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre – quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all’indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica “Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!”, e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile e attraversare insieme a lei l’America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro – o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

Biografia Autore:

Patrick Dennis, pseudonimo maggiormente noto di Edward Everett Tanner III. Nasce a Evanston, nello Stato dell’Illinois, e qui frequenta la Evanston High School dove inizia ad usare regolarmente lo pseudonimo con cui in seguito firmerà parte dei suoi lavori (un altro pseudonimo con cui pubblicherà vari romanzi, alcuni dei quali fortunati, fu Virginia Rowans). Ebbe un’infanzia difficile : un padre che lo ripudia in quanto diverso Nel 1942 si arruola nell’American Field Service, in cui presta servizio come autista di ambulanze in Nord Africa e in Arabia Saudita. La vita privata di Patrick Dennis fu particolare e per certi versi rocambolesca, ma per i suoi contemporanei appariva come lo scrittore di successo che partecipava alle feste più esclusive dell’epoca. Noto per i suoi comportamenti sopra le righe e per il vizio di spogliarsi in pubblico nei contesti meno adatti[1]. Il 30 dicembre 1948 sposò l’aristocratica Louise Stickney (da cui ebbe anche due bambini), ma in seguito fu anche al centro di relazioni omosessuali divenendo popolare sulla scena gay del Greenwich Village di New York (proprio come il suo personaggio Zia Mame era diventata un’icona gay ante litteram). Trascorre il suo vivere tormentato dal suo matrimonio di copertura , abbandonato dall’uomo che ama, incapace di gestire il suo patrimonio, tenta il suicidio a causa dell’impossibilità di accettare il suo orientamento sessuale che al tempo era considerato una malattia e veniva curata con l’elettroshock. Attraverso i suoi scritti fa riferimenti all’omossesualità, ma con sapienza (doppi sensi ecc) a tal punto che, ne i controlli della censura , ne i suoi lettori non colgono questi aspetti. Dopo varie vicende che lo portarono a perdere tutto il patrimonio accumulato durante la sua carriera di scrittore, trascorse l’ultima parte della sua vita servendo come maggiordomo (in incognito) in California. Ammalato di tumore muore all’età di cinquantacinque anni.

Nella sua carriera di autore Patrick Dennis pubblica sedici romanzi sotto diversi pseudonimi, alcuni dei quali divenuti best seller e tuttora considerati da alcuni come piccoli capolavori della letteratura comica americana (seppur la versatilità dell’Opera di Dennis si presti a un respiro più ampio di quello comico). I suoi romanzi in realtà vogliono raccontare della borghesia bigotta americana degli anni cinquanta.

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