Segnalazione ” Le Ragioni della Follia” di Fabio Giorgino.

Dettagli Prodotto.
Titolo: Le ragioni della follia
serie: //
data di pubblicazione: 19/07/2019
Autore: Fabio Giorgino
Pagine: 335
Formati disponibili: Ebook Kindle e
cartaceo
Editore: Amazon
Genere: Thriller
Prezzo: Ebook € 2,99 – cartaceo € 12,00
Contatti:

Trama:
Su una spiaggia del litorale tarantino viene ritrovato il cadavere di un docente universitario sulla cui spalla è impresso un marchio a fuoco raffigurante un fiore di loto.
Quando il commissario Spiro Fusco comincia a indagare, non immagina che le ricerche si intrecceranno con il proprio passato fino a sollevare il velo di mistero che grava da tredici anni su una drammatica vicenda personale.

Estratto  I.

Il torpore cominciò a diluirsi, lasciando posto a una lucidità frammentata. Guglielmo Lombardi sollevò le palpebre pesanti più volte prima di riuscire a tenere gli occhi aperti. Stava seduto, un bavaglio stretto sulla bocca e polsi e caviglie legati ben saldi a una vecchia sedia arrugginita. Lo spazio intorno era sfocato e liquido, un groviglio di linee flebili e grigi toni smorzati. Si sforzò di mettere a fuoco le immagini e una fitta alle tempie gli fece stridere i denti. Lentamente ogni cosa cominciò a prendere forma e colore. Un lume a gas su un tavolo da campeggio illuminava uno spazio circoscritto, mettendo in risalto alcuni oggetti dai contorni indefiniti. Osservando il vetro opacizzato del lume prese coscienza del sibilo del gas che ronzava continuo nelle orecchie, mentre un rumore sordo proveniva dall’esterno con un ritmo intermittente. Si concentrò su quel suono ipnotico e rassicurante, sembrava famigliare.
La risacca… sono vicino al mare, pensò. Sul tavolo adesso riusciva a distinguere un martello, un grosso giraviti e un pacco di guanti in lattice. L’ambiente era umido e freddo, impregnato di un effluvio salmastro. Si guardò intorno, le pupille avevano cominciato ad abituarsi alla poca luce in quell’ambiente che sembrava avere confini indefiniti e bui. Riuscì a distinguere le pareti dall’intonaco grigiastro quasi completamente scrostato, in alcune parti la malta fra gli interstizi era stata grattata via dall’azione erosiva della salsedine e dell’umidità.
La paura aumentò fino a disperdere gli ultimi segni di intorpidimento. Guglielmo si sforzò di riprendere i ricordi per ricostruire il passato recente. Non aveva idea di quanto tempo fosse trascorso, potevano essere state le nove di sera, era comodamente seduto in poltrona davanti alla tv. Il telegiornale era finito da poco e stava per iniziare il posticipo della seria A di calcio. Era accaduto tutto in pochi istanti: un colpo secco alla nuca, poi il nulla, il suo ricordo svaniva lì. Uno schioppo sordo interruppe il flusso di pensieri, quasi all’unisono partì un secondo sibilo alle sue spalle, identico a quello del lume sul tavolino. Tentò di ruotare il collo a destra e a sinistra, senza riuscire a vedere. Si divincolò più volte rischiando di ribaltarsi, alla fine cedette e chinò il capo ansimando. Si guardò i piedi: erano nudi, in quello stesso istante percepì la fredda rugosità del lastricato e sentì un brivido salire lungo la schiena fino a solleticargli il collo. Fece scivolare lo sguardo incredulo sul proprio corpo: indossava solo mutande e maglia.
Cominciò a tremare di freddo e di paura.
Ci fu un leggero spostamento d’aria alle sue spalle, poi il caldo alito di un respiro gli sfiorò un orecchio, trasformandosi in un sussurro: «Infliggerò castighi furiosi, e sapranno che io sono il Signore quando eseguirò su di loro la vendetta.»
Guglielmo Lombardi sbarrò gli occhi, cercò di parlare ma ne uscì solo un gemito strozzato. La persona che aveva recitato il passo biblico gli sollevò la maglia da dietro rovesciandogliela sul capo. Un clangore metallico lo fece sobbalzare e una mano spinse forte sulla nuca, facendolo piegare in avanti. Pochi istanti di sospensione, poi un improvviso e intenso bruciore alla spalla sinistra. La pelle sfrigolò a contatto con qualcosa di rovente rilasciando un odore acre di carne bruciata. Guglielmo Lombardi serrò i denti sul bavaglio sollevando ritmicamente le spalle in un respiro sincopato, poi sentì la vescica rilassarsi e un caldo bagnato fra le cosce.

Estratto II.

Spiro fece capolino.
«Novità?»
Jenny sospirò.
«Sono appena tornata da casa Mancini.»
Il commissario si chiuse la porta alle spalle e si accomodò su una sedia.
«E io dal questore. Avevo appena finito di parlare con la dottoressa Lombardi quando mi è arrivata una convocazione immediata sul cellulare.»
Spiro le raccontò che insieme al questore c’era un’altra persona ad attenderlo, un giovane azzimato e magrissimo, in elegante vestito blu e cravatta regimental e un paio di baffetti a fiammifero. Sembrava uscito da una cartolina d’altri tempi. Fausto Capovizzi d’Itria, criminologo – si era presentato, porgendo tra l’indice e il medio un biglietto da visita.
Spiro aveva trattenuto a fatica un sorriso canzonatorio stringendogli la mano molle e sudata, gli era sembrato di strizzare uno straccio umido.
Il dottor Capovizzi della U.A.C.V. le sarà di grande aiuto nelle indagini – gli aveva detto il questore dopo averlo informato sulla eccellente preparazione del criminologo, una preparazione inappuntabile ma esclusivamente accademica, senza alcuna esperienza sul campo. Oggi stesso passerà al dottor Capovizzi tutte le informazioni in suo possesso affinché si possa procedere alla profilazione dell’assassino, ci siamo intesi Fusco? – aveva poi concluso con una punta di alterigia.

 

Estratto III.

Vanessa odiava il clima umido che impregnava la città per la maggior parte dell’anno. Ne risentiva l’aria che si respirava, ne risentivano gli odori che aleggiavano per le piazze e le strade della città, tutto acquistava una corposità malsana. Nelle giornate fresche e asciutte, invece, assisteva a una fantastica mutazione, vedeva la città liberarsi da quel fardello opprimente e animarsi di nuova vita. E per lei era la stessa cosa. Quella sera era proprio così, si sentiva come rigenerata, il proprio umore ne beneficiava in modo esponenziale.
Una piacevole brezza aveva dissolto le nubi sin dall’imbrunire, aprendo il sipario su uno splendido cielo stellato. Vanessa adorava stare fuori all’aria aperta, sentire gli odori nella loro purezza, privi della contaminazione di miriadi di goccioline cariche di polveri e di gas di scarico. Sole caldo sul viso di giorno e di sera il firmamento da mangiare con gli occhi.

 

Biografia autore.

Fabio Giorgino è nato il 23 novembre 1968 a Maruggio (TA) dove vive tuttora. Sposato, con due figli, fin da ragazzo si appassiona alla pittura e alla lettura, cominciando fin da subito ad apprendere le tecniche dell’arte figurativa.Nel 2011 inizia a coltivare il sogno di scrivere un thriller ambientato a Taranto. Dopo otto anni di riscritture e revisioni riesce finalmente ad autopubblicare il suo romanzo d’esordio dal titolo Le ragioni della follia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: