“Oltre la Barriera” di Filippo Mammoli

Dettagli Prodotto:

Copertina flessibile: 230 pagine
Editore: Dark Zone (29 maggio 2019)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8899845735
ISBN-13: 978-8899845735

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Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

Cari Amabili Lettori, vorrei iniziare con il dirvi ciò che in genere dico alla fine di una recensione, ma stavolta ho deciso di rompere gli schemi classici e di dirvi subito: LEGGETE QUESTO LIBRO. Perché partire subito da questo punto? Perché in realtà potrei anche non dirvi altro e se voi seguiste il mio consiglio senza spiegazioni che lo avvalorino, non ve ne pentireste, ve lo assicuro! Avendo la fortuna di collaborare con questo blog, mi sono spesso imbattuta in libri bellissimi, molte volte con storie che ti avvolgono calorosamente e che leggi tutto d’un fiato; meno spesso invece, mi sono ritrovata tra le mani racconti che ti fanno addentrare in universi scomodi, poco piacevoli; in realtà non semplici da raccontare, complicate da inserire in un romanzo. “Oltre la barriera” di Filippo Mammoli fa decisamente parte di questo secondo gruppo. Un libro duro, dal contenuto ostico, con personaggi che dovrete accettare così come sono, scritto intelligentemente attraverso l’uso di una scrittura asciutta, poco slanciata verso il coinvolgimento sentimentale, ma che vi farà entrare, senza che nemmeno ve ne accorgiate, dentro una concretezza emotiva che credetemi, vi coinvolgerà completamente.

Veniamo al sodo, di cosa parla “Oltre la barriera”? Quali sono le barriere che l’autore vuole abbattere attraverso questo romanzo? Sono davvero molte: quelle materiali rappresentate dalle sbarre di un carcere, quelle mentali che contrappongono fede e scienza, quelle giudiziarie che tante volte rischiano di far condannare chi non lo merita e viceversa, quelle emozionali che tendono a venir meno quando si tratta di principi, ed infine, quelle legate al tema “romanzo”, che in questo caso si fa carico di argomenti davvero forti, poco romanzati, molto reali. Posso tranquillamente assicurare che Filippo Mammoli ha avuto la capacità, il coraggio e l’astuzia necessaria di abbattere tutte queste barriere e trasformare un romanzo in un libro ricco di riflessioni, pieno di punti di vista nuovi e di un’arditezza verbale ed espositiva davvero rilevanti.

La storia Lorenzo Rossi, scienziato italiano che lavora in America presso il Massachusetts Institute of Technology, è una storia che vi apparirà torbida, non chiara e ingiusta fin dalle prime pagine. Accusato di omicidio di primo grado per la morte di un ragazzo nel corso di un esperimento rivoluzionario ed importantissimo per la ricerca, viene condannato a morte e incarcerato nel Louisiana State Penitentiary, dove lo incontreremo noi, precisamente nella “death row”, il braccio della morte, cella numero 44. Conosceremo Lorenzo attraverso una sorta di diario, che gli verrà concesso di tenere dal direttore del penitenziario che, ve lo do per certo, detesterete con ogni cellula del vostro corpo. Tra l’altro, mi è sembrato di intravvedere un rimando al romanzo “L’ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo, in questa scelta di affidare il racconto a delle pagine bianche che avranno l’arduo compito di diventare le porta voci della vita e della morte del protagonista. Mi congratulo, per questa scelta stilistica, con l’autore, perché penso che non solo sia stata la forza maggiore del libro, ma anche il meccanismo con il quale tutto ha avuto un senso ed una risoluzione. Sarà infatti, proprio grazie a queste pagine che il racconto troverà il suo scopo. Attraverso una concatenazione di cause, arriveranno fra le mani di Susan, la moglie di una delle guardie penitenziarie, che le leggerà e, presa prima da curiosità, e poi dalla voglia di ricostruire correttamente gli accadimenti legati alla condanna di Lorenzo, inizierà una sorta di indagine personale che la porterà a scoprire cose davvero sconvolgenti. Si entra così nel vivo del racconto, quello fatto di segreti, sotterfugi, avvocati, garbugli giudiziari… Le due voci che ci racconteranno tutto sono quelle di Lorenzo e Susan, due personaggi che non si conoscono tra loro, ma che si ritroveranno legati legati da un caso che si trasformerà nella loro unica speranza, nell’unica via di salvezza che Lorenzo ha a disposizione per poter salvare la sua vita.

Attraverso le indagini di Susan, scoprirete con lei tutto ciò che sta dietro all’esperimento scientifico che Lorenzo stava portando avanti e, anche se con un linguaggio tecnico, particolareggiato e minuzioso, conoscerete cose nuove, capirete fin dove la scienza sta arrivando e dove potrebbe arrivare. Ho trovato questo, essere un punto forte del romanzo, essendo io una persona dall’infinita sete di conoscenza, e ringrazio l’autore per aver inserito tanto sapere nuovo tra queste pagine. Verrà a galla però, anche l’antica dicotomia tra scienza e religione, che sarà un po’ il cardine del racconto, lo zoccolo duro, forse non condivisibile da tutti, ma estremamente scientifico. In alcuni momenti ho pensato che forse, questo punto di vista potrebbe far storcere il naso ad alcuni lettori, ma Mammoli ha saputo dosare bene il proprio giudizio portando dalla parte dell’accusa non un’ideologia ma un fanatismo che, come si sa, non porta mai nulla di buono. Non posso accennare altro, altrimenti rischierei di incastrami in uno “spoileraggio” che non renderebbe giustizia né al libro né allo scrittore.

Quindi, perché dovreste leggere “Oltre la barriera”? Perché è un libro sincero, un libro che nonostante la crudezza degli argomenti trattati, vi arricchirà la mente e abbatterà alcune barriere che magari non sapete nemmeno di avere. Perché toccherà alcune corde emozionali senza cadere in facili sentimentalismi. Perché la conoscenza non deve smettere mai di espandersi, di qualunque tipo essa sia. Perché raramente una scrittura tecnica, quasi fredda, riuscirà a farvi entrare così caldamente in un romanzo di cui vi innamorerete. Pochi fronzoli in questo romanzo, ma tanta sincerità, tanta pulizia di parole e pensieri, tanta schiettezza e coerenza. Lasciatemi ora complimentare davvero di cuore con l’autore che, pagina dopo pagina, assieme a Lorenzo e a Susan, mi ha fatto intrufolare in una realtà amara, poco conosciuta, poco affrontata, ma che mi ha regalato momenti davvero intensi, struggenti e viscerali, e lo ha fatto senza mai cercare di cadere in una svenevolezza facile da “usare” in romanzi che parlano di argomenti come la pena di morte. Grazie davvero per aver creato un libro così intensamente vero.

Arriva quindi il momento di ribadire quanto sia risonante il mio invito a leggere “Oltre la barriera”, non ve ne pentirete!

Buona Amabile Lettura

Sinossi:

Pena di morte per omicidio di primo grado: è questo il verdetto che emette il tribunale di Lafayette, in Louisiana, contro il ricercatore italiano del MIT Lorenzo Rossi. Nell’angoscia dei giorni senza speranza trascorsi nel braccio della morte, Lorenzo ottiene dal fanatico direttore del penitenziario, Carl Sain, di poter scrivere un diario. Ma quando Susan Taylor, la moglie di una delle guardie carcerarie, si imbatte per caso in quelle pagine, capisce che qualcosa non torna. E comincia un’indagine personale che la porterà a svelare i contorni inquietanti di una storia dove scienza e pregiudizio si intrecciano in un gioco pericolosissimo. Finirà così per scoprire i dettagli di un esperimento scientifico mai tentato prima, un’esperienza rivoluzionaria destinata a spostare gli equilibri tra la vita e la morte. Improvvisandosi detective per ingaggiare un’avvincente lotta contro il tempo, Susan spera di recidere il cappio che si stringe ogni giorno di più intorno al collo del fisico italiano.

Casa Editrice:

Chi frequenta i social network la conosce già. Così come una moltitudine di autori, lettori e semplici appassionati. Perché la Dark Zone è fin dalla sua nascita un ritrovo caldo e accogliente per tutti coloro che hanno in comune la passione per i libri. Ma da febbraio la “creatura” fortemente voluta da Francesca Pace ha fatto un ulteriore salto di qualità, trasformandosi, da elegante e coinvolgente salottino letterario, in un’Associazione culturale a tutti gli effetti.

Ideata in una calda giornata di luglio, tra una chiacchiera e l’altra, la Dark Zone della Pace, pensata come un luogo di incontro tra autori e lettori per scambiare idee, confrontarsi e crescere insieme, è presto diventata un polo di aggregazione e una fucina di idee sempre nuove e fantasiose. Ha unito sotto il suo marchio autori di diverso genere nella creazione di quattro antologie tematiche che costituiscono “Le favole della buona notte della Dark Zone”, e propone eventi online con l’intenzione di promuovere i “suoi” autori.

Biografia Autore:

Filippo Mammoli è nato nel 1972. Ingegnere elettronico, sviluppa software presso un’azienda che si occupa di Machine Vision. Vive a San Mauro a Signa. Ha scritto e pubblicato alcune poesie. “Oltre la barriera” è il suo secondo romanzo.

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