“L’Uomo che misurava il tempo” di Angélique Gagliolo

Dettagli Prodotto:

Editore: Independently published (5 febbraio 2018)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 1977012957
ISBN-13: 978-1977012951

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Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

Suona il campanello, è il postino, ha un pacco per me, sono libri. Sono un regalo, sono una sorpresa. Apro il pacco ed incontro due nuovi amici, uno di loro cattura immediatamente la mia attenzione per la potenza visiva che emana. Colori intensi, affascinanti, avvolgenti… “L’uomo che misurava il tempo”, il titolo aumenta la mia curiosità e la trasforma in un desiderio immediato di immergermi nella lettura. Catturata all’istante dalla cover del libro, vi dirò la verità, ho resistito solo poche ore prima di immergermi nella sua storia, nel suo mondo. Ed ora sono qui, pronta a far venire l’acquolina anche a voi, per far scoprire anche a voi quanto il connubio tra parole ed immagini vi possa catapultare tra le pagine di un libro dal fascino misterioso.

Ci sono storie che incantano, che seducono con il loro racconto, che vi fanno immaginare, parola dopo parola, immagine dopo immagine, di essere lì, di trovarvi tra le pagine del libro che tenete in mano. E’ come se la vostra vita per un attimo si interrompesse ed iniziaste ad esistere in un altro luogo, in un altro tempo, tra la gente nata dall’inchiostro, è come se, in un qualche strano modo, l’autrice vi avesse rapito per farvi indossare il racconto, quasi fosse un abito confezionato appositamente per voi. Questo è esattamente il caso del libro di cui sto per parlarvi: “L’uomo che misurava il tempo” ha il potere di inglobare il lettore nella narrazione e non mollarlo più fino alla fine, fino all’ultima pagina, fino all’ultima parola. Quindi chiudete gli occhi e provate ad immaginare di entrare nell’avventura che Angélique Gagliolo ha creato per noi…

Siamo a Pesariis, un piccolo borgo disperso sulle Alpi Carniche. Il calendario segna la fine del 1700, ma il tempo qui si scandisce senza ticchettii, senza lancette, senza ingranaggi. Non esistono orologi a Pesariis. Fino all’arrivo di uno straniero: Spano Solaris, misterioso forestiero che vive costruendo strani “aggeggi per misurare il tempo”. Uomo dal torbido e oscuro passato, Spano entrerà un poco per volta nella vita del paese, lottando però con il parroco, Don Ottavio, restio ai cambiamenti e all’accettazione del diverso. Il nostro protagonista saprà però, con astuzia, fare le mosse giuste per accaparrarsi la fiducia della gente del posto, in special modo di una ragazza che verrà sedotta dal fascino di questo sconosciuto, arrivato da chissà dove, che crea oggetti fascinosi, ma di cui nessuno ha bisogno. Lucina diverrà così, con il tempo, il motivo per cui Spano deciderà di cambiare la sua vita.

Un romanzo ricco di sfumature e di metafore legate al tempo, che cerca in qualche modo di portare alla luce le realtà racchiuse di un paesino di montagna, dove tutto è fermo, dove tutto è chiuso. La figura dello straniero è al centro della narrazione che gira come in meccanismo a precise cadenze che, con il passare dei secondi, riuscirà a concatenarsi con il resto del villaggio. Il tempo, grande protagonista della storia, segna la svolta nella vita di Spano. Un tempo nuovo, che può finalmente venire misurato, che vale la pena di essere vissuto. Un tempo che apre le menti, un tempo che non c’era, di cui non si sentiva la necessità fino al momento in cui se ne scopre l’incanto.

Ciò che mi è piaciuto di questo libro è la semplicità con cui si racconta una storia dai mille contorni, piena di significati non detti ma che ad un lettore attento non possono sfuggire. Mi ha fatto riflettere su quanto le cose che diamo per scontate, quelle della nostra quotidianità, abbiano tutte, una per una, una storia dietro, che vale il nostro tempo per essere ascoltata. Come sono arrivati gli orologi nella nostra vita? Sono stati inventati ed hanno dovuto abbattere delle barriere anche loro prima di diventare indispensabili… Diffidenze verso le quali il progresso deve combattere giorno dopo giorno. Ma la vera particolarità del libro è l’associare all’arrivo del tempo a Pesariis, l’arrivo di un nuovo tempo nella vita del protagonista. Questa sottigliezza nel portare una narrazione semplice ad avere un sottotesto così metaforico, mi ha pregevolmente colpita per la sua acutezza.

Mi ritrovo quindi a fare i miei complimenti all’autrice Angélique Gagliolo per aver costruito un racconto sagace e strutturato, arricchito da immagini costruite saggiamente per farci avvolgere dalle vicende narrate. Consigliandovi vivamente di non lasciarvi sfuggire “L’uomo che misurava il tempo”, vi auguro come sempre una…

Buona Amabile Lettura

Sinossi:

La leggendaria storia di un uomo coraggioso 
Ci sono storie incredibili che nascono nel modo più banale.Anche questa storia nasce così, nel modo più banale, ma sarà una grande storia e l’inizio di una leggendaria avventura di un uomo coraggioso e di tante persone che avranno la fortuna di incontrarlo sul loro cammino.Siamo alla fine del 1700 e uno straniero giunge di notte, in mezzo alla tempesta, in un piccolo borgo montano delle Prealpi Carniche, ma porterà con sé grandi novità e un nuovo modo di vivere. Spano Solari è un uomo misterioso che costruisce strani aggeggi per misurare il tempo. Alla normale diffidenza che accompagna tutte le piccole comunità davanti ai forestieri, si aggiungerà il mistero per il passato di questa persona e le sue bizzarre abitudini. Qual è il suo segreto?

Biografia Autrice:

Angélique Gagliolo vive tra le verdeggianti montagne carniche con il marito, due bambine piccole, un gattino e altri animaletti, sempre affaccendata per conciliare la famiglia con il lavoro a tempo pieno da impiegata. Ama leggere, scrivere e realizzare piccoli lavoretti creativi con le proprie mani. Ha esordito nel 2008 con “Il valore di un libro” edito da Progetto Cultura. Il suo racconto “La parente povera” è stato inserito nella raccolta “Vita da precari – tra creatività e follia”, e-book edito da CastelloVolante. Nel 20015 ha pubblicato con Panda Edizioni “1976 – L’urlo dell’Orcolàt” storia ambientata nel tragico terremoto del 1976. Molti dei suoi racconti sono sparsi sul web e facilmente reperibili sul suo blog.

Il Progetto Casa Editrice di “Etrom Mirror Edizioni”:

Sono una Casa Editrice che vuole entrare nelle case e in piazza. I libri non si leggono o meglio non si comprano, non tanto per il costo ( che è alto, per svariati motivi) ma anche perché, le persone sono talmente stanche di lottare tutti i giorni, che non si avvicinano, perchè hanno tanti problemi. Posso immaginare che la mia concezione risulti atipica come editore, ma la vita di tutti giorni è dura, quindi bisogna creare punti di svago. Che ti faccia sognare. Io cerco di creare sogni. Come ho detto ad una mia scrittrice, “sono un editore da popolo non da cattedra”.

 

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