“La Dama in Verde” di Antonia Romagnoli

Dettagli Prodotto:

  • Copertina flessibile: 363 pagine
  • Editore: Independently published (20 maggio 2019)
  • Collana: Ghost Ladies
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 1097445801
  • ISBN-13: 978-1097445806

Link d’acquisto:

La Dama in Verde (Ghost Ladies Vol. 3) https://www.amazon.it/dp/B07S2R58SB/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_ljeqDbSC2ASJY

Recensione a cura di Denise Prencipe:

Recensire questo libro, ammetto, non mi è molto facile. Mi ripeto sempre che la trama di un romanzo è il mezzo necessario a cui un buon scrittore si affida per regalare delle emozioni, allo scopo di sfiorare l’anima del lettore e sussurrare a quest’ultima… Non sono solita leggere questo genere di libri, infatti, “La Dama in Verde”, terzo ed ultimo romanzo di una trilogia di stand-alone, è stato un esperimento che ho voluto fare per mettere alla prova me e la scrittrice stessa; per vedere di entrare ognuna nel mondo dell’altra, esperimento in parte riuscito.


Credo che il libro abbia delle ottime basi, ma, che l’autrice si sia fatta sopraffare dal suo stesso titolo. “La Dama in Verde”, in alcuni momenti, è riuscito a trasmettermi tra le righe una grande passione e coinvolgimento, talvolta però, non è riuscito a convincermi appieno. La lettura è veloce, di intrattenimento e nasconde molti significati e messaggi interessanti. Si riflette infatti su svariati temi: la lotta e la discriminazione di genere, il tradimento, la solitudine, la perdita, il rimpianto ed il rimorso, e, per terminare, il perdono. Anche in questo caso, ho trovato una divisione tra argomenti trattati molto bene, in maniera esauriente e chiara, ed altri non approfonditi allo stesso modo, magari per una scelta stilistica o di genere letterario. 


Personalmente ho preferito la prima metà del romanzo, che ho trovato molto buona, accattivante, ed, intrisa di fascino rispetto alla seconda, dove il ritmo si abbassa un po’, e vengono messi in tavola tanti spunti che mi sarebbe piaciuto vedere più sviluppati. Per quanto mi riguarda, è un po’ un peccato, vista la buona idea di base, la trama e i personaggi e, considerandone la scrittura, che, raggiunge a volte, un livello molto alto, anche dal punto di vista stilistico e della proprietà di linguaggio che valorizza la nostra bella lingua italiana. Faccio solo una piccola nota all’autrice, perché capita a volte di trovare qualche ripetizione.
“La Dama in Verde”, quindi, è una lettura che mi ha divisa, in quanto, da una parte l’ho trovata eccellente, nelle descrizioni sempre complete, sopratutto per quanto riguarda gli ambienti, e poi nelle idee e negli intrecci iniziali; dall’altro avrei voluto una maggiore caratterizzazione dei personaggi per poterli apprezzare ancora di più, in modo da arricchire alcuni passaggi che potevano lasciare meglio il segno.
Quindi, da un lato consiglio caldamente la lettura di questo libro a chi vuole riflettere sull’importanza del passato e del perdono, degli altri e di sé stessi, dall’altro però, date le premesse che il romanzo portava con sé, avrei voluto leggere quel qualcosa in più che l’avrebbe reso indimenticabile…
Come dico però sempre la lettura è quanto di più soggettivo esista al mondo, quindi se siete amanti del genere Regency, vi consiglio questa lettura, in quanto farlo vi regalerà molto. Viaggiamo infatti in un passato inglese dell’inizio dell’800; in un’epoca sicuramente lontana dalla nostra, e, sempre interessante da affrontare in un romanzo, sopratutto se fa da sfondo ad una storia d’amore. Oltretutto, un libro deve stimolarci e farci riflettere, e, buona parte di questo romanzo fa il suo dovere, mettendo in tavola anche l’emozione e la partecipazione del lettore, in quelle che non sono le proprie esistenze ma, che paradossalmente, lo diventano quasi.


È una storia nuova, che unisce l’amore al tormento, e, lo fa con grande delicatezza, mettendo al centro del lungo racconto l’animo umano. Ciò, come precedentemente accennavo, è causa di brividi e ardore, e, purtroppo anche di acqua che spegne ogni fiamma…
È una storia di sottomissione e fuga, di sguardi e lacrime…
È un romanzo che unisce il mistero, alla dura realtà e quest’ultima, alla pura finzione. Una storia che attrae ed insegna, che unisce i legami e l’affetto all’incapacità effettiva o apparente, da parte dell’umanità, di provarli. Orgoglio e onore, morte e speranza, macchiano le pagine di un libro in cui si sente la passione di una persona che si dedica a quella che è la sua vita: raccontare attraverso le parole il tormento, situazione che affligge l’uomo sin dal principio. È una storia che, continuamente, unisce più vite e le separa in modi inaspettati e a volte contorti, una vicenda che incarna il timore e la sensualità, intesa come la bellezza dei piaceri della vita.


Non è un romanzo privo di errori, ma è carico di emozioni. Lo è l’autrice, che dà il massimo nella realizzazione del suo ambizioso progetto e lo sono i personaggi, che compiendo difficili scelte o a volte evitandole, ci istigano alla riflessione. Indagando sulle proprie anime e cercando pregi e difetti, ci fanno scoprire qualcosa di più sul nostro essere, e, sulle nostra capacità di essere e restare umani, nonostante le difficoltà che la vita ci impone, con noi stessi, perdonandoci e amandoci e accettandoci per ciò che siamo, e, nei confronti del mondo, rispettandolo e aiutando sempre chi ci circonda, con altruismo e un sorriso sempre pronto a splendere.


“La Dama in Verde” , esattamente come Dio, incarna le paure e i bisogni di ognuno, e, come tale, è dentro ciascuno di noi, incarnando i nostri tormenti o ciò che più desideriamo ed amiamo. Antonia Romagnoli mischia l’atmosfera tipica del Regency e l’elemento soprannaturale in una vicenda fluida, che ha come protagonista il cosciente inganno e la tempestosa passione e rivolta contro l’obbligo e l’ottusa società. È inoltre un romanzo che riflette anche sull’entità del bene e del male, del perdono e la vendetta. Un libro che unisce la presenza all’assenza, il vuoto al completo, la vita alla mera sopravvivenza, e poi, infine, alla morte, persistente ma troppo poco perturbante, secondo me, visto il contesto narrativo. È la storia di una ricerca di indipendenza e libertà di una donna e un uomo dal proprio passato, dai propri spettri e specchi. “La Dama in Verde” è una vicenda di anime destinate, di amori sbagliati e speranze perdute e ritrovate.


Un manoscritto interessante quello che scrive Antonia Romagnoli, non forte sino alla fine, ma raffinato, elegante e spietato nel suo essere terribilmente delicato.
Vorrei concludere citando Robert Graves, con una frase secondo me inerente al libro e sicuramente di grande impatto:
“Ora, ammesso che si possa riconoscere l’anima di un altro essere umano, uomo o donna, non è mai dato riconoscere la propria propria”.

Ecco cosa è per me “La Dama in Verde” di Antonia Romagnoli, un soffio che si tramuta in vento, una pioggia leggera che diventa tempesta, una parola che si trasforma in un libro… Un libro che rappresenta ciò che in noi è immateriale, ciò che in noi è passione e sentimento; ciò che in ogni lettore è il bisogno di conoscere e scoprire se stesso tra le righe che descrivono e che ci mostrano, urlandoci e sussurrandoci, il tormento di qualcun altro; raccontandoci dell’oscura presenza che aleggia nel cuore e nella testa di ognuno di noi, perché “La Dama in Verde” , esattamente come Dio, non è soltanto in noi, siamo noi.

Sinossi:

Inghilterra, 1816

Dopo aver trascorso diversi anni sul Continente, Lord Hemsworth torna in patria per incontrare Honoria, sua promessa sposa. Ciò che il Barone non si aspetta, però, è di scoprire nell’amica di lei un volto che gli è ben noto: è lo stesso viso che, da tanto tempo, lo affascina in un dipinto che ha inseguito per mezza Europa. Il legame, sconvolgente e inspiegabile, avvincerà entrambi, e conciliare i desideri del cuore e il senso dell’onore diventerà ben presto una vera battaglia…
Sarà Elspeth la donna che gli permetterà di espiare i delitti di cui si è macchiato? Può il destino avere legato le loro anime fuori dal tempo?
Ma soprattutto, chi è la dama vestita di verde che tormenta i sogni e segue i passi di tutti loro, e che con i suoi sussurri reclama diritti sul Barone di Hemsworth e la sua stirpe?

Biografia Autrice:

Antonia Romagnoli è nata a Piacenza nel 1973. Ha frequentato il Liceo Classico ed è laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Mamma di due bambini, si dedica alla famiglia e alla scrittura.

Cura, con l’editrice Solange Mela, la collana Pergamene per la Scuola ella Edizioni Domino. Ha collaborato inoltre come freelance con il quotidiano «La Cronaca di Piacenza».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: