Amabili Interviste con Anna Copertino.

Intervista a cura di Daniela Sardella. 

Salve a tutti cari amici di Amabili letture blog e benvenuti a questo ultimo appuntamento Angolo Intervista . Si ultimo , perché riprenderemo a Settembre con nuovi ospiti e nuove sorprese.  Ma concentriamoci e vediamo chi chiuderà questa prima parte . Il libro di cui parleremo ha un certo peso, non perché gli altri  siano  meno importanti, assolutamente no, ma  l’ argomento trattato in se per sé è un ‘ argomento che tocca nel profondo  e vi spiego il perché.  Vi dice qualcosa la parola: Mafia? Vi dice qualcosa la parola : Vittime? Di questo parleremo!! E quindi vi presento l’ ospite e il suo libro,  ovvero Anna Copertino con ” Un Giorno per la Memoria”. Una raccolta di esperienze,  vita vera narrata senza veli e senza paura. Oggi ci saranno le prime domande , ma come sempre avremo la possibilità di interagire direttamente con l’ Autrice , Sabato 3 Agosto all’interno del nostro gruppo Amabili letture blog,  gruppo affiliato alla pagina Facebook.  Dalle 9.00 alle 13.00 potrete scrivere le vostre domande,  quindi vi aspetto !!! Adesso diamo vita alle prime curiosità dando il benvenuto alla nostra ospite Anna Copertino.

 

Benvenuta Anna Copertino in questo angolo intervista . Cominciamo !!

 

Conosciamo l’ospite odierno.

Chi è Anna Copertino?

Sono una giornalista web, napoletana classe 66. Innamorata della mia città, dei libri e della musica.
Viaggi e scrittura, arte e cultura sono essenziali per me.
Non potrei fare a meno della lettura e della scrittura.
Nel giornalismo web mi ci sono trovata grazie a mio fratello Giovanni e Renato Votta, un caro amico di scuola, quando hanno deciso di mettere su una testata web, Road Tv Italia, e ovviamente mi hanno tirato dentro questa realtà meravigliosa del giornalismo “on the road”, il modo più giusto per dare voce ai cittadini.

Quando e come sei entrata nel mondo della lettura?

 Nel mondo della lettura ci sono arrivata naturalmente da bambina, grazie a un paio di cugine più grandi di me, all’età di quattro anni, ero in grado di leggere e scrivere. Amo i libri sopra ogni cosa, l’odore, il fruscio delle pagine e le copertine sono per me essenziali.
Conservo i libri della mia infanzia, adolescenza e tutti quelli che negli anni mi hanno interessato, oltre tutti quelli che mi inviano da leggere, per presentarli e recensirli.
Ho sempre un libro in borsa. Inutile dirti che i libri sono gli “oggetti” predominanti nella mia casa.

Da lettore a scrittore. Chi o cosa ti ha spinto ad intraprendere questo percorso e con quali difficoltà?

Credo che prima di essere scrittori, sia necessario non smettere mai di essere lettori. Leggere ti permette il confronto con le parole, le storie e i personaggi. Leggere è libertà e conoscenza.
Credo che sia stato un divenire. Ho sempre scritto, da quando ero piccola. Mi piaceva tenere un diario, dove “veramente” scrivevo le emozioni o gli eventi che in qualche modo mi trasmettevano qualcosa, oltre a segnare tantissimi titoli di libri da acquistare. Ancora oggi li conservo e devo dire, con grande emozione e onestà, che leggendoli s’intravedeva la persona che, poi, sono diventata.
Difficoltà non ne ho trovato, mi ritengo molto fortunata, scrivendo su Road Tv Italia, presentando libri e facendo ufficio stampa conosco tantissimi editori napoletani e non solo. Oltre a avere contatti con moltissime case editrici.
Ho partecipato a moltissime antologie edite dalla Giulio Perrone e da L’Erudita.
La scelta è stata facile, è motivata dalla stima che nutro per Aldo Putignano, della casa editrice Homo Scrivens.

Entriamo nel vivo, vuoi presentarci ” Un Giorno per la Memoria”?
Ogni storia ha il suo perché, ogni storia aiuta a capire quello che c’è all’ interno di questo mondo marcio. Vorremmo sapere com’è nato questo progetto?
La militanza in Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie, e la referenza di un presidio di legalità sul territorio di Giugliano, mi ha permesso di conoscere le tante, troppe, storie di Vittime Innocenti di criminalità.
L’amicizia nata con moltissimi familiari ha determinato esponenzialmente la volontà di editare una rubrica video che facesse memoria per chi non c’era più.

Dall’esigenza di ricordare questi Innocenti, è nato il progetto antologico “Un giorno per la memoria”. La memoria è fondamentale per far continuare a vivere chi non c’è più. Memoria, perché è ciò che più da fastidio ai criminali che hanno commesso tali omicidi. La Memoria scuote le coscienze, rende il tessuto sociale vivo e presente, permette di reagire. Ecco perché il libro “Un giorno per la memoria” è assolutamente importante per far conoscere le storie di queste 28 vittime, che hanno visto la loro vita spazzata via senza un motivo. Spero che questi racconti, servano a non far dimenticare nulla di quanto accaduto ad un’innocente, che la ricordanza ci renda tutti più responsabili e soprattutto co-responsabili rispetto alla memoria e ai familiari delle vittime, che restano con un vuoto che urla giustizia. Far comprendere che quei proiettili che hanno ucciso i loro cari, si sono conficcati anche nelle loro carne.
Perché sono la stessa carne.
Carne e sangue.
Un’intera famiglia diviene una ferita, una lacerazione cosi profonda e netta che non potrà mai essere sanata, ma solo lenita.
Per comprendere, dobbiamo sentire quei proiettili sulla nostra pelle, nella nostra carne.
La memoria è il balsamo che non getta nel dimenticatoio, è il contrasto all’infamia. È ricordare con verità e senso di giustizia.
Personalmente, ogni giorno faccio memoria, e cerco di far comprendere quanto sia importante, vivere ogni giorno come il 21 marzo. Un giorno per la memoria, può essere ogni giorno della nostra vita.
L’antologia “Un giorno per la memoria” è stata da me ideata e curata, scritta con 28 autori, a cui ho affidato la memoria di 28 Vittime.
Credetemi non è facile restare imperturbabili quando si è al cospetto di un familiare di Vittima.
I Familiari ed il loro dolore.
Un dolore che ti invade l’anima, e la pelle come tanti piccoli pezzetti di vetro esposi, ed anche se cerchi di tirarli via, non ci riuscirai perché diverranno parte della tua stessa pelle.
Il dignitoso dolore dei Familiari degli innocenti
Vittime, che solo per voler sottolineare la totale estraneità a qualsiasi crimine, o malaffare definiamo Innocenti.
Le Vittime sono tutte innocenti, per diritto di valore dell’esistenza umana.
Prima di essere Vittime, sono state persone, uomini e donne, madri e padri, figli, sorelle e fratelli, che vivevano la loro vita tra i loro affetti, nelle loro famiglie.
Ed avrebbero voluto continuare a vivere, così semplicemente per un processo naturale che ci viene donato, al momento della nascita.
Ed anche se l’unica certezza al momento della nascita è che moriremo, certamente nessuno di noi, si augura di morire ammazzato.
Nessuno pensa che terminerà la propria esistenza per mano di un sistema criminale con cui non ha mai avuto nulla in comune.
Uomini e Donne uccisi, anche se del tutto estranei a ogni connivenza con il sistema o altro tipo di malaffare.
Morti che troppo spesso vengono impropriamente definiti “uno scambio di persona”, come a voler giustificare l’errore umano, anche se compiuto per mano di delinquenti.
La percezione del dolore dei familiari delle Vittime Innocenti è talmente forte da lasciare una traccia indelebile a ogni incontro. Così come grande e forte è la loro capacità di accoglienza e comprensione cercando di “dare un senso” a ciò che è accaduto, ma soprattutto di fare memoria.
Memoria per continuare a far vivere i loro cari e i loro desideri, raccontandoli attraverso iniziative nelle scuole e nelle carceri.
Il dolore che si trasforma in impegno.

All’ interno troveremo storie che volevano combattere questo cancro, che si diffondeva e che si diffonde ancora oggi , troveremo storie di vittime innocenti , morte per fatalità per sbaglio ma che hanno pagato con la giovane vita . Ma è nominata un altra morte , quella di chi compie l’ azione stessa , di chi al momento si sente superiore nel decidere chi vive o chi muore, ma che in realtà erano loro i veri cadaveri quelli morti dentro! Secondo lei quanto può essere efficace tale messaggio ? Può questo aprire gli occhi a chi commette ancora queste vili azioni?

A tal proposito qualcuno mi ha chiesto ora – dopo l’uscita di questo libro – cosa mi aspetto…?
Più che aspettarmi qualcosa, mi auguro che questo libro, sia seme per il senso di verità e giustizia, concime per il vivere senza omertà, che sia luce che riscaldi per ricordare chi non c’è più, che sia voce che li chiami con il loro nome, che è il primo diritto di ogni persona.
Bisogna che le cose cambino, e siamo Noi il cambiamento. Bisogna dire No alla criminalità che fa morti da entrambi le parti. Bisogna dire No e contrastare la camorra, la mafia e la ‘ndrangheta..
Trasformare il No in quel Noi che unisce e vince.
Far comprendere che scegliere di essere dalla giusta parte, può divenire salvezza per i giovani che sono manovalanza della camorra a Napoli come nella altre città. Vivono esistenze destinate a morti precoci o per vendette trasversali o comunque una vita destinata al carcere. Spesso moltissimi di loro, divengono 41 bis. Giovani che sono vivi e portano il puzzo della morte e Vittime che profumano di vita. Magari chi tra i giovani criminali, posso trovare uno monito a cambiare, a far avvenire quel cambiamento che possa essere salvifico per la loro stessa vita, e di tanti innocenti che potrebbero trovarsi sulle traiettorie dei loro proiettili.
Mi aspetto che Un giorno per la memoria, sia vita e memoria, per chi voleva solo continuare a vivere con i suoi cari, vivere al posto giusto ed al momento giusto. Se le persone, soprattutto, i giovani lo capiranno allora, veramente, avremo vinto Noi.

C’ è un racconto che parla dell’effetto Butterfly e qui la domanda è: Secondo lei quanto può incidere, nella vita dei giovani, un esempio come quello menzionato dal professor Scotti? E cosa si può migliorare in tal senso anche da parte degli insegnanti stessi?

 

Credo che dovremmo avercene tanti di professori come Scotti, nato dalla penna e cuore di Federica Flocco, che con la spiegazione e il risultato del principio dell’effetto Butterfly, rende a pieno ciò che speriamo di ottenere con l’antologia. Che divenga effetto del moltiplicatore. Gli insegnati e la scuola hanno un ruolo fondamentale per la formazione dei giovani, fin dalle scuole elementari. Docenti che insegnano ai giovani la storia di magistrati, imprenditori e semplici cittadini, uccisi per mano criminale, sono quello che serve per formare la cosiddetta società civile.Giovani che siano un giusto presente, per la certezza di un futuro migliore.

Raccolta completata, Autori differenti ma con un unico scopo : ” Ricordare ” . Cosa avete provato una volta ultimato il libro?
Il libro è una “sola voce”con la coralità di 28 distinte personalità. Come curatrice e editor, ho avuto il privilegio di leggerli in anteprima.
Grande l’emozione e gioia, e la consapevolezza, che gli autori scelti a cui ho affidato la cura e la memoria delle vittime, era stata giusta.
Il ringraziamento degli autori, e dei familiari per il lavoro svolto. Non è facile scrivere di vittime innocenti. Ogni autore ha seguito il suo istinto.
Voci che sono quelle delle vittime stesse, o narrate in terza persona. Ma sempre con una immensa forza che lascia senza parole, che indigna, che lascia il lettore con una forza nuova e la volontà di voler essere parte di quel Noi che dice No!
Con gli autori e i familiari abbiamo tenuto presentazioni in librerie, beni confiscati alle mafie, in tantissime scuole napoletane e italiane. Siamo stati in formazioni di Libera a Torino e ospiti all’AEmilia Noir Festival 2019 di Bologna.
Ho ricevuto, con l’antologia e per il lavoro svolto, il Premio Talenti Vesuviani 2018 1°classificata Narrativa per la legalità; il Premio Elsa Morante 2019 – 1°classificata Premio Impegno per la legalità e il Premio L’Iguana 2019 – AnnaMaria Ortese 2°classifica per la saggistica . Ma più di tutto il consenso dei familiari e dei tantissimi studenti della Scuole Italiane, che hanno adottato l’antologia.

Cosa dobbiamo aspettarci in futuro ?

A settembre riprenderemo le presentazioni dell’antologia nelle librerie e nelle scuole italiane. Ho un calendario molto fitto, che non vedo l’ora di riprendere.

Sto lavorando a due romanzi. Uno è in fase di revisione e editing.
L’altro procede più a rilento, ogni volta c’è qualcosa che devo rivedere, anche per essere certa che ogni cosa coincida.
C’è in cantiere un progetto a quattro mani, e probabilmente un secondo volume dedicato sempre alle vittime, con qualche modifica sulla stesura.
Si scrive e si legge sempre, perché per me sono essenziali come il vivere.

Chiudere questa prima parte di Interviste Autore , con un argomento così importante,  credo che sia stata la scelta piu’ giusta , proprio per dare valore non solo all’ argomento stesso , ma per l’ importanza e l’ opportunità di quest’ angolo che ci permette di conoscere tanto sia degli Autori e sia delle storie da loro raccontate, che siano vere oppure no , di certo all’ interno troveremo sempre un messaggio da ricordare, un insegnamento da non sottovalutare! Io ringrazio nuovamente la nostra Ospite per la sua disponibilità e ricordo a tutti voi , ancora una volta , l’ appuntamento all’ interno del nostro gruppo Amabili letture blog, gruppo correlato alla pagina Facebook . Sabato 3 dalle 9.00 alle 13.00 sarà sviluppata ulteriormente questa intervista e potrete interagire direttamente con l’ Autrice . Vi aspetto numerosi e come sempre Amabili Letture blog….Ciaoooooo

 

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