Blog Tour ” L’ Inviato di Cesare” di Andrea Oliverio.

Dettagli Prodotto.

Formato: Formato Kindle

Dimensioni file: 3315 KB

Lunghezza stampa: 275

Editore: Aporema Edizioni (21 giugno 2019)

Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.

Lingua: Italiano

ASIN: B07TBQNHNN

 

Recensione a cura di Daniela Sardella. 

Salve a tutti . Oggi siamo presenti con la Quarta Tappa del Blog Tour organizzato dal gruppo ” Thriller Storici e Dintorni” . Questo evento è molto interessante , da l’ opportunità di conoscere non solo il libro e ovviamente l’ Autore che ne ha scritto la storia, ma , per ogni tappa si è sviluppato e trattato un argomento particolare. Amabili letture blog parlerà principalmente del : ” Tradimento”.

Adesso parliamo principalmente della storia in generale e di come Andrea Oliveiro , in maniera accurata e magistrale ha raccontato la vicenda senza tralasciare nulla al caso.    Parliamo della Guerra Civile tra Gaio Giulio Cesare e Gneo Pompeo risalente al 49 a.c . Come già spiegato nella trama ufficiale, si chiedeva uno schieramento e nessuno doveva restare neutrale e questo portò a stratagemmi, inganni, tutto ciò che potevano utilizzare per portare dalla loro parte fedeli era lecito o quasi! La vicenda si consuma principalmente a Leptis Magna una cittadina fenicia che sorgeva sulle coste Africane della Libia dove troviamo il protagonista,  il centurione Lucio Servilio Verre fedele servitore di Giulio Cesare, ed è proprio per questo che gli affidano un compito delicato e importante.  Cesare voleva dominio assoluto ma  triste a dirsi Pompeo era riuscito a tirare a se molti dei suoi fedeli utilizzando ogni mezzo a sua disposizione , quei mezzi a cui spesso l’ uomo non può dire di no! A causa di ciò Verre si ritroverà ad affrontare situazioni inimmaginabili, persone un tempo amiche si trasformano nel peggior traditore mai esistito , tanto agguerriti nel loro intento da mettere a rischio stesso la vita di Verre, del resto quando di mezzo c’è il Potere , soldi e fama tutto è lecito. Falsi messaggi, depistaggi , intrichi e menzogne danno vita a scontri e imboscate. La terribile sensazione nell’ essere preceduti in ogni azione, vedere i propri compagni con occhio indagatore, guardarsi costantemente le spalle tutte sensazioni con cui Verre doveva fare i conti , ma di certo non avrebbe mai mollato la missione a lui affidata.

Nel racconto troviamo molte figure accanto a Verre. Certo essendo parecchie è inutile nominarle tutte , ma alcune in particolare hanno attirato la mia attenzione , soprattutto il rapporto particolare che univa tali figure al protagonista. Nella storia è messo in risalto non solo il Tradimento , argomento principale, o meglio da dove nasce il tutto, ma abbiamo l’ altro lato della medaglia, ovvero l’ amicizia forte e sincera che lega alcuni compagni come il legame tra Verre e Aulio Rufo, pronti a difendersi fino alla morte .          Sono presenti parentesi romantiche, che a mio avviso donano un tocco di piacevole leggerezza. Un amore soffocato dalla crudeltà che li circonda, ma che ha la forza di farsi strada e dona, per quel che è possibile, piccoli attimi di felicità.

Incredibile come la sete di potere può portare ad azioni viscide di tale portata ed ancor piu’ sconcertante che la storia di tali situazioni fatte di tradimenti , sete di potere ne è piena tanto da arrivare ai giorni nostri.                                                                                          Ho trovato interessante e ben scritta questa storia. L’ autore non ha tralasciato nulla. Le descrizioni dettagliate, gli scontri , i luoghi , gli stessi personaggi si presentavano vivi davanti ai miei occhi. Sono riuscita a percepire le paure di chi tradiva e di chi era poi tradito. La voglia di scoprire la spia, i suoi inganni , i sotterfugi ti prende tanto ed in men che non si dica ti ritrovi alla fine di quelle pagine carico di emozioni!

Ora passiamo all’ argomento assegnato , ovvero il Tradimento.

TRADIMENTO.

Secondo la Treccani, il tradimento è “L’atto e il fatto di venire meno a un dovere o a un impegno morale o giuridico di fedeltà o lealtà.” Oppure, è anche “Un’azione delittuosa o dannosa compiuta, mascherando le proprie intenzioni, contro persone o istituti che hanno fondato motivo di fidarsi.”

Un Articolo interessante spiega il Tradimento , la sua natura come nasce e a cosa porta.

Il tradimento è, in realtà, un atteggiamento molto complesso, proprio perché è anzitutto nei confronti di se stessi, cioè nei confronti delle idee in cui fino a un momento prima si era creduto con convinzione. Naturalmente chi lo compie, difficilmente sarebbe disposto ad ammettere che, mentre tradiva, stava tradendo se stesso. In genere ci si rende conto d’essere stati dei traditori solo dopo un certo tempo, quando si può constatare che in seguito al proprio gesto gli eventi han preso una direzione inaspettata, che non si era prevista. Il pentimento avviene sempre troppo tardi, benché sia indispensabile per mettere a posto la propria coscienza, a prescindere dal perdono che si può ricevere, che comunque risulterà sempre molto gradito.

Ovviamente qui non si sta parlando di agenti infiltrati da parte del nemico, o di spie, doppiogiochisti di cui il nemico, dietro forti compensi, si serve per sabotare qualcosa d’importante dell’avversario. Queste mezze misure di bassa lega, favorite da governi senza scrupoli, inducono chi le compie a non avere una vera identità umana, ma una semplice identità mercenaria, che si prostituisce per denaro o che, in nome di un ideale, pensa di non avere alcun problema di coscienza ad assumere una doppia personalità. Peraltro non è mai con queste misure che si può vincere o perdere una guerra, realizzare o abbattere una rivoluzione. Al massimo si può accettare una rivelazione fatta spontaneamente da qualcuno collocato dalla parte del nemico. Poi sarà cura, da parte di chi la riceve, verificarne l’attendibilità.

Qui si sta parlando di militanti di un partito ufficialmente costituitosi tramite un’apposita riunione (congresso, conferenza…), si sta parlando di attivisti che giocano un ruolo significativo, di propagatori di idee rivoluzionarie, con cui si vorrebbe rovesciare un governo in carica o addirittura creare un’alternativa al sistema dominante, per costruire una società migliore, più giusta e democratica.

È difficile individuare con certezza le motivazioni che fanno scattare la decisione di tradire. Non esistono condizioni specifiche che possano impedire con sicurezza il formarsi di un’intenzione del genere. I motivi per cui si tradisce possono essere molto diversi. Qui se ne possono elencare soltanto alcuni:

  1. Se non si è abituati a soffrire, a resistere alle privazioni, a vivere nelle ristrettezze, se la soglia del dolore è molto bassa si può aver paura di ciò che il nemico può farci nel caso in cui ci catturi.
  2. Se si è vissuto molto tempo in povertà e non si ha una ferma volontà nel realizzare un determinato ideale, può allettarci un’offerta generosa, in termini economici, da parte del nemico.
  3. Se durante la preparazione di una rivoluzione non si è riusciti a ricoprire un ruolo significativo, apicale, basato sulle proprie aspettative, ci si può illudere di esercitarlo compiendo un tradimento in un qualche momento cruciale per le sorti della rivoluzione.

 

Chi tradisce in buona fede, pensando di compiere un gesto di responsabilità, un’azione di buon senso, è convinto che prima o poi la sua decisione gli verrà riconosciuta come giusta, avveduta. Un traditore sa benissimo di apparire tale nei confronti dei capi di un movimento rivoluzionario; però è anche convinto che un giorno il movimento saprà capirlo, ovvero si convincerà che aveva ragione, che aveva saputo vedere le cose più in là di tutti, con maggiore acume, e anzi aveva avuto il coraggio di assumersi una precisa responsabilità, a dispetto delle opinioni dominanti.

Il traditore ci tiene a passare per una persona accorta, prudente. Non aspira certamente a starsene nascosto per il resto dei suoi giorni, anche se in un primo momento, se teme per la propria vita, dovrà farlo. Se egli è onesto, in buona fede, è assolutamente convinto che il proprio tradimento abbia impedito di compiere azioni giudicate scriteriate, che avrebbero comportato conseguenze nefaste su tutto il movimento. Non si rende conto che tradire i leader di un movimento significa tradire il movimento stesso, che si troverà in balìa dell’odio del nemico.

Tuttavia la cosa più paradossale del tradimento è che, in realtà, non serve a niente. La storia non si può fermare, meno che mai con dei tradimenti individuali. Al massimo i tradimenti, quelli collettivi, possono rallentare il suo percorso, possono prolungare le sofferenze degli oppressi, ma non possono impedire le rivoluzioni democratiche, la realizzazione del socialismo. Nella storia, di tanto in tanto, il livello di sopportazione delle masse oppresse raggiunge il limite oltre il quale scoppia il finimondo, che lo si voglia o no.

I tradimenti non servono a niente neanche se fossero compiuti da persone assennate nei confronti di chi volesse imporre la propria dittatura, o la esercitasse nella maniera più vergognosa sul piano umano. Il tradimento può servire per eliminare la persona fisica del dittatore, ma non serve per eliminare le sue idee o il processo politico che le sue azioni hanno voluto rappresentare. Quando Bruto e Cassio hanno ucciso Cesare, non hanno potuto impedire che la repubblica si trasformasse in impero; anzi, hanno decisamente favorito tale transizione. I processi storici sono infinitamente più importanti di qualunque azione individuale.

 

La storia viene fatta dalle masse popolari, consapevoli di se stesse o raggirate da qualche leader senza scrupoli. Le masse possono sentirsi vittime di circostanze sfavorevoli, che ritengono superiori alle loro forze; oppure possono illudersi di cambiare le cose a prescindere dalla forza oggettiva di tali circostanze. In ogni caso sono sempre loro che cambiano la storia. E l’unico modo per farlo in maniera intelligente è quello di dimostrare che si sta rispondendo a bisogni reali che appartengono a grandi collettività.

 

Trama Ufficiale.

49 a.C. Roma contro Roma, Cesare contro Pompeo: mezzo secolo prima della nascita di Cristo, nella guerra civile che lacera la Repubblica, a nessuno è consentito di rimanere neutrale. Lucio Servilio Verre ha deciso da che parte stare e seguirà il proprio generale, uscito vittorioso dalla campagna di Gallia, nella sua lotta contro lo strapotere del Senato e dell’aristocrazia capitolina. Non tutti però hanno compiuto la stessa scelta: dall’altra parte della barricata il valoroso centurione troverà, oltre a individui senza scrupoli, vecchi compagni d’armi, decisi a sbarrargli il passo.
Prima che sui campi di battaglia, la contesa si consuma all’ombra dei sette colli, ma anche in Africa, tra i vicoli angusti e pericolosi di Leptis Magna. Un messaggio da consegnare, un piccolo tesoro da custodire: per portare a termine la sua missione, Verre dovrà districarsi tra funzionari corrotti, miserabili spie, sicari sanguinari e donne misteriose.

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