Segnalazione ” La Dama Verde” di Antonia Romagnoli.

Scheda Libro.

Titolo: La dama in Verde

Serie: Ghost Ladies

Data di pubblicazione: 22 maggio 2019

Autore: Antonia Romagnoli

Pagine: 363

Formati disponibili: ebook, cartaceo

Editore: Amazon

Genere: Regency Ghost story

Prezzo : 1,99 euro ebook; 11,99 euro cartaceo

 

Trama.

Inghilterra, 1816
Dopo aver trascorso diversi anni sul Continente, Lord Hemsworth torna in patria per
incontrare Honoria, sua promessa sposa. Ciò che il Barone non si aspetta, però, è di
scoprire nell’amica di lei un volto che gli è ben noto: è lo stesso viso che, da tanto tempo,
lo affascina in un dipinto che ha inseguito per mezza Europa. Il legame, sconvolgente e
inspiegabile, avvincerà entrambi, e conciliare i desideri del cuore e il senso dell’onore
diventerà ben presto una vera battaglia…
Sarà Elspeth la donna che gli permetterà di espiare i delitti di cui si è macchiato?
Può il destino avere legato le loro anime fuori dal tempo?
Ma soprattutto, chi è la dama vestita di verde che tormenta i sogni e segue i passi di tutti
loro, e che con i suoi sussurri reclama diritti sul Barone di Hemsworth e la sua stirpe?

 

Biografia autore

Antonia Romagnoli, copywriter, è un’autrice piacentina che si occupa di romance storici e
di fantasy.
Finalista al Premio Galassia 2006, ha esordito con alcuni racconti fantastici in riviste e
antologie. Ha pubblicato nel 2008 per le Edizioni l’Età dell’Acquario “Il segreto
dell’Alchimista”, primo volume della Saga delle Terre, finalista al Premio Italia 2009. Il
secondo episodio della saga, “I Signori delle Colline”, è uscito nel febbraio 2009.
“Triagrion”, il terzo episodio della saga, è uscito nel 2010 con Edizioni Domino. I tre
romanzi, seguiti nel 2016 dal prequel “Aerys – il potere del fuoco” sono stati riproposti da
Delos Digital nella collana Fantasy. “Aerys” è arrivato in finale al Premio Italia 2017.
Con Domino ha pubblicato anche due fiabe per la prima infanzia.
Nel 2015 e 2016 ha pubblicato in modo autonomo i romance storici “La dama in grigio” e
“Il libertino di Hidden Brook”, dedicandosi al periodo Regency e vittoriano, ai quali ha
dedicato anche il suo blog “il salotto di Miss Darcy”.
Ha curato l’antologia “Natale a Pemberley” uscita nel dicembre 2017, e “Fantasmi a
Northanger Abbey”, 2018, organizzate dal gruppo Regency & Victorian.Nel 2018 è uscito il

volume “Regency & Victorian – in viaggio fra usi e costumi dell’800 inglese”, che raccoglie
i principali articoli del blog sull’epoca Regency e Vittoriana.
Contatti scrivimi@antoniaromagnoli.it
https://www.facebook.com/a.romagnoli.books/
Link di vendita: https://www.amazon.it/Dama-Verde-Ghost-Ladies-Vol-
ebook/dp/B07S2R58SB/

 

Estratti I.

«Venite. Posso farvi da guida fra le lapidi più illustri, se volete» disse, offrendole il braccio.
Elspeth non lo accettò: «Preferisco rientrare, Milord».
Il Barone si prese la libertà di guardarla bene, alla luce solare, o a quel poco che filtrava
dalle nubi, come non aveva potuto fare la sera precedente con la fioca luce delle candele.
Il viso, incorniciato dalla falda del cappellino, era di un candore quasi trasparente, che
faceva risaltare le labbra rosse e le gote imporporate dall’imbarazzo. In quel volto
riconobbe senza fatica i lineamenti della bambina nel quadro che aveva comprato in
Francia, che aveva voluto con determinazione quasi maniacale.
Da sotto al cappellino, sfuggivano ciocche di capelli d’un castano dalle singolari sfumature,
che non arrivavano a essere rosse, ma che al colore del fuoco rubavano i riflessi. Sotto
quell’esame, la vide deglutire, distogliere lo sguardo e infine voltarsi, per intraprendere il
sentiero. E sentì il bisogno di trattenerla.
«Aspettate. Ho cominciato malissimo questa giornata. Apprezzerei un po’ di compagnia».
«Sono spiacente per voi. Ora scusatemi».
George la superò e la costrinse a fermarsi, sbarrandole la via col bastone da passeggio.
Lei avvampò ancora di più, ma questa volta di indignazione e gli rivolse uno sguardo di
fuoco.
Era troppo abituato a ottenere quello che voleva per fare caso alla reazione di Elspeth,
perciò si limitò a porsi davanti a lei ostacolandole il passaggio.
«Che cosa volete da me, Barone?» ringhiò la giovane, per nulla intimidita.
Già, che cosa voleva? Lo indispettiva il non vederla intimorita dalla sua autorità, ma
sapeva bene che in realtà se la stava prendendo con lei per sfogare un malumore ben
precedente al loro incontro. Da quando aveva messo piede su suolo inglese, i suoi modi
già pessimi erano perfino peggiorati ed egli ne era del tutto cosciente.
Pentito della propria arroganza, fece un cenno col capo e le rispose più conciliante.
«Perdonatemi.» Si grattò un sopracciglio. «Non sono un campione nelle buone maniere».

«No, affatto» replicò Elspeth con un tono che voleva essere duro, ma che tradì quanto lo
sgradevole episodio l’avesse turbata. Le offrì di nuovo il braccio: «Permettetemi di
accompagnarvi a casa. E di farvi una miglior impressione».
Elspeth non accettò l’appoggio, ma gli permise di camminarle accanto. «Non vedo che
importanza abbia la mia opinione sul vostro conto, signore. Non sono proprio nessuno».
Quella affermazione gli strappò un sorriso maligno, mentre osservava quella signorina
impettita che rifiutava addirittura il braccio offertole da un barone. «E nel dire questo
intendete esattamente l’opposto. Avete un’alta opinione di voi stessa, secondo me, anche
se mantenete questo atteggiamento dimesso. Anzi, soprattutto per quello. Scommetto che
avete un mucchio di segreti e devo ammettere che mi incuriosite. Più di Honoria, in effetti»
aggiunse distrattamente.
La ragazza si fermò e un attimo dopo la mano guantata gli arrivò in pieno volto, senza
riuscire a fargli male, ma cogliendolo solo alla sprovvista.
«Burraidh!» lo apostrofò, e con passo marziale lo piantò in asso.

 

Estratto II.

La cinse con prepotenza, imperioso e supplichevole insieme. Le liberò le labbra solo per
scendere lungo il suo collo, che si inarcò e premette contro i suoi baci affamati. Lo sentì
sciogliere il mantello, ed ebbra di passione gli fece scivolare giù dalle maniche la giacca,
che cadde a terra.
Ogni bacio, ogni carezza la rendeva più audace e meno padrona di sé. Sentiva il torace di
George premere contro il petto prigioniero del corsetto, desiderò solo liberarsi delle stoffe
che si frapponevano fra loro, agognando come l’aria il contatto con la sua pelle.
Si sentiva ardere e rabbrividire insieme, come in preda alla febbre, e la febbre era lui, la
sua malattia era lui, la cura lui.

 

Estratto III

Qualunque cosa dicessero, qualunque scelta facessero, la verità era che i loro cuori erano
vicini e si parlavano fra loro in un linguaggio che nessuna parola avrebbe saputo
esprimere. Era così, semplicemente. L’avrebbe amata urlando i propri sentimenti in faccia
al mondo, o nel segreto del silenzio. L’avrebbe amata trasformando ogni attimo in
un’eternità fatta di quella vicinanza d’anime che nessuno avrebbe mai potuto spezzare. Né
il tempo, né la vita, né altro.

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