” Banchi e Saltimbanchi ” di Paolo Ciammaichella.

Autore: Paolo Ciammaichella

Editore: IlViandante

Genere: narrativa

ISBN: 8899629447

Prezzo: 13.00 euro

Numero pagine: 192

Disponibile nel formato cartaceo

Recensione a cura di Daniela Sardella.

Inizi un nuovo libro con determinate aspettative e mille domande. Certo, leggendo la sinossi, puoi cercare di capire cosa troverai all’ interno, quali emozioni riuscirà a provocare, cosa succederà ai personaggi e via dicendo. La fantasia ti dirige ovunque, i luoghi prendono vita, ma non sai mai cosa aspettarti….fino a quando non ti rendi conto che , a volte, l’ Autore ti conduce nei meandri della tua mente. Si avete capito benissimo!! Assurdo come questo libro ha risvegliato in me determinati ricordi, tanto da immaginare le foto che ritraevano gli anni in questione, come diapositive. CHE SENSAZIONE!               Volete sapere chi o quale lettura mi ha provocato tutto ciò? Vi accontento subito! Il libro in questione è ” Banchi e Saltimbanchi ” di Paolo Ciammaichella.

Una storia ambientata negli anni 80 dove tutto era differente, in alcuni casi, o almeno a quei tempi i ragazzi erano frenati dal leggero timore che provavano verso i propri genitori , ma la ribellione di certo non mancava.                                                                           Tutto  si svolge nell’ ambito scolastico. Troveremo il classico gruppo di amici, ognuno con la sua personalità , ognuno con i propri problemi famigliari e di conseguenza i propri segreti. Classici studenti, nulla di piu’ e nulla di meno! Una compagnia ben assortita tra cui potrete trovare : il furbo, quello piu’ timido, il classico studente modello, il piu’ intraprendente, quello piu’ simpatico e così via, eppure, in ogni situazione erano tutti insieme, si completavano, in un certo senso, si aiutavano pur essendo totalmente differenti.

Protagonisti principali sono: Luigi Deda (Dedalus), Giulio Torretta ( La Vulpis) , Marco Giallonardo ( Millebaci), e Andrea Fantoni ( War). Nel racconto impareremo a conoscerli con questi originali soprannomi. Può sembrare strano, ma vi assicuro che era molto diffuso negli anni 80, il fatto di  conoscere le persone per nomignoli risultava piu’ facile, anche se   potevi trovarne di assurdi , eppure era così!

Le giornate si dividono tra impegni scolastici, lavoro occasionale e  ovviamente non manca all’ appello far assenze ingiustificate ( classico Filone).                                                   L’ argomento principale e soprattutto discussione frequente, all’ interno del gruppo, erano le continue assenze fatte da alcuni abituali ragazzi che non amavano determinate materie, classificate inutili. Non volevano perdere tempo , la vita vera era oltre le mura della scuola, considerata una prigione per le anime libertine, ma come ben sappiamo le conseguenze, prima o poi sarebbero arrivate, ed uno in particolare , ovvero Dedalus ( Luigi Deda) cercava di esporre le giuste vedute ogni qualvolta si presentava l’ opportunità , ma aimè senza grandi risultati. Ma non finiva qui! ” L’ oggetto Studio “ era un tasto dolente per le famiglie. Ogni genitore paragonava il proprio figlio a uno dei pochi ragazzi diligenti della classe, scatenando l’ effetto contrario, scatenando l’ invidia e la gelosia nella comitiva creando scompiglio, ma non sapevano che lo stesso ragazzo, tanto adorato dalle altre famiglie, era ignorato da suo padre, era trasparente per lui, considerato impacciato e poco capace per altre attività al di fuori dello studio, in cui eccelleva!

Le situazioni che si presentano nella storia danno vita a problematiche molto frequenti tra i giovani, attualissime ancora oggi! I ragazzi con personalità piu’ debole, meno spigliata , meno sfacciata verso l’ altro sesso, erano oggetto di scherno, e questo è uno degli aspetti che troveremo all ‘interno. Il non sentirsi completamente parte di un gruppo crea nei giovani complessi di grande importanza ferendone ulteriormente la loro fragile personalità. Come menzionato prima, i classici paragoni, deleteri e ingiusti , possono dare vita ad ulteriore insicurezza spezzando il delicato equilibrio di ogni individuo.

L’ Autore, con semplicità, è riuscito ad alternare attimi di grande serietà e attimi dove la leggerezza e l’ ironia faceva da padrona. Ho trovato esilaranti i vari scritti degli studenti, allegati all’ interno, tanto singolari da far nascere un sorriso!                                                     Geniale l’ utilizzo dei soprannomi, personalmente l’ ho trovato simpatico!  Una scrittura semplice e scorrevole. Il racconto è molto vero, come menzionato all’ inizio , l’ autore è riuscito a teletrasportarmi negli anni 80 in quella realtà lontana e vicina. Ricordo alcuni aspetti con una certa amarezza e un filo d’ allegria. In un certo senso mi rivedo molto in uno dei protagonisti, Luigi. Un po’ per lo stile di vita che conducevo, altamente restrittivo, inusuale per un adolescente ma costretto dalle regole ferree della mia famiglia. Ti sentivi un marziano, fuori dal mondo e vi assicuro che era orribile, quindi comprendo Luigi con grande tenerezza.                                Avrei evitato solo un piccolo episodio menzionato nella storia, o magari renderlo meno esplicito, ma ciò non vuole essere una critica , perché non mi permetterei mai, è solo , se vogliamo un consiglio guidato da mio parere personale , e di certo non pregiudica il libro illeggibile , anzi , ne consiglio la lettura e aggiungo i miei complimenti a Paolo Ciammaichella che mi ha fatto tornare indietro nel tempo!

Buona lettura!

Biografia autore
Paolo Ciammaichella è nato a Chieti nel 1971. Laureato in Ingegneria Elettronica all’Università dell’Aquila nel 1998
e in Scienze e Tecniche Psicologiche all’Università G. D’annunzio. Banchi e saltimbanchi è il suo primo romanzo

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