Amabili Interviste con Giovanni Barrile.

Intervista a cura di Daniela Sardella.

Buongiorno a tutti. Come ben sapete ogni settimana siamo qui presenti con l’ angolo interviste Autore, uno spazio che permette a tutti noi di conoscere meglio chi ci fa sognare, chi ci fa vivere attraverso racconti meravigliosi. Parlare direttamente con loro è bellissimo permette di comprendere vari aspetti del loro mondo spesso sottovalutato e incompreso. Questa settimana avremo ben due ospiti e vorrei presentarvi uno di essi! Abbiamo qui con noi l’ Autore Giovanni Barrile , famoso per i suoi” Gialli “, fantasia instancabile, i suoi libri sono una vera calamita, dopo aver letto il primo non riuscirete a smettere. Una presenza importante, Giovanni Barrile ha conquistato i primi posti nella classifica Amazon con Il piu’ grande spettacolo del mondo , ma non ci fermiamo qui, perché vanta di diversi scritti , e vi consiglio vivamente di dare uno sguardo immediatamente, resterete affascinati! Ora noi abbiamo posto le prime domande ,ma questo è solo l’ inizio perché, come sapete, svilupperemo ulteriormente questa intervista all’ interno del Gruppo Amabili Letture Blog , gruppo affiliato alla pagina ufficiale Facebook , Domenica 28. Utilizzeremo un metodo differente, sarà possibile scrivere le domande dalle ore 10.00 alle 12.00 circa, in seguito l’ Autore provvederà a rispondere a seconda dei suoi impegni , ma vi assicuriamo che non sfuggirà a nessuna domanda , anzi, sarà felice di accontentare ognuno di voi! Diamo il via alle prime domande!
Giovanni Barrile: Salve, Daniela. Grazie per questo graditissimo invito. “ADDISPOSIZZIONE” come diciamo dalle mie parti.

1)• Quando ha capito di essere portato per la scrittura?

Ho sempre avuto il piacere di raccontare, comunicare pensieri e fantasie, rallegrare ed emozionare. Credo con questa voglia nell’anima si nasca. In questo non penso tuttavia di essere diverso da tanti altri colleghi. Io, fortunatamente, il sogno l’ho realizzato. E questo è un grande regalo del destino!
A scrivere “sul serio” ho cominciato tardi, dopo la madre di tutte le decisioni: abbandonare il posto sicuro in banca. Una decisione sufficientemente ponderata, comunque. E tuttavia, com’è naturale, abbastanza traumatica. Una seconda vita, con tutti i rischi e le opportunità conseguenti.

2) E come ha coltivato la sua passione?

Quando sono stato assunto in banca scrivevo per “Palermo Sport”, un settimanale sportivo della mia città. Dopo qualche anno, a malincuore, ho dovuto rinunciare a quella collaborazione: non avevo tempo a sufficienza e non esistevano ancora i moderni mezzi di comunicazione. Il “folletto”, tuttavia, era sempre in agguato: lavoravo in amministrazione e ricordo che, in totale dispregio della “prassi bancaria” (eternamente devota alla regola del “precedente”) mi divertivo ogni volta a cambiare forma e contenuto delle relazioni. La finestra sulla vita si è riaperta quando ho lasciato il posto in banca. Iniziai a scrivere per una compagnia amatoriale di amici. Ne venne fuori una commedia. Mia moglie – da sempre la prima persona che legge e critica le mie storie – mi disse che poteva venirne fuori un romanzo. E così provai. Di solito arriva prima il romanzo e poi la commedia. Con un cammino inverso, stavolta, nacque il mio primo libro: Il profumo dei sogni, pubblicato da Kalòs, oltre 4000 copie nel primo anno. Un libro singolare, divertente e allo stesso tempo intenso, che magicamente ha sempre camminato sulle sue gambe. E che 2 anni fa ho portato in scena al teatro Crystal di Palermo e poi nelle scuole medie e superiori.

3) Molti scrittori utilizzano scalette o appunti ben precisi per poi sviluppare un racconto, altri vengono folgorati dalle idee scrivendo di getto la storia. Lei che tipo di scrittore è?

Ci sono libri di “cuore” e libri di “testa”. I primi nascono da un forte sentimento che vuole raccontarsi. Potremmo dire che arrivano a scriversi quasi da soli. In genere sono le opere prime. Alla seconda categoria appartengono tutti gli altri. Ogni scrittore ha il suo protocollo: in genere, dopo lo spunto (che arriva per tante vie traverse), per giorni e notti io maturo una trama, un canovaccio, un’ossatura, in cui per sommi capi la storia c’è, ma fatti, situazioni e personaggi sono ancora ombre che via via, nei mesi che seguiranno, trovano corpo e identità. Nell’aria volano parole, frasi, accadono mille scene che vogliono essere raccontate: pesci che balzano via dall’acqua e aspettano di finire dentro il tuo retino. Mi capita, a volte, se ho penna e carta a portata di mano, di annotare una frase o un pensiero sopra un foglio che poso poi sulla scrivania: spesso ne viene fuori qualcosa, magari un racconto. In genere, tuttavia, mi accontento di osservare a mani nude la vita che mi scorre attorno, memorizzarla e alla bisogna reinventarla a modo mio, così come la ricordo, con le parole uniche e inimitabili che in quel momento si fanno largo e trovano il loro spazio dentro il foglio bianco.
P.S: Consiglio a tutti di portarsi dietro un taccuino dove annotare in tempo reale eventuali suggerimenti che il Destino offre. Fatelo. Quel treno passa solo una volta, ricordatelo.

4) Un personaggio di spessore il Maresciallo Salvatore Bivona. Come nasce questa presenza importante?

Fantasia, diciamo al novanta per cento. O, per meglio dire, da grande e impareggiabile sarta, con pazienza la fantasia mi ha aiutato a cucire pezzi impalpabili di ricordi, passioni e desideri, realizzando un abito che mi calza a pennello, un uomo onesto e tranquillo che stimo, un amico con cui mi piacerebbe conversare amabilmente la sera, davanti al camino o anche a tavola, alle prese con un abbondante piatto di bucatini all’amatriciana. Quell’uomo mi ispira fiducia e sicurezza. Una figura, hanno detto, per certi versi anche “romantica”. E mi piace, lo sento mio (penso sia normale, no?). Aggiungerei anche “semplice”. Ne ho incontrati parecchi come lui, qualcuno lo frequento ancora: sono tipi che non amano il vocìo delle piazze e la luce accecante dei riflettori. Rubo una frase a Bukowski :”La verità profonda, per fare qualunque cosa, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità”. Forse per questo il mio maresciallo piace a migliaia di lettori,
proprio perché è “un po’ retrò e inusuale” e, come me, si sforza di restare una persona “semplice”!
Andando sul personale confesso che c’è stato un momento in cui addirittura stavo per entrare nell’Arma. E da ufficiale! Fui ammesso al concorso con ottime probabilità di vincere, ma … ero giovane, e così rinunciai per restare qualche giorno in più accanto al mio grande amore di quella stagione. L’amore poi volò via, insieme a quella stagione e pure al concorso. Non mi pento: ho sempre dato ascolto ai sentimenti piuttosto che alla ragione.

5) Ci parli un po’ del libro ” Il caso di Alina Kaminski ” uno dei tanti libri scritti da lei.

“IL CASO ALINA KAMINSKI – Il mistero del cadavere scalzo”- Si trova solo su Amazon, in versione ebook e cartacea (come del resto tutti i miei libri, da anni.). Lettura Gratis con Kindle Unlimited. Pochi giorni dopo la pubblicazione, ho avuto la lieta sorpresa di trovarlo già fra i TOP 100 (La posizione è comunque “ballerina”, considerato che cambia di ora in ora in base alle vendite)
La trama? Bivona si trova alle prese con un nuovo caso. I marchesi Gratteri denunciano la scomparsa di una ragazza ucraina, Alina Kaminski, da pochi mesi al loro servizio. La stessa notte il corpo della ragazza viene ritrovato: Alina è stata strangolata. Ancora una volta Bivona mette cuore e cervello alla ricerca della verità, districandosi tra vizi segreti e pubbliche virtù. Storia nella storia, la commovente e gustosa vicenda del geometra Fofò Bommarito.

6) Lo stile utilizzato possiede varie sfaccettature dal fresco e allegro al lato deciso e serio. Quanto secondo lei tutto questo conquista il lettore?

Il lettore è come un bambino a cui il nonno racconta una storia. Bisogna catturarne l’attenzione, stimolare la sua curiosità, non annoiarlo o infastidirlo, tenerlo sempre per mano. Le armi? La semplicità, innanzitutto. Bisogna farsi capire, intanto, per sperare di farsi accettare. La storia, poi, con il suo filo ben saldo a cui incollare dall’inizio alla fine chi ti legge. E ancora: i personaggi con le loro ben definite caratteristiche, i luoghi in cui portare i tuoi amici. Infine, da buon cantastorie, importante è tenere sempre vivo il fuoco della narrazione.

7) Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella sua vita?

Appena imparato a leggere ho iniziato a nutrirmi di libri. Così ho viaggiato con Salgari e Giulio Verne, mi sono divertito con Gian Burrasca e Pinocchio, ho pianto dentro La capanna dello zio Tom e sulle pagine di Cuore. E poi ho conosciuto Omero, Dante, Manzoni e altri grandi amici che non mi hanno mai tradito.. Leggo tutto quello che mi capita a tiro, se pizzica la mia curiosità. Gli autori preferiti? In testa il grande Ernest Hemingway per l’essenzialità e asciuttezza del linguaggio. Tra i commediografi l’immenso Luigi Pirandello. Infine tra i giallisti – che leggo con piacere specie in estate, stagione in cui la famiglia mi impone il fermo biologico – leggo volentieri Maurizio De Giovanni.

8) Si aspettava così la sua carriera, vista la conquista importante nella classifica Amazon?

Mai avrei pensato di arrivare in classifica fra i TOP 100, con tanti libri poi, e per così tanto tempo (il miracolo dura da anni, visto che sono su Amazon dal 2012). Il libro d’esordio IL PROFUMO DEI SOGNI, fu pubblicato da una piccola casa editrice della mia città, Kalòs. Nonostante una pessima distribuzione e la totale assenza di pubblicità, il passaparola portò a oltre 4.000 copie le vendite del primo anno. Non ero soddisfatto, volevo andare oltre, arrivare dappertutto. L’occasione arrivò grazie a internet. Dopo qualche tentativo sbarcai su Amazon. Il resto è storia nota. Durerà? E quanto? Non ho risposte, naturalmente. Me la godo, intanto. E, quando mi riesce, provo a scrivere: qualcosa che mi piaccia e che potrebbe piacere. Poi, come avete visto, utilizzo i social per fare pubblicità; non sono molto bravo, ma mi consola sapere che godo dell’amicizia e dell’aiuto sincero e competente di amici come voi!

9) Progetti futuri?

Sto lavorando a una nuova inchiesta del mio amico Salvo Bivona. Naturalmente posso svelare poco o niente, anche perché in testa ho solo l’abbozzo di una traccia, semplicemente quello. So dove, cosa, perché e quando. E non è poco. Mi resta da sviluppare il racconto, pagina dopo pagina, dare voce, luce e identità ai personaggi (a proposito, sapete che spesso me li sento parlare dentro – specie di notte quando stento a prendere sonno – ognuno a chiedere spazio e importanza nella storia? Ho un bel daffare a tenerli a bada!), devo evitare cadute di stile, di interesse, ridondanze, periodi troppo lunghi o complessi, dare fiato dove occorre, correre quando urge, rallentare se necessario, ridere se serve, riflettere ogni tanto. E poi, alla fine, leggere, rileggere e ancora leggere, tagliando, legando, spostando, correggendo errori e incongruenze. Poi, una volta pubblicato, sentirmi solo e disperato, come un padre che vede allontanarsi i propri figli come frecce scagliate verso il mondo.

Cosa dire ancora se non un doveroso Grazie ! Un vero onore per noi ospitare persone così belle, così limpide nell’ esprimersi illustrandoci le personali paure, i loro sentimenti, sono incontri preziosi, dei regali per tutti noi lettori! A questo proposito vorrei ricordarvi ancora una volta l’ appuntamento per Domenica 28 all’ interno del nostro gruppo Amabili Letture Blog , correlato alla pagina ufficiale Facebook ,qui avrete l’ opportunità di parlare direttamente con il nostro Autore , quindi approfittate! Noi vi aspettiamo numerosi!
Daniela Sardella.

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