Amabili interviste con Emanuela Esposito Amato.

Intervista a cura di Daniela Sardella.

Un appuntamento settimanale importante, ormai è una deliziosa abitudine che ci regala tante emozioni. Avere la possibilità di parlare direttamente con gli Scrittori è un grande privilegio, e non solo. Il nostro obbiettivo è quello di farli conoscere e far risplendere i loro lavori, perché sono davvero dei piccoli tesori. Oggi abbiamo l’ onore di ospitare Emanuela Esposito Amato che ci parlerà del suo percorso e del meraviglioso Romance : ” Diario di Madame B “. La sua personalità mi ha colpito in maniera particolare, quella gentilezza, la dolcezza e l’ eleganza che la contraddistingue hanno suscitato in me grande interesse ed ho iniziato a domandarmi come potesse essere una storia scritta da una donna così affascinante, e quindi eccomi qui , con le prime domande. Come di consueto questa intervista sarà approfondita Sabato 11 alle ore 15.00 all’ interno del nostro gruppo Amabili Letture Blog , gruppo affiliato alla pagina ufficiale Facebook.
Benvenuta Emanuela . Partiamo con le domande.

• Quando è cominciato l’ amore per la lettura? E quando per la scrittura?

I primi incontri con la narrazione risalgono a quando io non frequentavo ancora la scuola! Mia mamma e mia nonna, ogni pomeriggio, mi insegnavano una lettera dell’alfabeto e me la facevano colorare e poi ripetere. Io adoravo quei pomeriggi e non vedevo l’ora di conoscere altre lettere, anche le più ostiche da pronunciare! Poi il miracolo è accaduto quando ho cominciato a mettere insieme le lettere e a scrivere prima singole, semplici parole, poi frasi con un minimo di senso.
Ricordo ancora, ed è passato un bel po’ di tempo, che, affascinata da quel mondo così vario e ricco di combinazioni , pensai che un giorno avrei scritto una storia…
E la cosa si è avverata. Dal mio amore per le lettere dell’alfabeto sono passata all’amore per la lettura. Sostengo che non si può essere buoni scrittori se non si ha un solido bagaglio costruito con le opere sia di autori classici che moderni. Io spazio tra vari generi, ma sicuramente il genere intimista è quello più vicino alle mie corde.
Ho cominciato a scrivere racconti. In apparenza mi sembravano slegati l’uno dall’altro perché, sebbene le tematiche fossero ricorrenti, ognuno di loro aveva un suo quid. Rileggendoli dopo molto tempo, e nel frattempo alcuni avevano anche ottenuto dei premi letterari, mi sono resa conto che avevano una tematica comune, quella femminile intimistica,e che malgrado le loro differenze sembravano essere percorsi da un sottile filo che li teneva insieme.
Poi mi sono voluta cimentare nella stesura di un romanzo. La sfida non è stata per niente semplice. Sono molto pignola e precisa quando scrivo e per il romanzo “Il diario segreto di Madame B.”, edito nel settembre 2018 da Alcheringa Edizioni, ho impiegato circa un anno per la documentazione, recandomi anche sui posti descritti per due volte, e poi due anni per la stesura e l’editing.
Anche in questo caso i personaggi mi sono venuti incontro da soli e quasi mi hanno guidato nelle molteplici stesure del romanzo. Talvolta dovevo tenerli a bada perché parlavano e agivano troppo velocemente e io non riuscivo a stargli dietro!

•Leggendo la biografia ho compreso che ha vissuto tra Napoli e Parigi, realtà totalmente diverse. Ci parli un po’ della sua vita. Chi è Emanuela Esposito Amato?

Sono nata a Napoli sotto il segno della Vergine. Per lunghi periodi, durante e dopo gli studi universitari, ho vissuto e lavorato a Parigi. Considero la Francia la mia patria di “adozione intermittente”. Per motivi di studio ho infatti vissuto a Parigi fin da quando avevo 16 anni. Prima ci sono state le vacanze estive in famiglie francesi per imparare bene il linguaggio parlato, poi l’università con tesi di laurea rigorosamente in francese. Ho condotto ricerche sul periodo letterario medievale in lingua romanza presso l’Université de la Sorbonne-Paris e la Bibliothèque Nationale de France .
Poi sono tornata a Napoli, dove attualmente vivo e lavoro in qualità di docente di francese . In seguito ho conseguito il Diploma superiore di interprete simultanea partecipando al G7 di Napoli nel ’92 come interprete ufficiale per il quotidiano economico “La Tribune”.
La passione per la Francia, per la sua letteratura, per quell’aria di amore per la cultura che si respira in ogni angolo di Parigi, è molto forte in me. Cerco di trasmetterla in ogni occasione, che si tratti di un mio scritto o nell’aula dove insegno e tento di appassionare i miei studenti.
Adoro la lettura, il cinema, l’arte e viaggiare. Con qualche fallimento e tanta buona volontà mi piace anche mettermi alla prova ai fornelli! Ma per i dolci, a differenza di Joséphine, la protagonista del mio romanzo, sono proprio negata! Una volta degli amici mi hanno persino chiesto se non avessi sfornato una suola da scarpe al posto di una crostata!!!!

•Avendo una vita molto piena come si organizza? Quando solitamente si dedica alla scrittura?

Non è facile, mi creda! Ho sempre l’impressione che le giornate siano troppo brevi per poter incastrare ogni tassello al posto giusto. E poi..la scrittura è una vera tiranna! Richiede tempo, dedizione assoluta, concentrazione e costanza. Guai a non tenere la scrittura in esercizio…si perde quello che io, nella mia sfera interiore, chiamo “miracolo”. Cioè quando la storia comincia a prendere il suo verso, a trovare il suo slancio, la sua compiutezza. Ci sono momenti, quando scrivo, in cui non mi rendo conto del tempo che passa e quando stacco gli occhi dallo schermo del PC o dai fogli dove butto giù le bozze e gli appunti, realizzo che …devo a malincuore separarmi dai miei personaggi e andare a occuparmi di incombenze varie!
Solitamente, comunque, scrivo nel tardo pomeriggio e dedico tutto il tempo che posso alla stesura delle mie pagine.
Mi consenta qualche breve considerazione di tipo stilistico. Purtroppo sono una scrittrice raramente soddisfatta in toto di quello che scrive e di come lo scrive. Tento sempre di trovare nuove metafore, nuove similitudini. Cerco di rifuggire dalla facilità di espressione, di evitare i luoghi comuni. Scrivere non è impresa semplice. È sudore, fatica,posture rigide per ore. Ma il fatto è che… non ne posso fare a meno. È il mio mondo virtuale, il mio vivere con i personaggi e con le loro storie. È un’avventura sempre diversa, impervia, ma irrinunciabile!

•Un Romance degno di nota, ” Il Diario di Madame B”. Una decisione di una certa importanza e sicuramente dettato da grande passione. Vorrei sapere, quali fattori oltre l’ amore per il romanzo di Flaubert l’ hanno spinta in questa scelta?

Sarò sincera: ho studiato Flaubert e in particolare Madame Bovary al liceo, e poi l’ho ripreso, riletto e analizzato all’Università. Un libro che mi era piaciuto, certo, che consideravo un “must” , soprattutto per l’accuratezza stilistica e il concetto di realismo che Flaubert aveva introdotto. Ma non mi era restato nel cuore più di altri libri.
La scelta di scrivere il diario di Delphine, realmente vissuta, e alla quale pare che Flaubert si sia ispirato per dar vita al personaggio di Madame Bovary è nata da un caso assolutamente fortuito e, per certi versi, incredibile. Lo racconto e spero che chi mi legge mi creda.
Il mio volo per Parigi, nel mese di luglio 2010, era appena decollato. Andavo nella capitale parigina per lavoro. Appena in quota, il tranquillo ronzio del motore e l’assenza di turbolenze mi hanno fatta assopire. Anzi, mi sono addormentata profondamente, io che sono un’insonne! Mi sono risvegliata quando il comandante ha comunicato che stavamo per cominciare la fase di discesa e relativo atterraggio. Ho realizzato di aver fatto un sogno stranissimo: una bella donna, vestita con abiti ottocenteschi mi pregava di scrivere il suo diario e di riscattare la sua figura agli occhi del mondo !!!!
Quasi mi venne da ridere al pensiero di quel sogno strano…. eppure, da quel momento, una serie di coincidenze (gli imprevisti della vita!) mi hanno messo spesso in rapporto con il libro e con la storia di Madame Bovary. A quel punto mi sono incuriosita e ho cominciato ad approfondire le mie conoscenze. Mi sono documentata con precisione su tutto quello che ho scritto. Niente è stato inventato per quanto attiene ai personaggi storici realmente esistiti. Tutti i riferimenti citati nel romanzo sono stati da me personalmente verificati. La parte moderna del romanzo, invece, è frutto della mia creatività. I personaggi non esistono se non nella mia fantasia che li ha generati!

•Quali difficoltà ha incontrato nell’ assemblare le due storie portanti del romanzo?

Sicuramente quella di creare un intreccio tale da permettere, a un certo punto della storia, di far incontrare “virtualmente” le due protagoniste del romanzo. Joséphine ritrova infatti i diari di Delphine e il suo dagherrotipo in un cassetto segreto del sécretaire di cui sta curando il restauro. Da quel momento la narrazione è quasi un alternarsi delle due voci e delle riflessioni e reazioni che Joséphine prova leggendo gli scritti di questa misteriosa donna che la intriga e affascina sempre più….
Un’altra difficoltà è stata invece di tipo stilistico. Dovevo infatti ben diversificare il modo di parlare, di muoversi e di agire delle due donne, le quali, vivendo in epoche così lontane, non potevano avere lo stesso linguaggio e temperamento. Come dicevo prima, mi sono documentata con grande precisione per poter dare voci e colori diversi alla narrazione. Spero di esserci riuscita!

•Nel momento in cui ha posto la parola ” Fine” , quali sono state le sue emozioni?

In un primo momento è stata quasi una sorta di “soddisfatta liberazione”. Avevo portato a termine la storia, ero riuscita a equilibrare, a mio avviso, le varie angolazioni dell’intreccio e lo spessore dei personaggi. Appena finito di leggerlo e rileggerlo più volte, l’ho stampato. Sentire il “peso” di quei fogli fittamente scritti mi ha regalato un’intensa emozione. Sarò esagerata, ma mi sembrava di aver partorito una creatura vivente e pulsante. Forse, per me che non ho figli, è una metafora calzante.
Poi, dopo alcuni mesi dall’editing professionale cui ho sottoposto il mio romanzo, ho cominciato a provare una sorta di solitudine. Quell’appuntamento fisso con i personaggi del mio libro e le loro storie mi mancavano! Mi avevano tenuto compagnia per due anni… In fondo non è stato facile separarsene!

•Progetti futuri?

I tempi dell’editoria, come lei ben sa sono lunghi. Ho appena terminato la revisione di una raccolta di racconti che racchiude un po’ le tematiche a me care , cui ho già accennato nel corso della nostra chiacchierata. Uscirà il 10 gennaio 2020 e sarà editato da HOMO SCRIVENS Edizioni.
Poi…le svelo un segreto…
Molti lettori mi hanno chiesto di scrivere il seguito del “Diario segreto di Madame B.” … Sa che ci sto davvero pensando?
E i personaggi cominciano a bussare alla porta della mia mente chiedendomi di raccontare le loro vicende e vicissitudini… Che dice? Li accontento?

Leggere le sue risposte conferma ancor di più la stima che nutro nei suoi confronti . Per quanto riguarda il seguito del Diario di Madame Bovary? Assolutamente si !!!!! Ne sarei più che felice. Ora detto ciò voglio ringraziare la scrittrice per la disponibilità e la serietà posta in questo appuntamento, ma questo è solo l’ inizio , perché sarà ancora con noi Sabato 11 alle ore 15.00 all’ interno del nostro gruppo Amabili Letture Blog , gruppo affiliato alla pagina ufficiale Facebook . Quindi vi aspettiamo numerosi.
Daniela Sardella.

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