” The Help” di Kathryn Stockett .

Dettagli Prodotto.

Copertina rigida: 524 pagine
Autore: Kathryn Stockett.
Editore: Mondadori; mondadori vario edizione (3 gennaio 2012)
Collana: Omnibus
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8804617829
ISBN-13: 978-8804617822

Link D’ acquisto:
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Biografia Autrice.

Kathryn Stockett è nata e cresciuta a Jackson, in Mississippi. Dopo la laurea in letteratura si è trasferita a New York, dove ha lavorato nove anni nell’editoria e nel marketing di periodici. Attualmente vive ad Atlanta con il marito e la figlia. Il suo romanzo d’esordio, The Help-L’aiuto, ispiratore di un film premio Oscar, è stato tradotto in 40 lingue, ha venduto oltre 10 milioni di copie ed è ormai un piccolo classico della narrativa contemporanea.

Casa Editrice.

Editori dal 1907
I libri sono la nostra attività storica: dalla narrativa italiana e straniera alla saggistica, dalla poesia ai classici, dai libri per bambini e ragazzi ai grandi volumi illustrati e ai cataloghi d’arte; pubblichiamo testi scolastici per ogni grado di istruzione e settore di insegnamento, libri di carta e e-book, edizioni di pregio e tascabili.
Completamento naturale della nostra attività di editori di libri è la catena di librerie, un network di circa 600 store su tutto il territorio nazionale.
Siamo editori di magazine, di carta e digitali, in Italia e in Francia: brand di successo che portano nel mondo lo stile italiano, anche grazie alle edizioni internazionali delle nostre testate più note.

Sinossi.

È l’estate del 1962 quando Eugenia “Skeeter” Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l’università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l’altro diciassette bambini bianchi, facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, e con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente, e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Il profondo Sud degli Stati Uniti fa da cornice a questa opera prima che ruota intorno ai sentimenti, all’amicizia e alla forza che può scaturire dal sostegno reciproco. Kathryn Stockett racconta personaggi a tutto tondo che fanno ridere, pensare e commuovere con la loro intelligenza, il loro coraggio e la loro capacità di uscire dagli schemi alla ricerca di un mondo migliore.

Recensione a cura di Daniela Sardella.

In lista da tempo! Esatto questa lettura era in lista da anni. Dopo aver visto il film mi incuriosiva leggerne la storia su carta, avere tra le mani l’ opportunità di visualizzarne i personaggi, forse identici agli attori o forse costruiti secondo il mio pensiero, ma volevo vivere la storia a” trecentosessanta gradi”, perché, secondo il mio parere , leggere crea emozioni diverse , ti aiuta a provare le sensazioni sulla pelle. Così in occorrenza della Giornata Internazionale sulla Discriminazione raziale , ho colto la palla al balzo! Argomento delicato, devi entrarci in punta di piedi, ma una volta iniziato ecco che ti ritrovi in un turbine vero e proprio, presente in quegli anni così lontani, una vita totalmente diversa su tutti i fronti, ti prende, ti cattura, ti fa battere il cuore, senti rabbia e dolore continuando a domandare se tutto questo è possibile , ma poi entri un secondo nella tua dimensione attutale e ti rendi conto che ancora oggi il Razzismo Esiste.
Ambientato nel lontano 1962. Si può pensare che sia difficile entrare e capire quegli anni, dove l’ unica preoccupazione , per le giovani, era trovare un buon marito , un buon partito, dare alla luce dei bambini e dedicarsi a compiacere i propri mariti, ma grazie ai personaggi e i loro racconti dettagliati , vi condurranno mano a mano trovandovi inesorabilmente catapultati nel passato. Iniziamo a capire come vivevano o meglio come impiegavano il tempo! Ecco le loro giornate erano scandite da vari appuntamenti: riunioni della Lega, partite a Bridge e conversazioni dove l’ argomento principale erano i pettegolezzi, ma abbiamo parlato anche di bambini e qui ci domandiamo chi li cresceva, chi li seguiva queste creature se i loro impegni erano scanditi da occupazioni considerate piu’ importanti che dedicare il tempo ai propri figli? Ecco che entrano in gioco le donne di servizio nei loro candidi abiti bianchi, per essere precisi indossavano una divisa, dove la loro pelle risaltava essendo tutte di colore. Donne estremamente premurose che non solo impartivano l’ educazione ai bambini bianchi ma piu’ di ogni altra cosa al mondo li amavano! Certamente le ” Padrone” , così definite all’ epoca, dovevano essere dolci riconoscenti ma in quegli anni si avevano opinioni diverse a tal proposito. La distinzione tra Bianchi e Neri era oggetto di continua discussione. Forse dettata dalle poche informazioni o forse solo per il piacere di sottolineare la diversità , di certo il Razzismo continuava senza sosta e senza pietà, fatta di regole di ogni tipo: scuole divise, non era permesso bere dalla stessa fontanella, i neri non potevano servirsi dalla stessa farmacia dei bianchi, per i bianchi era contro la legge contrarre matrimonio con persone che non erano della stessa razza, bagni pubblici divisi e non solo, i servizi igienici per le donne di servizio erano collocati fuori, lontani dall’ appartamento dove lavoravano, era impensabile utilizzare lo stesso bagno perché per loro un contatto del genere era fuori discussione non si potevano mescolare con quella gente dalla pelle scura accusata di sporcizia, per loro erano individui pericolosi e portatori di malattie! Lo trovate assurdo? Eppure era così ed anche peggio!
L’ eccezione esiste! Non tutti provavano odio! Infatti una delle protagoniste Skeeter, è una ragazza con ideali completamente differenti. Tornata da poco in paese, dopo aver frequentato l’ università , si ritrova in una realtà che non le appartiene. Al suo ritorno non trova piu’ la donna che l’ ha cresciuta e nessuno vuole spiegargli perché facendo crescere curiosità e dubbi. Inoltre ciò che la caratterizza sono gli ideali insoliti, il suo desiderio è diventare scrittrice per questo si sente diversa dalle amiche già sposate e inserite nella vita borghese, ma soprattutto differente negli atteggiamenti, pensieri e discorsi dove si sottolineava esclusivamente l’ argomento Razza Bianca – Razza Nera! Ma in un incontro casuale con una di quelle donne di servizio, Aibileen , scatta una molla, un pensiero ed è lì che le domanda : Provi mai il desiderio di cambiare le cose?” Una domanda che ha un certo peso, un significato importante per entrambe ma soprattutto per Aibillen e tutta la gente come lei. Ed ecco che si imbarcano in progetto pericoloso , la posta in palio è alta ma la voglia di parlare , la voglia di gridare le ingiustizie, la voglia di esprimere in alcuni casi rabbia e in altri gratitudine, era troppo forte. Quante volte avevano subito ingiustizie per menti vuote, accecate dall’ odio e dalle loro convinzioni, quante volte ancora dovevano veder morire o giustiziare una persona che per un errore, come utilizzare servizi igienici dei bianchi , gli privano della vista per sempre, spezzano la vita senza pietà davanti agli occhi innocenti dei bambini, dove forse l’ unica colpa che possiedono è avere la pelle di un colore differente!
Un racconto struggente, impressionante , vero! Alcuni passaggi del racconto mi hanno costretto a fermarmi a causa delle lacrime. Ho chiuso il libro, mi dicevo ” NON RIESCO , NON POSSO” , ma ho pensato a chi ha vissuto sulla propria pelle quelle storie , la determinazione con cui hanno affrontato tutto e a testa alta, così mi sono detta ” OK DEVO FARLO” . Uno dei momenti che piu’ mi ha colpito è la caparbietà di raccontare pur avendo paura delle conseguenze, quella volontà di buttare fuori tutto quello che avevano dentro! I personaggi sono tutti interessanti, importanti e ben descritti soprattutto caratterialmente e sotto questo aspetto ho apprezzato e amato una in particolare : Minny . Il suo modo di fare è talmente vero spesso scontroso, quelle frasi pensate ma soffocate , proprio quelle frasi talmente pungenti che hanno provocato spesso nella vita solo disastri, perché non sapeva tenere a freno la lingua! La Amo!
L’ argomento Razzismo è come un male, un cancro da distruggere ma talmente radicato nella mente che risulta difficile. Ora mi direte : Ma no!! Siamo nel 2019 , emancipati , possediamo una tecnologia avanzata, tanti progressi raggiunti dopo infiniti studi e menti brillanti, e su questo aspetto avete ragione. Razzismo= Cancro! Personalmente ho voluto definirlo così perché come l’ orrenda malattia menzionata, di cui ancora oggi non ci sono cure definitive per eliminarlo, così possiamo dire la stessa cosa riguardo il Razzismo! Certo non ci sono piu’ situazioni come quelle menzionate nel racconto, oggi possono utilizzare gli stessi mezzi di trasporto, le scuole sono accessibili a tutti ma ancora è presente, forse in maniera piu’ sottile, infima ma c’è, e vogliamo aggiungere che purtroppo il Razzismo spesso si può manifestare anche sotto altri aspetti , come nel racconto, isolando chi non possiede lo stesso ideale viene emarginato, chi vuole vivere secondo i propri desideri, di qualsiasi natura siano, ed ancora la distinzione tra culture diverse , razze diverse e via dicendo. Ma chi o cosa fa nascere il Razzismo? L’ amara verità è una: la nostra mente offuscata, spesso , dall’ ignoranza! Così oggi siamo presenti per ricordare una data importante : Giornata Internazionale per l’ eliminazione della discriminazione razziale , istituita dalle Nazioni Unite nel 1966 per commemorare il massacro di Sharpeville del 1960 , la giornata piu’ sanguinosa in Sudafrica dove morirono 69 manifestanti che protestavano contro l’ Urban Areas Act che imponeva ai sudafricani di esibire un permesso speciale se venivano fermati nelle aree riservate ai bianchi! Se vogliamo cambiare le cose dovremmo cambiare davvero il modo di pensare non credete? Buona lettura a tutti voi!

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