Amabili interviste con Marco Messina.

Intervista a cura di Daniela Sardella.

Eccoci qui nuova settimana quindi altro appuntamento con l’ intervista. L’ obbiettivo è quello di far conoscere i Nuovi Autori dando loro l’ opportunità di presentare alcuni lavori pubblicati, come è iniziata questa passione e come portano avanti tra difficoltà e scetticismo i loro sogni. Non è facile portare avanti la propria passione, spesso sminuita ingiustamente, così , nel nostro piccolo, cerchiamo di dare una manina dedicando questo piccolo spazio. Oggi abbiamo due interviste in programma quindi due Autori. Vi presento il primo, Marco Messina , grande poeta. Inizia il cammino in tenera età ottenendo ottimi risultati fin da subito, ma la cosa non si ferma qui, continua i suoi successi partecipando a diversi concorsi di cui la Premiazione ne sottolinea l’ importanza. Noi abbiamo posto le prime domande, ma come di consueto svilupperemo ulteriormente l’ intervista Sabato 20 alle ore 15.00 all’ interno del nostro Gruppo Amabili Letture blog correlato alla pagina ufficiale Facebook . Sarà possibile conversare direttamente con l’ Autore !
Entriamo nel vivo delle domande.

Una Biografia degna di nota dove risalta il suo cammino come scrittore, poeta per esattezza, fin dalla giovane età. Chi o cosa ha condotto la sua scelta verso la Poesia?

Ho conosciuto la poesia già all’età di 8 anni, grazie a mio nonno, che anch’esso era un poeta, un grande poeta. Sono cresciuto con i suoi libri di poesie e mentre leggevo i suoi versi ne restavo sempre affascinato. Ma non solo dei suoi versi, ero affascinato dalla poesia, da cio che è la poesia e ció che riesce a comunicare. Come dico in un mio aforisma: “La poesia rende magnifico ció che sembra normale”, ed è proprio questa sensazione che provavo già da piccolo mentre mi nutrivo di poesia. Cosí leggendo e rileggendo poesie, ad un certo punto pensai: “Voglio provare anch’io a scrivere una poesia”. Cosí iniziai a scrivere una frase, poi cercai di trasformare quella frase in un vero e proprio verso, scrissi una bozza di ció che volevo comunicare ed infine riuscí a creare una vera e propria poesia. Mio nonno mi vedeva sempre piú coinvolto nel leggere le sue poesie, cosí mi regaló alcuni libri di grandi poeti come Pascoli, Leopardi e Foscolo (I primi autori che conobbi e che lessi). Credo che debba dire grazie a mio nonno se adesso scrivo e vivo di poesia.

Com’è riuscito a conciliare questo mondo profondo e complicato con la giovinezza ,solitamente periodo vissuto con spensieratezza dalla maggior parte dei ragazzi?

Sai tante volte, me lo chiedo anche io. Ma credo che nonostante la giovane età ci sia riuscito perchè la poesia era una cosa che avevo già dentro e avevo solo bisogno di esprimerla, di tirarla fuori, di metterla in luce. Forse per chi non ha l’animo del poeta è molto piú difficile pensare di poter scrivere una poesia a quell’età e conciliare la spensieratezza con la complessità e la profondità della poesia, ma a me tutto questo è venuto spontaneo potrei dire. Non a caso esiste il detto: “Poeti si nasce, non si diventa”.

Ha mai provato a cimentarsi in altri generi di scrittura? E con quali risultati?

Si, ho provato a scrivere in prosa. Ho scritto alcuni racconti, che il pubblico ha apprezzato molto, i risultati sono stati positivi. Proprio qualche giorno fa, ho vinto un premio con il racconto “L’incubo di Meredith” ad un Concorso Internazionale di Poesia e Racconti a Castellamare di Stabia (NA). Inoltre alcuni dei miei racconti sono stati selezionati e pubblicati su blog e riviste letterarie. Una bella soddifazione devo dire, per un genere che ho esplorato solo in un secondo momento della mia vita.

Nella raccolta “Una vita in bianco e nero” si percepisce la profondità e l’ amore posto in ogni suo verso, le riflessioni fatte con cura, mai banali e pronte a colpire il lettore. Vuole parlarci di alcuni versi?

Potrei iniziare a citare un verso che come altri, ma forse piú degli altri, ha colpito sia me che il pubblico (tante volte ti accorgi solo dopo dell’importanza significativa di un verso che hai scritto) ed è diventato un mio aforisma. “Non restare in disparte, fai della tua vita un’arte”.
È anche un pó il mio motto, pieno di significato, un significato forte, una frase che incita a non arrendersi mai e a mostrare sempre noi stessi e la nostra arte, ció che siamo e ció che meglio riusciamo a fare nella nostra vita. È dedicato a tutti quelli che vorrebbero mostrare il loro animo artistico e sensibile, ma spesso hanno paura del giudizio altrui o di non essere all’altezza di esporsi al pubblico.
Potrei continuare a parlare di tanti altri miei versi ma ne cito solo un altro per essere breve. Ho scritto una poesia molto tempo fa sul poeta e su cosa significa essere poeta. Il verso che ho scritto che mi ha colpito di piú e ha colpito soprattutto molta gente è “Il poeta non ama parlare, preferisce con un verso emozionare”. Questo verso ha colpito in primis me, perchè rispeccchia ció che sono. Amo ascoltare la gente piú che parlare. Amo emozionare la gente, il piú delle volte attraverso la poesia. Credo che questa frase rispecchi ció che un pó tutti i poeti sono e rappresentano. Ascoltare la gente per un poeta è importante ed emozionarla ancor di piú.

Quali difficoltà riscontra mentre mette a nudo i suoi sentimenti recitando in pubblico i versi?

Di solito ho sempre un’ansia indescrivibile, prima di iniziare ad esibirmi, e vivo attimi di tensione che cerco comunque sempre di controllare e placare. L’ansia è normale che si provi in momenti come questi, perchè mi sto mettendo a nudo, sto mostrando ció che sente la mia anima, ció che non sempre mostrerei a chiunque, ma allo stesso tempo mi fa piacere mostrarlo ad un grande pubblico perchè mi fa sentire speciale e perchè soprattutto da un senso a ció che faccio e il sacrificio e l’impegno con cui lo faccio. Non è quindi mai facile mostrare i nostri sentimenti, le nostre speranze o le nostre amarezze al pubblico, ma ció che mi fa tenere duro e mi aiuta ad affrontare meglio questa cosa è proprio un mio aforisma, che posso definire il mio motto:”Non restare in disparte, fai della tua vita un’arte”.

In modo particolare, quali Scrittori o Poeti sono stati fonte d’ ispirazione?

Mi sono sempre ispirato principalmente sia a grandi poeti italiani come per esempio Pascoli, Leopardi, Gozzano, Pavese e Ungaretti. Sono molto affascinato peró anche dai poeti francesi come Rimbaud, Baudelaire, Verlaine e Prèvert. Per quanto riguarda gli scrittori a cui mi sono spesso ispirato per i racconti, potrei citare Pirandello, Pasolini e Bukowski che adoro profondamente e che prendo spesso come punto di riferimento. Per altri generi che tratto, come ad esempio l’horror, non potrei non citare il maestro Stephen King, scrittore esemplare per chiunque scriva storie dell’orrore. Potrei citare peró altri due maestri indiscussi che mi hanno sempre affascinato e ispirato come E.A. Poe e Lovecraft, anch’essi esempi ideali per diventare grandi scrittori dell’orrore.

Progetti Futuri?

Ho diversi progetti per il futuro, tra cui una terza raccolta di poesie a cui sto già lavorando da anni, una raccolta di racconti brevi e un romanzo a quattro mani di genere fantascientifico.

Cosa dire ancora se non porgere i nostri ringraziamenti all’ Autore Marco Messina per il suo tempo, disponibilità e serietà offerta! Ma vogliamo ricordarvi ancora una volta che sarà possibile porre altre domande Sabato 20 alle ore 15.00 all’ interno del nostro gruppo Amabili Letture blog correlato alla nostra pagina ufficiale Facebook . Vi aspettiamo numerosi !!
Daniela Sardella.

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