“Sto bene, è solo la fine del mondo” di Ignazio Tarantino.

Dettagli Prodotto.
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 16 maggio 2013
Pagine: 300 p., Rilegato
EAN: 9788830431157
Link d’ acquisto:
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Notizie Autore.

Ignazio Tarantino è nato a Monopoli e vive a Firenze, dove lavora nel campo dell’ arte contemporanea.

Notizie Casa Editrice.

Fin dal 1943-44 l’industriale Giovanni Monti era intenzionato ad entrare nel mercato dell’editoria. Inizialmente, egli si rivolse allo scrittore Elio Vittorini[2]. Questi acquistò, sfruttando una svendita d’occasione, un cospicuo quantitativo di carta color paglierino e iniziò a stendere un primo programma editoriale, con una lista di autori. Ma la condizione di clandestinità cui era costretto Vittorini (essendo antifascista) e l’impostazione progressista dello scrittore contrastarono con le idee conservatrici di Monti; Vittorini si fece da parte.
Su indicazione di Indro Montanelli[3], Monti chiamò Leo Longanesi, a quel tempo impegnato a Roma nella direzione del settimanale Sette, edito da De Fonseca. Dopo una breve trattativa Longanesi divenne socio di minoranza della società. Nel gennaio 1946 Longanesi salì a Milano e il 1º febbraio fu fondata la casa editrice[4]. Il simbolo, due spadini incrociati, nacque dalla sua matita[5]..Nel 1946 la casa editrice pubblicò Memorie del cameriere di Mussolini, una biografia di Benito Mussolini. Non fu un successo commerciale, ma fece parlare di sé per l’insolito punto di vista: Mussolini veniva raccontato dal suo cameriere privato, Quinto Navarra. Alla redazione dell’opera, tratta dalle memorie milanesi di Navarra raccolte all’indomani della caduta del fascismo, prese parte anche lo stesso Montanelli, che redasse l’introduzione della seconda edizione. Il primo successo di vendite arrivò nel 1947 con Tempo di uccidere di Ennio Flaiano. Longanesi consigliò poi a Flaiano di promuovere se stesso e il libro in vista della stagione dei premi[9]. Tempo di uccidere vinse la prima edizione del Premio Strega.
Un altro successo di vendite fu, l’anno seguente, l’opera prima di Giuseppe Berto, Il cielo è rosso e l’opera autobiografica Ho scelto la libertà di Victor Kravchenko.
Se nel campo narrativo le scelte di Longanesi furono caratterizzate da un’eterogeneità di fondo, l’editore fu ancora più controcorrente nella saggistica. Pubblicò nelle collane “Cammeo” e “La Fronda” opere di chiara impronta storicista, cui fecero riscontro il neokantismo di Ernst Cassirer e l’empirismo di Bertrand Russell, di cui ottenne l’esclusiva nel 1952.

Trama Ufficiale.

“It ‘s the end of the world as we know it (and I feel fine)” cantavano i R.E.M. alla fine degli anni Ottanta e con loro tutti gli adolescenti di quel periodo. Tutti tranne Giuliano, per il quale la libertà di poterla cantare a squarciagola è stata una difficile conquista. Giuliano è l’ultimo nato di una numerosa famiglia meridionale. Sua madre, Assunta, è una donna mite e devota che ha annientato se stessa per occuparsi dei figli. Il padre è un depresso cronico, che sfoga in modo violento la sua frustrazione. Un giorno Assunta accoglie in casa due sconosciuti in abiti eleganti che, annunciandole l’imminente giudizio di Dio, le promettono la felicità e la salvezza eterna destinate agli “eletti”. L’ingresso di Assunta in seno alla “Società” porterà a drastici cambiamenti nella sua vita e in quella dei suoi figli, costretti loro malgrado a condividerne la scelta. Soprattutto Giuliano, combattuto tra il desiderio di assecondare le imposizioni e le manie religiose di una madre sempre più ossessionata dal peccato e il tormento che gli procura una vita di privazioni incomprensibili: l’isolamento a scuola, un amore soffocato e vissuto come colpa da nascondere, le sue giornate non più scandite da feste, partite di pallone o gite al mare ma dalle cupe assemblee nella “Sala del Regno” e dal servizio di testimonianza porta a porta.

Recensione a cura di Daniela Sardella.

Recensire un libro non è sempre cosa semplice, soprattutto se ti sei catapultato in una storia dove vengono raccontate esperienze vissute realmente. Non parliamo di una storia d’ amore o di un thriller, dove ovviamente anch’ essi scatenano innumerevoli emozioni, ma quando si parla di storia vera e testimonianze, credo che la cosa cambi totalmente. Oggi sono qui per parlarvi di un racconto particolare e parzialmente vero, se vogliamo stillare una percentuale, per capirci, diciamo che il 70% rispecchia la verità descritta all’ interno. L’ Autore Ignazio Tarantino ci conduce in un mondo per molti sconosciuto, altri invece credono di conoscerne tutte le particolarità, mentre alcuni l’ hanno vissuto o attualmente ne fanno ancora parte, ma entriamo nel vivo!
Tutto si svolge in una semplice famiglia, apparentemente tranquilla, sotto occhi esterni, ma dentro le quattro mura la situazione non era poi così idilliaca. Il protagonista Giuliano Flavio è il sesto dei sei fratelli: Giulia, Caterina, Lorenzo, Ivo e Maria, figli di Assunta e Valerio. Vivono di stenti in una casa al quanto vecchia e troppo piccola per tutti. L’ amore immenso della mamma lo lega a lei in modo particolare, avendolo desiderato a tutti i costi, contro il volere del marito che tra l’ altro lo definiva” Un Aborto”, un altra bocca da sfamare! Ma dalla bocca di quell’ uomo, non uscivano solo queste cattiverie, ma il suo conversare comprendeva un innumerevoli bestemmie accompagnate da urla e gesti violenti, di cui la povera Assunta era la vittima. Quando erano soli in casa regnava il buon umore, accompagnato da musica, risa e allegria, ma nel momento in cui si udiva la porta d ‘ingresso sbattere con violenza, istantaneamente ci si catapultava nel silenzio inquietante fatto di paure con la consapevolezza che prima o poi sarebbe sfociata una discussione generata solamente da una pietanza non gradita! Ma tutto può stravolgersi in un attimo ed è quello che succede nella vita di Giuliano, senza comprendere che, a volte i cambiamenti non sono sempre sinonimo di positività!
Come un fulmine a ciel sereno la vita di Giuliano cambiò drasticamente! Un giorno si presentarono due individui alla porta, portando un messaggio che Assunta colse come un segno di salvezza, una possibilità per vivere meglio fatta di pace interiore e protezione. Con il passare dei giorni e le frequenti visite di queste persone in giacca e cravatta, le cose cambiarono drasticamente compreso il comportamento della mamma. Inspiegabilmente per Giuliano e i suoi fratelli, arrivarono una marea di nuove regole, fatte di proibizioni mirate. Una volta deciso di entrare in questa Società, si dovevano compiere passi importanti che comprendevano: cambio d ‘abbigliamento, non festeggiare alcun tipo di festa come il Natale, Carnevale, perfino i compleanni erano vietati e non finiva qui la lista, continuava con le compagnie selezionate, ovvero si potevano frequentare solamente chi usava il medesimo stile di vita, musica selezionata , letture esclusivamente pubblicate dalla società e per finire al divieto dello sport praticato a livello agonistico e tanto altro ancora. Giuliano piu’ andava avanti e piu’ si ritrovava in situazioni devastanti. Si sentiva emarginato non poteva svolgere nessuna attività della scuola, perfino le gite scolastiche erano vietate dalla Società, tutto era male, perfino parlare con i propri compagni classificati: “Cattive Compagnie”! Il fattore che lo inquietava maggiormente era il conflitto interiore, il sentirsi costantemente fuori luogo, quella vita non gli apparteneva ma faceva tutto per amore della mamma, che tra l’ altro non riconosceva piu’, la Società l’ aveva completamente cambiata!
Nel percorso troviamo continue evoluzioni di Giuliano, fatte di curiosità per il mondo proibito, compresa l’ attrazione per Sara, una compagna di classe, di cui lui se ne innamora ma dopo un evento che coinvolge suo fratello Ivo, decidete drasticamente di cambiare e seguire tutto ciò che impone quella vita fatta di schemi. Le giornate passano tra libri, studi e proclamando il messaggio della salvezza fino a quando non si ripresentano nuovi dubbi nel percorso portando Giuliano nuovamente in confusione. Ancora non sa dove porteranno le sue decisioni finali, quali situazioni dovrà affrontare sulla propria pelle, cose che fino a quel momento aveva solo studiato e appreso forse non capendone realmente il significato o meglio messe in pratica davano un certo effetto scoprendone la cruda realtà!
Un libro che ti trasporta fin da subito. Ti cattura portandoti in un turbine d’ emozioni differenti. Difficile poter comprendere la situazione vissuta dal protagonista, di certo si sa, se non si provano sulla propria pelle non si riesce a comprendere appieno i vari stati d’ animo descritti nel racconto. Tra l’ altro leggere una storia che all ‘ interno possiede un alta percentuale corrispondente al vero ti spiazza in maniera importante! Le descrizioni sono talmente perfette che mi ha trasmesso inquietudine facendomi venire i brividi. E come se dovessi vivere con un copione nelle mani, uno schema definito senza sbavature. Di certo non possiamo giudicare determinate scelte e ne determinati stili di vita, viviamo in un mondo libero ed ognuno può credere o non credere e seguire un credo religioso differente, ma permettetemi di ringraziare l’ Autore per il coraggio utilizzato nel descrivere fatti realmente accaduti, mettendo a nudo le sue sensazioni ed aggiungo in maniera davvero eccellente ed impeccabile. Un Romanzo d ‘esordio avente un messaggio forte e importante, pieno di verità nascoste che ognuno di noi dovrebbe conoscere. Ringrazio Ignazio Tarantino e concludo porgendogli sinceri complimenti sperando di ritrovare una prossima opera in futuro, a voi ne consiglio sicuramente la lettura!

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