Ti faranno del male – di Andrea Ferrari

TITOLO: TI FARANNO DEL MALE

AUTORE: ANDREA FERRARI

EDITORE: PROJECT- EDIZIONI LEUCOTEA

GENERE: NARRATIVA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 MARZO 2017

FORMATO: COPERTINA FLESSIBILE/E-BOOK

Link d’ acquisto: https://www.amazon.it/dp/B071JD65RQ/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1  

BIOGRAFIA AUTORE:

Andrea Ferrari nasce a Reggio Emilia, nel 1986. Si diploma Geometra e a vent’anni viaggia per l’Italia per inseguire la sua passione per i concerti. In seguito studierà batteria e chitarra elettrica. Nel 2016 vede pubblicato “Odio”, diventando così un autore esordiente. Nel 2017 firma per Edizioni Leucotea. “Ti faranno del male” è il suo se-condo romanzo. Attualmente, lavora come disegnatore in area tecnica. Tra gli scrittori che ama maggiormente, vi sono Charles Bukowski e Irvine Welsh.

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NOTIZIE CASA EDITRICE

Edizioni Leucotea srl si colloca nel panorama della piccola e medi editoria indipendente a vocazione nazionale.

Nata nel 2011  pubblica il primo catalogo nel 2012.

Da subito il romanzo caratterizza la sua linea editoriale, copertine dai colori accesi e la banda in alto Pantone 300C divengono marchio di riconoscibilità tra gli scaffali in libreria. La grande attenzione agli scrittori esordienti porta, nel 2014 alla creazione del marchio Project. Subito premiato dai lettori per la qualità dei testi ha visto nascere nel 2016 la collana GrowUp, specificamente ideata per le opere prime.

Pur essendo pilastro fondamentale, la fiction non è l’unico genere trattato da Edizioni Leucotea, sin dagli inizi il marchio Biblioteca delle Soluzioni ha trattato Economia, Esoterismo, Filosofie orientali, e divulgazione medica. È invece BdS-Junior il marchio che si rivolge ai più piccoli: senza immagini a colori è fondata sul concetto di edutainment: apprendere e rielaborare, per sviluppare la creatività del bambino.

Nel 2013 nasce EBK, il marchio dedicato alla saggistica storico-filosofica. Poche, pochissime pubblicazioni all’anno, selezionate per ricercatezza, dai campi di concentramento per bambini che il Regio esercito costituì sul fronte Jugoslavo al complotto internazionale che coinvolse il padre di Italo Calvino nel 1908.

Ultimo nato, nel 2015, è il marchio Mora, dedicato al alla poesia.

Edizione leucotea applica a sé ed ai suoi testi  valori chiari e pubblici: etica, eccellenza, compatibilità e ricerca. Siamo certi che le nostre aspirazioni verso un mondo più informato, più colto e quindi più libero sono le aspettative moderne e possibili con il presente e, soprattutto, con il futuro.Se per il nostro catalogo guardiamo all’Italia (ed ai territori italiofoni come il Ticino) per il nome abbiamo voluto un riferimento stringente con il nostro territorio. In epoca romana l’insediamento di Sanremo era dedicato alla dea Matuta, chiamata dai greci Leucotea. Dea del mattino e della neve era, sulle nostre coste, invocata a placare le bianche spume del mare in tempesta.

SINOSSI:

Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. L’uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo, gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l’arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell’uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà. L’opera, seppur inventata, tratta in alcuni casi argomenti ed emozioni vissuti in prima persona dall’autore.

Recensione a cura di Walter Bianco.

Sicuramente già dalle prime pagine capisco di non essere di fronte a una lettura leggera; Finito poi di leggere, mi trovo in vera difficoltà nel recensire il libro di Andrea Ferrari perché, se è vero che si tratta di un libro diverso dagli altri, è verissimo che mi ha coinvolto totalmente, lasciato qualcosa dentro e per questo nell’esprimere le mie sensazioni rischio di non riuscire a dare un giudizio chiaro ed esauriente come vorrei.

Dalla trama si evince subito che la vicenda narrata tratta una storia di Disagio, di Dolore; il protagonista Andrea esprime tutto il suo malessere di vivere in questa sorta di diario dove con naturalezza ammette anche la propria impotenza nel cambiare la sua condizione, quasi rassegnato a viverla così come riesce, cercando solo di limitare i danni. Andrea quindi NON VIVE MA SOPRAVVIVE, dopo essere stato segnato da un adolescenza difficile e da un isolamento forzato, orfano di una famiglia di riferimento con unica compagna leale la sua terapia. Tutte queste componenti hanno creato un vuoto che lui cerca di riempire con un odio innaturale verso tutto e tutti, complici e vittime per quello che ha subito. Con pochi soldi, pochi amici, un “catorcio” di macchina e soprattutto senza donne, incapace di capirle e di farsi capire, appagato solo dalla Pornografia, Andrea si trascinerà attraverso le pagine galleggiano tra le singole giornate fatte di solitudine, lavori poco appaganti e ritrovandosi in situazioni al limite del “grottesco”.

Il lettore si ritrova in difficoltà nel sottrarsi a un peso emotivo instaurato col Protagonista, per il quale si soffre e si “parteggia” fino ad identificarsi nel suo malessere provocato da alcune componenti nelle quali, non tutti ma diversi, riusciranno bene a ritrovarsi.

Lo stile narrativo risulta veloce, forse in alcuni momenti anche troppo e quindi si fatica a stare al passo con i tanti cambi di ambientazione. I periodi corti sono ben sostenuti da un dialogo aspro e brusco, a volte adatto ma sempre veritiero, incastonati bene nelle diverse ambientazioni descritte che, trattandosi di strutture psichiatriche, si adattano diventando a tratti schiaccianti e soffocanti.

Quando sarà fuori da queste, Il Protagonista verrà “addomesticato” dai farmaci che lo renderanno privo di sentimenti per poi tornare più vigile, esaurendosi il loro effetto, capace di utilizzare così il suo ingegno, (l’unica qualità rimasta intatta) messa a servizio per scrivere un libro frutto del suo ODIO e RANCORE, anche se, in questa condizione,diverrà più incline a un ritorno di un sentimento di angoscia e malinconia. Questa sua vulnerabilità sarà più evidente quando proverà a instaurare un rapporto, un legame affettivo con varie figure femminili nel corso del racconto,in particolare con Carolina. Frequentando quella ragaza dai modi e pensieri nettamente particolari,Andrea si trasformerà in un uomo succube, impaurendosi per la sua condizione violenta, provando una sofferenza estrema che lo porterà ad allontanarsi definitivamente dai sentimenti, fonte potenziale di ogni patimenti per l’anima.

Si procederà verso la conclusione del libro con questa altalena di situazioni cupe e atipiche, trovando poi un finale non atteso ma aperto, che non rassicura ma lascia speranza, non solo al protagonista, per una voglia di vivere, di combattere per cambiare e che sprona a non fuggire dal vivere solo perché timorosi di soffrire provando emozioni negative.

L’autore, a mio avviso, ispirandosi a Bukowski, ha fatto proprie ispirazioni e personaggi, creando in pochissime pagine un opera complessa che apparentemente non chiede nulla in cambio a chi la legge, ma fortemente coinvolgente e drammaticamente bella da indurre a essere in debito quando, finito di leggere, si comprenderà il messaggio velato di Andrea Ferrari, bravissimo a porre luce sul Tema Principale affrontato, ovvero il mondo psichiatrico, con tutto quello che ruota attorno a questa tematica importante. Faccio i miei personalissimi complimenti per la scelta di raccontare la storia di Andrea,uno dei tanti che vivono tra gli ospedali psichiatrici e che nel frattempo cerca a fatica di uscire da un labirinto reso ancora più difficoltoso da chi senza riflettere e in maniera superficiale crede di risolvere il problema emarginandolo; mi viene quasi da pensare che il TITOLO si riferisca non tanto alla famiglia ma soprattutto ad una società odierna,  ancora penosamente non adatta e strutturata a riqualificare questi soggetti.

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