“Non sono stato io” di Daniele Derossi

Autore: Daniele Derossi

Genere: Thriller, noir

Copertina flessibile: 231 pagine

Editore: Marsilio (21 febbraio 2019)

Collana: Romanzi e racconti

Lingua: Italiano

ISBN-10: 883178899X

ISBN-13: 978-8831788991

Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
 

ASIN: B07N6GC1KH

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Notizie Casa Editrice

La Marsilio Editori è una casa editrice indipendente con sede a Venezia e di proprietà della famiglia De Michelis. Con un fatturato medio annuo di 12 milioni rappresenta uno dei maggiori insediamenti culturali del Triveneto e uno dei principali editori italiani. Si contano in catalogo più di 8.000 titoli pubblicati, di cui 3.000 ancora in listino e circa 250 novità all’anno. Ad oggi la struttura editoriale è composta da oltre 40 addetti, tra grafici, editor, redattori, promotori e altre figure professionali. I libri vengono promossi da GFE e distribuiti in Italia da Messaggerie Libri e, per quanto riguarda le pubblicazione in inglese, in tutto il mondo da Rizzoli International.

L’attività editoriale odierna comprende:

– la narrativa contemporanea italiana e straniera, in cui figura la serie Giallosvezia;

– la saggistica d’attualità politico-sociale e i libri a carattere testimoniale;

– la saggistica accademica e i classici, in collaborazione con università ed enti pubblici e privati;

– cataloghi di mostre e libri illustrati, in partnership con le più importanti istituzioni culturali del Paese (grazie anche alla collaborazione della partecipata Civita Tre Venezie);

– la varia, con il marchio Sonzogno (detenuto al 100% da Marsilio).

Biografia Autore

Daniele Derossi è nato a Torino. Dopo la laurea in Biologia,
ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’École Normale Supérieure di Parigi. Dal 2009 collabora con la coreografa Luigia Riva: insieme hanno creato le performance Incorpore[o], Inretita e Intempo, presentate in vari spazi espositivi e teatri europei. Nel 2013 ha pubblicato con Bompiani il suo primo romanzo, Nel cuore dell’anatomista. Vive a Londra con la moglie e i tre figli.

Sinossi

Ada, dopo la separazione dallo scienziato pachistano Bashir, lascia Londra e torna con Giacomo, suo figlio, a Serana, il paese dell’Alta Val di Susa in cui è nata. Giacomo ha otto anni, sa molte cose sugli animali e sul mondo, ma nella nuova scuola non ha amici. Tranne uno, Robi, un misterioso bambino – come pure se ne trovano in provincia – dai capelli rossi e dai giochi micidiali. Ada cerca di rifarsi una vita, ma Serana è un paese piccolo, gli abitanti sono pochi e si conoscono tutti. Così, mentre gli adulti sono impegnati a spettegolare di amanti e politica, Giacomo e il suo amico Robi si addentrano sempre più tra i boschi, fino alle rovine del castello appartenuto a un antico negromante: prima di loro, nessuno aveva mai ritrovato la porta dei sotterranei, dove si cela la minaccia che da secoli tiene sospeso il fiato degli abitanti della valle. Daniele Derossi racconta una storia avvincente e tenera, con una scrittura seria e divertente che ha il dono raro della semplicità.

Recensione a cura di Jennifer Gaspari

Nella scelta di un libro, ci facciamo spesso influenzare da diversi fattori: dal titolo, dalla trama, dall’autore, dalla copertina. Io qui, nel caso di “Non sono stato io”, sono stata rapita dalla copertina. Tre colori: bianco, nero, rosso. Un’immagine: un tunnel, un gatto, una testa (di chi?). La mia immaginazione di lettrice inizia immediatamente a lavorare, a creare congetture su cosa possa racchiudere una rappresentazione così semplice, ma di enorme effetto, su cosa possano raccontare queste poche, abbozzate, figure. E se la mia mente ha preso il volo ponendosi queste domande, vuol dire che quel libro ha già conquistato la mia curiosità ed è ormai tra le mie mani, pronto a farmi vivere una nuova avventura.

Innanzitutto, questo è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, complice una scrittura fluida ma incalzante, che non cade mai nell’ovvietà e nella noia. Lo scrittore riesce a creare una sorta di apprensione emotiva e quasi fisica nel lettore, che vuole sapere, scoprire e capire. Leggendo, entriamo in uno stato ansioso, ci sentiamo irrequieti e in un istante ci troviamo a sentire sulla pelle emozioni che Daniele Derossi riesce a trasmettere in maniera forte ma raffinata. Abbiamo di fronte una storia particolare, piena di significati nascosti, da ricercare in posti ancora più nascosti.

Iniziamo con Ada, la protagonista principale del libro. Ada è una mamma, una mamma con dei segreti, con un doloroso ed intimo passato, che però non riesce a celare perchè, a Serana, piccolo paesino della Val di Susa dove abita, tutti sanno tutto, tutti si conoscono, nulla rimane privato. Ma Ada non ha sempre vissuto qui. Ada ha trascorso gli ultimi dieci anni a Londra, dove ha conosciuto Bashir, dove ha sposato Bashir, dove ha avuto Giacomo, dove ha divorziato, dove ha perso qualcuno di importante, dove ha lasciato qualcosa di sè che l’ha cambiata. La donna che torna al suo paesino d’origine non è quella di un tempo, c’è in lei un dolore, una sofferenza, una disperazione che le fanno da scudo, che le impediscono di riallacciare in modo completo, rapporti di un tempo, ma che, soprattutto, non le permettono di essere la mamma che vorrebbe essere per Giacomo, la mamma che Giacomo meriterebbe.

Giacomo, otto anni, bambino che da subito ci entra nella mente, che subito suscita in noi una sorta di voglia di protezione e che ci fa addentrare in uno stato di perenne preoccupazione. Giacomo, che inizia una scuola dove tutti i bambini si conoscono e vedono in lui il ragazzino strano, lo straniero, il diverso. E i bambini, si sa, non sono sempre gentili. Giacomo viene escluso, gioca da solo, si apparta, finchè conosce un bambino: Robi, un particolare ragazzino con cui lo vediamo intrattenere dialoghi scioccanti, spaventosi, terribili. Robi che lo spinge a fare giochi pericolosi, agghiaccianti, che ci lasciano col fiato sospeso, che ci fanno sospettare che forse, in uno di quei giochi, Giacomo potrebbe farsi davvero male, forse una di quelle idee terrificanti potrebbe essere quella che metterà Giacomo in guai davvero seri. Robi, che forse non è nemmeno un bambino vero, Robi che forse non è altri che Giacomo stesso. Iniziamo a pensarlo leggendo tra le righe di questo romanzo che ci fa porre milioni di domande. Che succede a Giacomo? Chi è davvero Robi? Perchè Ada non interviene? Perchè Ada non vede? Perchè Giacomo è sempre solo? O forse non è solo? Cosa vede Giacomo? Dov’è? Con chi è? Cosa prova? Giacomo è in pericolo? Cosa c’è nel passato di Ada che le fa perdere il controllo della sua vita e di quella di suo figlio?

Ma Ada e Giacomo non sono soli, sono contorniati dagli abitanti di Serana, questo piccolo paese fatto di gente semplice, gente che vive lì da sempre e per la quale quei boschi sono tutta la loro vita, tutto ciò che sono, tutto ciò che sanno. O forse no. Conoscono davvero tutto di quei boschi? C’è una leggenda, si narrano storie, ci sono credenze su quei luoghi. Ci sono voci che raccontano di un castello nascosto tra quegli alberi, ma non un castello di quelli incantevoli, quelli magici, quelli che ospitano principesse e finali da sogno. No, quello di Serana è un castello di quelli che racchiudono strane dicerie, oscure presenze, racconti spaventosi, mostri dai quali fuggire. E Giacomo arriverà a quel castello, ci arriverà spinto da Robi, che vuole mettere alla prova il suo coraggio, la sua forza, la sua voglia di andare contro le regole, contro quello che dice mamma, che lì non si và, che lì è pericoloso. Robi lo chiamerà femminuccia, Mimì, gli darà del codardo e Giacomo accetterà la sfida e si lascerà manovrare dal lato oscuro di quel ragazzino, dal suo lato oscuro, ed entrerà in un vortice di scelte sbagliate che lo porteranno ad essere sospettato di tutto ciò che di brutto accade attorno a lui, attorno a Robi, ad Ada, al castello, a Serana, a noi.

Anche noi sospetteremo di Giacomo. Devo complimentarmi con l’autore perchè fino all’ultimo non ci lascerà capire, fino all’ultima pagina saremo come offuscati, annebbiati, avremo un presentimento, ma accompagnato da enorme senso di colpa. Non può essere stato Giacomo, ma sì che è lui, o no… L’unico modo per scoprirlo è leggere il romanzo, che conquista con un linguaggio minuziosamente provocatorio, sempre un pò circospetto nei confronti di ogni personaggio. Non ruscirete a fidarvi di nessuno. E l’unico percui parteggerete sarà il più sospettato, quello che spererete di poter salvare. Un pregio di questo libro è indubbiamente la lampante capacità di Derossi di prendere in mano le nostre emozioni e trasportarle a suo piacimento in una realtà psicologica oscura, cupa, enigmatica, misteriosa. Anche alla fine, quando alcuni, ma non tutti, i nodi verranno al pettine, alcuni interrogativi rimarrano senza risposta, forse perchè così và la vita, non sempre ci porta tutte le risposte, o forse perchè all’autore piace lasciare qualcosa di incomprensibile, una paura, una speranza… a decidere cosa pensare dovrete essere voi. Finirà bene questo racconto? Chi lo sà…. Leggete questo thriller psicologico pregno di atmosfere noir e provate a scoprirlo. Buona lettura!

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