“Marta, un soffio di vita” di Daniela Merola

Dettagli Prodotto:

Editore: LFA Publisher

Data di Pubblicazione: 29 gennaio 2019

ISBN-10: 883343110X

ISBN-13: 978-8833431109G

Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Marta-soffio-vita-Daniela-Merola/dp/883343110X

Recensione a cura di Jennifer Gaspari :

“A volte si desidera scomparire, ma tutto quello che si vuole veramente è essere trovati.” Questa è una frase che lessi tempo fa, non so dove, ma che mi rimase molto impressa nella mente. E’ a questa frase che ho pensato costantemente leggendo “Marta, un soffio di vita”. Questo romanzo non è uno di quei romanzi di cui ci si innamora della protagonista, anzi, Marta è una di quelle figure che si rendono antipatiche, che incarnano quell’ideale di negatività e scontrosità che ognuno di noi lega alla depressione.

Marta è una donna con un passato che di positivo ha ben poco, ed in questo passato rimane assolutamente e completamente imprigionata. All’inizio si fa un po’ fatica a capire perché Marta sia presentata in modo così drastico, asciutto, quasi irrecuperabile, ma poi, e a me è capitato solo dopo aver chiuso e finito il romanzo, pensandoci, riflettendoci, la mente si apre e capiamo che Marta ha poco a che fare con un semplice personaggio di un romanzo. Marta è una persona reale, con pochi fronzoli, con poche scuse, con una facciata dura e quasi fastidiosa. Mi rendo conto ora però, che Marta è uno dei personaggi più veri di cui io abbia mai letto la storia. Se ci si pensa bene, quante volte si incontrano nella vita di ogni giorno persone anche solo leggermente somiglianti ai protagonisti dei romanzi che leggiamo? Io ve lo dico, a me non capita, purtroppo, mai. Vi assicuro però, che una persona come Marta potreste riconoscerla e ritrovarla nella vostra vicina di casa, o in una zia, o in una compagna di classe, o in un’amica, o potreste addirittura essere voi. Perciò, ponderando per bene su Marta, sulle vicende narrate, sul modo realistico e non molto indulgente in cui viene raccontata la storia, posso dire che la forza di questo romanzo sta nel suo forte senso meditativo. Poche altre storie hanno provocato in me una così vibrante pulsione riflessiva.

Ho voluto farvi un’introduzione un po’ lunga forse, ma credo anche necessaria, perché non abbiamo davanti un racconto semplice, ma vero e decisamente non clemente. L’aspetto che più ha toccate le mie corde è che questa è la storia di una donna, raccontata da una donna che è riuscita, nella crudezza della narrazione a nascondere un intento di reviviscenza, di rinascita, o forse proprio di nascita vera e propria. Nella vita di Marta, infatti, noi entriamo in un momento in cui tutto è ad un giro di boa, tutto cambia, tutto muore, e attendiamo in ogni pagina che qualcosa prenda vita. La donna che ci si presenta è però completamente travolta nel suo turbine di negatività, immersa nel suo vortice nefasto e insormontabile. Il pesante passato di Marta, che sembrava ormai superato, la continua a schiacciare, assieme agli sprazzi di ricordi che le affollano i sogni e che le rammentano tutto l’amore che i suoi genitori le hanno sempre e incomprensibilmente negato, quella voglia mai completamente superata di farsi del male, di autodistruggersi, di non riuscire a trovare un motivo per andare avanti, un SOFFIO di VITA. Tutto su di lei crea un macigno di emozioni oppressive che non riescono a farla muovere, tutto, a parte un prezioso dono di Eugenio, il suo ex marito, tutto a parte Audacia, la sua puledra. Audacia incarna la voglia di Marta di libertà, di essere sé stessa, di poter correre senza legami, senza un passato, senza giudizi; correre e basta verso qualcosa che le possa donare finalmente pace e serenità. Marta non si prende cura di nulla, se non di Audacia, ed è attraverso questo suo legame con lei che intuiamo quanto, nel profondo, ci sia ancora una viva speranza per la donna di poter uscire dal suo gorgo infelicità.

Un aspetto curioso del romanzo sono i nomi assegnati ai vari protagonisti, nessuno a caso, tutti con un preciso intento e significato e ognuno di loro avrà un peso nella storia. Da Gaspare, il veterinario che donerà a Marta un tipo di amore che lei non ha mai conosciuto, che la spingerà a rompere le barriere affettive che la imprigionano, e che forse alla fine riuscirà ad essere la sua luce nell’oscurità; ai suoi nuovi amici Alfio ed Alfia che per lei saranno un po’ come i genitori che avrebbe sempre voluto, che le doneranno incondizionatamente, senza chiedere nulla, dedicandosi a lei senza un perché; alla direttrice di una casa di riposo che la metterà alla prova col suo passato, con i suoi genitori, con i suoi sentimenti oppressi e con sé stessa. Anche il paese dove Marta cresce, dal quale scappa e nel quale torna ha un nome particolare e significativo, Monteventoso, per una donna che ricerca soffio di vita sembra proprio il luogo giusto.

“Marta, un soffio di vita” è il racconto di una esistenza difficile, fastidiosamente soffocata, sgradevolmente impantanata in una mente sofferente, in un corpo che non sembra nemmeno anelare quel pizzico di felicità che il cammino le offre. Marta vi farà arrabbiare, le urlerete di reagire, che cavalcare le emozioni e gli impulsi senza nessun freno può portare a guai più grandi di quelli che è in grado di sopportare ed affrontare, le sussurrerete di stare tranquilla, che non è sola, di aprire gli occhi, perché l’amore non le manca, non la capirete molte volte, le darete dell’immatura, vi darà fastidio, la capirete qualche volta; ma sempre sempre tiferete per lei e spererete in un soffio di vita talmente forte da ridonarle fiducia in sé stessa e nell’amore. Auspicherete in un finale bello, lieto, che non sia troppo “reale”, che doni anche a voi un po’ speranza, un po’ di positività, perché in fondo, Marta è in ognuno di noi, in fondo se reagisce Marta, lo possiamo fare anche noi, qualsiasi cosa accada, qualsiasi passato abbiamo, quali che siano i nostri demoni. In fondo tutti vorremmo, come lei, essere Audacia, tutti vorremmo galoppare liberi senza pensieri e verso una desiderata felicità.

Consiglio questo romanzo a chi crede che le anime si possano salvare nonostante tutto, e lo consiglio anche a chi non ci crede, perché potrebbe portarvi ispirazione. Mi congratulo con la scrittrice Daniela Merola perché credo che in questo libro abbia riversato valanghe di sentimenti, che abbia creato un personaggio poco piacevole per darci modo di intraprendere un sincero, veritiero ed emozionale viaggio introspettivo che ci mette un po’ alla prova; e l’ha fatto con una coerenza e con una costanza davvero reale. Perciò vi invito ad andare Monteventoso con Marta e Audacia per scoprire qualcosa in più di voi stessi.

Vi lascio con la frase che troverete come presentazione del libro: “Nel momento in cui una persona ha maturato un numero adeguato di anni per scegliere una direzione, i dadi sono lanciati e il momento che ha determinato il futuro è di gran lunga trascorso”. Z. S. Fitzgerald

Buona lettura

Sinossi:

Marta Renzulli è una donna realizzata nella professione con un matrimonio fallito alle spalle. Ha avuto una gioventù difficile caratterizzata da incomprensioni e mancanza d’amore da parte dei genitori. Questo l’ha portata a una instabilità emotiva che l’ha portata ad atti autolesionistici. Decide di ritornare al suo paese d’origine per riflettere sulla sua vita, mettendo in stand by il suo lavoro, ma viene investita da una altra grande delusione: i suoi genitori l’hanno esclusa dal testamento. È un duro colpo per lei. La vita di Marta viene scombussolata di nuovo. Sarà l’affetto dei nuovi amici Alfio e Alfia e un nuovo amore con il veterinario del paese, un uomo caparbio che comprenderà gli affanni mentali di Marta, che la aiuteranno a desistere dall’autodistruzione. Una sorpresa finale le darà modo di trovare il suo soffio di vita. Prefazione di Vincenza D’Esculapio.

Biografia autrice:

Daniela Merola, giornalista e organizzatrice culturale al suo primo impegno letterario, con Marta, un soffio di vita, edito da LFA Publisher, prefazione di Enza D’Esculapio, ci conduce nel mondo interiore della sua protagonista per raccontare, attraverso la finzione letteraria, il gusto amaro e reale della solitudine, della rabbia mista a rassegnazione, del desiderio d’amore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: