“La Rana, lo Scorpione ed Io” di Barbara Grifagni

Dettagli Prodotto:

Editore: StreetLib

Anno edizione: 2017

In commercio dal: 1 gennaio 2017

Pagine: Brossura

EAN: 9788826053172

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Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

“Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda.” La rana gli rispose “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!”. “E per quale motivo dovrei farlo?” incalzò lo scorpione “Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!” La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione…” rispose lui “È la mia natura!” 

Ricordo che da piccola, mi venivano spesso raccontate le favole di Esopo, e ricordo perfettamente che una delle più angoscianti per le orecchie di una bimba, era “La rana e lo scorpione”. Era angosciante perché negli occhi di ogni bambino, vive tutta la positività e tutta l’innocenza del mondo, mentre questa storia portava con sé la probabilità che prima o poi nella vita, avremmo anche noi, povere rane fiduciose, incontrato uno scorpione che, magari suo malgrado, avrebbe palesato la sua natura a nostro discapito. Chi lo sa se, anche a Barbara, la protagonista di questo breve romanzo, venne raccontata questa favola quando era piccola…

Incontriamo la nostra protagonista immersa nella ricerca di qualcosa, di qualcuno, in un momento della vita in cui non riesce a guardare avanti, ma solo indietro; verso ricordi del passato che a malapena riescono a farla sentire viva; verso una memoria che le dona un’esistenza fatta di un’apparente felicità dalla quale non riesce a staccarsi, che la ingurgita e la intrappola in un racconto che le regala l’illusione di avere ancora al proprio fianco l’unica persona che abbia mai amato. Barbara, la nostra ragazza fragile, la nostra donna piena di incertezze, chiusa in sé stessa e senza un’ombra di autostima che riesca a farle alzare la testa dall’acqua per prendere quella boccata di ossigeno che la possa salvare dall’annegare nelle proprie incertezze. Barbara, che inizia a raccontarci di come, uno strano giorno, nella sua vita, arrivò Carlo.

Carlo, un ragazzo che subito ci ispira strane sensazioni, che ci fa sperare che per Barbara, lui sarà proprio quella boccata di ossigeno che lei tanto brama; che però ci fa sospettare qualcosa, ci farà intravvedere un lato sospetto, ci farà vivere nella diffidenza, nell’apprensione. Forse un po’ lo sospetteremo per il suo passato, che sembra farlo ricadere continuamente negli stessi errori, forse un po’ perché Barbara stessa ce lo presenta attraverso una scrittura schietta, cruda, quasi staccata… per poi però cadere in uno stile ricco di passione, travolgente, impetuoso. Il racconto ci farà vedere Carlo con gli occhi sinceri della protagonista e ce lo farà vivere su una sorta di montagne russe vertiginose, proprie di quel tipo di amore folle, intenso, ma pericoloso, senza freni, senza ragioni, pieno di irruenti emozioni ingestibili e sconvolgenti.

L’amore tra Barbara e Carlo ci farà provare una serie di emozioni tormentate, non sapremo mai se sperare che funzioni oppure no. Personalmente è la prima volta che mi ritrovo a non “tifare” nettamente per il coronamento di una storia, ed in questo credo che l’autrice abbia trovato una buona e nuova chiave di scrittura; una sorta di destabilizzazione sentimentale che ci coinvolge e sconvolge continuamente. La storia sembra narrata in maniera semplice, ma penso che dietro ci sia un lavoro di “pulitura” di tutto ciò che avviene di contorno ai due protagonisti, che ci vengono portati così, essenzialmente come sono, senza artifici, senza abbellimenti, come persone che potresti incontrare per strada e probabilmente non notare nemmeno. Questo mi ha fatto pensare a quante vite potrebbero venire raccontate nella loro anomala normalità, nelle loro esistenze scombinate, piene di problemi e di gioie, giorni di speranza e giorni di illusione, giorni di depressioni e giorni di tragiche verità. Mi devo complimentare con l’autrice Barbara Grifagni per averci raccontato con assoluta autenticità una storia che potrebbe risultare scomoda, antipatica, acida… ma che ha tanto di vero da dire, tanto di reale da raccontare, tanto di disagevole da farci conoscere.

Un racconto lungo, o un romanzo breve, che nella sua semplice ricercatezza ci trasmette molto della società in cui viviamo; che non si nasconde dietro inutile perbenismi; che non vuole farci sempre e solo credere negli “happy ending”, ma che ci presenta davanti un uomo e una donna con le loro fragilità, con le loro debolezze e paure. Abbiamo davanti due personaggi intrisi fino all’osso della loro natura, quella natura che porta la rana a fidarsi e lo scorpione a pungere; perché per quanto vorremmo leggere sempre di storie piene di belle parole, ci sono anche quelle così, piene di semplice e vera realtà, e questo libro ne è intriso completamente. Perciò porgendo nuovamente i miei complimenti alla scrittrice, vi invito a leggere “La rana, lo scorpione ed Io” per una visione diversa, per comprendere un po’ di più che alla natura, purtroppo o per fortuna, difficilmente si sfugge.

Buona Amabile Lettura

Sinossi:

Barbara, una ragazza che non sa cosa fare, non sa neppure cosa desiderare. Ha paura di tutto. E’ infelice e passa la vita a nasconderlo a tutti tranne a lui, Carlo. Il ragazzo che le cambierà la vita, per sempre.

Biografia Autrice :

Barbara Grifagni, fiorentina di nascita e di anima. Non ama parlare di sé poiché sostiene che ogni giorno contribuisce a cambiarla, ciò che era, ora non è, non sarà.

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