“La Bambina che amava esplorare i palazzi” di Katia Maelstrom.

Dettagli Prodotto.
Casa Editrice: &mybook .
Autore: Katia Maelstrom
Genere: Fantastico/Horror
Pagine:16
Formato disponibile: pdf.
Link D’ acquisto.

Notizie Casa Editrice.

Sono passati già 10 anni, 10 anni da che ci siamo affacciati per la prima volta nel mondo dell’editoria, quel mondo affascinante e mutevole, ormai completamente cambiato e in procinto di rivoluzionarsi ancora. Nel 2007 abbiamo fondato la Caravaggio Editore mentre, nel 2008, a Settembre, nasceva & MyBook, in un panorama stagnante, nel quale la facevano da padroni editori “a contributo” e pochi editori “on demand” (tra l’altro con servizi e distribuzione davvero modesti). Siamo stati tra i primissimi a offrire un contratto leggero e senza vincoli di esclusività, nonché a distribuire i titoli anche al di fuori del proprio sito (ovvero anche in libreria e negli altri bookstore su internet). Abbiamo superato le 250 pubblicazioni, offrendo la nostra professionalità e la massima attenzione ad ogni singolo Autore… Ora abbiamo fatto un salto di qualità, investendo su una nuova piattaforma e su una nuovissima e conveniente offerta.

Trama Ufficiale.

Un racconto dell’orrore assolutamente da leggere. La passione di una bambina: esplorare i palazzi, androni, pianerottoli e ascensori, guardare le porte, alla ricerca di un mondo nascosto e tutto da scoprire. Una passione segreta e innocente, che tuttavia la porterà verso un incubo surreale e claustrofobico.

Recensione a cura di Daniela Sardella

Salve a tutti cari lettori. Oggi sono qui per parlarvi di un thriller breve ma a dir poco angosciante. Leggendo i dettagli riguardo il prodotto, vi domanderete come una storia così breve può riuscire a catturare la giusta attenzione, eppure vi assicuro che la storia mi ha sorpreso, lasciando si un po’ d’ amaro in bocca per la breve lunghezza, ma c’è tutto quello che un libro di questo genere dovrebbe possedere.
La protagonista è una bimba semplice, vivace e piena di fantasia, ma la cosa che la contraddistingue dai soliti coetanei erano le strane preferenze di gioco e compagnia. Forse a causa di alcuni bimbi, che la ritenevano goffa, brutta e stupida e da alcune umiliazione subite da questi ultimi, lei decise di restare sola o piuttosto in compagnia della sua fervida immaginazione e così fece. Come ogni innocente creatura, Francesca possedeva una preferenza particolare come gioco: l’ esplorazione! Amava perlustrare abitazioni o palazzi. Per lei nascondevano novità e gli ambienti da lei preferiti erano zone poco abitate, ma in realtà non si era mai spinta molto oltre a causa della paura che nasceva in lei, fino a quando un bel giorno qualcosa cambiò. Di questa sua preferenza di certo i genitori non erano al corrente, si resero conto della mancanza di amici e il suo voler stare sola, ma non diedero peso a questo, erano sicuri che crescendo le cose sarebbero cambiante in fin dei conti aveva tutto il tempo per socializzare, ma mai avrebbero potuto immaginare cosa sarebbe accaduto di lì a poco, ignari di ciò che faceva la figlia.
Un bel giorno decise di allontanarsi dal solito rione che lei ormai conosceva come il palmo della sua mano, e fu lì che la curiosità si accese, dinnanzi ad un palazzo che secondo lei era lussuoso. Si rese conto che il portone era chiuso così iniziò a scrutarlo dai vetri che esso possedeva e vide qualcosa all’ interno e subito si infiammò il desiderio di conoscerne l’ interno, quando ad un tratto, con sorpresa , vide aprire il portone da un uomo elegantemente vestito. Tutto quel lusso, il luccichio del pavimento la rapì completamente, anche se notò un aspetto strano nella prima perlustrazione, le cassette della posta non possedevano alcun nome, ma scioccamente non diede molto peso a questo fattore, era talmente rapita dalla curiosità che non si pose alcuna domanda, la cosa che voleva fare era esplorare ogni centimetro di quel posto fantastico non sapendo minimamente cosa potesse nascondere quel luogo.
La descrizione del palazzo risulta intrigante e viva, tanto da far immaginare ogni aspetto del posto. Il profumo di nuovo, il pavimento lucido , i suoi colori, gli ascensori pieni di specchi per non parlare dell’ infinita tromba di scale, ma quello che mi ha colpito è il provare la stessa inquietudine della bambina, quella paura che ti blocca le gambe immobilizzandole ma desiderando nel medesimo momento di correr via non voltandosi indietro. Un racconto breve si ma pieno d’ emozioni che sanno travolgere chi legge! Cosa aggiungere ancora se non i miei complimenti alla scrittrice .

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