“Il più grande Spettacolo del Mondo” di Giovanni Barrile

Dettagli Prodotto:

Data di pubblicazione: 16 dic 2014
Lingua: Italiano
Lunghezza del libro: 94
ISBN-10: 1505584221
ISBN-13: 978-1505584226
Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: 465377

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Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

Giovanni Barrile. Segnatevi questo nome, perchè ne sentirete parlare sicuramente molto. Mi sono approcciata a questo libricino con una grande curiosità per più motivi: il titolo, la copertina, l’autore. Il titolo perchè “Il più grande spettacolo del mondo” mi faceva pensare a qualcosa di indimenticabile, ad un romanzo che non si può non leggere. La copertina colorata, diversa dalle altre dell’autore, è stata quasi una calamita per la mia mente e per i miei occhi, un giallo in genere si presenta con una copertina misteriosa, cupa, che presagisce situazioni oscure, enigmatiche; qui invece troviamo un’immagine coloratissima, dai toni sgargianti, un circo, che forse potrebbe collegarsi a quello spettacolo più grande del mondo, sì deve essere così. Cresceva, dunque, l’attrazione per questo autore che ha un bel pò di romanzi sulle spalle, e quasi tutti occupano una buona posizione nelle classifiche di vendita. Convinta, quindi, più che mai, ho aperto questo romanzo e le mie aspettative sono state largamente superate.

Siamo a Torrealta, paesino di poche anime, dove tutti si conoscono, dove non solo gli abitanti sono persone, ma diventano in tutto e per tutto “personaggi” dotati di una personalità ben delineata, un soprannome che la incorpora e un preciso ruolo assegnato, dal quale si sa, nei paesi si sfugge a fatica. A Torrealta vive Totò Bivona, a cui Giovanni Barrile ha assegnato l’incarico principale nella serie “I racconti del maresciallo” di cui questo volume fa parte. Bivona diventerà il vostro investigatore prediletto, già ve lo assicuro, perchè dotato di intuito, ironia, empatia e buon cuore. A Torrealta è arrivato il circo e noi incontriamo il nostro maresciallo tutto intento a prepararsi per lo spettacolo, per l’evento che lo farà tornare indietro con la mente a quando, un tempo lontanissimo, avrebbe voluto andarsene col circo, “scappare, lasciare tutto e via, dentro il paradiso”; sì, Bivona adora il circo, quindi per lui questa è un’occasione davvero speciale. Si sa, però, che proprio nelle occasioni speciali, non tutto va come previsto. Oltre a Bivona, conosceremo altri personaggi, i più interessanti sono, di certo, “il ragazzo” Pullara, al suo primo servizio, e Domenico Bonanno, detto “Mimì”, il fotografo del paese. Pullara vi farà, immediatamente tanta tenerezza, sarà la “macchietta” del libro, tutto intento a fare un buon lavoro e ad impressionare il suo capo “marescià”, tutto concentrato su ciò che gli capita attorno, e molto meno affascinato dall’eminente inizio dello spettacolo circense rispetto a Bivona; assumerà ai nostri occhi la figura del classico novellino che, alle prime armi, non sa bene come muoversi. Se posso permettermi, lo vorrei definire adorabile nel contesto del libro, un ingenuo occhio pieno d’entusiamo. I dialoghi tra lui e il maresciallo sono un incrocio tra qualcosa di spassoso e amorevole. Poi arriviamo a Mimì, il personaggio che meno vi piacerà. Fotografo del paese, bello come i belli che spezzano i cuori senza remore, sprezzante e fastidioso sin da subito. Suo sarà l’incarico di fotografare “il più grande spettacolo del mondo” del Circo Bonelli. Con la macchina fotografica pronta ad immortalare le esibizioni, Mimì fornirà, incansapevolmente, anche dettagli poi utili per risolvere il caso di omicidio a cui stiamo per assistere. Lì, davanti a tutti, sotto gli occhi dell’intero paese, del maresciallo, e nostri, qualcuno verrà ammazzato. Come? Da chi? E soprattutto… perchè? Ci saranno altri personaggi, altri sospetti e sospettati, ma tutto verrà risolto, tutto avrà un senso preciso, non ne rimarrete delusi.

In meno di un centinaio di pagine sono rimasta folgorata dalla scrittura di Barrile, un ritmo gustoso, che ti impedisce di smettere la lettura, un lessico colorato e accessibile. Lo stile narrativo, però è il vero spettacolo del libro, un linguaggio incalzante, vero, attrattivo. Pensieri corti, dialoghi che ti trasportano, non so nemmeno come, a Torrealta, dove riesci ad immaginare tutto, ma proprio tutto. Io ero lì, sul mio divano con il romanzo in mano, ma in realtà ero a fianco di Bivona e Pullara, di cui vi potrei descrivere ogni particolare, senza davvero conoscerli. Vi potrei dire che aria si respira a Torrealta, l’accento dei paesani, come immagino fossero vestiti tutti, la voce dei protagonisti… ma di tutto ciò non c’è traccia nel libro. La genialità dell’autore sta, nell’aver creato attraverso la sua scrittura, un’immagine chiarissima dell’insieme, in modo che noi, con la nostra mente e fantasia, riuscissimo a riempire questo insieme con tutti i dettagli, come per incanto, come accendendo un proiettore.

Più che consigliarvi questo romanzo, vi dico cosa ho fatto io dopo averlo finito: ho aperto internet ed ho ordinato tutti gli altri volumi della “I racconti del maresciallo”. Perciò cosa posso dire se non fare complimenti ENORMI a Giovanni Barrile per come riesce a creare con parole semplici e dialoghi quasi familiari, immagini talmente veritiere e reali da rimanere tali anche dopo aver chiuso il libro. Vorrei scrivere altro, ma sento il maresciallo Bivona che mi chiama per risolvere il prossimo caso, perciò vi saluto e mi raccomando non lasciatevi sfuggire questa piccola perla.

Buona lettura

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