” Il Grande Dio Pan ” di Arthur Machen

DETTAGLI PRODOTTO.
TITOLO Il Grande Dio Pan con Testo Originale
Copertina flessibile: 190 pagine
Editore: Adiaphora (1 aprile 2018)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8899593108
ISBN-13: 978-8899593100
LINK D’ ACQUISTO:
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CASA EDITRICE.
Adiaphora Edizioni, nata come marchio editoriale dell’Associazione Culturale Adiaphora, si pone come obiettivo quello di promuovere una nuova immagine di editoria incentrata sul rapporto di collaborazione e fiducia con gli scrittori e gli altri professionisti coinvolti. Poniamo grande attenzione nella cura dei manoscritti, in sinergia con gli autori stessi, e nella promozione dei nostri titoli tramite presentazioni in libreria e nei locali, e partecipando a fiere del libro, del fumetto e a festival letterari. Adiaphora Edizioni non chiede alcun tipo di contributo agli autori.
Desideriamo inoltre promuovere la cultura e la produzione letteraria mediante progetti creativi rivolti ad autori e lettori, come pure organizzare seminari, laboratori e workshop.

NOTIZIE AUTORE.

Arthur Machen – vero nome Arthur Llewelyn Jones, nasce a Caerlon in Galles nel 1863. Fu uno scrittore di racconti soprannaturali e un occultista.
Machen discendeva da una lunga stirpe di sacerdoti. Suo padre è il vicario della parrocchia di LLanddewy Facc e il giovane Arthur trascorre gran parte della sua infanzia nell’ambiente della canonica, dove già all’età di otto anni dimostra di possedere un interesse precoce verso la lettura.
La famiglia non è sufficientemente abbiente per potergli garantire gli studi all’università di Oxford, così completata la scuola dell’obbligo comincia a lavorare come giornalista.
Si trasferisce a Londra dove realizza il suo primo romanzo, l’anatomia del tabacco, e per provvedere a se stesso si dedica a lavori di traduzione testi. A 24 anni sposa Amy Hogg, una giovane artista londinese.
Nel 1891 realizza quella che probabilmente è la sua opera principale, il grande dio Pan, una storia incentrata sul mito pagano del dio Pan, la follia e la sessualità.
Machen scrive anche una vasta quantità di racconti, che però risultano sconvenienti per il puritano clima dell’epoca, suscitando sovente scandalo e un eccessivo terrore nei lettori. Gli autori come lui vengono ostracizzati e vanno incontro a grandi difficoltà per ottenere la pubblicazione. Arthur Machen trascorre una decina d’anni in miseria, barcamenandosi a Londra come meglio può nelle vesti di giornalista, attività che ne limita fortemente l’estro creativo senza peraltro garantirgli un reddito adeguato.
Il periodo nefasto culmina con la prematura morte della moglie Amy a causa di un grave male.
Da questa tragica fase della sua vita Machen riesce a riprendersi risposandosi e dedicandosi alla recitazione, passione che lo stimola decisamente più del giornalismo. Si aggrega inoltre all’ordine ermetico della Golden dawn, un ordine magico attivo in Gran Bretagna dedito all’occultismo e allo spiritismo. Attraverso i suoi studi e le conosce singolari maturate fra i “compagni” dell’ordine (uno fra tutti, Aleister Crowley), intraprende un percorso interiore che lo porta a mettere ulteriormente in discussione la realtà propriamente conosciuta e i limiti della mente umana, insufficiente per poter cogliere quel regno mistico impalpabile ed invisibile che coabiterebbe lo stesso spazio fisico del nostro mondo. Il misticismo e la follia sono tematiche molto importanti nel suo “corpus”, che ricorreranno con frequenza.
Il periodo di miseria termina grazie al riaccendersi dell’interesse in America per le sue opere. Gli anni 20 rappresentano gli anni del grande boom, i suoi racconti vengono inseriti in numerose raccolte americane e la cerchia delle sue conoscenze si amplia. Tuttavia, nel Regno Unito, Arthur Machen resta lo stesso autore sconveniente di sempre. Esauritosi l’effimero eco mediatico, Machen si ritrova nuovamente in miseria nella sua Londra e decide di concludere gli ultimi anni della sua vita ad Amersham. Solamente grazie alla solidarietà di alcuni letterati del tempo riesce ad ottenere un sussidio che gli permette di vivere una vecchiaia serena fino alla sua morte, avvenuta ad 84 anni, nel 1947.
Lo stile e le opere
Il misticismo è la colonna portante nelle opere di Arthur Machen. Il suo lavoro fortemente improntato alla ricerca della natura vera delle cose, pregno di un’energia pagana e sregolata, affascina ancora oggi folte schiere di individui che lo considerano una sorte di vate. Aleister Crowley fu un appassionato lettore delle opere di Machen, molto affini alla sua filosofia di pensiero.
Non facciamo però passare l’idea che egli sia stato un semplice mistico. Arthur Machen fu prima di ogni altra cosa un geniale autore di horror story dal ritmo incalzante, nelle quali è riuscito a dar forma a un proprio mondo coerente e al tempo stesso terrificante. Fu inoltre pioniere della psicogeografia, un genere che mette in primo piano il paesaggio, in grado di condizionare la psiche degli uomini.
Inoltre, egli è considerato l’artefice del ritorno in auge del romanzo gotico, che sembrava aver esaurito la sua ragion d’essere in epoca vittoriana.
Disse di lui Stephen King: in assoluto il miglior autore di storie di fantasmi in lingua inglese.

TRAMA UFFICIALE

Finalmente, dopo anni di ricerche nel campo delle scienze occulte e dello studio delle funzioni cerebrali, il dottor Raymond è pronto per portare a termine un folle esperimento. Una notte d’estate, assieme all’amico Clarke, che sarà suo testimone, decide di sottoporre la giovane Mary a un intervento chirurgico al cervello per consentirle di sollevare il velo che cela la mostruosa divinità della natura, il Grande Dio Pan. Ciò che la ragazza vede la sconvolgerà per sempre. Molti anni dopo, in una Londra vittoriana ancora profondamente scossa dagli omicidi di Whitechapel, una catena di inspiegabili suicidi sconvolge le famiglie benestanti del West End, stringendo la città in una morsa di terrore nella quale nessuno può dire chi sarà il prossimo, né quando accadrà. Soltanto Villiers, appassionato esploratore notturno, il gentiluomo Austin e lo stesso Clarke, segretamente affascinato dall’occulto e dal mistero, sospettano che dietro ai suicidi possa nascondersi un’enigmatica figura femminile. Tra angoscianti testimonianze e onirici peregrinaggi dai sobborghi più ricchi fino ai bassifondi più squallidi di Londra, i tre insoliti investigatori si troveranno dinanzi a un terribile segreto che getta le radici tra le pieghe del tempo, in un passato colmo di suggestione e oscurità. Il Grande Dio Pan, all’epoca additato come osceno per i contenuti sessuali e lo stile decadente, viene oggi considerato uno dei migliori romanzi gotici dell’orrore di fine Ottocento. Uno dei classici della letteratura gotica in edizione con testo originale a fronte e una nuova traduzione accompagnata da note critiche e da una postfazione di H.P. Lovec.

RECENSIONE a cura di Daniela Sardella.

Trovarsi tra le mani un manoscritto generato da un mostro sacro della letteratura non è cosa di tutti i giorni. La Biografia è ricca di successi dove alcuni autori , tanto per citarne uno solo, KING, hanno tratto grande ispirazione considerandolo un Grande Maestro del Thriller, altri dopo aver letto uno dei suoi scritti, scioccati dal contenuto, si sono ripromessi di non aprire più uno dei suoi libri. Effettivamente, essendo scritti in maniera così vivida, cruda e inquietante ti trascinano fortemente tra le pagine creando la stessa angoscia provata dai personaggi da lui ideati.
Il Grande Dio Pan è proprio uno di questi. Narra della Divinità Pagana di cui il nome è Pan, capace di trasportarti a follia pura, un potere talmente kafkiano che trascina la persona prescelta in visioni surreali portandola alla pazzia in modo davvero crudele. L’ Autore, abilissimo nelle descrizioni, ci conduce mano nella mano tra le pagine che si susseguono inesorabili ed è talmente difficile levare lo sguardo da esse che potremmo pensare di essere noi stessi nella morsa del Dio Pan, ma la realtà è il fascino della sua scrittura capace di generare emozioni contrastanti.
Tutto ha inizio a Londra dove il Dottor Raymond, sicuro della sua scoperta ed eccitato a sua volta, pratica un esperimento su una giovane donna. Decide di dimostrare tramite la prescelta, se vogliamo chiamarla così, l’ esistenza di creature primordiali appartenenti ad un universo fino a quel momento ignorato dal comune sguardo umano. L’ esperimento ottiene l’ esito desiderato ma con orribili conseguenze, la ragazza da quel episodio vive la sua esistenza nella completa follia giacendo in un letto con sguardo perso nel vuoto ignorando tutto ciò che la circonda ma avendo ben impressa la figura orribile visionata dopo l’ esperimento praticato, tanto raccapricciante da distorcerle il viso. La storia fa un balzo in avanti di diversi anni, distraendoci un po’ a causa dei vari suicidi-omicidi che si susseguono in maniera spaventosa non capendone l’ origine. La natura di queste azioni è avvolta nel mistero, la stessa polizia brancola nel buio, l’ unica cosa che stranamente accomuna le vittime e non solo il metodo utilizzato da ognuno, ma il fatto che risultavano tutti Gentiluomini avente vita adagiata e rispettabilissimi dalla società stessa, in più la cosa che seminò panico, oltre la frequenza di questi episodi, era l’ espressione che risultava sul volto, il viso deformato dava la sensazione che avessero incrociato nel cammino una visione talmente atroce da causargli un effetto brutale e di conseguenza per chi osservasse il corpo, ormai privo di vita, una sensazione di panico misto alla speranza di non incorrere mai in tale visione. Ma ben presto alcuni fatti iniziano a incrociarsi tra loro, casualità o no i pezzi di quel puzzle si univano pian piano dando vita a verità prive di senso, cosa peggiore comprendere un filo conduttore con quel innaturale esperimento praticato dal Dottor Raymond fece rabbrividire le persone coinvolte nella storia.
Le sensazioni che ho provato sono molteplici e estremamente forti. Alcuni tratti mi è stato difficile continuarne la lettura, detto sinceramente mi creavano un vero disagio sicuramente per l’ argomento trattato che mi incute timore o l’ immagine di quella ragazza dopo l’ insana sperimentazione, descritta nei minimi dettagli tanto accurati da ritrovarmi accanto a quella fredda poltrona dove ella possedeva ancora la ragione e pochi attimi dopo si ritrovò catapultata in un mondo dettato da incomprensione e terrore. Un thriller a regola d’ arte, di cui ne consiglio vivamente la lettura, anche se datato, vista la sua prima edizione risalente al lontano 1894, ma attualissimo e affascinante di cui la casa editrice Adiaphora ha utilizzato testo originale a fronte. Che dire ancora se non augurarvi Buona Lettura!

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