“Il bambino Nelson Mandela” di Viviana Mazza

Dettagli Tecnici:

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 3763 KB
  • Lunghezza stampa: 133
  • Editore: MONDADORI (25 novembre 2014)
  • Autore: Viviana Mazza
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00Q3P7NYC
  • ISBN-10: 8804657855
  • ISBN-13: 978-8804657859

Link d’acquisto:https://www.amazon.it/bambino-Nelson-Mandela-Viviana-Mazza-ebook/dp/B00Q3P7NYC/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=

Notizie Casa Editrice:

La collana vanta un primato: è stata la prima collana tascabile italiana a esordire nelle edicole. I libri uscivano tutte le settimane come “pubblicazione periodica“, dunque beneficiavano degli sgravi fiscali concessi alla stampa. La prima pubblicazione fu il romanzo Addio alle armi di Ernest Hemingway. Fu stampato in 60.000 copie, che andarono tutte esaurite nel primo giorno di uscita, il 27 aprile 1965. Ogni libro della collana costava 350 lire (circa 3 euro del 2006), l’equivalente di un biglietto per il cinema. Il primo slogan degli Oscar, “I libri-transistor”, fu coniato dal poeta Vittorio Sereni, che lavorava alla collana insieme ad Alberto Mondadori, figlio di Arnoldo. Il genere letterario privilegiato della collana fu il romanzo, che permetteva le tirature più alte.

Nel 2006 gli Oscar rappresentavano il 45% del fatturato della Mondadori Editore. Nel 2012 hanno superato i 4.000 titoli in catalogo, ripartiti in 18 sottocollane. A partire dalla primavera 2016 la collana ha subito una profonda rivisitazione della grafica a cura dello studio Leftloft. Le nuove copertine delle collane Oscar moderni ed Oscar classici sono prive dell’angolo in alto a destra mentre i libri della collana Oscar gialli hanno adesso un foro circolare al centro della copertina.

Biografia Autore:

Viviana Mazza è una giornalista del Corriere della Sera. Scrive per la redazione esteri, seguendo storie di donne e di uomini dall’Alaska al Pakistan. Nel 2010 ha vinto il premio giornalistico Marco Luchetta dedicato ai bambini vittime della guerra. È tra le prime in Italia a raccontare con professionalità e passione la storia di Malala Yousafzai, la più giovane candidata al Nobel per la Pace, definita nel 2013 dal Time uno dei personaggi più influenti dell’anno.

Sinossi:

Questa è la storia di Rolihlahla, che nella lingua xhosa significa “colui che tira i rami dell’albero”. Un gran combinaguai, insomma. E mai nome fu più azzeccato. Questa è la storia che una nonna sudafricana racconta ai cinque nipoti. La storia di Rolihlahla, che correva su e giù per le colline a piedi nudi, portava il bestiame al pascolo e cavalcava gli asini. La storia di Nelson, che stava per dimenticarsi di andare a scuola proprio nel giorno degli esami, perché giocava con Mackson. La storia di Dalibhunga, “colui che promuove il dialogo”, che affrontò con coraggio la cerimonia d’iniziazione, andò lontano da casa per studiare, e una volta rubò il bestiame del reggente. La storia di Rolihlahla Dalibhunga Nelson Mandela – Madiba, per il suo popolo – bambino fuori dal comune che divenne un grande uomo di pace e vinse il premio Nobel. Età di lettura: da 11 anni.

Recensione a cura di Jennifer Gaspari:

Quando mi si è presentata l’occasione di leggere un libro sul razzismo per poi scriverne la recensione, sono sincera, sono andata un po’ in tilt, volevo scegliere un libro diverso, un libro che non raccontasse una storia troppo triste, un libro che desse una speranza, che ci facesse capire come poter alzare la testa e decidere di cambiare le cose che non ci piacciono, che non vanno. Avevo bisogno di un esempio positivo, da poter consigliare a grandi e ragazzi, che esprimesse coraggio, ribellione, audacia, sogni. Poi ho capito, avevo bisogno di un eroe, perché i ragazzi credono negli eroi, sperano negli eroi, vogliono somigliare agli eroi. E in questo libro di Viviana Mazza, viene narrata la vita e la storia di uno degli eroi più super di tutti. Voglio rivolgermi ai ragazzi, con questa recensione, perché un ragazzo che cresce con ideali giusti e coraggiosi, può cambiare il mondo, come un eroe, come Nelson Mandela.

Ricordo che da piccola, su un libro vidi che il 18 luglio 1918 nacque un bambino, che davanti a sé aveva un destino enorme che l’attendeva, ero e sono tutt’ora molto orgogliosa di questa scoperta, perché quello è anche il giorno del mio compleanno, ed essere nata il suo stesso giorno, mi fa sentire un pochino più forte, mi da una dose di audacia in più. Quel bambino, chiamato Nelson ha cambiato il mondo, un solo piccolo bambino cresciuto in un luogo lontano da noi, in un posto non facile dove diventare grandi, in anni in cui vivere in Sudafrica voleva dire essere un problema. Ma Nelson, un problema, non ci si è mai sentito.

Rolihlahla Mandela nasce nel villaggio di Mvezo, in Sudafrica, il suo nome significa “colui che tira i rami dell’albero”. In questo libro ci viene narrata la sua storia attraverso la voce di nonna Nombulelo, una voce che riusciamo quasi a sentire, e dalla quale non vorremmo staccarci mai, perché ha il suono di una voce piena di orgoglio, stima e speranza, e le voci così, ormai sono rare. “Vi racconterò una storia straordinaria. La più straordinaria di tutte.” E noi ci sediamo lì, comodi comodi su una poltrona, pronti ad ascoltare qualcosa che ci arricchirà e che ci regalerà una voglia enorme di somigliare, anche solo un po’, a quel ragazzino che nonostante un’esistenza pienissima di eventi pesanti, difficoltà che si susseguono una dopo l’altra senza mai una tregua, ha sempre creduto in sé stesso, rimanendo sempre estremamente umile, sempre portando in alto come una bandiera, il pensiero che “Siamo ciò che siamo grazie agli altri”.

Negli anni in cui nacque Nelson, le cose erano diverse da come sono ora, molto, ma non troppo. Immaginiamo di vivere in un minuscolo paesino, una notte papà non si sente bene e ci lascia, poco dopo la nostra mamma ci prende per mano e ci porta in quello chiamato “Il Grande Posto” e ci lascia lì, da un uomo che si prenderà cura di noi, che ci darà un futuro migliore. Ma saremo soli, lontani da casa, lontani dalla nostra famiglia, anche un po’ spaventati. A che cosa ci potremmo aggrappare per sconfiggere quella paura? Nelson decide che la cosa più grande a cui stringersi sono il coraggio e la speranza. Vede allora che quello è un posto speciale, che lì la sua vita potrà solo che andare meglio. Nel Grande Posto, Nelson scoprirà anche un’altra grande cosa, che lui, nero di pelle, potrà, se vorrà, tenere testa ad un bianco, cosa che per quegli anni, credetemi, è davvero rivoluzionaria. E Nelson, la rivoluzione, la ribellione ce l’ha nel sangue. Nelson vivrà avventure che a leggerle quasi non ci si crede. Eppure, quel ragazzino nato in un paese lontano lotterà dal primo giorno per un futuro diverso, diverso per tutti, per i neri e per i bianchi. Avrà il coraggio di combattere anche quando la vittoria sembra troppo lontana, anche quando la vittoria del popolo, del suo popolo, gli costerà cara, molto cara. Nelson urlerà quando necessario, starà in silenzio quando sarà la cosa giusta da fare, donerà la sua intera esistenza per abbattere una cosa chiamata “apartheid”, che nella lingua afrinkaanssignifica “separazione”, separazione tra bianchi e neri. Nelson questa separazione non voleva e non poteva permetterla. Per il popolo nero, erano anni di rassegnazione, tutto sembrava inutile. “Inutile sognare: i bambini neri non avevano più nemmeno il diritto di sperare in un futuro migliore”. NO, questo non poteva succedere. Nelson doveva cambiare le cose, doveva trovare un modo per donare alla gente una cosa preziosa, persa da troppo tempo ormai, Nelson doveva ridonare loro la LIBERTA’. La libertà di poter essere neri, di poter essere bianchi, di poter sedersi dove si vuole, di poter votare, di poter giocare a rugby, di amarsi, di rispettarsi, di poter far udire la propria voce.

Nelson Mandela, inutile quasi che lo dica, è uno degli uomini più eroici che siano mai esistiti, nato in un piccolo paesino del Sudafrica, incarcerato per 27 lunghi anni, è riuscito con la sua voce a cambiare le cose, assieme a tante altre persone che hanno creduto in lui, che si sono alzate e hanno combattuto. Nelson Mandela, conosciuto anche come Madiba, è stato eletto dal suo popolo Presidente del Sudafrica, ha ricevuto il Nobel per la Pace, e il 5 dicembre 2015, quando chiuderà i suoi occhi su questo mondo così fortunato da averlo ospitato, tutti noi abbiamo versato una lacrima, perché gli eroi, quelli veri, non dovrebbero morire mai.

Ho adorato questo libro, dedicato ai ragazzi, ma che tutti dovremmo leggere, perché le storie come questa, dovrebbero essere raccontate di più, dovrebbero essere raccontate così, come ha fatto Viviana Mazza, con semplicità ma con onorevole onestà, per far capire ai ragazzi, ma anche a noi, che senza cercarli nei fumetti, gli eroi li possiamo trovare anche tra la gente. Che magari un Nelson Mandela ci può essere in ognuno di noi. Che tutti, se vogliamo possiamo urlare “NO, così le cose non vanno bene!”

Sono davvero grata all’autrice che ha voluto regalarci una storia così bella, così piena di ogni sentimento che vorrei provassero tutti i ragazzi al giorno d’oggi, ma anche domani e per sempre. Vorrei che il messaggio di speranza di questo libro e di tutta l’esistenza di Nelson potesse insegnare quello che in questi giorni ha ricordato a me. Vorrei però, che a concludere questa piccola presentazione fosse Madiba stesso. Ancora tanti complimenti a Viviana Mazza, passo la parola a Nelson.

“La mia libertà mi sta a cuore, ma mi sta ancora più a cuore la vostra libertà. Troppe persone sono morte da quando sono andato in prigione. troppe persone hanno sofferto per amore della libertà. Lo devo alle loro vedove, ai loro orfani, alle madri e ai padri che hanno pianto per loro… Solo gli uomini liberi possono negoziare. I prigionieri non possono fare accordi… Non posso sottoscrivere alcun impegno in un momento in cui io e voi, il popolo, non siamo liberi. La mia e la vostra libertà non possono essere separate. Ritornerò.”

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