“FIGLI DELLO STESSO FANGO” Di Daniele Amitrano

Autore: DANIELE AMITRANO
Titolo: FIGLI DELLO STESSO FANGO
Data di pubblicazione: 18/05/2017
Pagine: 290
Formato disponibile: Ebook / COPERTINA FLESSIBILE
Editore: 13Lab
Genere: ROMANZO

Link D’acquisto: https://www.amazon.it/Figli-dello-stesso-Daniele-Amitrano/dp/8899633207/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1553327859&sr=1-2&refinements=p_27%3ADaniele+Amitranoh

 

Biografia Autore.

 

Daniele Amitrano nasce a Formia il 14 febbraio 1982. Ha conseguito due lauree: la prima in Scienze Organizzative e Gestionali e la seconda in Scienze Politiche. Ha pubblicato due raccolte di poesia tra il 2005 e il 2007, che gli sono valsi importanti riconoscimenti nazionali. Nel 2016 ha fatto il suo esordio nella narrativa con il romanzo “Figli dello stesso fango”. Nel mese di maggio del 2018 è uscito il suo secondo romanzo: “La bambina che urlava nel silenzio.

Notizie Casa Editrice.

 

Nella primavera del 2014 nasce a Milano 13Lab Editore.
Il nostro slogan è: la casa editrice che promuove la lettura con gli occhi di chi legge.
Quando abbiamo cominciato, ci siamo resi conto che essere un editore non vuol dire solo stampa e distribuzione. In Italia purtroppo si legge poco, ed è importante partire dalla “comunicazione e divulgazione della lettura” per far arrivare al pubblico la passione per i libri.
Quello che cerchiamo di fare attraverso i nostri social network, argomentando il mondo dei libri. Difficile spiegare quello che ci conquista di un libro, è una questione di sensazioni più che di testa.
A noi piace viverlo, immedesimarci nei personaggi, ci piace il modo in cui l’autore riesce ad indirizzare la nostra fantasia, le emozioni provocate dalle parole, la suggestione delle ambientazioni, tutto quello che poi conquisterà i lettori. E queste sensazioni sono racchiuse all’interno dell collane che contraddistinguono lo stile di 13Lab Editore.
13Lab Editore ha un’unica sede legale, Milano, e non ha alcun legame con la casa editrice omonima.

SINOSSI.

Una telefonata misteriosa annuncia ad Andrea una morte di overdose. Lui, un giovane e affermato giornalista residente a Milano, decide di tornare nel suo paese dopo circa dieci anni. Il ritorno nella casa dove ha vissuto la sua adolescenza lo fa affondare nell’oscurità del tempo passato e rivivere eventi quasi del tutto dimenticati. Nel suo flashback ripercorre varie tappe: il dramma della malattia del fratello, affetto da schizofrenia; la ricerca di una via d’uscita dalla monotonia della piccola realtà di provincia e il fascino dei ragazzi più grandi che appaiono imbattibili; la ricerca del prestigio sociale attraverso falsi miti generazionali, come la droga e la violenza; le leggi non scritte del branco. È un periodo di ribellione e di assoluta sete di libertà che induce il protagonista e i suoi amici a un escalation di eventi che li condurrà sull’orlo del baratro. Quando Andrea scopre l’identità del defunto, inizia la sua personalissima indagine. Incontrando gli amici d’infanzia, il giornalista scopre che la droga è sempre il filo conduttore degli eventi ma non è la sola protagonista che porterà all’epilogo inaspettato e drammatico.

Recensione a cura di Walter Bianco.

La storia inizia con il nostro Protagonista Andrea che, divenuto un affermato giornalista, fà ritorno dopo 11 anni a Scauri , sui luoghi della sua giovinezza, solo perchè spinto dalla volontà di far luce sulla morte del suo amico Giacomo, Jack per gli amici, verso il quale era in debito e voleva rimediare al danno provocato dal suo stesso orgoglio. Rammaricato per essersi isolato e allontanato dagli amici, dal gruppo della “Fossa”, al quale non era riuscito a dare una seconda possibilità, riprenderà in mano i tanti ricordi, non sempre belli ,che hanno fatto da cornice alla sua adolescenza e a quella del suo gruppo di compagni con i quali aveva condiviso gioie e dolori. Andrea con i tanti Flashback durante questo viaggio a ritroso nel Passato, sarà capace nel Presente a scoperchiare segreti sepolti da tempo e soprattutto a smascherare un gioco fatto di protagonisti pronti a giocare in maniera non sempre corretta perchè ormai talmente tanto invischiati in dinamiche dalle quali non riusciranno più a tirarsene fuori.

La stessa dinamica e sensazione descritta dall’Autore ci introduce a uno dei Temi Principali del Romanzo: La Droga.

Questa, descritta come rimedio capace di “insonorizzare” le emozioni e creare una realtà parallela utile per allontanarsi dai problemi e sofferenze, è la stessa in cui s’imbatte Andrea quando si trova in mano una pallina di hashish e decide di provare quella droga nella speranza di dimenticare il dolore provocato da una delusione d’amore; ma l’altro motivo secondario è quello che tocca l’altro Tema Principale del Romanzo, ovvero la voglia adolescenziale di “integrarsi” in un gruppo di amici che porta a compiere gesti al limite e atteggiamenti contrari  solo per seguire la massa e scalare qualche gradino di quella scala invisibile che definisce il grado di popolarità dei ragazzi di quell’età, condizionandoli in maniera sbagliata per seguire i falsi miti adolescenziali.

Quindi Droga e Accettazione Sociale viaggiano in contemporanea attraverso il Romanzo  e rappresentano quel “Fango” del titolo che accomuna tutti i ragazzi protagonisti , alcuni sapranno liberarsene mentre altri rimarranno invischiati e “sporcati” per sempre condizionandone le aspettative di vita futura.

Devo ammettere che all’inizio la Trama mi aveva portato a pensare di leggere un libro “giallo” con tinte noir, INVECE poi ho cominciato a capire che l’Autore abilmente ha utilizzato come pretesto l’accaduto per costruirci sopra un ROMANZO DI FORMAZIONE , che ha come Protagonista Andrea che rappresenta il classico ragazzo in fase adolescenziale che deve fare i conti con la scuola, i primi amori, le amicizie, e in particolare i problemi legati all’ambito familiare dove vivrà un rapporto sempre sincero e leale con i genitori MA difficile e subordinato per le esigenze di un Fratello Schizzofrenico per il quale LUI, troppo orgoglioso, terrà tutto dentro senza mai esternare le sue difficoltà a nessuno per non accettare i sguardi compassionevoli e pietosi di Maestri e Amici.

Con Capitoli brevi, intensi e uno stile delicato ma quando necessario Forte e adatto al contesto, l’Autore riesce benissimo nel suo intento, cioè quello di raccontare una Vicenda Vera, ricavata da fatti vissuti realmente dallo stesso Autore e in parte frutto di Fantasia , che coinvolge e trascina proprio perchè sincera e capace di far riconoscere come “vicini” scenari e dinamiche sociali a chi legge.

A me personalmente è piaciuto del libro , oltre alla storia narrata, l’abilità e la cura di Amitrano nel aver disseminato tanti elementi nel racconto che, solo dopo aver finito di leggere, ho rivalutato e compreso al meglio, tutti collegati a quel finale sicuramente inaspettato e architettato con maestria da lasciare con l’amaro in bocca.

 

In particolare mi riferisco alle “citazioni” prima del Prologo di Alda Merini e di Jim Morrison, alla Copertina del libro ma SOPRATTUTTO al simbolismo dello specchio che troviamo all’inizio e alla fine del libro, simboleggiando ciò che vorremmo essere, ciò che gli altri vedono in noi, lasciando nelle ultime pagine il Lettore con un velo di tristezza e paura per il Futuro prossimo del nostro Protagonista.

 

Complimenti di cuore a Daniele Amitrano che mi ha “catturato” con il suo affascinante Romanzo, incollandomi letteralmente alle pagine e facendomi partecipe della sua incredibile creatività e abilità, portandomi a consigliare tutti, con assoluta sincerità, a leggere “Figli dello stesso Fango”. Sicuro che saprà coinvolgere e appassionare di certo TUTTI , in particolar modo lo consiglio come lettura utilissima per Educatori e Genitori , ma anche molto formativa per Adolescenti , per capire e comprendere al meglio quanto siano importanti e fondamentali per il futuro, dinamiche e problematiche affrontate dai Ragazzi durante la loro difficile fase adolescenziale.

 

 

 

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