Amabili Interviste con Amalia & Amaryllis .

Eccoci qui ancora una volta presenti con l’ appuntamento intervista . Oggi avremo il piacere di intervistare due autrici, Amalia e Amaryllis, creatrici del romanzo:” Il Prezzo della Sposa” disponibile sia ebook che cartaceo. Una creazione a quattro mani molto particolare di cui alleghiamo la trama. Avremo modo di conoscere le due scrittrici in maniera più approfondita Sabato 12, dalle 14.30 alle 15.30 sul gruppo correlato alla nostra pagina ufficiale Facebook. Noi abbiamo iniziato a curiosare un po’ nella loro vita Iniziando con la Biografia e proseguento con alcune domande. Buona lettura!
Biografia Autrici.
Amalia & Amaryllis sono gli pseudonimi di due autrici che si sono trovate per caso, hanno iniziato a scrivere per gioco e si sono trovate a scoprire, non senza stupore, che in quattro mesi erano venuti fuori quattro volumi di una saga in cui un intero universo (affollatissimo) prepotentemente ha preso forma.
Difficile capire dove inizi il lavoro di una e finisca quello dell’altra: il loro modus operandi è una vulcanica condivisione di idee, impressioni e passioni.
Sinossi.
Nel 1870 i destini di tre famiglie s’incrociano in una tenuta non lontana da San Pietroburgo. La giovanissima Ann di Salmis, nobile svedese e provetta scacchista, stringe un’amicizia indesiderabile con il calmucco Ivan Orchadev, figlio ventenne di una famiglia di mezzadri dei Principi Kuragin.
In una narrazione epistolare corale, che esplora la polifonia dei carteggi privati fra vari membri delle tre famiglie protagoniste e di altre disseminate per l’Europa, la storia di Ann e Ivan, una partita a scacchi dopo l’altra, si dipana negli anni, affrontando gli ostacoli delle differenze di censo e della disapprovazione familiare e sociale.
Il Prezzo della Sposa è il primo volume della Saga della Sposa, una serie di romanzi epistolari a narrazione corale che accompagnano i numerosi personaggi, nella loro evoluzione personale e familiare, per tutta la seconda metà del XIX secolo, fra i fasti dell’Impero Russo, la notte artica di Svezia, le danze sfrenate della Puzsta, passando per la perfida Albione, fino al selvaggio West.
Iniziamo il vivo dell’ intervista. A seguire la prima domanda.
•Com’è entrata nella vostra vita la lettura e quando è nato il desiderio della scrittura?
Amaryllis: da piccola avevo una versione completa dei racconti di Jules Verne, tradotta in italiano, credo di averla divorata. Ho iniziato a scrivere fanfiction intorno ai tredici anni e ho continuato allegramente fin verso la fine del liceo. Poi, dopo un periodo relativamente lungo di “silenzio stampa”, ho deciso di riprendere, ma stavolta con personaggi originali.
Amalia: essendo molto, ma molto più vecchia di Amaryllis, io neanche me lo ricordo come sia entrata la lettura nella mia vita. Credo prima che nascessi, essendo entrambi i miei genitori lettori fortissimi. La scrittura, invece, è il prodotto recente di un insano desiderio di espressione. Un giochino letterario, per il mio primo romanzo Mia Cara Jane, scritto per esplorare le potenzialità narrative dell’incrocio delle biografie di due personaggi storici senza forzarle. E un gioco vero e proprio, molto più divertente, con la scrittura a quattro mani.
•Com’è nata la vostra amicizia? E quando avete deciso di scrivere un romanzo insieme?
Amaryllis : E’ un po’ complicato. Non tanto in realtà. All’epoca (maggio 2018) stavo scrivendo il mio primo romanzo, Polaris, i cui protagonisti, Jacob e Amelia, sono i genitori di Ann, l’eroina de Il Prezzo della Sposa. Amalia (incautamente?) si offrì di leggere il primo capitolo, e il ruolo di lettrice occasionale ben presto sconfinò nelle mansioni di editor, spalla su cui piangere, motivatore atletico e amica di penna. Finito l’improbabile romance vittoriano, ci siamo dette: e mo’ che succede? Da cui la nascita di Ivan, Ann e l’universo di Kirishi, la grande tenuta nell’oblast di Pietroburgo.
I calmucchi, invece, vengono da una notissima compagnia di danza folkloristica russa, lo Igor Moiseyev Ensemble, che negli anni ‘60, su iniziativa del Ministero sovietico della cultura, si impegnò a preservare in forma tersicorea le identità delle varie popolazioni autoctone russe. Ballano facendo tremare le spalle. E vanno a cavallo. In vestaglia. Serve altro?
Amalia : No, dico? L’avete letta? Ballerini russi, motivatori atletici, cavalieri in vestaglia che fanno tremare le spalle nella steppa e si presume sia arte tersicorea, un romanzo vittoriano pieno di spie che sono veramente spie e spie che dovevano essere spie ma poi, nel capitolo che le metteva alla prova, erano troppo buone e ingenue per esserlo…impossibile non farsi conquistare dalla ricchezza del mondo interiore di questa donna. Dovevo convincerla a scrivere un romanzo per sviscerare le potenzialità di questo universo. E visto che i personaggi erano tanti, ansiosi di esprimersi, e visto che volevamo che parlassero con le loro parole e pensassero i loro pensieri, la forma epistolare era l’unica che rendesse loro giustizia e al contempo che esprimesse un aspetto così fondamentale del mondo ottocentesco come la corrispondenza.
•Entriamo nel vivo. Un racconto particolare che ha inizio nel lontano 1870 e spazia in vari luoghi e con diversi personaggi. Come mai queste scelte?
Per quanto riguarda la storia russa, gli anni ‘70 dell’Ottocento sono stati un periodo interessante, perché Alessandro II (lo Zar Liberatore) combinava un atteggiamento retrogrado e reazionario nei confronti del dibattito politico e dell’introduzione di istituzioni e forme di governo più moderne e garantiste, con quella che, almeno all’apparenza, fu una sincera volontà di modernizzare la Russia, come un novello Pietro il Grande.
Ivan Orchadev è un mezzadro affrancato. E per quanto sulla prima parte ci si possa (voglia) fare qualcosa, come dice Effie, nulla lo renderà meno figlio di suo padre. D’altro canto, una buona (o cattiva) reputazione contano ora, ma allora erano tutto: e chi decideva di andare contro come gira il mondo veniva tacciato di essere un sobillatore. O un titano. Dipende dai punti di vista.
Fondamentale, una volta terminata l’impresa, è stata la rilettura da parte di una schiera di inestimabili amiche, che hanno migliorato, corretto, russificato il manoscritto.
Amalia : da Polaris avevamo nove gustosi personaggi in cerca di un seguito. Inglesi, scozzesi, svedesi, calmucchi, russi. Gli ingredienti per una perfetta zuppa vittoriana, di quelle a fuoco lento. Bisognava trovare la ricetta giusta, che li mischiasse ma allo stesso tempo non spegnesse i sapori, che esaltasse il gusto con gli accostamenti.
Gridavano romanzo epistolare e nuova generazione e così sono apparsi Ann e Ivan bambini. Li abbiamo solo lasciati parlare, giocare a scacchi, esprimere la loro personalità ed è finita che si sono innamorati e il mondo intorno a loro, parenti, amici e nemici vicini e lontani, ha girato sul suo asse reagendo di conseguenza. La politica, l’emancipazione, la modernizzazione della Russia, i mezzadri, il conflitto di casta, tutto era già lì alle loro spalle, a noi solo il compito di narrarlo.
Qual’ è la difficoltà maggiore dello scrivere un romanzo a quattro mani? Si riesce ad essere d’ accordo facilmente sull’ andamento della storia?
Amaryllis : tra le mille e più doti di Amalia c’è l’innata capacità di comprendere, imbrigliare e ben dirigere il mio entusiasmo verso lidi sensati, corroborandolo con una conoscenza approfondita del periodo vittoriano e una pazienza illimitata.
Sinceramente sono felicissima di aver scritto a quattro mani, anche perché il processo di scrittura, di per sé arido eremitaggio di fronte ad una pagina bianca (retroilluminata), diviene invece un’occasione per raccontarsi storie a vicenda. Con tutto il materiale venuto fuori dalle nostre chiacchierate, a tratti assurdo, sempre divertente, ci si potrebbero scrivere altri sei libri. Ormai i nostri personaggi li conosciamo, così bene che sempre più spesso, col proseguire della saga, si scrivono da soli, anche prendendo decisioni contrarie alla nostra volontà…ma niente, non c’è modo di fermarli. Compreso comparire come personaggi secondari e poi, di prepotenza, imporre la propria presenza e la propria ferma volontà nei seguiti.
Amalia : non è stata la prima volta che abbia scritto a quattro mani, in verità, ma è stata la prima volta che sia stato, propriamente, un bel gioco. Fra le potenzialità degli strumenti di scrittura condivisa oggi disponibili c’è quella, inestimabile, di dare veramente un senso alla parola collaborazione. Lavorare sullo stesso file, contemporaneamente, ha reso la scrittura e la narrazione un continuo dialogo fra noi, un contrappunto onnipresente, un fiorire di commenti e di conversazioni a volte neppure strettamente collegate alla pagina, che ha fatto crescere i personaggi nella coscienza di entrambe e, alla lunga, ha anche fatto perdere i confini ai nostri stili che avrebbero, di per loro, una marcata differenza.
E poi lavorare con Amaryllis è uno spasso: ha tutta la fantasia immaginifica e l’entusiasmo che a me mancano e da un cilindro da prestigiatore di idee divertenti e strampalate tira poi fuori quelle davvero geniali.
Difficoltà, dico la verità, non ne ho proprio trovate. Sono ancora sconvolta dalla velocità impressionante con cui si sono scritti da soli i quattro volumi della saga.
•Cosa avete provato una volta conclusa la stesura?
Amaryliss : un forte senso di euforico smarrimento alla fine del primo volume. Seguito dal desiderio di iniziare immediatamente il seguito, con buona pace di studio, amici, parenti e conoscenti.
Amalia : e alla fine dell’ultimo volume…un forte senso di euforico smarrimento. Seguito immediatamente dopo dalla necessità di tornare nel mondo reale, da amici, parenti e conoscenti che stavano esaurendo la pazienza. Esperienza fantastica, grande emozione.
• Avete altri progetti in futuro?
A&A: Certo! (auto)Pubblicare gli altri tre volumi della saga, prima di tutto.
Conquistare il pubblico: se i lettori (molti o pochi che siano) arrivassero ad amare questi personaggi la metà di quanto li amiamo noi, avremmo già raggiunto il nostro scopo.
Abbiamo anche scoperto che le revisioni, in cui siamo al momento impegnate, sono divertenti quasi quanto la prima stesura. E poi è successo che, arrivate in fondo, i personaggi erano cresciuti, maturati, avevano acquisito spessore e questo ci ha costrette a tornare indietro a modificare, chiarire, aggiungere per fare in modo che la loro maturazione trovasse piena coerenza già nel momento in cui sono apparsi.
Per il futuro remoto, chissà, di sicuro è stato troppo divertente per non rifarlo…
Vogliamo ringraziare per la disponibilità mostrata non solo oggi, fornendo le prime risposte, ma per la futura presenza per l ‘approfondimento di tale intervista che si terrà Sabato 12 dalle 14.30 alle 15.30 ,nel gruppo di Amabili letture blog . Potrete interagire direttamente con le Autrici dove saranno pronte a fornire ulteriori curiosità. Grazie ancora Amalia e Amaryliss e vi aspettiamo ansiosi Sabato.

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